Archivio | febbraio, 2013

Arte in Giappone 1868-1945 in mostra alla GNAM

12 Feb

Arte in Giappone 1868-1945

L’Istituto Giapponese di Cultura/Japan Foundation presenta, in collaborazione con il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Kyoto e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Arte in Giappone 1868-1945, mostra antologica – la prima dopo l’esposizione romana del 1930 – sulla pittura tradizionale nihonga e le arti decorative giapponesi moderne.

Oltre 170 opere guideranno il pubblico alla scoperta dell’arte giapponese, nelle fasi dell’incontro con l’Occidente, tra spinta al rinnovamento e riscoperta di un fiero sé, fino alla sedimentazione del pensiero culturale moderno. 111 dipinti e 59 opere d’arte decorativa provenienti dai più importanti musei e collezioni private giapponesi.

Per la prima volta in Italia, un’ampia mostra dedicata all’arte giapponese del Novecento, un periodo ancora poco esplorato di intense trasformazioni che va dalla restaurazione dell’Imperatore Meiji nel 1868 alla fine della seconda guerra mondiale.
In quest’arco di tempo, dopo oltre due secoli di feudalesimo e di quasi completo isolamento, il Giappone si confronta con un rapido processo di modernizzazione tecnica, economica, sociale, secondo modelli occidentali, mentre i primi influssi diretti dell’arte europea penetrano in schemi secolari consolidati. A questo profondo rinnovamento, repentino e radicale, si contrappone già negli ultimi decenni del XIX secolo un movimento di rinascita dell’arte tradizionale, di consapevole ritorno ad una visione estetica in cui si riconosce l’identità, l’antica civiltà del popolo giapponese.
Alla pittura nihonga (la pittura in “stile giapponese”, in opposizione alla pittura yōga in “stile occidentale”) e alle arti applicate è dedicata la mostra della Galleria nazionale d’arte moderna, nelle cui sale è presentata una selezione di alto livello qualitativo di opere che reinterpretano lo spirito della tradizione: dai kakemono, i tipici dipinti su rotoli verticali di carta o di seta, ai magnifici paraventi che decoravano gli interni delle case giapponesi; e inoltre lacche, ceramiche, tessuti, kimono, vasi, intagli in legno, capolavori di una lunga e raffinata tradizione artigianale che tanto aveva influito sulla moda europea del giapponismo. Altrettanto tipici i soggetti affrontati: raffigurazioni di animali e immagini femminili, fiori, rami d’albero, paesaggi, evocazioni dei cambiamenti anche minimi della natura e del trascorrere delle stagioni, espressione di un sentimento di consonanza poetica.
Tra gli artisti del periodo Meiji (1868-1912), agli albori della rivoluzione del nihonga, sono presenti Kawanabe Kyōsai, Kanō Hōgai, Hashimoto Gahō, Shimomura Kanzan, Kawai Gyokudō, Mori Kansai, Kishi Chikudō, Kōno Bairei, Tomioka Tessai. Il periodo Taishō (1912-1926), il momento della piena fioritura artistica, è rappresentato da Yokoyama Taikan, Hishida Shunsō, Yamamoto Shunkyo, Hirafuku Hyakusui, Takeuchi Seihō, Kaburaki Kiyokata, Fukuda Heihachirō, Kosugi Hōan, Hashimoto Kansetsu, Ogawa Usen. La maturazione del nihonga moderno, fra Taishō e Shōwa (1926-1989), comprende opere di Matsuoka Eikyū, Maeda Seison, Uemura Shōen, Yasuda Yukihiko, Kobayashi Kokei, Imamura Shikō, Hayami Gyoshū, Murakami Kagaku, Tsuchida Bakusen, Tomita Keisen.

