Apertura straordinaria delle Prigioni storiche di Castel Sant’Angelo

26 Mar

Apertura straordinaria delle Prigioni storiche di Castel Sant'AngeloIn occasione della settimana di Pasqua, da martedì 26 marzo a lunedi 1° aprile 2013, saranno aperte al pubblico le Prigioni storiche di Castel Sant’Angelo.

Accessibili dal Cortile di Alessandro VI, le cosiddette Prigioni Storiche costituiscono una serie di ambienti sotterranei, la cui realizzazione, o ampliamento, si deve molto probabilmente ad Alessandro VI Borgia. Dalla scala di accesso principale si accede a un grande ambiente rettangolare detto del Parlatoio, caratterizzato da poderose strutture metalliche, poste a sostegno dei solai nel corso di recenti restauri.
Segue uno stretto e scuro corridoio anulare lungo il quale sono disposte le basse porte d’ingresso di tre celle. Le ridotte aperture praticate in alto, poste in corrispondenza del pavimento del soprastante cortile, determinano scarse condizioni di illuminazione. Sul pavimento delle celle, protetti da grate, sono visibili alcuni scavi archeologici che permettono di individuare affioramenti delle murature romane.
Uno stretto e basso passaggio introduce alle ultime due celle, anch’esse poco illuminate da inferriate che danno sul cortile.
L’ultima cella è nota per aver ospitato per quasi un anno Benvenuto Cellini.
Il piccolo vano che si incontra subito a destra salendo, è la latrina esterna dalla quale tradizionalmente si ritiene che l’artista si sia calato in occasione della celebre evasione. Inizialmente rinchiuso in una camera areata e soleggiata, probabilmente l’ultima verso sud del soprastante Cortile di Alessandro VI, egli raccontò nella sua Vita di essere riuscito ad evadere la notte del Corpus Domini del 1538, calandosi con una corda fatta di lenzuola tagliate e annodate.
Nuovamente ricondotto prigioniero in Castello, fu quindi segregato nella cella posta in asse con la grande cisterna per l’acqua, tutt’ora esistente sotto il pavimento del Cortile. Cellini si lamentava, oltre che dell’oscurità, delle “tarantole” e dei vermi velenosi, anche del fatto che vi “era dell’acqua assai”.
Su una parete della cella è un vetro posto a protezione di un disegno, ormai non più individuabile, raffigurante Dio Padre con un Cristo Risorto, che l’artista racconta di aver eseguito per propria consolazione durante la prigionia.

ORARI
Martedì/domenica 9.00 – 19.30
Chiuso lunedì

MAGGIORI INFORMAZIONI

PRIGIONI STORICHE
La superficie sottostante il Cortile della Balestra (detto anche Cortile del Pozzo) è occupata da una sequela di vani, che costituiscono le “segrete” di Castel Sant’Angelo.
Tramite una porticina arcuata si accede ad un grande ambiente, detto il parlatoio. Attraversato questo primo grande locale si passa in un corridoio semicircolare sul quale, attraverso delle porte bassissime, si aprono tre anguste celle illuminate dalla fioca luce che penetra da strette inferriate sul cortile.
Seguono altre due carceri – in cui sono stati di recente individuati affioramenti di creste del muro romano – anch’esse illuminate da piccole aperture. L’ultima di queste fu occupata per più di un anno da Benvenuto Cellini, che racconta nella sua Vita (I, 120), di aver disegnato durante la prigionia un Dio Padre e un Cristo Risorto di cui si possono riconoscere ancora le tracce sulla parete della cella.
Quella del Cellini era la segreta più a ridosso della cisterna, composta da tre vasche comunicanti che dovevano essere a tenuta stagna: all’epoca l’acqua passava dall’una all’altra vasca attraversando dei filtri per la depurazione. L’acqua utilizzata era certamente quella del Tevere. Infatti dal 537, fino al 1570 (anno in cui fu riattivato l’acquedotto di Trevi) i romani utilizzarono quasi esclusivamente, anche e soprattutto per bere, le acque fluviali. Essendo ritenuta tra le più salubri d’Italia anche i papi, perfino quando si allontanavano dal Castello, usavano portarsi scorte di acqua tiberina in grandi quantità.
Attraverso una porticina in cima alla scaletta della prigione del Cellini si arriva a un piccolissimo vano dove, a destra, si può vedere la latrina esterna da cui si sarebbe calato lo scultore fiorentino per l’evasione. A sinistra, invece, si scende nei due vasti ambienti delle oliare, dove entro 83 giare in terracotta – solo nel Novecento inglobate nel cemento – veniva conservato l’olio, utile per l’illuminazione e in cucina, ma anche arma micidiale se gettato bollente sui nemici dall’alto delle mura del Castello.
Radialmente e lungo l’originaria galleria elicoidale seguono cinque grandi fosse circolari (vere e proprie paurose caverne): si tratta di silos per le scorte del grano con la capacità totale di 3700 quintali.
Dalle prigioni, voltandosi verso la torre centrale, si può scorgere il finestrone della Sala della Giustizia, il tribunale dove venivano lette le atroci sentenze di morte ai prigionieri di Castello. Di qui passarono non solo i cardinali rei di congiure antipapali ma anche, tra gli altri, gli umanisti Platina e Pomponio Leto. Inoltre in questo temuto luogo Clemente VIII mandò al patibolo la parricida Beatrice Cenci, nonostante la giovanissima età e le attenuanti, e ordinò il supplizio di Giordano Bruno.

CENNI STORICI
In base ai conti di pagamento dell’agosto 1503 risulta che la trasformazione di questi ambienti in prigioni si debba ad Alessandro VI Borgia. I locali però non sarebbero tutti di quest’epoca, molti infatti sono preesistenti. Il corridoio anulare è certamente di età adrianea (circa 135 d.c.) e serviva da collegamento per i vani già esistenti e poi per quelli da aprire o allargare. Al Borgia sembrano potersi attribuire l’ampliamento o l’adattamento degli ambienti per le prigioni, le fosse dei silos e, sul piano superiore, il pozzo con gli stemmi borgiani. Per quanto riguarda le oliare si può supporre fossero di epoca medievale, probabilmente anteriore a Bonifacio IX. La grande cisterna per l’acqua è sicuramente preesistente, probabilmente anch’essa già di età adrianea.

PRIGIONIERI ILLUSTRI

  • Benvenuto Cellini
  • Beatrice Cenci
  • Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro
Annunci

Una Risposta to “Apertura straordinaria delle Prigioni storiche di Castel Sant’Angelo”

  1. ornellainincognita 26 marzo 2013 a 7:06 pm #

    Invio subito il link al mio compagno, credo che ci andremo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: