Bunker di Villa Ada: partono i lavori di recupero

16 Ott

Il Bunker di Villa Ada, oggetto di vandalismo negli anni scorsi, sarà recuperato e reso fruibile alle visite guidate.

Sono partiti oggi, 16 ottobre 2015, i lavori di recupero del bunker di Villa Ada che sarà presto aperto al pubblico. Nell’arco di circa tre mesi verrà ultimato il progetto che riguarda sia il ripristino delle zone esterne sia l’interno del bunker, compresi gli accessi (cancellata d’ingresso, finestre della torretta), con ripulitura completa degli ambienti e riavvio delle funzionalità.

“Dopo il recupero dei bunker di Mussolini a Villa Torlonia, un anno fa, che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico tra studenti e appassionati di storia, restituiremo con questi lavori un altro luogo storico a romani e turisti”, ha commentato Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura e allo Sport. “La memoria è un dovere ma anche un antidoto perché i drammatici eventi che hanno segnato e insanguinato il secolo scorso non si ripetano più”, ha aggiunto.

L’iniziativa di recupero del rifugio, costruito tra il 1941 e 1942 per la famiglia reale dei Savoia, è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e non comporta oneri per il Campidoglio, questo grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. A curare i lavori è infatti l’associazione “Roma Sotterranea”, aggiudicataria della gara pubblica indetta appositamente da Roma Capitale.

Fonte: Comune di Roma

Attorno alla villa Savoia, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la famiglia utilizzava come rifugio antiaereo le cantine della villa, facilmente accessibili mediante botole e anche arredati a mo’ di salottino. Tra il 1941 e il 1942, assieme ad un segnale da parte di Mussolini e all’aggravarsi della situazione, si decise di realizzare un nuovo bunker scavato nel banco tufaceo, molto più resistente e più confortevole, nonostante una distanza leggermente maggiore.

Per la sua costruzione vennero utilizzate le migliori tecniche costruttive del tempo per tali strutture, che prevedevano oltre a bombardamenti pesanti, anche la resistenza ad un periodo di isolamento. La struttura era quindi dotata di ogni comodità, di servizi igienici, di acqua e provviste. Le porte d’accesso erano di tipo blindato ed era presente anche un’uscita secondaria per le emergenze. La struttura prevedeva anche il filtraggio dell’aria, e le prese d’aria sbucavano sulla superficie superiore della struttura, rivelando la sua presenza. L’ingresso principale si trova nei pressi della prima scuderia, e si accede superando un grande arco di mattoni rossi pieni. Al suo interno potevano essere anche ospitate delle vetture. Nei pressi dell’ingresso principale esiste inoltre una piccola struttura circolare che oltre a permettere il ricambio d’aria, funge da uscita secondaria, mediante cui si può accedere alla struttura scendendo delle scale a chiocciola.

Negli anni, la struttura venne totalmente abbandonata, e divenne un rifugio per i senzatetto e luogo senza regole, tanto che quasi tutte le pareti interne sono state vandalizzate da graffiti. Negli anni 2000, il bunker risulta in buone condizione strutturali, nonostante il generale degrado degli interni da parte di vandali, tali da incoraggiare alcune ipotesi di un recupero, per poter divulgare la storia di questa struttura difensiva mediante apposite visite guidate.

Fonte: Wikipedia

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