Invito a Palazzo 2017: sabato 7 ottobre visite guidate gratuite nei palazzi storici delle banche

26 Lug

Invito a Palazzo 2017: sabato 7 ottobre visite guidate gratuite nei palazzi storici delle banche solitamente chiusi al pubblico.
La visita ai palazzi è gratuita.
Solo per alcuni è obbligatoria la prenotazione telefonica

XVI edizione della manifestazione promossa dall’ABI (Associazione Banche Italiane).

I palazzi storici delle banche italiane, solitamente chiusi al pubblico perché luogo di lavoro, saranno aperti gratuitamente su tutto il territorio nazionale. Cittadini, appassionati e turisti potranno così ammirare uno straordinario scorcio di patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico, oltre che arredi, opere d’arte di ogni epoca, giardini, cantine, archivi e biblioteche, che le banche italiane conservano e tutelano.

Le banche italiane, coordinate dall’Associazione Bancaria Italiana, organizzano anche quest’anno la manifestazione culturale Invito a Palazzo, un’iniziativa che vede l’apertura al pubblico delle sedi storiche delle banche e la presentazione ai cittadini delle loro collezioni d’arte. Ogni anno aprono circa 100 palazzi in 50 città.

L’ iniziativa consente di condividere con l’intera collettività il patrimonio culturale chele Banche custodiscono e valorizzano, attraverso accessi e visite gratuite per i cittadini, turisti e appassionati.

La manifestazione si svolgerà sabato 3 ottobre 2015.

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Invito a Palazzo 2017: sabato 7 ottobre visite guidate gratuite nei palazzi storici delle banche solitamente chiusi al pubblico

Villa Albani: visite guidate con permesso speciale

25 Lug

Villa Albani a Roma: visite guidate con permesso speciale.
Un’eccezionale occasione per visitare Villa Albani, solitamente chiusa al pubblico. La villa testimonia una delle più alte espressioni del particolare gusto antiquario affermatosi alla metà del Settecento, nel passaggio tra il rococò e il Neoclassicismo, in cui Roma era divenuta meta privilegiata del Grand Tour.

Una meravigliosa villa urbana con capolavori artistici e naturali:

  • il magnifico Giardino all’italiana con fontane ed edifici minori, tra cui un tempio diruto e finte rovine realizzate assemblando veri frammenti archeologici
  • i capolavori di arte antica: nella villa il cardinale Alessandro Albani riunì la sua collezione di antichità, creando percorsi emozionali disponendo le antichità secondo un preciso progetto d’arredo, una scelta dettata anche dalla destinazione della villa come luogo di piacere per una ristretta cerchia di visitatori. Un processo che avrebbe favorito lo sviluppo dell’Archeologia sotto il profilo della storia dell’arte.
  • l’eccezionale Galleria d’Arte che ospita grandi opere tra cui: Perugino, Gherardo delle Notti, Luca Signorelli, van Dyck, Tintoretto, Ribera, Guercino, Giulio Romano, Annibale Carracci, Marco d’Oggiono, Borgognone, Luca Giordano, David, Vanvitelli, Pietro Bracci, Ercole de’ Roberti.

MAGGIORI INFORMAZIONI

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Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma al Guido Reni District

19 Lug

Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre 2017: 5 mostre uniche al mondo presso il Guido Reni District, mostre che hanno realizzato successi incredibili in tutte le più importanti città del mondo. E’ la prima volta che tante mostre di qualità sono riunite in una grande ed unica location a Roma.

Real Bodies, il grande expo dell’anatomia umana. In mostra oltre 300 tra corpi interi  e organi umani veri.

Cosmos Discovery, la grandissima mostra sullo spazio con reperti originali della NASA e di altre agenzie mai visti in Italia prima d’ora.

Brikmania, una mostra incredibile sul mondo dei mattoncini LEGO, oltre 200 pezzi mai visti in Italia tra cui il Titanic di 7 metri.

Scientopolis, la mostra della scienza interattiva, con dispositivi e strumenti scientifici sviluppati da un equipe di scienziati.

Dinosaur Invasionla mostra sui dinosauri che ha sconvolto il mondo. Dal Giurassico tornano in vita dinosauri iperrealistici e a grandezza naturale che vi affascineranno tra scienza, storia, tecnologia e intrattenimento.

