Archivio | ottobre, 2015

Musei in Musica 2015: sabato 21 novembre a Roma

15 Ott

Musei in Musica 2015: sabato 21 novembre a Roma eventi musicali gratuiti in musei e spazi culturali straordinariamente aperti di sera.
La prossima edizione della manifestazione Musei in Musica avrà luogo la sera del 21 novembre 2015, dalle ore 20:00 alle ore 02:00.
Un’occasione imperdibile per passare una notte speciale, un sabato sera inconsueto tra musica e arte, alla scoperta del patrimonio artistico e culturale della città. I Musei Civici e gli altri spazi culturali coinvolti saranno infatti straordinariamente aperti fino alle 2 di notte (ultimo ingresso ore 01.00), consentendo a cittadini e turisti di visitare le mostre e assistere agli spettacoli pagando solo 1 euro per accedere al singolo museo o ad ingresso totalmente gratuito, dove è espressamente indicato.
L’ingresso agli eventi sarà consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Musei Civici e altri spazi culturali aperti:
Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma, Museo di Roma in Trastevere, Musei di Villa Torlonia (Casino Nobile, Casina delle Civette), MACRO, MACRO Testaccio, Museo Napoleonico, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Casa Argentina, Casa di Goethe, Polo museale “La Sapienza”.

I progetti di musica e danza che si svolgono all’interno del Sistema Musei Civici di Roma in occasione della presente edizione di Musei in musica, sono stati selezionati con apposito AVVISO PUBBLICO “MUSEI IN MUSICA 2015” (con scadenza il 3 novembre 2015) emanato da Zètema Progetto Cultura, su mandato di Roma Capitale.

PROGRAMMA
INFO 060608

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Musei in Musica 2015: sabato 21 novembre a Roma eventi musicali in musei e spazi culturali straordinariamente aperti di sera, dalle ore 20:00 alle ore 02:00

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Legenda Aurea: spettacolo gratuito di suoni e luce al Colosseo

7 Ott

Domanica 11 ottobre 2015 Legenda Aurea: spettacolo gratuito di suoni e luce al Colosseo.

In occasione dell’Anno Internazionale della Luce, Acea, in continuità con il suo impegno nel sostenere progetti culturali dove la Luce assume valenza di vera e propria forma d’arte, presenta Legenda Aurea, un evento spettacolo di video proiezioni, luci e performance artistiche per celebrare l’Anno della Luce indetto dall’Unesco per il 2015, con il Patrocinio di Roma Capitale e il supporto della Soprintendenza di Stato.

ATTENZIONE! L’EVENTO PRECEDENTEMENTE PROGRAMMATO PER SABATO 10 E’ STATO POSTICIPATO A DOMENICA 11 OTTOBRE 2015

Ore 20.30 versione italiana
ore 21.15 versione inglese

Acea, in continuità con il suo impegno nel sostenere progetti culturali dove la Luce assume valenza di vera e propria forma d’arte, presenta Legenda Aurea, un evento spettacolo di video proiezioni, luci e performance artistiche per celebrare l’Anno della Luce indetto dall’Unesco per il 2015, con il Patrocinio di Roma Capitale e il supporto della Soprintendenza di Stato.
L’evento, completamente gratuito, si terrà domenica 11 ottobre alle ore 20,30 presso il Colosseo, a seguire la versione in lingua inglese.
La performance sarà realizzata dal gruppo Unità C1, impegnato da anni nel campo delle Performing Arts con importanti realizzazioni di eventi culturali in Italia e all’estero.
L’idea di questo evento prende spunto da alcune leggende legate al Colosseo e dell’Area dei Fori Imperiali, dando vita ad uno show architetturale, fondato su moderne tecniche di mapping che sintetizza ed esalta, attraverso la potenza evocativa delle immagini e della musica, l’identità cosmopolita ed eclettica di Roma. Una narrazione immaginativa di una voce fuori campo renderà gli spettatori protagonisti di un excursus nella memoria e nella cultura di un territorio. Immagini 3D ricostruite, rivisitate, modificate e dinamicamente sovrapposte e giochi di mapping visuale accompagneranno lo spettatore in un viaggio che da una storia mitologica arriva sino alla contemporaneità.
Con questa iniziativa Acea rinnova il suo impegno per promuovere le tecnologie della luce per un miglioramento della qualità della vita, ridurre l’inquinamento luminoso e lo spreco di energia.

Vedi anche:

legendaaureacolosseo2015

La morte del “divino” Raffaello Sanzio

1 Ott

Curiosità artistiche: Raffaello, morto a 37 anni (a causa di un’eccessiva attività sessuale, secondo il Vasari), fu spesso paragonato alla figura di Cristo e alla sua morte furono osservati segnali interpretati come divini.

Raffaello morì il 6 aprile 1520, a soli 37 anni, nel giorno di Venerdì Santo. Secondo Vasari la morte sopraggiunse dopo quindici giorni di malattia, iniziatasi con una febbre “continua e acuta”, causata secondo il biografo da “eccessi amorosi”, e inutilmente curata con ripetuti salassi.

Uno dei testimoni del cordoglio suscitato dalla morte dell’artista è Marcantonio Michiel, che in alcune lettere descrisse il rammarico “d’ogn’uno et del papa” e il dolore dei letterati per il mancato compimento della “descrittione et pittura di Roma antiqua che’l faceva, che era cosa bellissima”. Inoltre non mancò di sottolineare i segni straordinari che si avverarono come alla morte di Cristo: una crepa scosse il palazzo vaticano, forse per effetto di un piccolo terremoto, e i cieli si erano agitati. Scrisse Pandolfo Pico della Mirandola a Isabella d’Este che il papa, per paura, “dalle sue stantie è andato a stare in quelle che feze fare papa Innocentio”.

Si tratta di un leit motiv dei contemporanei del Sanzio che, all’apogeo del suo successo, lo consideravano tanto “divino” da paragonarlo a una reincarnazione di Cristo: come lui era morto di Venerdì santo e a lungo venne distorta la sua data di nascita per farla coincidere con un altro Venerdì santo. Lo stesso aspetto con la barba e i capelli lunghi e lisci scriminati al centro, visibili ad esempio nell’Autoritratto con un amico, ricordavano da vicino l’effigie del Cristo, come scrisse Pietro Paolo Lomazzo: la nobiltà e la bellezza di Raffaello “rassomigliava a quella che tutti gli eccellenti pittori rappresentano nel Nostro Signore”. Al coro di lodi si unì Vasari, che lo ricordò “di natura dotato di tutta quella modestia e bontà che suole vedersi in colore che più degli altri hanno a certa umanità di natura gentile aggiunto un ornamento bellissimo d’una graziata affabilità”.

Nella camera ove egli morì era stata appesa, alcuni giorni prima della morte, la Trasfigurazione e la visione di quel capolavoro generò ancora più sconforto per la sua perdita. Scrisse Vasari a tal proposito: «La quale opera, nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l’anima di dolore a ognuno che quivi guardava».

La sua scomparsa fu salutata dal commosso cordoglio dell’intera corte pontificia. Il suo corpo fu sepolto nel Pantheon, come egli stesso aveva richiesto. Pietro Bembo, scrittore umanista suo amico, compose per lui questo epitaffio:
« ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI
RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI »
« Qui giace quel Raffaello, da cui, vivo, Madre Natura temette
di essere vinta e quando morì, [temette] di morire [con lui]. »

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

raffaellosanziomorte

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