Archivio | dicembre, 2015

Un giardino zen per viale Agosta

30 Dic

Curiosità romane: un giardino zen a viale Agosta. Inaugurato il 29 dicembre 2015, è frutto della trasformazione della preesistente fontana.
Il progetto è nato con l’obiettivo di risolvere definitivamente l’annosa vicenda delle presunte infiltrazioni, ma soprattutto restituire agli abitanti uno spazio sociale di condivisione, superando così lo stato di abbandono e pericolosità in cui versava la vasca. Ciò ha consentito di realizzare un’opera senza un coinvolgimento economico troppo oneroso per la Pubblica Amministrazione.

Qui il progetto del giardino.

“Con il giardino zen, il terzo sul territorio della Capitale, si è voluto realizzare un’area che, nella filosofia di appartenenza, possa infondere serenità ed armonia” dichiara in una nota il presidente del Municipio Giammarco Palmieri “Per preservarlo nel tempo, sarà fondamentale individuare delle soluzioni di gestione e manutenzione partecipata, che coinvolgano concretamente gli abitanti”.

Fonte: Comune di Roma

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Il giardino zen a viale Agosta

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Beauty: l’Arte animata di Rino Stefano Tagliafierro

28 Dic

Curiosità artistiche: Beauty, un video del 2014 in cui Rino Stefano Tagliafierro ha animato grandi opere d’arte.
Lo splendido cortometraggio (09’49”) è visibile qui

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American Idiot: il musical dei Green Day in Italia

22 Dic

Il musical dei Green Day, American Idiot, arriverà anche in Italia. Una rock opera diretta da Marco Iacomelli con musiche dei Green Day.

American Idiot è un musical teatrale del gruppo pop punk statunitense Green Day, ispirato all’omonimo concept album della band.
Il musical si apre con un gruppo di giovani che vivono nella periferia di Jingletown, arrabbiati e stufi della società in cui sono inseriti (American Idiot). Il musical si concentra quindi sui tre protagonisti, legati da una forte amicizia: Johnny (aka Jesus of Suburbia), Will, e Tunny. I tre non ce la fanno più a vivere nel loro contesto sociale (Jesus of Suburbia) così Johnny va a comprare dei biglietti dell’autobus per fuggire dalla città. Al contempo, Will apprende che Heather, la sua fidanzata, è incinta, così Johnny e Tunny partono senza di lui (Holiday)

Mentre Johnny vaga la città e languisce di desiderio per una donna che ha visto attraverso la finestra dell’appartamento (Boulevard of Broken Dreams), Tunny trova difficile adattarsi alla vita urbana: si rende conto che la sua generazione è stata stordita dai media ed è diventata totalmente apatica (Are We the Waiting); viene sedotto da uno spot televisivo per l’esercito e si arruola. Frustrato dalla partenza del suo amico e dalla sua incapacità di trovare una ragazza con la quale divertirsi, Johnny evoca un alter ego ribelle di sé stesso, chiamato “St. Jimmy”, e si droga per la prima volta con dell’eroina (St. Jimmy).

La scena verte su Jingletown: Will si siede sul divano ed osserva come la gravidanza della sua ragazza progredisca in fretta. Nel frattempo, Tunny viene spedito in una zona di guerra, dove viene subito ferito con un colpo d’arma da fuoco (Give Me Novacaine). Johnny nota che St. Jimmy gli ha dato tutto quello che ha sempre voluto, ragazze e divertimento, e passa la notte con la ragazza che osservava dalla finestra, che chiama “Whatsername”. (Last of the American Girls/She ‘s a Rebel). Johnny e Whatsername vanno insieme in un club, si drogano assieme ed amoreggiano con tanta passione.

Intanto nasce il bambino di Will, il quale non capisce come Heather si stia sacrificando per il futuro del bambino (Last Night on Earth). Heather si stufa del comportamento di Will, che la ignora e passa tutto il tempo a bere. Quindi, nonostante le proteste di Will, prende il bambino e se ne va (Too Much, Too Soon). Frattanto, in un letto in un ospedale militare (Before the Lobotomy), Tunny soffre di una psicosi da guerra ed ha delle allucinazioni. In seguito si innamora dell’infermiera del suo reparto (Extraordinary Girl).