Per esigenze conservative, dovute alla particolare delicatezza dei materiali, la mostra è distinta in due diverse fasi espositive, con sostituzione quasi totale dei dipinti e parziale delle opere d’arte decorativa, secondo il seguente calendario:
I esposizione: dal 26 febbraio al 1° aprile 2013
II esposizione: dal 4 aprile al 5 maggio 2013

Curatori: Masaaki Ozaki (Direttore Museo d’Arte Moderna di Kyoto); Ryuichi Matsubara (Chief Researcher Museo d’Arte Moderna di Kyoto). Commissario della mostra: Stefania Frezzotti (curatore Galleria nazionale d’arte moderna)

COME ARRIVARE:
Tram: 3 e 19, viale delle Belle Arti
Autobus: 88 – 95 – 490 – 495, M, piazzale del Fiocco
Calcola il percorso

ORARIO
Da martedì a domenica ore 10.30 – 19.30
L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima della chiusura.
GIORNI DI CHIUSURA
Lunedì


MAGGIORI INFORMAZIONI

Annunci

Giornate Europee del Patrimonio 2013: il 28 e 29 settembre INGRESSO GRATUITO nei luoghi della cultura

12 Feb

giornateeurpeedelpatrimonio2013Il MiBAC, come ogni anno, partecipa all’evento e organizza sull’intero territorio nazionale iniziative tese a valorizzare e mettere in evidenza i contenuti della cultura e del Patrimonio italiano, con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali.

Per l’occasione saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale.

Info: 800 99 11 99

In Italia la manifestazione avrà luogo il giorno sabato 28 settembre 2013 e prevederà anche l’apertura notturna dalle 20 alle 24 per quegli istituti che partecipano al progetto Una notte al Museo, che in via eccezionale saranno aperti gratuitamente.
Al fine di favorire la conoscenza del patrimonio culturale italiano verranno organizzate numerose iniziative sull’intero territorio nazionale e saranno aperti al pubblico gratuitamente tutti i luoghi della cultura statali. A questi si affiancheranno i luoghi d’arte appartenenti ad altre realtà (Istituzioni, Enti) che vorranno aderire alla manifestazione.

L’Italia aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio 2013 che avranno luogo nel nostro Paese il 28 e il 29 settembre, con lo slogan, ormai consolidato: “L’Italia tesoro d’Europa”.
Le Giornate, fin dalla loro istituzione nel 1954, sono state apprezzate da tutti i cittadini che, attraverso questo momento di grande partecipazione, hanno avuto l’opportunità di conoscere lo straordinario patrimonio culturale europeo.
L’iniziativa, nel corso degli anni, ha assunto una tale rilevanza che nel 1999 il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea ne hanno fatto un’azione comune, con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale, al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti della grande ricchezza che la diversità culturale genera all’interno dell’Europa.
Occorre quindi riaffermare, insieme agli altri Paesi europei, radici culturali e storiche comuni, fondamentali per elaborare progetti e strategie condivise, atte a salvaguardare, tutelare, far conoscere e tramandare, anche nei momenti di crisi, il grande patrimonio culturale del nostro Paese e di tutta l’Unione.
La recente iscrizione di due nuovi siti italiani nel Patrimonio mondiale dell’Unesco, Italia Langobardorum e Siti palafitticoli dell’arco alpino, si colloca proprio nello spirito delle Giornate Europee. La serie dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino si estende sui territori di sei paesi – Svizzera, Austria, Francia, Italia, Germania e Slovenia – e comprende ben 111 villaggi palafitticoli: è la testimonianza dell’esistenza di un forte legame comune nelle tradizioni culturali del vecchio continente.

A questa grande festa europea, il MiBAC partecipa con tutti i suoi Istituti centrali e territoriali che, oltre ad organizzare eventi per l’occasione, aprono gratuitamente al pubblico tutti i luoghi d’arte statali, che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale.
In sinergia con il MiBAC aderiscono all’iniziativa il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, il Ministero per gli Affari Esteri con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, Regioni e Province autonome, Comuni e Istituzioni culturali a carattere pubblico e privato, che danno un valore aggiunto all’iniziativa, aprendo gratuitamente i loro luoghi d’arte ed organizzando eventi.

Con l’ingresso gratuito nei luoghi d’arte e i molti eventi organizzati, si permette ai cittadini di scoprire o riscoprire liberamente musei, monumenti o siti archeologici noti e meno noti offrendo lo spunto per una riflessione sulle fondamenta della nostra storia. È necessario però uno sforzo ulteriore di comunicazione perché questa diventi un’opportunità per i cittadini dei singoli Stati europei di conoscere il patrimonio culturale delle altre realtà dell’Unione, apprezzare le differenze, cogliere le assonanze e comprendere così il senso di un’Europa comune, che non potrà essere tale senza la consapevolezza di idee, valori e sentimenti comuni.
In queste “Giornate” è l’intero patrimonio artistico e culturale europeo ad aprirsi al mondo.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Viaggio teatrale tra gioco e ricordo con Ubu e Gargantua: mostra gratuita

