Caravaggio e Roma: visite guidate animate con attori

26 ago

L’associazione culturale Genti e Paesi ripropone nell’autunno 2015 la  visita guidata animata con attori Caravaggio e Roma, dedicata a Michelangelo Merisi.

Alchimia, arte ed eros fra i vicoli a luci rosse della Roma barocca, dove si alternano capolavori eretici e scandalose presenze di cortigiane e ragazzi di vita che posano presso lussuose dimore di cardinali onnipotenti e senza scrupoli fra musica, teatro e “relazioni pericolose” L’esistenza borderline, forse minata dalla malattia, del celebre artista che inaugura la pittura moderna: un inedito itinerario che ci conduce dalle opere che lo resero celebre presso i più importanti sponsor artistici dell’epoca, fino alla casa del pittore dalla quale fu sfrattato e alle taverne dove il Merisi sceglieva i protagonisti scandalosi delle sue tele. L’omicidio di Ranuccio Tomassoni a via della Pallacorda stravolge drammaticamente l’esistenza del Merisi condannato alla pena capitale e bandito dalla città, mentre ombre sempre più profonde si addensano sul suo destino. Fondamentale l’apporto dei nostri attori che animeranno la vicenda, interpretando alcuni protagonisti della vicenda caravaggesca.
A cura di Roberto Quarta

Percorso:

  • Piazza S. Agostino
  • Piazza S. Luigi dei Francesi
  • Piazza Firenze
  • Via della Pallacorda

TUTTE LE DATE IN PROGRAMMA

Per informazioni e prenotazioni:

Associazione Culturale Genti e Paesi
Tel. 06.85301755 Fax 06.85301757
Email: info@gentiepaesi.it

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Caravaggio e Roma: visite guidate animate con attori

Caravaggio e Roma: visite guidate animate con attori

Invito a Palazzo 2015: visite guidate gratuite nei palazzi storici delle banche

25 ago

Invito a Palazzo 2015: sabato 3 ottobre visite guidate gratuite nei palazzi storici delle banche solitamente chiusi al pubblico.

La visita ai palazzi è gratuita.
Solo per alcuni è obbligatoria la prenotazione telefonica

Quattordicesima edizione della manifestazione promossa dall’ABI (Associazione Banche Italiane).

I palazzi storici delle banche italiane, solitamente chiusi al pubblico perché luogo di lavoro, saranno aperti gratuitamente su tutto il territorio nazionale. Cittadini, appassionati e turisti potranno così ammirare uno straordinario scorcio di patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico, oltre che arredi, opere d’arte di ogni epoca, giardini, cantine, archivi e biblioteche, che le banche italiane conservano e tutelano.

Le banche italiane, coordinate dall’Associazione Bancaria Italiana, organizzano anche quest’anno la manifestazione culturale Invito a Palazzo, un’iniziativa che vede l’apertura al pubblico delle sedi storiche delle banche e la presentazione ai cittadini delle loro collezioni d’arte. Ogni anno aprono circa 100 palazzi in 50 città.
L’ iniziativa consente di condividere con l’intera collettività il patrimonio culturale chele Banche custodiscono e valorizzano, attraverso accessi e visite gratuite per i cittadini, turisti e appassionati.
La manifestazione si svolgerà sabato 3 ottobre 2015.

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invitoapalazzo2015

Capodanno 2015/2016 a teatro a Roma: cosa va in scena il 31 dicembre 2015

7 ago

Gli spettacoli e i concerti in scena la sera del 31 dicembre 2015 a Roma:

Programma in continuo aggiornamento

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Gigi Proietti a Capodanno 2015/2016 a Roma con Cavalli di battaglia

7 ago

Gigi Proietti a Capodanno a Roma con Cavalli di battaglia: il 31 dicembre 2015 all’Auditorium Parco della Musica.
31/12/2015 Sala Santa Cecilia ore 21:00

Gigi Proietti ritorna a grande richiesta, dopo 7 spettacoli sold out a Luglio Suona Bene 2015, per festeggiare il capodanno con Cavalli di battaglia, uno spettacolo che raccoglie i suoi intramontabili successi.
Un’occasione unica, dunque, per vedere in scena l´artista poliedrico, da sempre in grado di contaminare i più diversi generi in un’unica performance. Parti recitate si alterneranno a parti cantate e saranno accompagnate da un gruppo musicale diretto dal M° Mario Vicari e da Marco Simeoli e Claudio Pallottini, affezionati attori che oramai da diversi anni collaborano con Gigi.
Anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell’artista, sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la vis comica.

I biglietti sono già in vendita.

Vedi anche: Capodanno a teatro, gli spettacoli e i concerti in scena la sera del 31 dicembre 2015 a Roma

Gigi Proietti a Capodanno a Roma con Cavalli di battaglia: il 31 dicembre 2015 all'Auditorium Parco della Musica

Gigi Proietti a Capodanno a Roma con Cavalli di battaglia: il 31 dicembre 2015 all’Auditorium Parco della Musica

Itinerari Giubilari: Roma presenta i quattro Cammini per i pellegrini

6 ago

Itinerari pedonali Giubilari: quattro Cammini in occasione del Giubileo della Misericordia, per guidare pellegrini e turisti nei luoghi di culto a Roma.

Dalla Basilica di San Giovanni in Laterano a Castel Sant’Angelo, da Santa Maria Maggiore a Piazza Navona: sono questi i percorsi dei quattro itinerari giubilari che condurranno fedeli e turisti nei luoghi sacri di Roma. Si chiamano Cammini della Via Papale, Cammino del Pellegrino e Cammino Mariano. La Capitale si prepara così all’avvio della fase operativa per il grande evento del Giubileo della Misericordia. In Campidoglio sono stati illustrati i nuovi progetti dal sindaco Ignazio Marino, dall’assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci, da mons. Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi, e dal presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi.