St. Jimmy riappare ma Johnny lo ignora, contemplando Whatsername mentre dorme. Johnny rimugina sul loro rapporto e le rivela la profondità del suo amore per lei (When It’s Time). La tentazione della droga, tuttavia, è troppo grande; Jimmy costringe Johnny a diventarne sempre più schiavo, e giunge a minacciare Whatsername ed alla fine sé stesso con un coltello (Know Your Enemy). Whatsername tenta di parlargli del suo comportamento, ma è rimasta troppo scioccata da come sia andato fuori controllo. Nel frattempo, Tunny guarisce dalle ferite e Will siede sul divano da solo (21 Guns). Successivamente, Johnny e Jimmy lasciano una nota a Whatsername, spiegandole che hanno preferito la droga a lei. Spaventata ed adirata, Whatsername tenta di salvare Johnny, rivelandogli che St. Jimmy non è altro che egli stesso (Letterbomb) e lo lascia.

Sconvolto dalla partenza di Whatsername, Johnny è costretto ad ammettere che la sua vita è stata fondata sul nulla, Tunny vuole tornare a casa e Will rimpiange tutte le cose che ha perso (Wake Me Up When September Ends). St. Jimmy compare e tenta per l’ultima volta Johnny, il quale è ormai maturato e non si lascia più trascinare da quella parte di sé: Jimmy si suicida. Johnny si sistema e trova lavoro, ma ben presto si rende conto che non riesce a trovare un posto per lui in città. Will, tutto solo con la sua televisione, lamenta il suo stato emarginato. Decide dunque di staccarsi dal divano e dirigersi verso il locale 7-Eleven, dove incontra sorprendentemente Johnny, che ha venduto la sua chitarra per trovare i soldi per tornare a casa. Tunny torna mutilato dalla guerra, ma con la sua Extraordinary Girl. Heather riappare col suo nuovo fidanzato e fa tenere il bambino a Will. Dopo un anno, Johnny accetta tutto ciò che gli è capitato e decide di superarlo, guardando al futuro con speranza (Whatsername).

Alla fine del musical, viene eseguito da tutto il cast il brano Good Riddance (Time of Your Life).

Fonte: Wikipedia

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Mondo Magico: Bricks Wonders + Roma Kids + Living Dinosaurs

19 Dic

Mondo Magico: Bricks Wonders + Roma Kids + Living Dinosaurs, tre grandi eventi in anteprima tra divertimento e didattica in programma alla Nuova fiera di Roma dal 19 dicembre 2015.

Tre grandi eventi in anteprima tra divertimento e didattica in programma alla Nuova fiera di  Roma dal 19 dicembre.

  • Bricks Wonders: la straordinaria esposizione  creata con i famosissimi mattoncini LEGO® dal modellatore professionista Warren Elsmore
  • Roma Kids: Tre sale per lasciarsi avvolgere dalla rassicurante morbidezza dei gonfiabili
  • Living Dinosaurs (a partire dal 26 dicembre 2015): un affascinante viaggio nella preistoria con tante  specie di dinosauri a dimensione naturale

MAGGIORI INFORMAZIONI

Vedi anche: The Art of the Brick: sculture di mattoncini Lego in mostra a Roma dal 28 ottobre 2015 al 14 febbraio 2016, al SET in via Tirso 14, con opere di Nathan Sawaya, il maestro dell’arte del LEGO

La casa sperimentale di Giuseppe Perugini a Fregene

18 Dic

Curiosità romane: la casa albero o casa sperimentale progettata da Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini e Uga De Plaisant a Fregene alla fine degli anni ‘60.

Si tratta di un progetto sperimentale sia nella forma che nell’uso dei materiali, che rimandano all’architettura brutalista caratterizzata dall’uso del calcestruzzo grezzo in facciata. L’edificio sembra quasi sospeso tra gli alti alberi che la circondano, evocando allo stesso tempo l’archetipo del “nido” come luogo sicuro dove nascondersi, studiare, riprendere le forze. La costruzione, in deciso contrasto con le tradizionali abitazioni circostanti, colpisce per il suo singolare aspetto esteriore, con la tessitura delle travi e dei pilastri a vista che sostengono dei volumi prefabbricati, l’impianto non regolare, come anche il recinto del lotto in cemento con inglobate strisce d’acciaio tinte di rosso che riprendono la forma ricurva del recinto stesso.