11 Feb

7 febbraio 2013 – 21 aprile 2013
Viaggio teatrale tra gioco e ricordo con Ubu e Gargantua nelle opere di Danièle Sulewic e Tonino Conte  collage, oggetti, costumi e foto di scena
Mostra gratuita alla Casa dei teatri

Viaggio teatrale tra gioco e ricordo è un itinerario fantastico tra personaggi e materiali che raccontano dal di dentro la storia artistica del Teatro della Tosse, un attraversamento che lo spettatore compie tra collage, parole, costumi, oggetti e foto di scena, in compagnia degli artisti Tonino Conte – regista, scrittore e fondatore del Teatro della Tosse – e Danièle Sulewic – scenografa, costumista e ceramista .

Sono aperture sul mondo onirico e antropomorfo che Conte e Sulewic restituiscono dalle opere di Rabelais, Alighieri e Jarry: testimonianze, finestre visive sugli spettacoli, sensazioni tattili, Gargantua di François Rabelais, l’Ubu di Alfred Jarry e l’Inferno di Dante Alighieri accompagnano i visitatori nel cuore della ultra trentennale storia del teatro genovese, unico nel panorama italiano a configurarsi come una “macchina del fantastico”. Un viaggio nel ricordo, dunque, che comprende anche altri autori importanti come Aristofane o Shakespeare, omaggio allo spirito che ha caratterizzato l’avventura del teatro fondato da Tonino Conte e Emanuele Luzzati nel mondo della scena.

I collage, gli arazzi istoriati anche con poesie e brani di testi teatrali, i manichini e le statue  evocano personaggi e atmosfere di questi spettacoli ricreandoli con l’immaginazione, suggerendo similitudini molto libere. In una parola, sognandoli.

Viaggio teatrale tra gioco e ricordo è anche un gioco di rimandi continui fra i due artisti, i quali si accostano liberamente alla memoria e ai personaggi per contaminarli con opere nuove che ne condividono lo spirito, in una corrispondenza fantastica, appunto, o in un suo contrappunto ideale

Largo 3 giugno 1849 angolo via di San Pancrazio – ingresso Arco dei Quattro Venti
Orario:

fino al 31 marzo 2013 ore 10.00 – 17.00, dal 1 aprile 2013 ore 10.00 – 19.00

Chiusura: 31 marzo 2013

Ingresso libero fino a esaurimento posti

MAGGIORI INFORMAZIONI

Renato Zero in concerto a Roma ad aprile e maggio 2013

7 Feb

renato-zero-2013Annunciati i nuovi attesissimi concerti di Renato Zero: dal 27 aprile 2013 al Palalottomatica di Roma!
A partire dal 27 aprile Renato Zero sarà in concerto al Palalottomatica con un progetto live assolutamente inedito che lo farà diventare padrone di casa del palazzetto dello sport di Roma per oltre un mese.

Già confermate le seguenti date:
27-29-30 Aprile
3-4-9-10-12-13-15 Maggio
NUOVE DATE 16-18-19-21-22 MAGGIO


MAGGIORI INFORMAZIONI

Frida Kahlo e Diego Rivera in una mostra fotografica gratuita all’Instituto Cervantes di Piazza Navona

5 Feb

complicitAGGIORNAMENTO: Frida Kahlo in mostra alle Scuderie del Quirinale dal 20 marzo al 31 agosto 2014

Dal 13 febbraio al 24 marzo 2013 Frida Kahlo e Diego Rivera in una mostra fotografica gratuita.