  • Primo e secondo itinerario il “Cammino Papale”: è il percorso seguito per secoli dai Papi dalla Basilica di San Giovanni in Laterano alla Basilica di San Pietro e viceversa, passando attraverso via dei SS. Quattro, il Colosseo, via dei Fori Imperiali e il Carcere Mamertino. Prosegue poi per il Campidoglio fino a Castel Sant’Angelo e quindi San Pietro con due varianti: una che passa da via dei Banchi Nuovi (Chiesa Santa Maria in Vallicella) e l’altra per via dei Coronari (Chiesa San Salvatore in Lauro).
  • Il “Cammino del Pellegrino”: è il terzo itinerario che parte dalla Basilica di San Giovanni in Laterano fino alla Basilica di San Pietro e viceversa, passando per via di San Paolo alla Regola, piazza e chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini, via Giulia, San Giovanni dei Fiorentini, Castel Sant’Angelo, San Pietro.
  • Il quarto itinerario è il “Cammino Mariano” che dalla Basilica di Santa Maria Maggiore porta alla Basilica di San Pietro e viceversa, passando per via Urbana, via Madonna ai Monti, via Tor dei Conti e via dei Fori Imperiali, fino al Carcere Mamertino. Da qui si connette con il primo e secondo itinerario nella loro parte comune fino a piazza Navona dove si sdoppiano per confluire alla Basilica di San Pietro.

I quattro percorsi permetteranno di passare accanto alle tre chiese giubilari: San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova) e San Giovanni Battista dei Fiorentini, dove ci sarà la presenza costante di sacerdoti di varie lingue per le confessioni e l’Adorazione eucaristica.

“Per me è grande piacere poter introdurre questa prima comunicazione delle tante che faremo prima e durante l’Anno Santo”, ha dichiarato il Sindaco. “Da mesi lavoriamo insieme a Vaticano, Vicariato, Governo, Regione per organizzare al meglio un appuntamento così fortemente voluto da Papa Francesco. Nelle riunioni abbiamo condiviso una serie di itinerari, molti che saranno rivelati man mano che il Santo Padre lo riterrà opportuno. Una delle indicazioni principali alla quale ci siamo attenuti è quella di una visione diversa dall’anno giubilare 2000: i pellegrini non dovranno arrivare alle basiliche in pullman ma a piedi, come un vero pellegrinaggio, seguendo dei percorsi pedonali per muoversi da una Basilica all’altra”. Inoltre, ha sottolineato Marino, “ci saranno anche dei percorsi ciclo pedonali”.

Nel corso della presentazione l’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Pucci ha spiegato che i lavori “interesseranno i marciapiedi, che in alcuni punti verranno allargati, gli attraversamenti pedonali, che saranno rifatti, l’installazione di nuovi e moderni elementi che miglioreranno l’arredo urbano e faciliteranno l’orientamento di chi visita Roma. Saranno inoltri realizzati percorsi e scivoli per disabili in modo da eliminare il maggior numero di barriere architettoniche”.
Per la fase operativa è previsto un costo complessivo di 800mila euro.

Fonte: Comune di Roma

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initerarigiubilari

Ferragosto 2015 a Roma: gli orari di mostre e musei

5 ago

“Sarà un Ferragosto all’insegna della cultura. Per chi resta in città l’offerta culturale resta varia, non va in ferie”. Così l’assessore capitolino alla Cultura e alla Sport, Giovanna Marinelli, annuncia tutti gli appuntamenti della Capitale tra arene, cinema, jazz e teatro. Tanto per cominciare, sabato 15 e domenica 16 agosto, Musei Civici, Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale aperti fino alle 23.

Restano confermate e si arricchiscono tutte le proposte dell’Estate Romana con le proiezione delle arene a Ostia, Casa del Cinema, Piazza Vittorio, Garbatella, Cinecittà e Villa Lazzaroni. Proseguono anche gli spettacoli ai Fori di Piero Angela e gli appuntamenti con il teatro shakespeariano al Globe Theatre. Mentre per gli appassionati di jazz la sera di Ferragosto, alla Casa del Jazz (ore 21), va in scena il repertorio Latin Jazz dei Michael Rosen “Cool Velvet”.

  • OFFERTA NEI MUSEI

Il via è ai Musei Capitolini che ospitano L’età dell’angoscia. Da Commodo a Diocleziano, mostra che illustra i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). Proseguendo, al Museo di Roma in Palazzo Braschi, Feste barocche “per inciso”. Immagini della festa a Roma nelle stampe del Seicento documenta in cinquanta incisioni lo scenario di Roma “Gran Teatro del Mondo”, sfondo per l’ambientazione di feste e cerimonie laiche e religiose in occasione delle quali, soprattutto nel XVII secolo, furono realizzati grandi apparati effimeri nelle strade, piazze, chiese dai più noti  architetti  del  tempo.  Sempre  qui  Gioacchino  Ersoch  (1815  –  1902).  Un architetto per Roma Capitale celebra il bicentenario della nascita dell’architetto che,  con  lunga  ed  eclettica  attività  professionale,  rispose  creativamente  alle esigenze di una città in evoluzione, spaziando dall’architettura civile a quella funzionale.

