Archivio | gennaio, 2014

Tutte le opere di Michelangelo Buonarroti a Roma

30 Gen

Michelangelo: l’elenco di TUTTE le sue opere a Roma

SCULTURE

OPERE PITTORICHE

  • Volta della Cappella Sistina 1508–1512 Affresco Parete Cappella Sistina Certa
  • Giudizio Universale 1537–1541 Affresco Parete 1370×1220 Cappella Sistina Certa
  • Conversione di Saulo 1542–1545 Affresco Parete 625×661 Cappella Paolina Certa
  • Crocifissione di San Pietro 1545–1550 Affresco Parete 625×662 Cappella Paolina Certa

OPERE ARCHITETTONICHE

  • Facciata per la cappella di Leone X in Castel Sant’Angelo 1514-1515 Perduta
  • Piazza del Campidoglio 1538-1552 progetto complessivo realizzato in minima parte su direzione di Michelangelo e completato molto dopo la sua morte.
  • Cordonata Capitolina 1538-1552 Costruita con alcune modifiche al progetto di Michelangelo
  • Tomba di Cecchino de’ Bracci 1544-1545 Su disegno di Michelangelo
  • Basilica di San Pietro in Vaticano 1546-1563 Direttore del cantiere per diciott’anni; il suo progetto planimetrico si impose dopo decenni di discussione e fu completato dopo la sua morte.
  • Cupola di San Pietro in Vaticano 1546-1563 Michelangelo seguì la costruzione il tamburo. La cupola vera e propria, elaborata su suo disegno, venne costruita in seguito, con alcune modifiche.
  • Palazzo Farnese 1546-1550 Michelangelo completò la facciata col terzo piano e il cornicione.
  • Scalone del Cortile del Belvedere 1550 circa Alterato in seguito, con un nuovo parapetto e l’aggiunta della fontana
  • Progetto per San Giovanni dei Fiorentini 1559-1560 Mai realizzato
  • Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore 1560 circa Disegno
  • Porta Pia 1561-1565 Completata dopo la sua morte.
  • Ristrutturazione della basilica di Santa Maria degli Angeli 1561 circa Del progetto di Michelangelo rimane la conformazione spaziale, mentre fu completamente rinnovato l’apparato decorativo, salvo quello delle volte.
  • Il Chiostro alle Terme di Diocleziano è comunemente noto come Chiostro di Michelangelo, per la diffusa idea che l’artista lo avrebbe realizzato insieme alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; in realtà è più probabile ritenere che egli abbia realizzato i disegni preparatori e che abbia partecipato solo alle fasi iniziali della costruzione prima della sua morte nel 1564, anche considerando che la data di inizio lavori iscritta sulla colonna angolare di fronte al portone di accesso è quella del 1565

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Artemisia Gentileschi: le sue opere conservate a Roma

29 Gen

Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 1653) è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca.
Vissuta durante la prima metà del XVII secolo, riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Negli anni settanta del secolo scorso Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato contro Agostino Tassi, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all’affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.

Artemisia, come ci dicono le informazioni mondane dell’epoca, fu donna di straordinaria avvenenza. In effetti capita spesso, nelle tele di Artemisia, che le sembianze delle formose ed energiche eroine che vi compaiono abbiano fattezze del volto che ritroviamo nei suoi ritratti o autoritratti: spesso chi commissionava le sue tele doveva desiderare di avere una immagine che ricordasse visivamente l’autrice, la cui fama andava crescendo.
Il successo, unito al fascino che emanava dalla sua figura, alimentarono, per tutta la sua vita, motteggi e illazioni sulla sua vita privata.

Dopo la conclusione del processo, Orazio combinò per Artemisia un matrimonio con Pierantonio Stiattesi, modesto artista fiorentino, che servì a restituire ad Artemisia, violentata, ingannata e denigrata dal Tassi, uno status di sufficiente “onorabilità”. La cerimonia si tenne il 29 novembre 1612. Poco dopo la coppia si trasferì a Firenze, dove ebbe quattro figli, di cui la sola figlia Prudenzia visse sufficientemente a lungo da seguire la madre nel ritorno a Roma poi a Napoli. L’abbandono di Roma fu quasi obbligato: la pittrice aveva ormai perso il favore acquisito e i riconoscimenti ottenuti da altri artisti, messa in ombra dallo scandalo suscitato, che fece fatica a far dimenticare (come dimostrano anche gli epitaffi crudelmente ironici alla sua morte).