La mostra si compone di 35 fotografie in bianco e nero, molte delle quali ritraggono momenti salienti dell’esistenza di Diego Rivera e Frida Kahlo, come pure episodi storici dell’epoca in cui vissero.
Gli artista si conobbero nel 1922, quando Magdalena Carmen Frida Kahlo aveva appena 15 anni e Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez, 36. Da tale momento, questi due controversi personaggi iniziarono a scambiarsi le prime complicità, anche se fu solo nel 1929 quando la loro relazione divenne formale. La coppia condivise non solo un’agitata vita ed una profonda vocazione artistica, ma anche ideali politici, interessi di rinnovamento del mondo e uno spirito di ribellione nei confronti dell’ordine stabilito delle cose, unitamente al loro profondo amore per tutto ciò che era messicano.
Le loro figure indirizzarono una generazione di cambiamenti nel Messico moderno. Le vite di Diego e Frida viaggiarono all’unisono con i fatti politici salienti del paese che lo trasformarono profondamente, come la Rivoluzione. Vari di questi fatti ed i loro personaggi sono plasmati nelle immagini presenti alla mostra.
Le opere esposte hanno viaggiato molto e sono state esibite con grande successo in svariate città del mondo, sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri messicano. L’anteriore sede espositiva è stata Dublino e la prossima sarà Amsterdam.

Se intendiamo la complicità come il rapporto che si instaura tra le persone coinvolte in profondità in un’azione, Diego Rivera e Frida Kahlo sono la sua migliore definizione. Non solo perchè sono stati amanti, coppia, attivisti e artisti, ma anche perche hanno ispirato una generazione di cambiamento nel Messico moderno.
Quest’anno, come commemorazione del primo centenario della nascita di Frida Kahlo e del 50esimo anniversario della morte di Diego Rivera, il Ministero degli Affari Esteri Messicano in collaborazione con l’Instituto Nazionale di Belle Arti e Letteratura presenta questa selezione di fotografie che tengono conto della complicità condivisa da entrambi gli artisti.

La mostra rimarrà aperta fino al 24 marzo.

Sala dell’Instituto Cervantes di Roma Piazza Navona 91
da giovedì a domenica dalle 16:00 a 20:00
INGRESSO LIBERO
Info 06 853 73 61


MAGGIORI INFORMAZIONI

Art Nouveau da Budapest in mostra ai Musei Capitolini: Tiffany & Gallé e i maestri dell’Art Nouveau nella collezione del Museo di Arti Applicate di Budapest

5 Feb

emile-galleTiffany & Gallé e i maestri dell’Art Nouveau nella collezione del Museo di Arti Applicate di Budapest
in mostra ai Musei Capitolini (Palazzo Caffarelli) dal 20 febbraio al 28 aprile 2013

Da Budapest a Roma oltre 90 opere di eccezionale qualità – fra ornamenti in vetro e ceramica, tessuti e gioielli – a rappresentare l’epoca d’oro dell’Art Nouveau.

Alla mostra, oltre alle opere di Louis Comfort Tiffany (1848–1933), noto artista-industriale americano e del francese Emile Gallé (1846–1904), verranno esposti anche dei capolavori di maestri vetrai ungheresi per eccellenza dell’Art Nouveau.

Le sale di Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini ospitano, fino al 28 aprile, la mostra ‘Tiffany & Gallé e i maestri dell’Art Nouveau dal Museo di Arti Applicate di Budapest’, 90 opere selezionate dalle collezioni del Museo di Arti Applicate di Budapest che illustrano l’epoca d’oro dell’Art Nouveau, le sue novità tecnologiche e artistiche, le contaminazione tra generi diversi e le reciproche influenze fra artisti nell’Europa degli anni a cavallo tra l’Esposizione Universale di Parigi del 1889 e la Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1911.
Ispirazione e linee che risaltano negli oggetti decorativi in vetro e ceramica – la sezione più ampia dell’esposizione – ideati dall’americano Louis Comfort Tiffany, dal francese Emile Gallè e dai fratelli Daum, maestri vetrai di Nancy, opere raffinate che hanno influenzato e stimolato la produzione di oggetti d’arte decorativa in Ungheria e non solo.

Il percorso mostra è articolato in 6 sezioni

Colori vivaci, luci nuove
Con eleganza vengono sintetizzate la semplicità delle linee e la varietà delle forme. Fra le opere esposte, a titolo d’esempio, il ‘Pavone’ (1898 ca.,Tiffany), vaso decorativo a strati, iridescente, con fili di vetro incorporati, o il ‘Vaso decorativo lustrato di vari colori’ (1894 ca.,Tiffany), una lavorazione a vetro soffiato dipinto. Ancora, la ‘Lampada da tavolo con paralume di vetro Tiffany’ (1890-1900, The Duffner and Kimberly Company), con tasselli di vetro dai colori cosiddetti ‘opacizzanti’ , che rappresenta senza dubbio uno dei più noti prodotti di Tiffany.