Programma in aggiornamento

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Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre al Guido Reni District

Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre 2017 al Guido Reni District

Vicolo del Buco a Trastevere: una targa sulla casa di Lucio Dalla

28 Giu

Trastevere, una targa per Lucio Dalla: a 5 anni dalla scomparsa Roma ricorda il cantautore.
Nella casa di vicolo del Buco a Trastevere Lucio Dalla ci ha vissuto per 10 anni, dal 1980 al 1990. Lì come ricorda l’amico Antonello Venditti – che insieme a De Gregori, Ron, gli Stadio e tanti altri artisti frequentava l’appartamento – Dalla ha composto La notte dei miracoli. E proprio una frase del testo della canzone con la quale l’artista bolognese celebra la Capitale è scalfita nella targa di travertino romana apposta ieri sera al civico 7 di vicolo del Buco.

IN QUESTA CASA HA VISSUTO LUCIO DALLA (1943-2012) PROTAGONISTA DELLA MUSICA ITALIANA “ E’ LA NOTTE DEI MIRACOLI FAI ATTENZIONE, QUALCUNO NEI VICOLI DI ROMA HA SCRITTO UNA CANZONE” (DALLA, 1980)

Ad inaugurare la targa la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo, il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce e il musicista Antonello Venditti.
Alla cerimonia presenti due musiciste, Marla Green e Alexandra Maiolo, che hanno suonato canzoni dell’artista bolognese.

Fonte: Comune di Roma

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La stagione 2017/2018 al Teatro Sistina di Roma

27 Giu

Teatro Sistina, ecco la stagione 2017/2018: con Claudia Cardinale, Arturo Brachetti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, i più Grandi Musical del momento: Grease, The Bodyguard, Mamma Mia!, Billy Elliot

Ben quattro titoli tra i maggiori successi mondiali del momento: Mamma Mia! il musical campione di incassi del decennio con le canzoni degli ABBA e protagonisti Luca Ward, Paolo Conticini, Sergio Muniz, Sabrina Marciano.

Grease XX anniversario, uno dei più longevi successi italiani che torna al Sistina dopo vent’anni dalla sua prima storica edizione, questa volta con Guglielmo Scilla conosciuto sul web anche come Willwoosh.

Tratto dal film con una delle più immortali colonne sonore della storia consegnata al mito, arriva The Bodyguard reso celebre dalla sua indimenticabile interprete Withney Houston, che vedrà come interprete principale Ettore Bassi.

Dopo circa 10 anni dal suo esordio nel West End, Billy Elliot ancora incanta e colpisce le platee di tutto il mondo con le splendide musiche di Elton John e una incantevole storia di speranza che torna attesissima al Sistina con nuovi giovani protagonisti cresciuti all’Accademia del Teatro Sistina.

Questi quattro titoli fanno del Sistina senza dubbio la Broadway romana e confermano il primato del Sistina sul territorio nel genere più amato dagli italiani.

Come è tradizione del Nuovo Sistina di Piparo, accanto ai titoli internazionali non mancherà la “novità” italiana, proseguendo così il percorso già aperto con il Marchese del Grillo e continuato poi con Febbre da Cavallo di adattare al palcoscenico in forma di commedia

musicale i grandi film della Commedia italiana: Enrico Montesano porterà al Sistina in Prima assoluta ancora una maschera romana, il celebre personaggio del Conte Tacchia già creato per il cinema.

Per la consueta contaminazione con il genere Prosa, un’altra grandissima interprete del nostro cinema, reduce dalla sua personale affermazione sulla croisette di Cannes, sarà protagonista della prossima stagione: Claudia Cardinale porterà la versione al femminile de “La Strana Coppia” di Neil Simon, in un progetto voluto dal compianto Pasquale Squitieri.

Graditissima la riconferma di Vincenzo Salemme con la sua Festa esagerata” che ha già sbancato la scorsa stagione lasciando ancora al pubblico tanta voglia di partecipare.

Dopo i successi europei, approderà al Sistina il poliedrico trasformista Arturo Brachetti con “Solo”, uno spettacolo tutto nuovo in scena per la prima volta a Roma.

La chiusura di stagione sarà affidata a una nuova produzione targata Nuovo Sistina con Michele La Ginestra recentemente consacrato dal pubblico romano con il suo “one-man-show” visto da oltre 10.000 spettatori in appena una settimana. In arrivo “E’ cosa buona e giusta”, uno spettacolo con orchestra dal vivo e un grande corpo di ballo che rappresenta in pieno il Varietà di Teatro Musicale nello stile e nella tradizione tanto amati dal pubblico italiano.

Dal teatro musicale alla prosa, dalla trasformismo al varietà alla danza, per il pubblico la nuova stagione si prospetta come un’occasione imperdibile per trascorrere ore piacevoli e divertenti, sempre ricche di sorprese e emozione, grazie a un’offerta artistica adatta a soddisfare tutti i gusti. In una platea che avrà il sapore di “casa”, in compagnia di nomi amatissimi dello spettacolo italiano, il Sistina è pronto ad affrontare un altro anno di lavoro con rinnovato entusiasmo, coniugando l’approccio popolare al talento, forte del successo di pubblico e critica ottenuto nella scorsa stagione.

Proprio come lo scorso anno, a inaugurare la nuova stagione sarà a Settembre lo spettacolo dei giovani talenti dell’ACCADEMIA SISTINA, la grande officina creativa multidisciplinare per ragazzi dagli 8 ai 16 anni, giunta al secondo anno di attività e nata da un’idea di Massimo Romeo Piparo. Gli allievi, dopo l’intenso lavoro estivo nei corsi di recitazione, canto e danza tenuti da grandi professionisti dell’arte, della musica, della recitazione, della danza, saranno pronti a portare sul palco del Sistina i frutti del proprio impegno per condividere con il pubblico progressi e conquiste.

Grande spazio verrà poi dato anche al pubblico dei più piccoli: in programma nella nuova stagione il “SISTINA PER LE SCUOLE”, una speciale proposta riservata agli studenti romani con spettacoli che andranno in scena al mattino.

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La stagione 2017/2018 al Teatro Sistina di Roma

La stagione 2017/2018 al Teatro Sistina di Roma

Teatro dell’Opera: la stagione 2017/2018

26 Giu

Ecco la stagione 2017/2018 del Teatro dell’Opera di Roma: 10 opere (di cui 7 nuovi allestimenti) per 78 recite; 6 balletti (di cui un nuovo allestimento) per 46 recite; 4 concerti sinfonici.

Il melodramma sette-ottocentesco, e il balletto romantico, rivisitati e alternati a titoli del ‘900 e contemporanei. Rarità e nuove produzioni. Ricerca continua del dialogo con il pubblico e con i giovani. Ventaglio largo di proposte a margine, dai concerti sinfonici ai molti appuntamenti didattici e al lavoro di fucina per forgiare le nuove leve (il vivaio di Fabbrica). L’Opera di Roma va avanti felicemente così da anni, all’insegna del tanto e tutto di qualità, riuscendo nel miracolo di coniugare esigenze di mercato e ruolo culturale di prestigio, aumentando ogni anno gli incassi. La prossima stagione – presentata dal sovrintendente Carlo Fuortes con l’intervento della sindaca Virginia Raggi, del vicesindaco e assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo e dell’assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera – parte sullo stesso binario.

L’ente lirico romano, ammettiamolo, fa sognare: sembra il teatro d’opera della capitale d’un paese in pieno boom, sia economico che immateriale. I numeri del cartellone 2017-’18: 10 opere (di cui 7 nuovi allestimenti) per 78 recite; 6 balletti (di cui un nuovo allestimento) per 46 recite; 4 concerti sinfonici. Con Caracalla 2018, che dovrebbe sciorinare tre titoli e 25 recite, le recite sfondano il tetto di 150. Cifre che “confermano la crescita del Teatro”, sottolinea lo stesso Teatro dell’Opera in una nota, “in linea con gli aumenti già registrati nelle ultime stagioni”.

Fin troppo facile osservare le similitudini con l’anno scorso, a cominciare dalla partenza bruciante: nel 2016 il Tristano, stavolta La damnation de Faust (ultima rappresentazione romana nel 1955). L’anno scorso il Wagner più dirompente, quest’anno il Berlioz che dalle plaghe del Grand Opéra dilata forme, spezza equilibri, rompe consuetudini e immette inquietudini. Insomma al direttore artistico Alessio Vlad, figlio di tanto padre, piace cominciare con la periferia avanzata – e non italiana – del Romanticismo, coi grandi innovatori che fecero e fanno discutere. E sul podio lo stesso direttore dai modi umili ed elusivi, umili i modi quanto sicura la bacchetta che scandaglia i testi fino a profondità sconcertanti: Daniele Gatti.

Poi I masnadieri di Verdi (popolare ma non troppo, perfino un po’ tedescante…), opera poco rappresentata (a Roma manca dal ’72), a foschissime tinte. Quindi Sonnambula diretta dalla stessa Speranza Scappucci che a gennaio scorso firmò Così fan tutte. A seguire il classicissimo dittico Cavalleria rusticanaPagliacci e poi una zampata novecentesca, il Billy Budd di Benjamin Britten da Melville. Quindi Bohème con la regia di Alex Ollé de La fura dels Baus. E avanti, a ottobre e novembre, con un doppio Mozart: il Flauto magico nella fantasmagorica versione multimediale e itinerante della Komische Oper di Berlino; e Le nozze di Figaro, con la regia di Graham Vick che prosegue la rilettura della trilogia di Mozart-Da Ponte iniziata l’inverno scorso con Così fan tutte. E quindi un finale di stagione sul velluto con due titoli da loggionisti e altrettante riprese di produzione: Traviata e Tosca.

Analogamente la stagione di balletto comincia con un segno forte, la prima mondiale di Don Chisciotte su musica di Ludwig Minkus e con le coreografie di Laurent Hilaire (ispirate a Petipa e Gorsky). Protagonisti lo stesso Hilaire, direttore artistico dello Stanislavskij Ballet, e il grande Mikhail Baryšnikov. Segue la ripresa de Lo schiaccianoci di Cajkovskij riveduto e corretto dal romano Giuliano Peparini, un indimenticabile successo di fine 2015. Poi un’inedita Soirée française dedicata a due icone del balletto moderno come Serge Lifar e Roland Petit; e con la numero uno del teatro romano, Eleonora Abbagnato, che danza in omaggio a Lifar la sera della prima. Il tutto su musiche di Lalo e dei Pink Floyd. E ancora novità e respiro contemporaneo con il trittico costituito dai coreografi Kylián-Forsythe-Inger. E un tributo al Novecento con Manon dello scozzese Kenneth MacMillan su musica di Massenet, protagonista ancora la Abbagnato. E infine, di nuovo nel segno della rilettura dei grandi classici, la ripresa de La bella addormentata di Cajkovskij nella versione di Jean-Guillaume Bart, con Iana Salenko nel ruolo di Aurora.

Completano il quadro quattro concerti sinfonici con repertori decisamente impegnativi (Berio, Poulenc, Bruckner, Musorgskij, Schönberg, il contemporaneo greco Nikos Skalkottas) e star internazionali del podio come Maxime Pascal, Dennis Russell Davies, Konstantinos Karydis, Lothar Koenigs.

Sul versante didattico c’è come al solito di tutto: le Lezioni d’opera con Giovanni Bietti, quest’anno anche quelle sul balletto con Leonetta Bentivoglio; le attività dei giovani di Fabbrica; le prove generali per gli under 26; Opera Camion che gira per le piazze di Roma e del Lazio portando un florilegio delle produzioni annuali con la partecipazione della Youth Orchestra, l’orchestra giovanile del Teatro. E ancora le scuole di canto corale e danza e la riedizione del progetto Canta con me! Quest’anno, poi, la direzione del Teatro propone anche il last minute per catturare più pubblico possibile, con il 25% in meno sul prezzo del biglietto per alcune serate.

Dulcis in fundo, le tournée, a testimonianza del prestigio di cui ormai gode l’Opera romana oltre confine. Nel 2017-2018 le mete sono Cannes, l’Oman e Tokyo.