Ancora  una  sosta,  in  pieno  centro  storico,  alla  Galleria d’Arte Moderna di  via Francesco Crispi, con la sua preziosa collezione permanente di arte dell’Ottocento e prima metà del Novecento arricchita dalla mostra Artisti dell’Ottocento – Temi e riscoperte con un “focus” di due sale sul pittore romano Arturo Noci (Roma 1874 – New York 1953) incentrato sul periodo che precede il suo trasferimento a New York nel 1923. Le opere selezionate sono tra i più bei dipinti di figura che il pittore abbia mai realizzato in quegli anni.

Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei – mostra ideata in occasione dell’EXPO 2015 – racconta il mondo dell’alimentazione in età imperiale quando, intorno al bacino del Mediterraneo, si avvia la prima “globalizzazione dei consumi”: al Museo dell’Ara Pacis a ferragosto e fino al 15 novembre 2015.

Sempre il cibo è protagonista al Museo di Roma in Trastevere con Buono da guardare: cibo, arte e ritualità nelle fotografie di Mario Carbone, un percorso espositivo di oltre mezzo secolo (1950-2001 circa) di reportage fotografico, con 71 immagini b/n e color provenienti dall’Archivio Mario Carbone. Le fotografie ricostruiscono parte della nostra storia più recente, spaziando dalle immagini a carattere prevalentemente etnografico degli anni Cinquanta dello scorso secolo che ritraggono il sud d’Italia – Basilicata, Sicilia, Sardegna, Calabria,  territori con un’economia ancora prevalentemente agro-pastorale o legata anche alle attività della pesca – a quelle più caratterizzanti gli aspetti sociali e culturali del nostro paese che testimoniano le tematiche artistiche d’avanguardia.

Anche i Mercati di Traiano ospitano una grande mostra in occasione dell’EXPO 2015, L’eleganza del cibo. Tales about food and fashion, per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy. Nello stesso sito, una retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry.

Vasta  scelta  per  l’arte  contemporanea  al  MACRO,  nelle  sue  sedi  di  via  Nizza  e Testaccio, tra cui, nell’ambito della mostra 100 Scialoja. Azione e Pensiero, Gli amici di Toti Scialoja e Gabriella Drudi presenta una serie di opere della collezione privata di Toti Scialoja e di sua moglie Gabriella Drudi, sempre concesse dalla Fondazione Toti Scialoja di Roma nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista.

  • SCUDERIE DEL QUIRINALE E PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Le Scuderie del Quirinale, con la mostra appena inaugurata “Arte della Civiltà Islamica. La Collezione al-Sabah, Kuwait”, e il Palazzo delle Esposizioni, con la rassegna “David LaChapelle, dopo il Diluvio”, rimarranno aperti tutta l’estate per i romani e i turisti in visita nella Capitale.

Anche il giorno di Ferragosto entrambe le sedi espositive apriranno i battenti dalle ore  12  alle  23.  Si  ricorda  che  la  biglietteria  chiude  un’ora  prima  dell’orario  di chiusura.
Alle Scuderie del Quirinale i visitatori potranno ammirare le splendide opere della collezione al-Sabah: oltre 360 oggetti che ripercorrono mille e quattrocento anni di storia dell’arte islamica con una ricchissima varietà tipologica (ceramiche, miniature, gioielli preziosissimi oltre a tappeti, tessuti e oggetti in avorio) e geografica (dalla Spagna fino alla Cina) a comporre l’affascinante affresco di una straordinaria civiltà che ha segnato con i suoi influssi la nostra cultura.

Al Palazzo delle Esposizioni, ad accogliere gli appassionati d’arte, una delle più importanti e vaste retrospettive dedicata al grande artista e fotografo americano David LaChapelle: circa 100 opere, alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e molte di grande formato. La mostra è concentrata sui lavori  realizzati  dall’artista  a  partire  dal  2006,  anno  di  produzione  della monumentale serie intitolata “The Deluge”, che segna un punto di svolta profonda nel lavoro di David LaChapelle.

  • OLTRE I MUSEI: TEATRO, FORI, CINEMA, JAZZ

Oltre ai Musei, la città offre molti appuntamenti dedicati allo spettacolo teatrale, al cinema e all’intrattenimento, come il grande successo della programmazione del Silvano Toti Globe Theatre che ha fatto ridere e ballare spettatori di tutte le età: Molto rumore per nulla, con la regia di Loredana Scaramella, in scena dal 5 al 30 agosto alle 21.15 all’interno del parco di Villa Borghese.
A brevissima distanza si può gustare il piacere del cinema all’aperto con la rassegna della Casa del CinemaUNDER EXPOSURE”: nel week end di ferragosto, per farsi quattro risate e godersi il fresco sono da non perdere: il film di Gianni Di Gregorio Pranzo di ferragosto (domenica 16  agosto ore 21.00)  e Benvenuti al sud di Luca Miniero, lunedì 17 agosto, sempre alle 21.00.

  • SPETTACOLO AI FORI

Miscela di spettacolo e archeologia, infine, i viaggi nell’antica Roma a cura di Piero Angela e Paco Lanciano si ampliano, dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, e al Foro di Augusto si aggiunge una nuova emozionante tappa nel Foro di Cesare. L’entrata per il Foro di Augusto è a via Alessandrina lato Largo Corrado Ricci mentre per il Foro di Cesare l’appuntamento è a piazza Foro di Traiano, in prossimità della Colonna Traiana.

  • CASA DEL JAZZ

Il  15  agosto  la  Casa  del  Jazz  propone  alle  ore  21  l’evento  a  ingresso  libero “Ferragosto Jazz” con il repertorio Jazz e Latin Jazz dei Michael Rosen “Cool Velvet” con Michael Rosen al sax tenore e soprano, Alfredo Paixao al basso elettrico e Enrico Bracco alla chitarra.

Fonte: Comune di Roma

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ferragostoroma2015

Figaro! Opera Camion: spettacoli itineranti e gratuiti del Teatro dell’Opera per le strade di Roma

5 ago

Per la stagione 2015/2016, il Teatro dell’Opera propone l’Opera Camion: un palcoscenico itinerante che proporrà gratuitamente per le strade di Roma Il barbiere di Siviglia.

Per avvicinare Roma al suo Teatro attraverso un nuovo e originale disegno della geografia teatrale nella città ecco OPERA CAMION (in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo), un Tir-palcoscenico si muoverà in alcune grandi piazze romane per offrire gratuitamente spettacoli d’opera: il primo è Figaro! Un lato del camion si aprirà per diventare scena, per offrire canto e musica. Si comincia con Rossini, con Il barbiere di Siviglia: la regia è di Fabio Cherstich, la scenografia e il video dell’allestimento sono creati da Gianluigi Toccafondo, geniale pittore, illustratore e film maker.

Come può il teatro musicale raggiungere un nuovo pubblico, eterogeneo non elitario e non essere percepito più come un evento inaccessibile bensì come un momento di condivisione culturale e di intrattenimento intelligente? Per fare ciò abbiamo pensato fosse necessario uscire allo scoperto, mettere le ruote e portare l’opera tra il pubblico. Da qui l’idea di un’opera camion, che viaggi di piazza in piazza con la sua orchestra e la sua compagnia di cantanti,
con una scenografia che è un vero autocarro, usato in tutti i suoi spazi, dalla cabina di guida al rimorchio, alle sponde.
Un set speciale per un titolo popolare e accattivante come Il barbiere di Siviglia di Rossini proposto in una versione ridotta a cinque personaggi con una durata limitata dello spettacolo. Gli intrighi e gli intrecci amorosi che coinvolgono Figaro, Rosina e il Conte d’Almaviva si svolgono dentro, sopra e intorno al camion: la sponda si apre e diventa proscenio, all’interno del rimorchio un’architettura prende forma grazie alle immagini poetiche e surreali di Gianluigi Toccafondo, una scenografia tecnologica in cui il video e le proiezioni vengono usati in forma drammaturgica da vita a una magia aperta, un gioco comico e malinconico che si rifà all’illusionismo della tradizione barocca. L’emanazione diretta e visionaria della musica di Rossini. E allora Figaro!

Teatro dell’Opera di Roma: la stagione 2015/2016, con Terry Gilliam, Mario Martone, Emma Dante.

operacamionroma

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

29 lug

La Sagra dell’Uva (detta anche Festa del Vino), con fontane che gratuitamente danno vino invece dell’acqua, si svolge a Marino ogni anno in ottobre.

Per il 2015 la sagra è prevista dal 2 al 5 ottobre (date da confermare).

Lo vedi ecco Marino
la Sagra c’è dell’Uva
fontane che danno vino
quant’abbondanza c’è!
(Franco Silvestri, ‘Na gita a li Castelli (Nannì), 1926.)

La Sagra dell’uva di Marino (‘a Sagra per antonomasia in dialetto marinese) è una nota festa tradizionale, che ricorre ogni prima domenica di ottobre a Marino, cittadina in provincia di Roma.
La Sagra dell’uva fu istituita nel 1925 per iniziativa del poeta Leone Ciprelli e da allora è stata puntualmente organizzata ogni anno. Le sue radici tuttavia affondano in accadimenti storici precedenti: in coincidenza con la festa profana si tiene infatti la festa della Madonna del Rosario, celebrata per commemorare la vittoria della Santa Alleanza contro l’Impero ottomano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

Il programma della Sagra dell’Uva di Marino è frutto di ottant’anni di esperienza, di esperimenti e di cambiamenti. Generalmente, ormai da diversi anni, si segue un programma prestabilito senza apportare significative variazioni. Il nucleo centrale della festa è la domenica pomeriggio, con la ricorrenza profana e il ‘miracolo’, tuttavia a seconda dei cambiamenti delle giunte comunali e delle disponibilità economiche, i festeggiamenti possono incominciare un mese prima come non incominciare affatto. Negli ultimi anni, l’animazione inizia il giovedì o il venerdì e si protrae non oltre il lunedì della ‘Sagretta’, usanza voluta dai marinesi come replica meno affollata della festa tanto amata. Oltre agli eventi della domenica, ci sono altri eventi fissi stabiliti il sabato della vigilia e il lunedì della’Sagretta’.

Sabato della vigilia
Nel pomeriggio del sabato della vigilia, generalmente verso le ore 18, per le vie del centro storico si assiste alla rievocazione storica dell’annuncio della vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Un araldo a cavallo, accompagnato da trombettieri, tamburini e sbandieratori, percorre Corso Vittoria Colonna e Corso Trieste leggendo il proclama che convoca il popolo davanti Palazzo Colonna. Quindi, figuranti in costume cinquecentesco che interpretano il governatore e i notabili del feudo si affacciano alla balconata del palazzo che affaccia su piazza della Repubblica e danno l’annuncio della vittoria cristiana e soprattutto della vittoria del feudatario Marcantonio II Colonna, rendendo noto che l’indomani questi rientrerà solennemente nel suo feudo.