(Fonte: Wikipedia)

Le sue opere conservate a Roma:

  • Madonna col Bambino, Galleria Spada, Roma, 1610-11
  • Santa Cecilia, Galleria Spada, Roma, ca. 1620
  • Aurora, Collezione privata, Roma
  • Cleopatra, Collezione Privata, Roma, ca.1633-35

VEDI ANCHE:

 

Il Quartiere Coppedè: il lato fiabesco di Roma

29 Gen

Il Quartiere Coppedè è un complesso di edifici situato a Roma, nel quartiere Trieste, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento.  Pur non essendo propriamente un quartiere, venne così chiamato dallo stesso architetto che lo ha progettato. È composto da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici disposte intorno al nucleo centrale di piazza Mincio.

Vedi anche: visite guidate al Quartiere Coppedè

Nel 1915 la Società Anonima Edilizia Moderna, con sede in piazza Pietra, avente come amministratore delegato Aonzo Arnaldo, idea una zona abitativa a Roma, adiacente a piazza Quadrata (piazza Buenos Aires), tra i confini dei Parioli e tra i nuovi, per l’epoca, quartieri Salario e Trieste. Il progetto viene affidato a Gino Coppedè. I finanzieri Cerruti, con Coppedè, vollero ripercorrere, su Roma, il percorso avviato a Genova con lo stesso Coppedè. Il quartiere nasce sul piano regolatore Bonfiglietti del 1909, tra non poche difficoltà e contrasti tra la commissione edilizia e l’architetto Coppedè, con vincoli imposti dalla sovraintendenza della commissione edilizia, come accadde nel 1918 su concessione dell’allora assessore all’urbanistica, Galassi, sul lotto di Via Po. Anche se il dizionario architettonico di Pevsner, Fleming e Honour cita la data del 1912, la prima presentazione del progetto sarebbe avvenuta il 19 ottobre 1916 e la progettazione risalirebbe quindi al 1915 quando Coppedè fu incaricato dai finanzieri Cerruti e Becchi. Nel 1921 vengono terminati i Palazzi degli Ambasciatori ed il quartiere rimase incompiuto da Coppedè alla sua morte avvenuta nel 1927.
Il quartiere fu completato da Paolo Emilio André. Il piano dell’opera comprendeva inizialmente la costruzione di 18 palazzi e 27 edifici tra palazzine e villini. Il 23 agosto 1917 la commissione edilizia fece una richiesta a Coppedè di dare al quartiere un’impronta romana. Così Coppedè utilizzò il tema della Roma antica come le cornici e le modanature alla Roma imperiale ed un arcone richiamante gli archi di trionfo del Foro Romano.
Nel febbraio del 1918 viene approvato il progetto dei Palazzi degli ambasciatori con la condizione di chiudere la via diagonale (l’attuale via Dora) per farla diventare una via privata. Nel 1920 venne rifiutata la costruzione dei Villini delle Fate in via Rubicone. Per la realizzazione venne usato il travertino (sempre in onore della Roma imperiale) mentre gli interni sono realizzati in: maiolica smaltata per le cucine, con parquet in legno per i soggiorni, mosaici in stile pompeiano per i bagni.

L’ingresso principale del Quartiere Coppedè, dal lato di via Tagliamento, è rappresentato da un grande arco che congiunge due palazzi. Poco prima dell’arco si trova un’edicola con una statua di Madonna con Bambino. Sotto l’arco, oltre a due balconi, si trova un grande lampadario in ferro battuto. L’arco è decorato con numerosi elementi architettonici, che hanno la caratteristica di essere disposti in modo asimmetrico.
Superato l’arco si giunge a piazza Mincio, centro del quartiere. In mezzo alla piazza sorge la Fontana delle Rane, costruita nel 1924. La fontana è costituita da una vasca centrale, di pochi centimetri più alta del livello stradale, con quattro coppie di figure, ognuna delle quali sostiene una conchiglia sulla quale si trova una rana dalla quale zampilla acqua all’interno della vasca. Dal centro della fontana si innalza una seconda vasca, di circa due metri di altezza, il cui bordo è sormontato da altre otto rane.
L’arco che sormonta l’ingresso del palazzo situato al numero civico 2 della piazza è una fedele riproduzione di una scenografia del film del 1914 Cabiria.