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Teatro dell'Opera: la stagione 2017/2018

Teatro dell’Opera: la stagione 2017/2018

 

Enjoy. L’Arte incontra il Divertimento al Chiostro del Bramante

23 Giu

Enjoy. L’Arte incontra il Divertimento: in mostra a Roma al Chiostro del Bramante Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, Kelley, Huyghe dal 23 settembre 2017 al 18 febbraio 2018.

Dopo il successo della originale mostra Love, l’Arte incontra l’amore, che ha registrato in sei mesi l’afflusso di 150mila spettatori, soprattutto giovani, il Chiostro del Bramante continua il suo innovativo percorso programmatico proponendo ancora una volta una esposizione unica per la singolarità delle opere, che pone sotto la lente di ingrandimento le diverse possibilità percettive ad esse connesse. Una esperienza che lo spettatore può fare attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’arte contemporanea.

Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini. Una regola che il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.

Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro parte da questi presupposti per la mostra che proporrà dal 23 settembre 2017 al 18 febbraio 2018. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite.

Tra i grandi nomi allineati troviamo Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, i protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento, assunto nell’accezione etimologica della parola: portare altrove.

L’altrove, l’altro da sé, il perdersi nei meandri dell’arte e dell’inconscio è ciò che accomuna il gesto di tutti gli artisti presenti in Enjoy, le cui opere guideranno il visitatore in un percorso invisibile ma fortemente tracciato, che prenderanno vita in un incessante rapporto interattivo e giocoso, dove le diverse percezioni del “fuori da sé” avranno un ruolo fondamentale.

“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.

Ecco allora che in Enjoy, dalle sculture leggere di Alexander Calder, lo spettatore può perdersi nel labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich per poi immergersi e riemergere dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed o nei raffinati giochi di luci illusorie di TeamLab che prendono forma e mutano solo a contatto con il pubblico, o essere inseguiti dagli occhi indiscreti e inquietanti di Tony Oursler e trovarsi a contatto con i corpi deformati di Erwin Wurm e così via, di artista in artista, di sala in sala: il Chiostro del Bramante diventerà luogo elettivo di una realtà tutta da scoprire, che esiste in ogni istallazione (alcune di grandissime dimensioni), a una realtà che, tuttavia, può anche non esserci.

D’altra parte è proprio Paul Klee che ci dice: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

In collaborazione con Arthemisia. A cura di Danilo Eccher

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24 giugno: San Giovanni e la Notte delle Streghe

22 Giu

In passato una delle feste religiose e profane più sentite a Roma era quella di San Giovanni, patrono della città, festeggiato il 24 giugno. La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta “notte delle streghe”, durante la quale la tradizione voleva che le streghe andassero in giro a catturare le anime.
La gente partiva allora da tutti i rioni di Roma, al lume di torce e lanterne, e si concentrava a San Giovanni in Laterano per pregare il santo e per mangiare le lumache nelle osterie e nelle baracche.
Mangiare le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, significava distruggere le avversità.
La partecipazione popolare era massiccia, si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto si faceva rumore con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi.

La festa si concludeva all’alba quando il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa, dopo la quale dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento, scatenando così la folla presente.

Fonte: TurismoRoma

La notte di San Giovanni destina il mosto, i matrimoni, il grano e il granturco è un proverbio popolare a sfondo religioso, diffuso in molte zone d’Italia e la cui spiegazione va ricercata nella straordinarietà della notte di San Giovanni e nelle innumerevoli credenze e superstizioni legate alla festa e che variano da regione a regione. Ma anche per i popoli dell’Europa settentrionale, gli inglesi ad esempio, la trazione è simile ed è proprio questa la notte nella quale è stata ambientata l’opera di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate.