Pochi materiali vengono utilizzati per la costruzione: cemento armato, vetro e acciaio. Perugini rifiuta quindi i materiali tradizionali da costruzione e sceglie il calcestruzzo armato, che assolve pienamente la funzione di sostenere/sorreggere i volumi che racchiudono i vari ambienti della casa, disposti in un ordine apparentemente casuale. Alle travi principali sono affiancate delle travi secondarie posizionate sopra e sotto i moduli che supportano il peso di questi attraverso particolari elementi cruciformi in acciaio verniciato di rosso. Le travi principali hanno altezze variabili ed in alcuni punti lo sbalzo di una trave è sorretto da una trave soprastante con degli agganci particolari, anch’essi in acciaio. Gli infissi, dipinti di rosso come tutti gli elementi in ferro della casa, riprendono la composizione generale della casa, reiterando il motivo del cubo, sia in aggetto verso l’esterno sia rientrando all’interno della casa. La scala/passerella, un dettaglio della composizione segnalata con il colore rosso delle ringhiere, conduce all’ingresso della casa e sembra un elemento estraneo, aggiunto alla struttura. È concepita come passerella mobile che si può anche alzare, isolando completamente gli abitanti dal mondo esterno. Le facciate dei volumi presentano anch’esse delle sporgenze e rientranze: in alcuni casi contengono infissi, in altri sono elementi pieni: cubi in conglomerato che modellano plasticamente l’esterno degli alloggi accentuando l’uso del materiale scelto. Caratteristici in facciata sono gli elementi dalla forma arrotondata, veri e propri contenitori di servizi che caratterizzano l’architettura ammorbidendone l’aspetto “squadrato”.

Le funzioni della casa sono racchiuse come già detto nei “gusci” in calcestruzzo che si trovano a quote diverse e prevedono gradini per superare i leggeri dislivelli interni. Anche gli ambienti interni della casa non dissimulano la complessità spaziale che si percepisce dall’esterno, con il salone open-space a doppia altezza e l’articolazione degli infissi che dall’interno accentuano il loro aspetto elaborato. Un’altra scala, a chiocciola e ancorata ai pilastri, questa volta conduce sul tetto e parte dal livello rialzato degli alloggi. Alcuni ambienti sono distribuiti nel parco che circonda la casa, come ad esempio la stanza della meditazione, caratterizzata da una sfera in cemento, o la piscina situata sotto la casa. In quest’opera c’è la volontà di creare un contrasto tra la struttura, con i suoi pilastri che si ergono verso il cielo esprimendo il desiderio di libertà, i gusci appesi che accentuano l’idea di leggerezza della composizione e il materiale grezzo, il calcestruzzo, che allude alla pesantezza.

La casa vuole rappresentare una sintesi di tutte le intenzionalità progettuali della famiglia Perugini. Come ricorda il figlio di Giuseppe, Raynaldo: “Essendo tutti e tre architetti (anche la madre Uga de Plaisant) era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni…era una sorta di grande laboratorio… immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…”.

Fonte: www.archidiap.com

Ispirazione: DailyBest

Casa sperimentale di Giuseppe Perugini
Via Porto Azzurro, 57, 00054 Fregene RM, Italia, 1968 -1971

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Curiosità romane: il Monte dei Cocci a Testaccio

15 Dic

Forse non tutti sanno che… a Testaccio c’è una collina formata da detriti di antiche anfore romane. Il monte Testaccio, in latino Mons Testaceus, popolarmente noto come monte dei Cocci, è una collina artificiale a Roma di circa 36 m di altezza, vera e propria discarica specializzata di epoca romana. È infatti costituita da strati ordinatamente disposti di cocci provenienti da più di 53 milioni di anfore per la maggior parte olearie. I contenitori di terracotta, scaricati dal vicino porto fluviale sul Tevere, una volta svuotati dal contenuto, venduto sul mercato capitolino, venivano lì gettati. Il nome deriva dal termine latino testae, ossia “cocci”, e il colle si trova tra le mura aureliane e la sponda sinistra del Tevere, nell’omonimo XX rione di Roma, Testaccio.

Alto m. 54 e con una circonferenza di Km. 1, il monte è formato da testae, cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, sistematicamente scaricati e accumulati con ogni probabilità tra il periodo augusteo e la metà del III sec. d.C. secondo quanto stabilito dagli ultimi studi.

A questi si debbono anche importanti osservazioni sulla natura e le modalità degli scarichi, risultati finora composti soprattutto da pezzi di anfore olearie della Betica (odierna Andalusia) e della Bizacena (Africa), nonché la valida spiegazione data sulla presenza di calce sui cocci che, destinata ad eliminare gli inconvenienti causati dalla decomposizione dell’olio, ha rappresentato anche un ottimo elemento di coesione e di stabilità per il monte attraverso il tempo.

Un accumulo di tale entità ed altezza fu reso possibile dalla presenza di una prima rampa e di due stradelle percorse dai carri ricolmi di cocci e di anfore frammentarie, molte delle quali conservano il marchio di fabbrica impresso su una delle anse, mentre altre presentano i tituli picti, note scritte a pennello o a calamo con il nome dell’esportatore, indicazioni sul contenuto, i controlli eseguiti durante il viaggio, la data consolare.