Domenica della Sagra
« Ivi, d’attorno la fontana de’ mori, una battaglia pazza s’è scatenata, con empio rigurgito, verso le cannelle del vino gratis.Le ondate d’assalto si susseguono ininterrotte contro il muro de’ carabinieri trafelati, che munisce la cittadella dello spumante gratuito; sciami di boccali di carta, svolazzando a mezz’aria, pervadono la cupidigia dei raccoglitori; chi, felice, ne ha presi al volo venticinque, chi trenta. Saldamente piantati a gambe larghe ed alti sulla roccaforte propria della fontana, gli avanguardisti la cingono come d’una seconda e interior munizione. Fanno gli onori di casa, prendono vuoto e porgono il bicchiere cartaceo ai primipili delle falangi d’assalto, e dello spumante gratis ne sbròdolano un po’ micamale anche in testa ai carabinieri, data la difficoltà del manovrare nella tempesta. Cola il vino nuovo dalle cannelle di rame, vàlica dentro ai bicchieri il panno nero e rosso della forza pubblica, il crinale delle spalline, i galloni d’argento: e finisce tra tosse e starnuti metà in gola, metà nel naso, metà nei calzoni, metà nel gilè tra camicia e pelle alla gente, che beve e s’infradicia, ricacciata da gomitate sature di folklore, con risa e urla gioconde, a ora a ora delusa o felice, secondo che la prende l’onda, o la risacca la dilontana. »

La processione religiosa
La domenica mattina si tiene nella Basilica di San Barnaba una messa solenne presieduta dal vescovo di Albano e dall’abate parroco. Alla funzione religiosa assistono le autorità civili e militari, il sindaco e i rappresentanti dei comuni limitrofi o gemellati. Al termine della funzione, si inizia a snodare per le vie del centro storico la processione in onore della Madonna del Rosario. I membri delle confraternite portano in processione due grandi arazzi seicenteschi e altri oggetti di fabbricazione sei-settecentesca, mentre i membri della Confraternita del Santissimo Rosario portano a spalla, avvicendandosi, la pesante macchina processionale su cui è innalzata la statua lignea della Madonna del Rosario. Questa usanza, faticosissima specialmente nei tratti in forte dislivello o in salita, è stata ripresa da poco ed ufficializzata con la ricostituzione della Confraternita nel 2002, per volere dell’abate parroco Aldo Anfuso.La processione percorre tutte le strade e le piazze principali del centro storico, ovvero piazza San Barnaba, via Roma, via Cavour, piazza Giacomo Matteotti e Corso Trieste, seguendo un itinerario circolare che riporta il corteo davanti alla Basilica di San Barnaba per la supplica alla Madonna di Pompei.

La supplica alla Madonna di Pompei
Una volta che la processione religiosa è tornata in piazza San Barnaba, davanti alla Basilica di San Barnaba i portatori della Confraternita del Rosario posano la statua della Madonna del Rosario su un trabiccolo e l’abate parroco, alla presenza delle autorità con i gagliardetti delle rispettive istituzioni e di tutta la folla, recita il testo della supplica alla Madonna del Santissimo Rosario di Pompei. Al termine della recita, dei bambini in costume tradizionale portano simbolicamente alla statua un omaggio di vino ed uva a nome di tutta la comunità marinese. Quindi, i portatori riportano la statua all’interno della Basilica, dove rimarrà alcuni giorni esposta a fianco dell’altar maggiore. A questo punto, la ricorrenza religiosa può dirsi conclusa.

Il corteo storico
Nel primo pomeriggio della domenica la folla di visitatori e marinesi si accalca ai lati di Corso Vittoria Colonna e di Corso Trieste per poter assistere al corteo storico in costume cinquecentesco. Il corteo, svoltosi per la prima volta nell’edizione 1929 per iniziativa dello stesso Leone Ciprelli, fu efficacemente ripreso a partire dal 1970 grazie a una serie di associazioni di volontariato che si occupano di fabbricare i pregiati costumi e di custodirli. Nel corso degli anni, la ricchezza del guardaroba è cresciuta in maniera esponenziale, ma anche la partecipazione popolare. I vestiti più gettonati sono ovviamente quelli della nobiltà, mentre l’abito tradizionale da semplice popolano è ovviamente meno gettonato. Con gli anni, l’evento si è arricchito della partecipazione di gruppi di rievocazione storica di altre zone d’Italia, come gli sbandieratori di Cori e i frombolieri di Ischia.
Fra le apparizioni più importanti nel corteo, i suggestivi vestiti della nobiltà, specialmente quelli delle dame. Agli abiti dei prigionieri turchi da alcuni anni sono state tolte le catene e restituite le scimitarre, un segno politically correct di distensione. Nel corteo sono inclusi i gruppi autoctoni di sbandieratori Colonnae Signifer e Città di Marino. Generalmente, in linea con le disponibilità economiche delle amministrazioni comunali, la parte di Marcantonio Colonna e della consorte Felice Orsini viene interpretata da attori ed attrici di fama nazionale: tra gli altri, Andrea Giordana (1998), Giuliano Gemma (1999), Orso Maria Guerrini (2000) ed Enzo De Caro con Flavia Vento (2003), Ascanio Pacelli e la moglie Katia Pacelli (2007), Roberto Ciufoli (2008). La pesante corazza del Colonna è stata del resto dipinta dal maestro Umberto Mastroianni.

La sfilata dei carri allegorici
La sfilata dei carri allegorici è l’evento coreografico che fino all’invenzione del corteo storico raccoglieva tutti gli entusiasmi degli organizzatori e dei visitatori. A Marino il Carnevale è sempre stato organizzato in maniera accurata, soprattutto dal forte schieramento anticlericale che ogni mercoledì delle Ceneri organizzava il Carnevalone, evento che richiamava migliaia di persone dai Castelli Romani e da Roma. Il regime fascista, non appena salito al potere, ritenne opportuno sopprimere questo evento, di chiara matrice repubblicana e antifascista, ma lo stesso entusiasmo che si rivolgeva al Carnevalone venne rivolto dal 1925 alla sfilata dei carri allegorici, una sorta di carnevale autunnale.

Il ‘miracolo delle fontane che danno vino’
È l’evento fondamentale della Sagra dell’Uva. Che le fontane diano vino invece che acqua non è una cosa inventata a Marino nel 1925: a Roma già in due occasioni, nel 1644 per l’elezione di papa Innocenzo X e nel 1670 per l’elezione di papa Clemente X, le fontane alla base della scalinata del Campidoglio diedero vino alla folla meravigliata. In Francia, nella cittadina alsaziana di Wangen, ogni 3 luglio una fontana distribuisce vino.[57] Tuttavia, il ‘miracolo’ di Marino è il più famoso in Italia ed è, a quanto sembra, rimasto inimitato nel nostro paese. Proceduralmente il ‘miracolo’ è molto semplice: nelle condutture delle fontane cittadine vienne fatto scorrere vino mentre l’erogazione di acqua è sospesa. La fontana-simbolo del miracolo è quella dei Quattro Mori, edificata nel1636 su progetto di Pompeo Castiglia per volere del principe Filippo I Colonna che voleva commemorare la vittoria sui Turchi ottenuta dal suo avo Marcantonio II Colonna: infatti nella fontana compaiono otto turchi o mori, uomini e donne, denudati e incatenati ad una colonna di marmo, simbolo araldico della famiglia Colonna.

La ‘vendemmiata’
La ‘vendemmiata’ è una tradizione ormai caduta praticamente in disuso alla Sagra dell’Uva: fin dagli anni venti dai balconi di Corso Trieste venivano calati dei fili a cui erano legati grappoli d’uva, che la folla doveva raccogliere, ‘vendemmiare’, appunto. In seguito, vennero elaborate altre varianti della ‘vendemmiata’: la raccolta dei grappoli d’uva dai balconi o dalle finestre più basse; per finalità organizzative oggi si preferisce distribuire l’uva dai punti di distribuzione del vino.

Lunedì della Sagretta
Il giorno seguente alla domenica della Sagra vera e propria, è invalsa l’usanza, a partire dal secondo dopoguerra, di replicare il programma della festa profana per un pubblico in genere più ristretto. Non vengono svolte ovviamente la processione e la supplica alla Madonna di Pompei, ma solo il corteo storico, però senza la partecipazione dei personaggi famosi o dei gruppi forestieri, la sfilata dei carri allegorici e il ‘miracolo della fontane che danno vino’.Questa replica della Sagra in versione più dimessa e ‘familiare’ prende nome di ‘Sagretta’, o ‘Sagra dei marinesi’, ed è ormai un appuntamento fisso nel programma di ogni edizione.

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

Giornate Europee del Patrimonio 2015 sabato 19 e domenica 20 settembre

28 lug

Giornate Europee del Patrimonio sabato 19 e domenica 20 settembre 2015, con aperture straordinarie ed eventi in tutta Italia sul tema L’alimentazione e la storia dell’Europa: identità culturali e alimentari alle radici dell’Europa.

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2014, i principali musei, monumenti e aree archeologiche rimasero aperti al pubblico fino alle 24.00 al costo simbolico di 1 euro. All’iniziativa parteciparono anche i Musei Civici di Roma. In attesa di aggiornamenti al riguardo per il 2015.

La storia dell’alimentazione rappresenta una delle chiavi di lettura dell’identità di una nazione, delle sue evoluzioni culturali, anche quale conseguenza di relazioni con altre popolazioni. Rispetto ad altre espressioni culturali l’alimentazione è in grado di esprimere in modo facile e intuitivo il radicamento identitario che è implicito nella prassi alimentare di ciascuno di noi e che, negli ultimi anni, ha giustificato una politica accorta di preservazione delle peculiarità agroalimentari dei nostri territori, promuovendo la diffusione di marchi di qualità (DOP, IGP, DOC e STG) direttamente legati alle origini geografiche e alle tradizioni culinarie della filiera enogastronomica europea.
Uno spirito di conservazione che si scontra quotidianamente con il progressivo processo di livellamento legato alla globalizzazione che, pur favorendo l’incontro e l’integrazione culturale, spesso annulla le peculiarità locali, innescando una competizione al ribasso sia in termini qualitativi che, conseguentemente, identitari.
“Noi siamo ciò che mangiamo” (“Man ist, was man isst”), asseriva nella seconda metà dell’800 il filosofo Ludwig Feuerbach facendosi interprete di un concetto che negli ultimi anni si è particolarmente consolidato nell’immaginario collettivo, affiancandosi a locuzioni cristallizzate dalla sapienza popolare come il celebre motto “mangia come parli” che bene esprime il ruolo del cibo come metafora di integrazione e trasformazione, in quanto risorsa indispensabile per la vita e motore identitario del quotidiano; un quotidiano che, tuttavia, è al tempo stesso stabile e mutevole, così come mutano e si evolvono nel tempo la lingua, le mode e le consuetudini (cfr. C. Scaffidi, Mangia come parli. Com’è cambiato il vocabolario del cibo, Bra 2014, con prefazione di Tullio De Mauro).
Anche per queste ragioni un evento per definizione globalizzante come l’Expo Milano 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la vita (che per la terza volta dal 1851 torna ad essere ospitato in Italia, 104 anni dopo l’edizione torinese del 1911) ha scelto ambiziosamente di confrontarsi “sulla storia dell’Uomo e sulla produzione di cibo, nella sua doppia accezione di valorizzazione delle tradizioni culturali e di ricerca di nuove applicazioni tecnologiche”. Si è così cercato di conciliare la dialettica apparentemente ossimorica tra innovazione e tradizione, facendo sì che esse fossero finalmente intese come tappe di un “percorso culturale, di crescita e di cambiamento che valorizza l’interazione tra i popoli nel rispetto del Pianeta”
L’Expo di Milano, dunque, con il suo “capitale” di valori e di visitatori italiani e stranieri, offre una opportunità di straordinaria importanza per la promozione del nostro patrimonio culturale, consentendo di indagarne la profondità materiale, artistica e storica attraverso uno degli aspetti più comuni del nostro vivere quotidiano: la produzione, il consumo, la sociologia e la ritualità del cibo.