« La note de San Zuene
destina mosto, sposalizi, gran e pane. »
(dialettale veneto)

Il proverbio dialettale veneto ci indica alcuni dei sortilegi compiuti durante la nottata magica: per la mietitura si avanza qualche dubbio a causa della rugiada che, secondo la tradizione, cadrebbe questa notte sul grano; anche il granoturco e l’uva si trovano in una fase delicata dei loro processi; per quanto riguarda il matrimonio, le ragazze cercano di interpretare i presagi per capire le loro sorti amorose.
Nel Molise vi è un’antica usanza che prevede di interpretare il piombo fuso versato nell’acqua dove assume varie forme, inoltre le ragazze per saper se si sposeranno entro l’anno scelgono due cardi e dopo una serie di riti li mettono sul davanzale della finestra. Il mattino seguente, a seconda della posizione assunta dal cardo, sarà possibile esprimere la tanto e sospirata previsione sul matrimonio.
Ma anche in Sardegna si usa porre sulla finestra il fiore del cardo per la manifestazione dei presagi; in questo caso si valuta se il fiore ha attirato formiche o moscerini, che sono associati ai contadini o ai pastori.

« Chi nasci la note de San Zuene
no vedi strighe e no sogna fantasme. »
(dialettale veneto)

“Chi nasce la notte di San Giovanni non vede streghe e non sogna fantasmi.”
Il proverbio evidenzia che i fortunati che nascono in questa notte sono investiti di poteri straordinari.

« San Giovanni col su’ fogo
el brusa le strighe, el moro, e ‘l lovo »
(dialettale istriano)

“San Giovanni con il suo fuoco, brucia le streghe, il moro ed il lupo.”
Il proverbio rileva l’usanza antica di accendere i fuochi, utili per allontanare la sfortuna e i contagi.

Fonte: Wikipedia

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Ingresso gratuito nei Musei Vaticani: il calendario 2018

22 Giu

Ingresso gratuito ai Musei Vaticani l’ultima domenica del mese: ecco il calendario 2018.
L’orario di ingresso è 9.00/12.30, uscita 14.00.
IN QUESTA OCCASIONE NON E POSSIBILE EFFETTUARE PRENOTAZIONE
Per prenotazioni dei Musei Vaticani in giorni con ingresso regolare CLICCA QUI

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Musei Vaticani: apertura straordinaria notturna 2018
Ingresso gratuito nei Musei Vaticani: il calendario 2017

Calendario 2018 delle giornate con ingresso libero:
Domenica 28 gennaio 2018
Domenica 25 febbraio 2018
Domenica 25 marzo 2018
Domenica 29 aprile 2018
Domenica 27 maggio 2018
Domenica 24 giugno 2018
Domenica 29 luglio 2018
Domenica 26 agosto 2018
Domenica 30 settembre 2018
Domenica 28 ottobre 2018
Domenica 25 novembre 2018
Domenica 30 dicembre 2018

Come arrivare:

Dalla Stazione Termini
Metro Linea A direzione Battistini, fermate: Ottaviano-Musei Vaticani; Cipro (per entrambe 10 minuti a piedi).

Dall’Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino)
Treno Leonardo Express fino alla Stazione Termini e da qui seguire le stesse indicazioni per la metro Linea A.

Dall’Aeroporto di Ciampino
Pullman Terravision fino alla Stazione Termini e da qui seguire le stesse indicazioni per la metro Linea A. La corsa in taxi da entrambi gli aeroporti impiega allincirca 40 minuti.

Metro
Linea A fermate: Ottaviano-S.Pietro-Musei Vaticani; Cipro (per entrambe 10 minuti a piedi).

Bus (fermate)
49, di fronte allingresso dei Musei
32, 81, 982, Piazza del Risorgimento (capolinea) (5 minuti a piedi)
492, 990, Via Leone IV / Via degli Scipioni (5 minuti a piedi).

Tram
19, Piazza del Risorgimento (5 minuti a piedi).

Taxi
Stazione taxi, Viale Vaticano (di fronte ingresso Musei Vaticani).

Automobile
Parcheggi a pagamento in Viale Vaticano e zone limitrofe.

Per prenotazioni dei Musei Vaticani in giorni con ingresso regolare CLICCA QUI

Vedi anche:

Ingresso gratuito ai Musei Vaticani l'ultima domenica del mese: ecco il calendario 2018

Ingresso gratuito ai Musei Vaticani l’ultima domenica del mese: ecco il calendario 2018

I musical a Roma nella stagione teatrale 2017/2018

22 Giu

Grandi musical a Roma nella stagione teatrale 2017/2018:

Inoltre:

Programma in continuo aggiornamento

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