La processione dei Sacconi Rossi

25 Ott

Un’antica tradizione di pietà rivive sulle rive del Tevere grazie all’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, nello spirito del recupero di antiche usanze religiose romane. A Roma, nel 1776, fu canonicamente eretta nell’Isola Tiberina la Confraternita detta “dei Sacconi Rossi” per via dell’abito, ma il cui nome completo era in realtà più complesso: Confraternita dei Devoti di Gesù al Calvario e di Maria SS. Addolorata in sollievo delle Anime sante del Purgatorio. Tra le opere di pietà del sodalizio vi era quello di recuperare le salme di coloro che perivano nel fiume e di celebrare SS. Messe in loro suffragio.

Per le vicende dei tempi l’iniziativa ebbe poi a estinguersi, ma dal 1983 essa ha avuto nuovo impulso per merito dell’Arciconfraternita di S. Maria dell’Orto. Da allora, il 2 novembre di ogni anno una S. Messa viene celebrata nella Chiesa di S. Giovanni Calibita, officiata dai padri dell’Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio più noto come “Fatebenefratelli“, cui fa seguito una suggestiva processione con le torce accese lungo le rive dell’Isola al fine di gettare nel Tevere una corona di fiori accompagnata dalle preci per i defunti. La cerimonia vede i Sacconi Rossi e i “fratelloni” della Madonna dell’Orto uniti in preghiera con un gran numero di fedeli nella S. Messa serale di suffragio: la lunghissima processione salmodiante al lume dei ceri consente di rievocare la pia atmosfera delle più genuine tradizioni popolari d’un tempo.
Negli ultimi anni la tradizione della Confraternita dei Sacconi Rossi è stata raccolta dalla Comunità religiosa e ospedaliera del Fatebenefratelli del vicino ospedale di San Giovanni Calibita.

Fonte: Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto

I Sacconi rossi erano gli appartenenti alla “Veneranda confraternita de’ devoti di Gesù Cristo al Calvario e di Maria Santissima Addolorata”, di Roma, creata nel secolo XVII.

Il loro compito era ripescare e dare sepoltura, se nessuno li reclamava, agli annegati nel Tevere e questa pia professione di carità era svolta nei caratteristici cappuccio e mantello rossi, da cui il soprannome.

La sepoltura non era banale: con gusto necrofilo tutto barocco, le ossa scarnificate venivano deposte in maniera “decorativa” nel cimitero sotterraneo del convento (tuttora visitabile, risulta, il 2 novembre. Analoga ambientazione ha la Cripta dei Cappuccini di Via Veneto  e quella di Santa Maria dell’Orazione e Morte). L’usanza è citata nel film Mondo cane (1962).

Dai primi anni novanta il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, col patrocinio dell’Ospedale San Giovanni Calibita (tenuto dai Fatebenefratelli) ha luogo nell’isola Tiberina, partendo dalla chiesa di San Bartolomeo all’Isola, una processione notturna in memoria degli annegati, alla quale partecipano, in costume, i membri della Confraternita.

Fonte: Wikipedia

Foto: Alessandro Serranò

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