Gli interni di soggiorno erano divisi dalle zone di ambito privato quasi a formare dei «Quartieri di ricevimento» e dei «Sacrari di vita privata». Nei Villini delle Fate viene esaltata la Firenze con una scritta «Fiorenza sei bella» e con delle decorazioni fiorentine con Dante e Petrarca. Invece il lato di via Brenta è dedicato a Venezia con un leone di San Marco. Il Palazzo del ragno inneggia al lavoro tramite la decorazione raffigurante un cavaliere con la scritta «labor».
Tutti gli immobili progettati dall’architetto Coppedè sono orientati ad una visione moderna degli ambienti, con la suddivisione delle zone giorno e notte, la rivisitazione degli spazi facendo attenzione alle richieste della clientela, curando finemente le decorazioni dei vari ambienti: mosaici nei bagni, soffitti a cassettoni, caldaie in rame, cucine con lavatoi in marmo, citofoni e garage.

I Villini delle Fate

Sono siti in via Aterno 4, piazza Mincio 3 via Brenta 7-11. Il lato di via Aterno consta sul lato sinistro una partizione a fasce orizzontali: nella zona bassa presso il primo piano vi è una decorazione geometrica, mentre al secondo piano vi è un dipinto con figure umane nelle bifore che richiama i disegni di personaggi famosi della Villa Carducci alla Legnaia di Andrea del Castagno. Le figure sono: una donna togata, una donna con peplo, una donna con vestiti all’antica, un uomo con barba, armatura ed una scimitarra ed un uomo con spada e cappello. Fra i materiali utilizzati abbiamo marmo, laterizi, travertino, terracotta, vetro, e legno e ferro battuto per il cancello. Particolarissime sono le facciate esterne, finemente realizzate, che in alcuni punti quasi sembrano esse essere tessute in seta e ricami d’oro. Il prospetto su questa via è composto da più corpi aggettanti.

  • Il primo corpo a sinistra consta di una quadrifora tra i ritratti di Petrarca e Dante. Una firma con data 1954 è da ritenersi verosimilmente ad un restauro. Al piano rialzato vi è una finestra con due colonnette un dipinto con festone e putti ed una decorazione a rilievo rappresentante un’ape.
  • Il secondo corpo consta di una serie di tre finestre separate da piccole colonne. Al secondo piano vi è un dipinto rappresentante Firenze con la scritta «Fiorenza sei bella». In un angolo vi è una decorazione di un personaggio a cavallo. Il piano consta di un arcone con dei rilievi di api e degli stemmi. Sotto la loggia vi è una decorazione con un falconiere ed un falcone.
  • Il terzo corpo costa di una torretta con festoni e putti. Sotto una bifora vi è un orologio con motivi zodiacali. In basso vi è uno stemma con un biscione. Al secondo piano vi è un dipinto con una scena di una processione con monache e frati francescani. All’angolo vi è una scala d’accesso con loggiato. Nel loggiato vi è una decorazione con angeli.

Il lato di via Brenta è composto da tre corpi aggettanti.

  • Il primo corpo a sinistra consta di una torretta in cui, al secondo piano vi sono delle decorazioni raffiguranti il leone alato di San Marco e l’aquila di San Giovanni. Sotto l’aquila vi è una decorazione rappresentante una processione, mentre sotto il leone vi è rappresentato un veliero. Completa la facciata una nuova decorazione con festoni e puttini.
  • Il secondo corpo consta di una piccola loggia con decorazioni floreali, due arconi con dei rilievi raffiguranti delle api e l’uva sull’archivolto, degli stemmi e piccole foglie all’interno ed un finto graffito rappresentante due angioletti.
  • Il terzo corpo costa di decorazioni di putti in alto. Nel piano centrale vi è un balconcino con una decorazione rappresentante la lupa con Romolo e Remo. Il piano in basso consta di decorazioni raffiguranti dei putti e delle foglie stilizzate.

Sul prospetto di via Olona vi è una raffigurazione dell’albero della vita. Al centro vi è un dipinto raffigurante una meridiana. Tra le altre decorazioni vi è una rappresentazione di una scena di una battaglia con la scritta «Domus pacis» ed altre scritte «Domino laetitia praebeo» ed «E paetre/ex arte venustas» ed una colombaia sotto l’angolo del tetto a capanna.