Forme organiche
Art Nouveau e motivi floreali. Tulipani, fiori di papavero, steli di orchidee vengono magistralmente usati per creare calici e vasi in vetro dalle forme fantasiose ispirate alla natura: esemplari di questa lavorazione il ‘Vaso con petali lussureggianti d’iride’ (1896-7, Wallander) o ‘Chachepot’ (1900 ca., P.Horti), o ancora il ‘Vaso decorativo con steli d’orchidea’ (1900, Gallè).

Culture lontane, tradizioni antiche
Ad influenzare la maggior parte delle opere di Tiffany e di Gallè sono due correnti artistiche dell’epoca: il Movimento estetico e il Giapponismo (japonisme , influenza che l’arte giapponese ha avuto sull’Occidente). Di gusto squisitamente orientaleggiante, ad esempio, il ‘Vaso con crisantemi’ (1896 ca. Gallè) o il pezzo fuoriserie ‘Vaso decorativo marrone e color miele con decorazione screpolata’,(1897, Gallè). Accanto, le più antiche tradizioni e la qualità dell’oreficeria ungherese sono esaltate nel ‘Fermaglio per mantello da donna’(1904 ca., Gyula Hay) o nel ‘Pendaglio a forma di pesce volante’ (1904 ca., Tarjan /Huber).

Il lusso delle materie
Grazie al valore dei materiali usati, all’alto livello di manifattura, all’eleganza della forma, anche oggetti di uso quotidiano diventano veri oggetti di lusso. Fra i capolavori esposti: ‘Lampada a petrolio’ (1898 ca., Selmersheim), il ‘Piattino con rami di vischio’ (1895 ca., Pierre Clement Massier) o il ‘Set per spezie in scatola decorativa’ (1899-1900 ca, Tiffany).

La natura in casa nostra
Dalla terra all’acqua, fra frutta, fiori e insetti: tutti questi elementi ricorrono nei tessuti e nei lavori in vetro e ceramica di questa sezione. Pregevole, fra i tanti esemplari, il ‘Vaso con verso poetico e dettaglio di foresta’ (1900, Gallè), della serie Verreries Parlantes, che reca alla base un verso tratto da la Notte di Victor Hugo: ‘Les arbres se parlent tout bas’.

Il mondo del simbolismo
Atmosfere oniriche, vene surreali, temi figurativi che spaziano dalla mitologia classica a quella ungherese, evocano un mondo fantastico che va oltre la storia e la realtà. Così, ad esempio, il ‘Vaso con testa di fauno’ (inizio ‘900, Telcs), o l’arazzo ‘Donna in rosso con rosa’ (1898, Rippl-Ronai).

Biglietto d’ingresso
Biglietto solo mostra
Intero: € 6,00
Ridotto: € 5,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 5,00
Ridotto: € 4,00

MAGGIORI INFORMAZIONI

Il Cammino di Pietro in mostra a Castel Sant’Angelo

1 Feb

Il Cammino di Pietro in mostra a Castel Sant'AngeloIn mostra a Castel Sant’Angelo dal 7 febbraio al 1° maggio 2013 quaranta opere, da Oriente e Occidente, che percorrono la storia della cristianità dal IV fino al XX secolo, in un allestimento che coinvolge dinamicamente il gusto per la bellezza, il bisogno di pensare, la forza delle emozioni.

In esposizione dipinti e sculture di artisti d’eccezione quali Lorenzo Veneziano, Vitale da Bologna, Marco Basaiti, Garofalo, Jan Brueghel, Giorgio Vasari, Georges de La Tour, Guercino, Gerrit van Honthorst, Dirk Van Baburen, Luca Giordano, Mattia Preti, Guido Reni, Vasilij Dmitrievic Polenov, Eugéne Burnand si intrecciano con proiezioni cinematografiche, apparizioni suggestive e alcuni squarci di musica, che completano il racconto in un gioco di sinestesie.

Diversi inediti costituiscono motivo di speciale interesse per gli storici dell’arte, come pure la possibilità di ammirare in una mostra opere che per la prima volta vengono spostate dal loro abituale luogo di conservazione.

Orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 19,30.
Chiuso il lunedì.

MAGGIORI INFORMAZIONI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: