I Giardini pensili della Domus Aurea

18 Feb

Rinascono i giardini della Domus Aurea. L’area verde, in corso di realizzazione, è stata progettata per tutelare la straordinaria area archeologica ed accogliere allo stesso tempo i visitatori della tomba di Nerone sul Colle Oppio. Il giardino è pensato per riprodurre, per quanto possibile, l’atmosfera e lo stile di quello che doveva essere un giardino nobiliare romano. L’obiettivo è anche quello di strappare al degrado l’area di Colle Oppio restituendo l’area verde alla fruizione di turisti e cittadini. La data d’inagurazione è prevista per il prossimo 20 marzo: “L’equinozio di primavera ci troverà pronti per presentare a tutti la prima parte del nuovo giardino sostenibile, un giardino contemporaneo nato per preservare l’antico”, ha annunciato Gabriella Strano, l’architetto paesaggista responsabile del progetto, tramite il sito internet della Domus Aurea. La realizzazione dell’area verde è parte integrante della gigantesca opera di restauro della tomba di Nerone portata avanti dalla Soprintendenza: piante ed aiule svolgeranno un ruolo fondamentale per proteggere le bellezze archeologiche sotterranee, con l’obiettivo al contempo di restituire il paesaggio della Roma di età imperiale. Un ‘sistema integrato di protezione’ volto a salvaguardare le volte della struttura antica e i suoi incredibili affreschi: mentre si lavora sotto il suolo anche in superficie archeologi e operai si danno da fare, con la rimozione di quasi due metri di terra che poggiava sulle volte della Domus Aurea. “Il giardino suggerirà attraverso i segni di superficie un piano di lettura dell’area archeologica – racconta ancora Gabriella Strano -Al centro del giardino, che riprende le dimensioni del cortile sotterraneo della Domus Aurea, le fioriture azzurre negli spicchi di acciaio corten, suggeriscono la presenza di una fontana, i cui resti archeologici sono ancora presenti nell’area ipogea dell’impianto neroniano”.

Fonte: Fanpage

  • AGGIORNAMENTO 2 APRILE 2015(ANSA) – ROMA – La lavanda e’ gia’ fiorita. E i limoni spiccano gialli, con il Colosseo sullo sfondo. Sembra davvero solo un bellissimo giardino, con il vialetto in sabbia, proprio come il Viridarium romano raccontato da tante pitture murali e dai testi antichi. E invece sotto quel prato verde, sotto le piante officinali, sotto i corbezzoli e il mirto, sono gia’ al lavoro migliaia di piccoli sensori, tubi, sonde e nuovissime tecnologie con un compito unico al mondo: salvare la Domus Aurea dall’acqua.
    E’ il primo lotto finito di quella copertura, futuristica ma sostenibile, che nei progetti dovra’ andare a sostituire l’attuale assetto del Parco del Colle Oppio, nella parte sovrastante la residenza neroniana. Un cantiere pilota (per ora in un rettangolo di 800 metri quadri sopra l’ala ovest, su 16 mila complessivi), i cui lavori sono partiti a maggio 2014 per terminare oggi, che oltre ad alleggerire il peso sulle volte affrescate sottostanti (si passa da 3 mila a 700 chili a metro quadro), funzionera’ come un grande bacino per la raccolta, il drenaggio e il monitoraggio dell’acqua piovana che scende dal cielo e dell’umidita’ che invece sale dalle mura secolari interrate. Da domani e per 12 mesi si osserveranno i risultati per capire se il progetto funziona. Ma intanto, dice il soprintendente per l’area archeologica di Roma, Francesco Prosperetti, inaugurando il giardino insieme all’assessore alla cultura del Comune, Giovanna Marinelli, “le piogge di questi mesi sono state devastanti per tutta la Domus, tranne che qui”.
    Merito di quella “rivoluzione del carico statico e della qualita’ termo idrometrica” per la quale si sono dovuti sacrificare vecchi inquilini come “i lecci, pericolosissimi con le loro radici infiltranti”, ricorda il direttore del monumento Ida Sciortino nel suo ultimo giorno prima della pensione. Ma che e’ completamente “sostenibile”, sia per i costi di manutenzione del verde che per il peso (tolti gia’ 24 mila quintali di terra). E anche dal punto di vista storico-artistico, perche’ sopra alla nuova intercapedine coibentante il piccolo parco ricorda le fioriture dei giardini romani raccontati da Plinio e quasi replica anche le architetture della Domus, con quattro aiuole poste come la fontana sottostante e i vialetti che suggeriscono il cortile. I lavori hanno poi restituito alla luce anche una necropoli del VI-VII secoli d.C, successiva quindi alle Terme di Traiano, e tracce di coltivazioni a vigneto di epoca settecentesca. Soprattutto, pero’, ricorda Prosperetti, il giardino pilota dovra’ fare in modo che non si ricada in quell’errore fatale per gli affreschi che ispirarono Raffaello e il Pinturicchio, restaurati e riaperti al pubblico per il Giubileo del 2000 e oggi “tornati in condizioni di quasi illeggibilita’” proprio perche’ non si e’ stati capaci di proteggerli.
    “Traiano aveva condannato questo luogo alla damnatio memoriae – dice – oggi abbiamo l’orgoglio di credere che questo sia il progetto di salvezza”. Ma bisogna fare in fretta, perche’ i lotti da coprire sono 22. Da domani si avvia la sperimentazione del primo. Il secondo dovrebbe partire entro la fine dell’anno nell’ala est. Ma servono fondi. “Ci troveremmo bene – dice Prosperetti – con 4 milioni l’anno di finanziamenti, per 5 anni”. E rilancia un appello ai mecenati, perche’ in 6 mesi il crowdfunding per il restauro generale della Domus Aurea ha raccolto solo 15 mila euro, dei quali la maggior parte dai biglietti per le visite guidate del weekend (un euro a visitatore) e meno 4 mila dalle donazione volontarie via web. Per fortuna, conclude, “c’e’ interesse da parte di sponsor, sia italiani che esteri. Stiamo programmando un bando come per il Colosseo, in cui a fronte di sponsorizzazioni saremo noi a dettare le regole per l’utilizzo del brand. Speriamo di pubblicarlo entro l’estate”. (ANSA).

Fonte: ANSA

Vedi anche:

Foto ANSA

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3 Risposte to “I Giardini pensili della Domus Aurea”

  1. Monica 2 aprile 2015 a 2:45 pm #

    Ma la Domus Aurea NON è la tomba di Nerone!!!!! Ma la sua reggia da vivo!

    • liveromeguide 2 aprile 2015 a 4:45 pm #

      Ha ragione: ci teniamo tuttavia a precisare che non l’abbiamo scritto noi, la fonte è citata con tanto di link nell’articolo 😉

      • Monica 2 aprile 2015 a 8:56 pm #

        Scusate pensavo fosse questo il link…. 😄

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