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Italy for movies: le location italiane del cinema e dei videogame

17 Mag

Italy for movies: le location italiane del cinema e dei videogame in un database con mappa e con itinerari consigliati.

Viaggia in Italia alla scoperta dei luoghi dei film e dei videogiochi che ti hanno fatto sognare, con una sezione che consente di navigare l’Italia alla scoperta delle location scelte dai registi e dagli sviluppatori come luoghi di ambientazione dei propri film, opere audiovisive e videogiochi. Le schede contengono rimandi ai siti delle produzioni e ai portali che promuovono quello specifico territorio sotto il profilo artistico, culturale ed enogastronomico.

Un portale web delle Direzioni Generali Cinema e Turismo del MiBACT e di Italian Film Commission per la promozione cinematografica delle location pubbliche offerte come set alle produzioni audiovisive  e degli incentivi economici. Facilita l’accesso ai beni culturali , la loro promozione nell’immaginario del pubblico e come destinazione turistica ai fini di un ritorno economico, grazie anche al cineturismo. 

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Borromini: tutte le opere a Roma

10 Mag

L’elenco di tutte le opere di Francesco Borromini a Roma:

  • Interventi nella chiesa di Sant’Andrea della Valle (1621-1623);
  • Interventi in palazzo Barberini (1625-1632);
  • Cappella del Sacramento in San Paolo fuori le Mura (1629);
  • Ultimazione del baldacchino di San Pietro (1631-1633);
  • Galleria prospettica di palazzo Spada (1653);
  • Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane (1634-1641);
  • Oratorio dei Filippini adiacente a Santa Maria in Vallicella (1637-1650);
  • Decorazione della cappella della Trinità nella chiesa delle monache agostiniane di Santa Lucia in Selci (1638-1639);
  • Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza (1643-1662);
  • Rinnovamento della basilica di San Giovanni in Laterano (1646):
  • Vestibolo e scalone a palazzo di Spagna (1645-1648);
  • Palazzo di Propaganda Fide (1646);
  • Interventi in palazzo Giustiniani (1650-1652);
  • Chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona
  • Ampliamenti nel convento annesso alla chiesa di Sant’Agostino (1659-1662);
  • Cappella Spada in San Girolamo della Carità (1660 circa).

Fonte: Wikipedia

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L'elenco di tutte le opere di Francesco Borromini a Roma

Pantheon: l’effetto ottico dell’arco di luce

16 Apr

Curiosità artistiche: l’effetto ottico dell’arco di luce al Pantheon nel giorno del Natale di Roma, quando la luce dell’oculo crea un arco sulla griglia metallica sopra la porta, illuminando il cortile porticato esterno.

L’effetto creato dalla luce che penetra nel Pantheon di Roma il 21 aprile, data della nascita della città, è riconducibile all’intuizione dell’imperatore Augusto.
Questa interpretazione, già avanzata in passato, è stata confermata in uno studio di Eugenio La Rocca, Soprintendente ai Beni Culturali della Capitale. Secondo i reperti rinvenuti nell’area antistante l’edificio infatti la luce che penetra attraverso l’oculo della monumentale cupola in quel giorno, alle 12 precise, centrava (e centra ancora) l’ingresso del tempio, illuminando così l’ingresso dell’imperatore.
Un fenomeno voluto quindi già nell’edificio originario, edificato da Agrippa, genero di Augusto nel 27 a.C., nel preciso luogo in cui Romolo, primo re della Città Eterna, era asceso al cielo durante una cerimonia.

Fonte: RaiNews

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Emilie Flöge, la compagna e musa di Gustav Klimt

8 Gen

Curiosità artistiche: Emilie Flöge, la compagna e musa di Gustav Klimt.

Emilie Louise Flöge (30 agosto 1874 Vienna – 26 maggio 1952 Vienna) è stata una stilista austriaca e imprenditrice. Era la compagna di vita del pittore Gustav Klimt.
Quarta figlia del maestro tornitore e produttore dei tubi di Meerschaum, Hermann Flöge (1837-1897), Emilie aveva due sorelle, Pauline ed Helene e un fratello, Hermann.
Il suo primo lavoro è stato come sarta, ma in seguito è diventata una couturière. Nel 1895, Pauline, la sorella maggiore, aprì una scuola di sartoria e Emilie lavorò con lei. Nel 1899 le due sorelle vinse una gara di sartoria e furono incaricate di realizzare un abito da batista per una mostra.