Palazzi degli Ambasciatori

Sono siti in via Tagliamento 8-12, via Brenta 2-2a, piazza Mincio 1, via Dora 1-2, via Tanaro 5. Questo complesso edilizio è composto da due unità triangolari suddivise da via Dora e sono suddivisi in cinque livelli. Presso l’angolo tra via Arno e via Tagliamento vi sono due torrette. La copertura del palazzo è mediante un terrazzo. Tra i due blocchi triangolari vi sono dei locali di servizio e cinque pozzi scala per degli ascensori. Il lato di via Tanaro è suddiviso da vari corpi aggettanti su vari livelli con finestre differenti per ogni piano. Sulla torretta d’angolo di via Tagliamento vi è la scritta «Anno Domini MCMXXI» che indica verosimilmente la data di costruzione e dei bassorilievi con figure antropomorfe. Il grande arco centrale è decorato con pitture rappresentanti una Vittoria alata e mosaici raffiguranti delle aquile. All’interno dell’arco vi è la dedica a Coppedè. Al terzo piano vi è una decorazione di una coppa ricordante il Santo Graal.

Palazzo del Ragno

Il palazzo è sito in piazza Mincio 4 e risale al 1916-1926. Il nome è dovuto dalla decorazione sul portone d’ingresso principale. È suddiviso in quattro piani. Consta di una torretta. Al terzo livello vi è un balconcino con loggia. Sopra di esso vi è un dipinto color ocra e nero raffigurante un cavaliere tra due grifoni sormontato dalla scritta «Labor». Sul prospetto di via Tanaro vi è effigiato il motto «Maiorum exempla ostendo/artis praecepta recentis».

Palazzo di via Olona 7

Risale al 1925 circa. Ha planimetria ad L. La facciata è suddivisa in quattro corpi aggettanti. Il corpo centrale è a cinque piani mentre i laterali sono a quattro. All’ultimo piano ed intorno ad i balconi vi sono delle decorazioni geometriche.

Villino di via Brenta 26

Attualmente è sede del liceo scientifico statale “Amedeo Avogadro”. È suddiviso in due livelli. Alla destra della facciata vi è l’ingresso con loggia. Al primo piano vi è un mosaico raffigurante un gallo, una coppa e tre dadi con i numeri uno, tre e cinque.

Villino di via Ombrone 7

La costruzione è a pianta quadrilatera. È suddiviso in due livelli oltre un seminterrato. Il primo livello è a bugnato. Al livello dell’attico vi sono dei rilievi raffiguranti delle api.

Villino di via Ombrone 8

L’edificio è a due livelli più seminterrato e, sulla sinistra, una piccola loggia.

Villino di via Ombrone 11

L’edificio è a pianta quadrangolare. È suddiviso in due piani più un seminterrato. Gli esterni sono a vari tipi di bugnato. Le finestre sono ad arco con decorazioni a stemmi.

Palazzo di via Olona 2

In questo periodo è sede dell’ufficiale del consigliere della Polonia a Roma. Sul lato destro vi è una raffigurazione di caccia, mentre sulla loggia vi sono degli ovali con delle colombe alternati ad uno raffigurante San Giorgio. L’edificio è di paternità dubbia di Coppedè.

Fonte: Wikipedia

Vedi anche: visite guidate al Quartiere Coppedè

 

Le grandi mostre della primavera 2014 a Roma: Frida Kahlo, Pasolini, Rodin, Capolavori dal Museo d’Orsay e molto altro ancora

15 Gen

Le grandi mostre della primavera 2014 a Roma, ecco l’elenco in ordine di inizio:

Giacometti. La Scultura
Galleria Borghese
dal 05/02/2014 al 25/05/2014

D’Après Rodin. Scultura italiana del primo novecento
GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna
dal 11/02/2014 al 30/05/2014

Rodin: il marmo, la vita
Terme di Diocleziano
dal 18/02/2014 al 25/05/2014

Musée d’Orsay. Capolavori
Complesso del Vittoriano
dal 22/02/2014 al 08/06/2014

Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese
Chiostro del Bramante
dal 15/02/2014 al 05/06/2014

Frida Kahlo
Scuderie del Quirinale
dal 20/03/2014 al 31/08/2014

All’alba della modernità. Pittura britannica da Hogarth a Turner
Museo Fondazione Roma, Palazzo Sciarra
dal 01/04/2014 al 20/07/2014

Pasolini Roma
Palazzo delle Esposizioni
dal 15/04/2014 al 20/07/2014

Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri
Palazzo delle Esposizioni
dal 15/04/2014 al 20/07/2014

MAGGIORI INFORMAZIONI

Auguste Rodin: due mostre a Roma nella primavera 2014

14 Gen

Lo scultore Auguste Rodin sarà protagonista di ben due mostre a Roma nella primavera 2014:

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