La Serva Padrona a Palazzo Doria Pamphilj: spettacolo nella Sala del Trono, negli appartamenti privati della Principessa Doria Pamphilj

7 Set

La Serva Padrona a Palazzo Doria Pamphilj: il capolavoro dell’Opera buffa in una sede esclusiva per vivere un’esperienza unica.
Il biglietto include:
– Accesso privato ed esclusivo nella “Sala del Trono”, negli appartamenti privati della Principessa Doria Pamphilj.
– Rappresentazione scenica de La Serva Padrona
– Libretto dell’Opera in Italiano e Inglese

Roma Opera Omnia presenta il capolavoro della tradizione italiana, l’esecuzione scenica avviene nella prestigiosa Sala del Trono, scenografia ideale, sita nel Palazzo Doria Pamphilj.
Serpina, serva scaltra e intraprendente, Uberto, suo attempato padrone e Vespone, servo muto un po’ tonto, danno vita a una colorita e divertente vicenda, frutto del genio musicale di un protagonista dell’Opera settecentesca, Giovan Battista Pergolesi.
Roma Opera Omnia offre con i suoi cantanti, attori, musicisti, costumisti, una performance di alto profilo artistico per un’esperienza memorabile.

Cast

Serpina, serva (Soprano): Paola Alonzi
Uberto, suo padrone (Basso): Giacomo Balla
Vespone, servo muto (Attore): Marcello Tarquini

Maestro al Cembalo: Tei Kim
Musicisti dell’Orchestra Mozart Sinfonietta
Scene: Sala del Trono, con arredi originali del ‘700
Costumi: Il Teatro dell’Opera buffa
Calzature di scena: Pompei

Regia: Dina Fabbri
M° Concertatore e direttore: Stefano Sabene

Orario d’ingresso 18:00 – 18: 30 – Inizio spettacolo ore 18:30

Sala del Trono
La sala prende nome dal trono, il quale è rivolto alla parete e viene girato solo in caso di visita di pontefici, secondo un’antica usanza romana. Il soffitto fu dipinto da G. Agricola verso il 1768. I molti quadri di paesaggio a tempera si abbinano agli olii dell’ambiente contiguo. Spettano in maggioranza a G.B. Giovannini, “pittore di casa” del cardinal Benedetto Pamphilj. Ricche poltrone e consoles del secondo Seicento e dell’inizio del secolo seguente caratterizzano l’arredamento.

Gli appartamenti di Palazzo Doria Pamphilj, dimora di principi e principesse sin dalla seconda metà del seicento, quando Camillo Pamphilj volle ampliare l’ antico Palazzo, allora conosciuto come Palazzo Aldobrandini, con queste magnifiche stanze che si susseguono in infilata fino alla Galleria e con gli intimi salotti ad esse annessi. Gli appartamenti, ancora oggi abitati dagli attuali discendenti, furono variamente decorati, fino alla riconfigurazione impressa loro dai Doria dopo il 1763, anno in cui si trasferirono a Roma, avendo ottenuto il riconoscimento alla successione e alla fusione dinastica con i Pamphilj. Gli splendidi soffitti affrescati offrono così ancora oggi un’ interessante rassegna di pitture romane di quella fase del Settecento.

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