In collaborazione con la sorella Helene, Emilie, dopo il 1904, si è affermata come una donna d’affari di successo e proprietaria del salone di alta moda noto come Schwestern Flöge (Flöge Sisters) in una delle principali arterie viennesi, la Mariahilfer Strasse. In questo salone, progettato nello Jugendstil dall’architetto Josef Hoffmann, ha presentato abiti firmati nello stile del Wiener Werkstätte. Durante i suoi viaggi a Londra e Parigi si familiarizzò con le ultime tendenze della moda di Coco Chanel e Christian Dior, tuttavia, dopo l’Anschluss con il Terzo Reich tedesco nel 1938, Flöge perse i suoi clienti più importanti e dovette chiudere il suo salone, che doveva diventare la sede principale della moda per la società viennese. Dopo il 1938 lavorò dall’ultimo piano della sua casa al numero 39 di Ungargasse.

Emilie Flöge era un membro dei circoli bohémien e fin de siècle viennesi. Era la compagna di vita del pittore Gustav Klimt. Nel 1891, Helene, la sorella maggiore di Emilie, sposò Ernst Klimt, fratello di Gustav Klimt, che morì nel dicembre del 1892. A quel tempo Emilie aveva diciotto anni e Gustav divenne un ospite frequente nella casa dei suoi genitori, trascorrendo le estati con la famiglia Flöge sul lago Attersee.

Dopo il 1891, Klimt la ritrasse in molte delle sue opere. Gli esperti ritengono che la sua opera Il bacio (1907-08) mostri l’artista e Emilie Flöge come amanti.

Klimt disegnò anche alcuni abiti per il salone Flöge nello stile razionale degli abiti – uno stile promosso dal movimento femminista – e dal 1898, altri vestiti disegnati dalla Secessione viennese; questi ultimi erano indossati senza un corsetto e appesi liberamente sulle spalle con comode e ampie maniche. La clientela per quello che all’epoca era una moda rivoluzionaria era troppo piccola per guadagnarsi da vivere, ma Klimt dipingeva molte donne dai vertici della società viennese e, quindi, fu in grado di introdurre Emilie Flöge in un prospero giro di clienti.

Klimt è morto per un ictus l’11 gennaio 1918. Emilie ereditò la metà della proprietà di Klimt, l’altra metà la famiglia del pittore.
Negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, la sua casa nella Ungargasse prese fuoco, distruggendo non solo la sua collezione di indumenti, ma anche oggetti di valore dalla tenuta di Gustav Klimt.

Fonte: Wikipedia

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Olga Khokhlova, la prima moglie di Picasso

11 Set

Curiosità artistiche: durante il soggiorno a Roma, Pablo Picasso conobbe Olga Kokhlova, una ballerina di cui si innamorò, e che divenne motivo di ispirazione e soggetto di molti suoi lavori.

Ol’ga Stepanivna Khochlova (in ucraino: О́льга Степа́нівна Хо́хлова; in russo: О́льга Степа́новна Хо́хлова; Nižyn, 17 giugno 1891 – Cannes, 11 febbraio 1955) voleva diventare una ballerina sin da quando aveva visitato la Francia e visto uno spettacolo di danza di Madame Shroessont. Coronò il suo sogno entrando nel corpo di ballo di Sergej Djagilev.

Il 18 maggio 1917 Ol’ga danzò nello spettacolo, Parade al Théâtre du Châtelet – un balletto di Sergej Djagilev, Erik Satie e Jean Cocteau, del quale Pablo Picasso aveva disegnato i costumi e lo scenario. Successivamente Ol’ga lasciò il gruppo, per viaggiare per tutto il Sudamerica, e per convivere con Picasso a Barcellona. La madre del pittore, all’inizio si era allarmata dall’idea che il figlio dovesse sposare una straniera, così Picasso le donò un dipinto in cui Olga era rappresentata come una ragazza spagnola: Ol’ga Chochlova in Mantilla. Più tardi Ol’ga ritornò con Picasso a Parigi, dove iniziarono a vivere insieme alla Rue La Boétie.