Con questi intenti la Direzione generale Musei ha individuato per l’edizione 2015 delle GEP il seguente tema portante: “La Cultura è il cuore dell’Europa. Ritualità e storia dell’alimentazione attraverso l’arte italiana”.
Com’è nello spirito dell’iniziativa, le GEP si pongono come obiettivo quello di implementare la tradizionale offerta culturale sia rendendo fruibili al pubblico con aperture straordinarie luoghi normalmente inaccessibili sia offrendo eventi speciali e visite guidate inedite a monumenti, musei e aree archeologiche, al fine di sottolineare la centralità della cultura quale essenziale fattore di coesione sociale, da cui ripartire verso nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

Le tematiche in discorso si prestano a molteplici approfondimenti e sviluppi prospettici, da declinare assecondando le peculiarità, le risorse e l’inventiva dei singoli Istituti.
Ad un approccio di tipo storico-artistico legato all’analisi stilistica e iconografica di opere più o meno direttamente correlate alle tematiche dell’alimentazione possono, ad esempio, corrispondere approfondimenti legati maggiormente agli aspetti materiali ed economici della produzione\trasformazione degli alimenti e, conseguentemente, della loro circolazione. Come si è accennato al principio, l’indagine delle radici delle nostre tradizioni alimentari anche in termini identitari può essere un accattivante strumento di correlazione dialettica tra passato e contemporaneità; così come, in una prospettiva antropologica (di tipo sia culturale che biologico) e storica di lunga durata, può risultare illuminante l’esame delle interrelazioni esistenti tra l’evoluzione delle pratiche alimentari e, più in generale, i progressi tecnologici, anche al fine di comprendere e giustificare le origini di alcune delle più comuni intolleranze oggi diffuse.
Il tutto a partire dalla consapevolezza profonda che la storia dell’umanità coincide con quella dell’alimentazione e che l’uomo è tale anche in virtù della sua capacità di cucinare, come ha efficacemente ricordato Massimo Montanari, sulla scia di una lunga tradizione di studi che, nel corso del ’900, ha visto confrontarsi l’antropologia sull’opposizione tra categorie come natura e cultura, crudo e cotto: “Cucinare è attività umana per eccellenza, è il gesto che trasforma il prodotto di natura in qualcosa di profondamente diverso: le modificazioni chimiche indotte dalla cottura e dalla combinazione degli ingredienti consentono di portare alla bocca un cibo, se non totalmente artificiale, sicuramente costruito” (M. Montanari, Il cibo come cultura, Roma-Bari 2004, p. 36).
Come oggi tutti ben sappiamo, la produzione del cibo comporta, inevitabilmente, una trasformazione più o meno radicale del paesaggio naturale e/o un adeguamento di quello antropico legato all’introduzione e alla diffusione di nuove tecniche o di nuove colture. Tema, quest’ultimo, che si presta ad essere approfondito con l’ausilio del nostro patrimonio storico culturale, sia per evidenziare strumenti ed esiti correlati alla plasmazione per fini alimentari del territorio, sia per esibire le testimonianze materiali (archeologiche, iconografiche, letterarie ecc.) correlate all’introduzione nel corso del tempo di nuovi alimenti e/o di nuove prassi alimentari. La stessa circolazione degli alimenti costituisce, com’è ben noto, un fulcro economico e strategico di primaria importanza, veicolo di scambi e, inevitabilmente, di contatti e di interazioni culturali, come testimoniano le molte “vie del sale” (prima fra tutte per fama: la Salaria) legate ai circuiti della transumanza, o, su di una scala globale ben più ampia, la celebre “via delle spezie”, porta d’eccellenza verso l’Oriente. Percorsi oggi reinterpretati attualizzandoli grazie alla riscoperta delle tradizioni enogastronomiche che, più o meno in tutta la Penisola, hanno consentito di proporre a vario titolo “vie dell’olio” o “del vino”.
Relitti, frammenti di anfore da trasporto, resti bioarcheologici (carpologici, malacologici, pollinici o faunistici) o residui chimici ricostruiti attraverso analisi molecolari, accanto al più tradizionale approccio tipologico, iconografico, letterario ed epigrafico (ove possibile) sono alcuni tra i molti indizi disponibili ad essere valorizzati per ricomporre il quadro conoscitivo dell’evoluzione delle pratiche alimentari, dalla preistoria fino alla modernità. Una indagine che può passare anche attraverso la materialità corporea, consentendo di ricostruire parametri come la dieta e gli stress alimentari per tramite di analisi chimiche su distretti ossei particolarmente significativi, come i denti o – dove il caso, l’uomo o la natura lo consentono come si è verificato ad esempio per il celebre uomo del Similaun – grazie allo studio diretto di tessuti molli mummificati.
Al termine di questa rapida rassegna dei molteplici approcci possibili, accanto agli aspetti propriamente economici, materiali e fisiologici correlati a testimonianze come quelle appena menzionate, è necessario annoverare infine anche le componenti “immateriali” correlate alla sociologia e alla ritualità del cibo.
L’alimentazione oltre ad essere necessariamente una pratica quotidiana è, salvo rare eccezioni, anche una fondamentale prassi sociale, sia nelle fasi che sovrintendono all’acquisizione \ produzione \ trasformazione \ conservazione delle risorse che, poi, ovviamente, in quelle che presiedono al loro consumo, in una prospettiva che può essere al contempo individuale e collettiva.
Produzione, consumo ed eventuale condivisione possono essere strettamente collegate all’organizzazione familiare e a quella sociale della comunità, creando un legame più o meno diretto tra il modo in cui si mangia e il posto occupato nella società. Aspetti documentati in vario modo dal nostro patrimonio culturale, dall’organizzazione e disposizione di un semplice focolare preistorico alla strutturazione e all’organizzazione delle cucine e delle sale da pranzo nelle residenze nobiliari medievali e moderne. I set da banchetto e da simposio ricorrenti nelle sepolture dell’Italia antica presuppongono non solo l’apparato correlato allo svolgimento della cerimonia funebre ma anche l’immagine traslata dell’ultimo banchetto e/o dell’ultimo simposio di cui è partecipe il defunto, all’atto del congedo dai suoi congiunti. Una condizione in parte legata anche al suo status, che gli consentiva idealmente di imbandire quell’ultimo pasto e quell’ultimo brindisi che, si auspicava, egli avrebbe continuato a celebrare nell’eternità, come attesta la ricorrenza del motivo nell’iconografia funeraria dell’Italia preromana. Un immaginario che perdura trasformandosi nel tempo, fino ad acquisire ricodificandosi la conformazione del “cenacolo” cristiano, nel quale la prassi cattolica ha sublimato la metafora del banchetto attraverso la cerimonia dell’eucaristia, in cui il pane ed il vino assurgono a proiezione del corpo e del sangue di Cristo, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini.
Una sublimazione che introduce l’ultima chiave di lettura precedentemente accennata, quella rituale e religiosa, ruotante intorno al cibo come fulcro della prassi rituale e/o offerta alla divinità, attraverso atti cerimoniali come il sacrificio o la dedica nei santuari di alimenti o di loro potenziali surrogati, assecondando un atteggiamento documentato sin dalla preistoria e ancora oggi comunemente attestato a livello folklorico.

