Annunciazione di Cortona di Beato Angelico in mostra alla Galleria Borghese

21 Dic

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Dal 12 dicembre 2012 al 24 novembre 2013 il Comitato di San Floriano di Illegio e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma, presentano cinque esposizioni consecutive di capolavori assoluti di arte sacra per accompagnare l’Anno della Fede iniziato lo scorso 11 ottobre, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e che terminerà appunto il 24 novembre 2013, solennità di Cristo Re dell’Universo.

ImmagineLa prima opera esposta a Galleria Borghese, dal 12 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013, è l’Annunciazione di Cortona di Beato Angelico, eccezionalmente concessa dal Museo Diocesano del Capitolo di Cortona e dalla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

Il primo appuntamento si apre dunque con uno straordinario pittore italiano: Fra’ Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro, detto il Beato Angelico, beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1982, anche se già poco dopo la sua morte era stato chiamato Beato Angelico sia per l’emozionante religiosità di tutte le sue opere sia per la sua personale profondità spirituale e santità di vita. A soli quattordici anni dalla sua morte dal confratello poeta Domenico di Giovanni da Corella chiamato angelicus pictor, il frate domenicano cercò di saldare i nuovi principi rinascimentali, come la costruzione prospettica e l’attenzione alla
figura umana, con l’estetica medievale, il simbolismo teologico e la mistica della luce. La scelta di dedicare a lui la prima tappa del percorso è ancor più giustificata perché Beato Angelico è stato proclamato patrono dei pittori e degli artisti e proprio a Roma, nel 1455, concluse la sua vicenda artistica ed umana. Fra Angelico riposa infatti nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, dove avrà luogo l’evento inaugurale del percorso – con l’anteprima eccezionale dell’Annunciazione esposta per una sera accanto al suo autore. La sua sepoltura è circondata da uno dei due epitaffi che furono scritti per lui. Il primo di Lorenzo Valla, andato perduto, il secondo, che è possibile leggere, dice : “Non sia lodato per essere stato un nuovo Apelle, ma perché a te, o Cristo, ho dato tutte le mie ricchezze”. Giorgio Vasari, che fu il maggior divulgatore della santità e della grandezza di Beato Angelico, cento anni dopo la sua morte, disse: “Se avesse voluto, avrebbe potuto vivere nel mondo in modo molto agiato e diventare ricco grazie alla sua arte, poiché fin da giovane era già un maestro. Invece, essendo devoto di natura, scelse di entrare nell’ordine domenicano”.

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