Pertanto il monte a tutt’oggi si configura come fonte storico-documentaria di prima mano sullo sviluppo economico dell’impero romano, sulle relazioni commerciali tra Capitale e province, nonché sulle abitudini alimentari nell’antichità.

Via Zabaglia, 24
Ingresso consentito solo a gruppi accompagnati.
Max 30 persone a visita.

Fonte: Wikipedia e Sovrintendenza Capitolina

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Il Luneur di Roma riaprirà nella primavera 2016

11 Dic

Il Luneur di Roma riaprirà nella primavera 2016!

Il Luneur sta per riaprire a Roma. Chiuso dal 2008, il lunapark più famoso della capitale è a un passo dalla riapertura al pubblico. Per la gioia dei bambini e, soprattutto, di tanti ragazzi e genitori nostalgici che per una vita hanno frequentato il Luneur e fatto giri sulle sue giostre.
Come riporta ilmessaggero.it, il creative director del nuovo parco giochi Gianluca Falletta ha reso noto che l’inaugurazione è programmata per la fine della primavera 2016. Il cantiere dei lavori di rimessa in sesto del Luneur è di ben sette ettari. Alcune giostre “storiche” sono rimaste (cinque in tutto, col brucomela e gli elefantini Dumbo), comprese le quinte scenografiche d’epoca (la grande civetta, la casa degli orrori, le rocce delle miniere). Ma sono state realizzate ben dodici attrazioni inedite, cui si aggiungono tre aree speciali con l’ottovolante di ultima generazione, il percorso avventura all’insegna del fantasy e un mega nerf playground.

Fonte: cinquequotidiano.it

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Fiat Lux: spettacolo di luci sulla facciata di San Pietro

5 Dic

Fiat Lux si svolgerà l’8 dicembre 2015 in Piazza San Pietro, Città del Vaticano.

Il giorno 8 dicembre dalle 19:00 alle 22:00 sarà possibile vedere San Pietro illuminata di una luce diversa; la luce di “Fiat Lux: illuminare la nostra casa comune” iniziativa benefica per salutare l’apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia.

In occasione di questo evento storico senza precedenti, immagini splendide della natura di tutto il mondo saranno infatti proiettate sulla facciata della Basilica di San Pietro componendo un’opera d’arte contemporanea che racconta la storia visiva della dipendenza reciproca degli uomini e della vita sulla terra con il pianeta, al fine di educare e ispirare un cambiamento sui temi del cambiamento climatico senza distinzione di generazioni, culture, lingue, religioni e classi.

L’installazione di arte architettonica pubblica su grande scala si ispira ai temi del cambiamento climatico, della dignità umana e delle creature viventi sulla terra contenuti nell’Enciclica “Laudato Si'” di Papa Francesco. Programmato per essere proiettato in contemporanea non solo al Giubileo, ma anche al Conferenza di Parigi – COP21, è un’occasione storica per sensibilizzare i cittadini del mondo a creare un movimento globale per proteggere la nostra casa comune. La proiezione potrà essere vista dal vivo da chi si trova in Piazza San Pietro, in diretta televisiva attraverso i network mondiali presenti e anche in streaming via internet.

La proiezione presenta il lavoro di alcuni dei più importanti fotografi e cineasti su scala globale che hanno dedicato il loro lavoro alla vita dell’ uomo e della natura: tra questi Sebastião Salgado e (Genesi e Contrasto), Joel Sartore (National Geographic Photo Ark), Yann Arthus Bertrand (Human), David Doubilet, Ron Fricke e Mark Magidson (Samsara), Howard Hall, Shawn Heinrichs, Greg Huglin, Chris Jordan, Steve McCurry, Paul Nicklen e Louie Schwartzberg. La proiezione è curata da Louie Psihoyos e Travis Threlkel, ed è prodotta da Obscura Digital.

Uno spettacolo da non perdere!

Fonte: earthdayitalia.org

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Fiat Lux: spettacolo di luci sulla facciata di San Pietro

Fiat Lux: spettacolo di luci sulla facciata di San Pietro

Fausto Delle Chiaie e il Museo all’aria aperta di Roma

5 Dic

Forse non tutti sanno che… Fausto Delle Chiaie è da oltre vent’anni l’ideatore e l’unico artista (o come dice lui “il custode, il curatore, il trasportatore, l’allestitore, il fotografo, il pubblicitario, il direttore, l’opera stessa”) ad esporre al “Museo all’aria aperta” di Roma, nei marciapiedi tra l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto.