Fonte: Ministero dei Beni Culturali

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Ossigeno 2015 Popstairs: street art sulle scalinate di Roma

27 lug

Ossigeno 2015 Popstairs, laboratorio di riqualificazione urbana attraverso tre interventi di Street Art realizzati, per la prima volta a Roma, su tre scalinate localizzate nei Municipi XII, XIV e XV, e finalizzati a renderle luogo di interesse artistico-culturale.

Inizia l’8 luglio alle 18.00 la manifestazione OSSIGENO 2015 – POPSTAIRS, inserita nella programmazione ESTATE ROMANA 2015 e realizzata con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con la Siae. Per indagare il rapporto tra l’uomo e il territorio, Associazione Culturale IN/OUT, in coproduzione con Roma&Roma srl e con l’Associazione MURo Museo of Urban Art di Roma, ha ideato e realizzato OSSIGENO 2015 – POPSTAIRS, laboratorio di riqualificazione urbana attraverso tre interventi di Street Art realizzati, per la prima volta a Roma, su tre scalinate localizzate nei Municipi XII, XIV e XV, e finalizzati a renderle luogo di interesse artistico-culturale.
Il progetto è curato ed eseguito da David “Diavù” Vecchiato, tra i massimi esponenti della Street Art romana, e creatore di MURo.
Dopo una fase di risistemazione delle scalinate – grazie alla preziosa collaborazione dei tre Municipi e delle Comunità dei residenti -, gli interventi artistici avranno luogo nel mese di luglio (dall’8 al 14 a via Fiamignano; e dal 23 al 29 a Corso Francia); e a settembre (dal 30 agosto al 6 settembre a Via Ugo Bassi).

Il progetto, realizzato anche grazie al sostegno della Fondazione ItaliaCamp e della Banca di Credito Cooperativo (BCC) di Roma, si concluderà presso il SOSE Stazione Ottavia Spazio Espositivo, in Via della Stazione di Ottavia 5, a partire dalle 20.30 del 15 settembre 2015, con uno spettacolo ad ingresso gratuito de “Le Romane”, dedicato alla canzone della tradizione romana e ai grandi autori che l’hanno immortalata. Il gruppo, composto da Raffaella Misiti (voce), Arianna Gaudio (voce recitante), Annalisa Baldi (chitarra) e Désirée Infascelli (fisarmonica e mandolino), ripropone i versi in musica dei poeti della tradizione – come Belli e Trilussa – mescolandoli con quelli preziosi di Gadda, Pasolini, Strehler; sulle note di grandi musicisti come Trovajoli, Balzani, Carpi, Rustichelli, che spesso hanno raccontato Roma anche attraverso le colonne sonore nei film di Pasolini, Magni, Germi.

La serata sarà occasione per una presentazione conclusiva del progetto, a cura di “Diavù” Vecchiato, tra l’esposizione delle foto e la proiezione dei filmati realizzati nel corso dei tre interventi sulle scalinate.

Ingrid Bergman
Via Fiamignano – XIV municipio

Michèle Mercier
da Giovedì 23 Luglio a Mercoledì 29 Luglio
Corso Francia – I municipio

Elena Sofia Ricci
da Domenica 30 Agosto a Domenica 6 Settembre
Via Ugo Bassi – XII municipio

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