Gli orari di mostre e musei a Roma durante le festività primaverili 2017

21 Mar

Aperture straordinarie e orari di mostre e musei a Roma durante le festività primaverili 2017:

  • Giovanni Boldini al Complesso del Vittoriano
    Domenica 16 aprile 9.30 – 20.30
    Lunedì 17 aprile 9.30 – 20.30
    Martedì 25 aprile 9.30 – 20.30
    Lunedì 1 maggio 9.30 – 20.30
    Venerdì 2 giugno 13.30 – 22.00
    Giovedì 29 giugno 9.30 – 20.30
    Ultimo ingresso un’ora prima della fine mostra
  • Jean-Michel Basquiat. New York City al Chiostro del Bramante
    – Domenica 16 aprile ore 10.00 – 21.00
    – Lunedì 17 aprile ore 10.00 – 20.00
    – Martedì 25 aprile ore 10.00 – 20.00
    – Lunedì 1 maggio ore 10.00 – 20.00
    – Venerdì 2 giugno ore 10.00 – 20.00
    – Giovedì 29 giugno ore 10.00 – 20.00
    (ultimo ingresso un’ora prima)
  • Aperture serali 2017 dei Musei Vaticani
    tutti i venerdì dal 21 aprile al 27 ottobre 2017 dalle ore 19:00 alle ore 23:00 (ultimo ingresso alle ore 21:30)
  • La Luna sul Colosseo: aperture serali 2017
    aprile e maggio: ogni lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato
    giugno: dal lunedì alla domenica
  • Viaggio nei Fori:
    Foro di Cesare 
    dal 13 aprile al 30 ottobre 2017 ogni sera dalle ore 20.40 alle 23.20  Foro di Augusto dal 13 aprile al 30 ottobre 2017 ogni sera dalle ore 20.20 – 21.20 – 22.20
  • GAME ON 2.0: mostra di videogames giocabili allo Spazio Eventi Tirso
    nel giorni 1, 15, 22, 29 Aprile – 12 Maggio – 2 Giugno la mostra sarà aperta dalle 10.00 alle 20.00 orario continuato
  • L’Ara com’era: un racconto in realtà aumentata  all’Ara Pacis
    dal 21 aprile al 30 ottobre 2017tutte le sere dalle ore 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.00)
    giorni di chiusura: 1 maggio

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

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L’Arte ti Accoglie: progetti di accessibilità nei Musei Civici

15 Mar

L’Arte ti Accoglie: progetti di accessibilità nei Musei Civici. Musei senza frontiere, a misura di tutti per offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali, valorizzando le buone pratiche rivolte all’inclusione. Con questo intento Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, ha avviato in numerosi spazi dei Musei Civici percorsi tattili e attività di formazione per studenti e operatori specializzati, all’interno del progetto “Musei da toccare”. Il tutto è stato presentato dal vicesindaco e assessore alla cultura Luca Bergamo.

Novità principale è Art For the Blind, progetto sperimentale unico nel suo genere, pensato per il Museo dell’Ara Pacis da e per i non vedenti. I visitatori affetti da cecità o da riduzione della vista potranno accedere al patrimonio del museo “entrando in contatto” con il passato mitico dell’Urbe, la storia dell’altare e di Augusto attraverso una nuova e speciale esplorazione plurisensoriale, in un mix di emozione e rigore storico-artistico.

Il progetto, appena inaugurato, è promosso da Roma Capitale (Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) con la collaborazione di Antenna – Connecting the world to culture, il supporto tecnologico di Tooteko – Talking tactile e SIFI, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Ed è completamente gratuito per i visitatori.

In assenza della vista saranno le mani a “vedere” grazie a una tecnologia innovativa, composta da: un anello sensoriale in grado di riconoscere gli speciali sensori applicati accanto alle opere e far partire le informazioni in forma di audio-guida; un sistema di sensori incapsulati su codifica braille, posti sulle basi delle opere o delle riproduzioni delle stesse; un tablet, con note audio che raccontano aneddoti e storie legate ai segmenti di opera attivati; un thermoform, ovvero una mappa tattile, con informazioni utili alla sicurezza (come gli ostacoli fisici) e la guida alla dislocazione delle opere audio-tattili, per una maggiore autonomia all’interno del museo. Il thermoform è stato realizzato con la collaborazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano.

