Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto

21 Feb

Il carnevale di Poggio Mirteto, chiamato il Carnevalone Liberato si svolge nella piazza di Poggio Mirteto, provincia di Rieti.
La festa nella sua complessità, richiama elementi scenici che possono essere interpretati come storia del territorio. Nell’ambito delle manifestazioni ludiche volutamente confusionarie si possono estrapolare gli elementi fondamentali della rappresentazione: il clima carnascialesco e la baldoria condita da contenuti storico-anticlericali, gli artisti di strada e i feticci.

La più importante tradizione popolare di Poggio Mirteto è il Carnevalone Liberato, festa di liberazione dallo Stato Pontificio.
La festa si svolge la prima domenica di quaresima ed è caratterizzata da un forte connotato anticlericale.
L’origine della festa è nella rivolta popolare del 24 febbraio 1861 che decretò la liberazione di Poggio Mirteto dallo Stato Pontificio. Dopo la rivolta, quando la delegazione degli operai di Poggio Mirteto si recò dal marchese Gioacchino Napoleone Pepoli per chiedere l’annessione al futuro Regno d’Italia, il Commissario Generale dell’Umbria propose di premiare la cittadina facendo passare per Poggio Mirteto la ferrovia Roma-Orte. Ma a questa offerta la popolazione preferì invece che venisse stabilito di celebrare ogni anno una grande festa a ricordo della liberazione dallo Stato Pontificio, e così fu.
Il carnevale anticlericale si tenne fino alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929, quando il Fascismo decise di sopprimerla, nell’ambito della più generale politica di alleanza col Vaticano.
La festa fu ripristinata nel 1977 conservando integro il suo carattere di festa laica, con abbondante uso di bonaria ma caustica ironia anticlericale.
Nel corso degli anni la festa è cresciuta esponenzialmente fino a diventare uno degli appuntamenti di piazza più amati e frequentati del centro Italia, con torme di migliaia e migliaia di partecipanti (rigorosamente in costume!) che ogni anno fin dalla prima mattina invadono il centro storico di Poggio Mirteto per approfittare dell’ottima eno-gastronomica locale e assistere agli innumerevoli spettacoli di arte di strada e musica dal vivo, fino al tradizionale falò del ‘pupazzo’ che in tarda serata decreta la fine dei festeggiamenti.

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