Si forma all’Accademia delle Belle Arti, alla Scuola libera del Nudo di Passeggiata di Ripetta a Roma. A metà degli anni ’80 crea l’infrazionismo artistico. FDC sceglie degli spazi espositivi, pubblici e non, ufficiali o improvvisati, vi si introduce clandestinamente installando e posizionando le proprie opere. Sono donazioni forzate che l’artista fa in musei, gallerie e spazi aperti, opere donate ai luoghi e ai suoi abitanti.

E’ un artista che “interviene” nei luoghi in cui vive e ha vissuto, non solo a Roma (oltre via Ripetta, al Pincio, al Pantheon, al Colosseo e a Galleria Sciarra tra gli altri), ma anche in Sicilia, Molise e Marche, e in Europa (Francia, Belgio, Olanda e Irlanda). Lo fa interagendo con gli spazi e i materiali che ogni posto sa offrire, entrambi, insieme ad altri fattori esterni, diventano spunti artistici.

Da sempre, nella sua carriera, il luogo, il contesto, l’arredo urbano, una pianta, un oggetto abbandonato, un cartellone pubblicitario, una pozzanghera, un determinato odore, dell’erbaccia, diventano parte o opera in sé. Un artista urbano che ha scelto lo scenario urbano come oggetto della sua ricerca. La sua arte è quindi anche improvvisazione, come quando di suo pugno crea e dona ai visitatori del suo museo il biglietto-disegno simbolo della loro presenza e ”co-opera-azione” (come lui stesso la chiama). Fonte d’ispirazione e materia prima sono molto spesso i rifiuti; la “robaccia” (anche nome di un’opera) viene rifunzionalizzata in termini di contemplazione estetica e talvolta sociale con richiami a comportamenti, stili, atteggiamenti, vezzi, condotte della vita umana, anche attraverso un modo di comunicare diretto e occasionalmente ironico. L’altra sua originalità sta nei titoli che spesso assegna alle sue opere, per lui sono il primo elemento dell’opera stessa, talvolta ambigui, ma sempre portatori di riflessioni.

Nel corso dei suoi 70 anni Delle Chiaie è quasi sempre rimasto fuori dall’arte ufficiale ma ha saputo farsi conoscere e, spesso, fatto parlare di sé. Critici ed esperti (come Bonito Oliva, Hoet, Christov-Bakargiev) e artisti come Burri hanno visionato e apprezzato le sue opere, invitandolo ad esposizioni internazionali.

Nel giugno 2010 “l’arte ufficiale” si ricorda nuovamente di lui. L’Electa gli dedica una monografia dal titolo “L’arte? Rubbish!”, curata da Giuseppe Casetti e Federico Centoni. Al suo interno anche uno scritto del critico d’arte Achille Bonito Oliva, intervenuto poi anche in sede di presentazione del volume. Tutto ha avuto luogo, non a caso, all’interno del complesso dell’Ara Pacis.

Il “Museo all’Aria Aperta” di Fausto Delle Chiaie è visitabile tutti i giorni in piazza Augusto Imperatore, a fianco dell’Ara Pacis. Durante il periodo estivo esercita l’orario 17-20. Ma se l’autore è stanco la chiusura è anticipata.

(testo tratto dal sito ufficiale)

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Uber, sfida all’Atac: nasce la linea U

2 Dic

Linea U: 8 fermate in centro, scelte dagli utenti e gestite da Uber.

Dopo aver lottato con i tassisti, in vista del Giubileo Uber lancia la sfida all’Atac. Perché dal 10 dicembre 2015 l’azienda californiana inaugura la Linea U: otto fermate collegate a ciclo continuo dalle caratteristiche auto nere Uber, in questo caso in condivisione con altri passeggeri, ma con i consueti standard di lusso e i prezzi che puntano a fare concorrenza al trasporto pubblico. Dove saranno le fermate? Lo decidono i romani, chiamati a disegnare il proprio percorso ideale sul sito http://www.linea-u.it. L’azienda si è impegnata a collegare gli otto punti più richiesti, dandosi fino al 24 dicembre per sperimentare il servizio. Per prenotare il proprio posto in auto, basterà pagare le tariffe fisse con l’app per smartphone, che informa anche su tempi d’arrivo e localizzazione del veicolo. «Con Linea U vogliamo offrire alla città un prodotto popolare e accessibile, alternativo al trasporto pubblico», ha spiegato il manager italiano di Uber, Carlo Tursi.

Fonte: La Repubblica

lineau

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