Lungo il percorso, articolato in sei punti, il visitatore potrà ascoltare la descrizione della zona del Campo Marzio – così come appariva all’epoca di Augusto –, conoscere i  protagonisti della famiglia imperiale e, successivamente, grazie al modello dell’Ara, esplorare i diversi segmenti architettonici del monumento oltre che i pannelli della Terra Madre, delle  processioni, della Dea Roma e del Sacrificio di Enea. Infine, sul monumento vero e proprio sarà possibile effettuare la visita interna dell’altare ed esplorare uno dei pannelli del fregio vegetale.

Musei “da toccare”

Dopo il progetto sperimentale Arte al tatto, nato nel 2012 su iniziativa del settore didattico del Macro, è stato costruito un percorso tattile-sensoriale privilegiando il rapporto personale tra fruitore e opera d’arte, grazie a processi di conoscenza e di comprensione attivati da stimoli fisici, necessari per le persone non vedenti e sorde ma utili per tutti. A novembre 2015 il progetto è divenuto Musei da toccare e ha coinvolto 4 musei civici (Macro, Museo di Roma, Galleria d’Arte Contemporanea e Museo Napoleonico), con la realizzazione di percorsi tattili e momenti formativi per studenti, operatori specializzati e persone interessate ad approfondire i temi legati alla disabilità. Fondamentale si è rivelata la collaborazione tra Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Museo Tattile Statale Omero di Ancona e Istituto Statale per Sordi di Roma. Circa 50 le visite tattili effettuate nel 2016. Visto il successo dell’iniziativa, si è aperta una seconda fase con nuove proposte e più servizi (visite anche nel pomeriggio). Vedi la scheda nel sito dei Musei Civici e il programma delle iniziative nei singoli musei.

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Ostia Antica: riapre il Castello di Giulio II

14 Mar

Il Castello di Giulio II ad Ostia Antica è stato finalmente riaperto al pubblico.

Rimasto vuoto e silenzioso per molti anni, domenica 12 marzo 2017 il castello di Giulio II a Ostia Antica ha riaperto in pianta stabile i cancelli a turisti e cittadini.
Il Castello fu voluto fra il 1483 e il 1486 dal cardinale Giuliano della Rovere – il futuro papa Giulio II – come elemento nevralgico di un sistema difensivo a salvaguardia della foce Tevere, una delle principali vie d’accesso a Roma. Esso fu progettato da un allievo e seguace di Leon Battista Alberti, il fiorentino Baccio Pontelli, inglobando alcune strutture dell’antico nucleo di Ostia. A distanza di qualche anno l’aggiunta di raffinati corredi decorativi e di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia – basti pensare al sistema termale – lo rese adatto a ospitare lo stesso Giulio II. Grazie alla sostanziale integrità, il castello costituisce oggi un esempio rimarchevole di architettura fortificata del Rinascimento.

Nell’ottobre 2016 il monumento è passato in gestione al Polo Museale del Lazio. Sotto il coordinamento dell’architetto Gabriella Musto hanno avuto subito inizio accurate operazioni di analisi, manutenzione e adeguamento delle strutture, appunto in vista della riapertura. Una particolare cautela è stata rivolta al ‘mastio’, ovvero al possente bastione che svetta sul circuito delle mura, e alla zona sottostante, che ospita appunto il sistema termale di papa Giulio II.

Dal 12 marzo 2017 il castello è aperto ogni sabato e domenica, dalle 9.30 alle 18.30. Ferme restando le gratuità a norma di legge, il biglietto intero costa 3 euro, il ridotto 1,50. Attraverso visite guidate, il pubblico può apprezzare ogni fase costruttiva dell’edificio e godere dalla sommità un magnifico quanto singolare giro d’orizzonte sull’intera campagna circostante

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Open House Roma 2017

13 Mar

Open House Roma 2017: sabato 6 e domenica 7 maggio 2017 aperture speciali e visite guidate gratuite.

Oltre 170 siti di architettura antica, moderna e contemporanea e 60 eventi speciali: torna il 6 e 7 maggio 2017, per la sesta edizione, Open House Roma, la manifestazione che ogni anno, in un solo weekend e in maniera completamente gratuita, apre le porte dell’architettura più rappresentativa della Capitale.

