Museo delle Anime del Purgatorio

15 Gen

MuseoanimepurgatorioromaIl museo delle Anime del Purgatorio si trova a Lungotevere Prati 18 a Roma presso la sagrestia della chiesa del Sacro Cuore del Suffragio.

Dopo la sua costruzione della Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, la chiesa subì un incendio. Al prete dell’epoca, don Victor Jouet, sulle pareti dietro l’altare parve di vedere un volto dalle sembianze umane e dall’espressione mesta e malinconica, volto lasciato impresso dalle fiamme sulle pareti.
Egli stesso giunse alla conclusione che un defunto volle mettersi in contatto con i vivi come anima in pena e condannato al Purgatorio. Con questo evento particolare si decise di fondare il museo.
Il prete stesso decise di trovare documenti e testimonianze di fatti analoghi.
Le ricerche si rivelarono per il sacerdote, suo malgrado, più difficili del previsto; tuttavia egli riuscì a trovare parecchio materiale che dimostrava quanto segue: i defunti che dovevano passare un certo periodo nel regno ultraterreno del Purgatorio allo scopo dipurificarsi dai loro peccati, cercavano di attirare l’attenzione dei vivi per chiedere loro preghiere e messe di suffragio, affinche fosse facilitato il loro passaggio in Paradiso.

Il percorso museale si svolge in un’unica sala presso la sagrestia della chiesa del Sacro Cuore del Suffragio.
Nell’unica bacheca sono raccolti documenti e foto che documentano ed attestano i fatti di cui sopra, tra cui:
un libro di preghiere, in cui su una pagina si stampò una mano di un defunto;
la federa di un cuscino con un’impronta di fuoco di una suora che chiese ad una sua consorella delle preghiere per affrettare il passaggio in paradiso;
una tonaca ed una camicia di una suora con delle impronte di un defunto.

museopurgatorioAllestito in un locale adiacente alla sacrestia della piccola chiesa neogotica del Sacro Cuore del Suffragio, il singolare museo ebbe origine alla fine dell’800 per volontà del missionario francese Victor Jouet che, a seguito di un misterioso incendio sviluppatosi all’interno della chiesa appena ultimata nella cappella del Rosario, decise di girare l’Europa alla ricerca di testimonianze dell’esistenza ultraterrena dei defunti e dei loro contatti con i congiunti viventi: tra le fiamme della cappella il sacerdote e molti fedeli credettero infatti di scorgere le sembianze di un volto sofferente rimasto poi enigmaticamente impresso sulla parete dell’altare ed ora visibile in riproduzione fotografica all’interno del museo. La raccolta di misteriose tracce dell’aldilà messa insieme dal religioso annovera in realtà solo una decina circa di reperti in quanto per molto altro materiale reperito le autorità ecclesiastiche ritennero insufficienti le prove d’autenticità raccolte. Panni, stoffe, tonache, papaline, breviari, camicie da notte e tavolette di legno gelosamente custodite entro bacheche narrano dunque le apparizioni dei defunti al cospetto di congiunti scettici, testimoniate dalle impronte delle loro mani ‘marchiate a fuoco’ a futuro ricordo e memento: tali apparizioni, circostanziate e ciascuna con una storia particolare, risalgono prevalentemente al XVIII e XIX secolo e in almeno un caso (siamo nel 1879) furono motivate dalla preoccupazione di una donna belga per la vita dissoluta condotta dal proprio figlio, riconvertito alla fede proprio dalle continue attestazioni materne di una vita ultraterrena, al punto da fondare un nuovo ordine religioso.

Telefono: 0039 06 68806517
Fax: 0039 06 6865261

INGRESSO LIBERO

Bus 70 – 81 – 87 – 186 – 492 – 628 – 913 – 926

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