Organizzata dall’Associazione Open City Roma, anche quest’anno saranno presenti case private con progetti di interior design, studi di architettura, cantieri e tantissimi eventi collaterali.

Per ogni informazione è necessario andare sul sito web www.openhouseroma.org.

L’evento è patrocinato dal Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e sostenuto da MiBACT-Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, Roma Capitale e Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia.

Open House Roma è reso possibile grazie al lavoro che, dal 2012, svolge l’Associazione Open City Roma, insieme ai suoi partner e ai più di 700 volontari tra studenti, professori, architetti e semplici appassionati, che ogni anno fanno sì che i tesori della Capitale possano di nuovo rivelarsi gratuitamente a tutti gli appassionati.

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Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale

13 Mar

Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale dal 14 aprile al 30 luglio 2017.

Attraverso una straordinaria selezione di dipinti e sculture, la mostra Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna riflette gli strettissimi legami politici e le strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo.

Ad arricchire le raccolte d’arte della dinastia asburgica contribuirono i frequenti doni diplomatici da parte dei governanti italiani, determinati a guadagnarsi il favore dei sovrani di Spagna che con i loro possedimenti – il Viceregno di Napoli e lo Stato di Milano – condizionarono dalla metà del Cinquecento l’evoluzione della complessa situazione politica italiana. È questo il caso di due tra i dipinti più spettacolari in mostra, Lot e le figlie di Guercino e La conversione di Saulo di Guido Reni, donati a Filippo IV dal principe Ludovisi allo scopo di garantire la protezione spagnola sul minuscolo Stato di Piombino.

Moltissime altre opere d’arte, tra le quali il magnifico Crocifisso del Bernini proveniente dal Monastero di San Lorenzo del Escorial, opera raramente accessibile al grande pubblico, vennero commissionate o acquistate da mandatari del re; altre ancora vennero ordinate o comprate, come nel caso della Salomè di Caravaggio, dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia (ambasciatori e viceré) inviati presso la corte pontificia o a Napoli, alla morte dei quali le opere andarono ad accrescere le collezioni reali.

L’interesse per la cultura italiana da parte dei sovrani spagnoli si riflette inoltre negli inviti a lavorare a corte rivolti a maestri quali il napoletano Luca Giordano, attivo in Spagna per un decennio. Ed è testimoniato infine dai viaggi in Italia di alcuni artisti spagnoli, come José de Ribera, che giunse a Roma nel 1606 e trascorse la maggior parte della sua vita a Napoli. Di questo artista la mostra espone cinque capolavori tra cui il celebre Giacobbe e il gregge di Labano.

Il primo soggiorno di Velázquez in Italia, tra il 1629 e il 1630, si rivelò fondamentale per la sua pittura, come dimostra l’eccezionale Tunica di Giuseppe, tra i maggiori raggiungimenti della sua intera opera, mentre il suo trionfo come ritrattista presso la corte pontificia avvenne in occasione del suo secondo viaggio italiano tra il 1649-1650.

Nel 1819, per volere del re Ferdinando VII, venne creato il Museo Real – in seguito Museo del Prado – in cui furono raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali. Quelle che non vennero trasferite nel museo rimasero presso le residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti Reales Sitios. Nel 1865 la regina Isabella II rinunciò alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cedette la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional. E’ da questo straordinario fondo collezionistico, a tutt’oggi sottoposto alla tutela di Patrimonio Nacional, che i capolavori oggi presentati a Roma sono stati selezionati sulla base del loro eccezionale valore artistico e storico.

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La breve e intensa vita di Jean-Michel Basquiat

11 Mar

Jean-Michel Basquiat (New York, 22 dicembre 1960 – New York, 12 agosto 1988) è stato un writer e pittore statunitense. È stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

Nacque a Brooklyn, da padre haitiano, il contabile Gérard Basquiat (n. 1930), e da madre statunitense di origini portoricane, Matilde Andradas (1934-2008). Basquiat inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati televisivi.
Nel 1968 viene investito da un’autovettura e gravi lesioni interne obbligano i medici all’asportazione della milza. Durante il mese di degenza al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici. Gray si chiamerà anche il gruppo musicale che Basquiat fonderà insieme agli amici Vincent Gallo, Michael Holman, Wayne Clifford, Nick Taylor e Shannon Dowson. Già all’età di 11 anni era capace di parlare, leggere e scrivere in francese e spagnolo.

Quando Jean-Michel ha sette anni i genitori Matilde e Gérard divorziano. Nel 1975 scappa di casa e va a dormire su una panchina pubblica: arrestato per vagabondaggio, l’anno seguente inizia a frequentare la City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico. È lì che nel 1977, a 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan: i due iniziano a fare uso di psichedelici come l’LSD ma anche di droghe pesanti, ed uniscono le loro capacità iniziando a produrre graffiti per le strade di New York firmandosi come SAMO, acronimo di “Same Old Shit” (“solita vecchia merda”).

Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, ed abbandona la casa del padre, guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita: entrato in un ristorante di SoHo, Basquiat avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere.

Passeranno però alcuni anni prima che Jean-Michel riesca ad entrare nella “Factory” del re della Pop art; nel frattempo diventa cliente fisso dei due club più esclusivi nella scena socio-culturale di New York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna (con la quale avrà una relazione di alcuni mesi), e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte. Si legherà anche allo scrittore Glenn O’Brien, che aveva conosciuto nel 1979 durante una sua apparizione allo show ad accesso pubblico TV Party.

Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Times Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti e sponsorizzata da Collaborative Projects Incorporated (Colab) e da Fashion Moda, alla quale farà il suo formale debutto newyorkese anche Haring. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti).
La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel maggio del 1981 a Modena, nella galleria d’arte Emilio Mazzoli. Si tratta della prima personale di Basquiat e della prima mostra europea, che viene però accolta negativamente e con sarcasmo dai critici e collezionisti locali.

Nel 1983 stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore.

Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e a Francesco Clemente, inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a “sei mani” commissionati da Bruno Bischofberger. A scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe. La boxe era per Basquiat un modo di vivere, e paragonava spesso l’arte ad un ring su cui combattere.

A settembre alcune delle opere eseguite in collaborazione con gli altri due artisti vengono esposte a Zurigo. Proprio nel settembre il New York Times definisce Basquiat “la mascotte di Warhol”: questo fatto, unito all’eccesso nell’uso delle droghe e alla sua progressiva tossicodipendenza da eroina che Warhol non riesce ad arrestare, porta Basquiat a soffrire di frequenti disturbi psichici.

Nel 1987, con la morte di Warhol dovuta ad una mal riuscita operazione alla cistifellea, entra in una violenta fase di tossicodipendenza: il suo forte attaccamento al re della Pop Art, che aveva manifestato fino alla fine, lo conduce all’abuso di eroina per superare il trauma.

Poi inizia un tentativo di disintossicazione che non porterà mai a termine: muore il 12 agosto del 1988, a ventisette anni, per una grave overdose di eroina. Viene soprannominato “il James Dean dell’arte moderna”, essendo riuscito a scalare quel mondo con grande velocità, ma a scomparire in un tempo ancora minore: la stessa sorte toccherà anche all’amico Haring, morto di AIDS due anni dopo, e che il 17 agosto aveva presenziato al suo funerale, insieme a Francesco Clemente ed altri amici, al cimitero di Green-Wood a Brooklyn.

Fonte: Wikipedia

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Al Bioparco di Roma una mostra sulla cacca

9 Mar

La cacca: storia naturale dell’innominabile, ovvero: ciò che tutti fanno ma di cui pochi parlano! in mostra a Roma al Bioparco dal 16 marzo al 30 giugno 2017.

La mostra ha l’obiettivo di far conoscere, in maniera divertente, la naturalità di questo materiale da molteplici punti di vista, a partire da quello fisiologico per arrivare a quello naturalistico ed ecologico.

Con un filo conduttore: la cacca è vita, ovvero, senza la cacca degli animali non ci sarebbe terra fertile e quindi non ci sarebbero gli alberi, l’ossigeno, il cibo…non ci sarebbe la vita!

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Basquiat in mostra a Roma al Chiostro del Bramante

9 Mar

Jean-Michel Basquiat. New York City in mostra a Roma al Chiostro del Bramante dal 24 marzo al 2 luglio 2017.

Con una grande mostra a Roma che racchiude le sue opere più importanti, il Chiostro del Bramante rende omaggio al pittore Jean-Michel Basquiat, figura iconica e controversa della cultura newyorkese degli anni ’80.

Dal 24 marzo al 2 luglio 2017 continua il percorso di ricerca e indagine da parte di DART Chiostro del Bramante sulle personalità più influenti dell’arte, con una esposizione che indaga le origini e l’importanza della street art e dei graffiti, dopo il grande successo di “LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore” che ha registrato un afflusso di oltre 150 mila visitatori.

Più di 75 opere caratterizzate per la maggior parte da tele di grandi dimensioni e realizzate dal giovane writers americano, racconteranno del rapporto di Jean-Michel Basquiat con la sua nativa New York e di quelle strade che gli forniranno delle tele bianche su cui l’artista dalle origini afro-americane inciderà i tratti distintivi e indelebili della sua arte.

Una corona, icona ricorrente nei suoi capolavori e simbolo dell’ orgoglio di appartenere alla cultura afro-americana, per celebrare un genio immortale.

Hashtag Ufficiale #bebasquiat

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Real Bodies in mostra a Roma, scopri il corpo umano al Guido Reni District

8 Mar

Real Bodies a Roma al Guido Reni District dall’8 aprile al 2 luglio 2017, in un’edizione dedicata ad atleti in pose olimpioniche!

Real Bodies, scopri il corpo umano è un colossale evento culturale che porterà a Roma la più imponente esposizione anatomica mai realizzata al mondo, con 350 fra veri organi e corpi interi umani plastinati, in apertura dall’8 aprile al 2 luglio 2017 su un’area espositiva di 2000 metri quadrati presso il Guido Reni District a Roma.

C’è già grande attesa per la grandiosa mostra internazionale di corpi ed organi plastinati reduce da un successo senza precedenti a Milano dove, in meno di sei mesi, ha sbancato totalizzando 250 mila ingressi, e che dedicherà addirittura un’intera sezione a molte fra le più amate discipline sportive, ma anche ad altre specialità praticate da tanti romani nella loro quotidianità come il body building, le arti marziali, l’aerobica, la danza. Il tutto per sottolineare l’importanza di mantenere il corpo in salute ed efficienza, esponendo i corpi degli atleti plastinati impegnati in gesti sportivi di molte specialità nella “Galleria degli Atleti”, una delle nove sezioni della mostra internazionale dal forte impatto visivo e dal grande dinamismo.

Scoprire come lavorano sottopelle le contrazioni antagoniste dei muscoli sfruttando la tensione dei tendini di campioni come Edin Dzeko e Francesco Totti durante lo sforzo atletico estremo alla ricerca del goal o dell’assist, osservare da vicino le differenze funzionali fra un ruolo sportivo ed un altro, analizzare l’anatomia dei possibili infortuni elaborando la prevenzione dall’usura che la specializzazione sportiva del corpo inevitabilmente comporta. Sono infatti alcune fra le molte finalità che si prefigge di evidenziare la mostra “Real Bodies, scopri il corpo umano” che nel contempo avrà l’importante funzione educativa di informare e istruire le nuove generazioni esortandole alla pratica sportiva per contrastare malattie endemiche delle società moderne come obesità, diabete, ipertensione.

I corpi dei campioni di tutti gli sport spiegano gli organizzatori che da mesi stanno lavorando per realizzare l’edizione speciale progettata su misura per la Città di Roma saranno per la prima volta visibili direttamente sotto la pelle nei dieci corpi reali di atleti rigorosamente plastinati, alcuni deceduti da poco ed in via di plastinazione in questi giorni, procedimento che porta alla completa sostituzione dei fluidi corporei con dei polimeri bloccando per sempre la decomposizione della salma, una tecnica che, nella sua apparente semplicità, richiede circa 1500 ore di lavoro.

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Festival internazionali alla Nuova Fiera di Roma

1 Mar

Dal 22 aprile al 1° maggio 2017 alla Nuova Fiera di Roma:

Il biglietto è unico e valido per tutti gli eventi presenti.

A fine aprile alla Nuova Fiera di Roma arrivano 7 festival internazionali: dall’Oriente all’America Latina, dall’Irlanda al Country, ognuno con mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali che si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.

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