Ol’ga sposò Picasso il 18 giugno 1918, in una chiesa russo-ortodossa di Rue Daru; Jean Cocteau e Max Jacob furono testimoni del matrimonio. Nel luglio 1919 Picasso e Ol’ga si recarono a Londra per la prima rappresentazione del balletto di de Falla Le tricorne, per il quale Picasso aveva avuto da Djagilev l’incarico di disegnare i costumi e le scene. Il balletto fu rappresentato per la prima volta al teatro Alhambra di Londra il 22 luglio 1919 e poco dopo replicato con grande successo all’Opéra National de Paris.

Il 4 febbraio 1921 Ol’ga diede alla luce un bambino al quale venne dato il nome di Paulo; tuttavia da questo momento la loro relazione cominciò a deteriorarsi. Nel 1927 Picasso iniziò una storia con una diciassettenne ragazza francese, Marie-Thérèse Walter; la storia venne scoperta da Ol’ga nel 1935 quando un amico la informò che la Walter era incinta. Immediatamente, Ol’ga insieme al figlio Paulo lasciò il tetto coniugale e viaggiò verso il sud della Francia, presentando successivamente istanza di divorzio. Picasso rifiutò di dividere equamente le sue proprietà, come richiesto dalla legge francese, così Ol’ga rimase legalmente sposata con lui fino alla sua morte per cancro avvenuta a Cannes, in Francia, nel 1955.

Fonte: Wikipedia

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Il poliedrico artista giapponese Katsushika Hokusai

23 Ago

Forse non tutti sanno che… il celebre artista giapponese Hokusai non ha realizzato solo stampe paesaggistiche, ma vanta una vastissima e variegata produzione artistica che spazia dalle illustrazioni erotiche o letterarie a quelle di manuali di disegno.

Katsushika Hokusai (Edo, ottobre o novembre 1760 – Edo, 10 maggio 1849) è stato un pittore e incisore giapponese, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e (stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo).

Artista eccentrico e meticoloso, deve la sua fama principalmente alle stampe, nonostante rimase attivo nel campo della pittura come in quello della grafica. In una carriera lunga più di sessant’anni esplorò varie forme d’arte cimentandosi nella produzione di xilografie a soggetto teatrale, di stampe augurali a circolazione privata (surimono) e, negli anni trenta dell’Ottocento, di serie paesaggistiche, come dimostrano le opere Vedute di ponti famosi, Cascate famose in varie province, Cento vedute del Monte Fuji e Trentasei vedute del Monte Fuji, che riflette in parte un attaccamento personale al Monte Fuji. Opere collegate a questa serie sono La grande onda di Kanagawa e il Fuji nelle giornate limpide che hanno sostenuto la fama di Hokusai, sia in Giappone che all’estero. Tra il 1830 e il 1843 produsse inoltre uno svariato numero di stampe in stile nishiki-e e shunga (stampe erotiche giapponesi, sullo stile ukiyo-e).

A causa di una serie di problemi familiari, dovuti soprattutto alla sconsideratezza di figli e nipoti, visse per un certo periodo nella povertà estrema, situazione che lo portò a pubblicare una serie di manuali didattici per principianti e professionisti, quali Brevi lezioni di disegno semplificato e i Manga. La sua passione per il genere letterario, nata probabilmente durante l’adolescenza quando faceva il fattorino per una biblioteca ambulante, lo spinse a scrivere e illustrare uno svariato numero di libri gialli e di racconti per donne e bambini, oltre ad occuparsi dell’illustrazione di grandi classici della letteratura. Fu inoltre un eccellente poeta di haiku.

I suoi lavori furono un’importante fonte di ispirazione per molti impressionisti europei come Claude Monet e post-impressionisti come Vincent van Gogh e il pittore francese Paul Gauguin. Nei diversi aneddoti relativi alla sua vita si racconta che abbia cambiato residenza più di novanta volte e che avesse l’abitudine di modificare continuamente il nome d’arte.

Fonte: Wikipedia

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Vicolo del Buco a Trastevere: una targa sulla casa di Lucio Dalla

28 Giu

Trastevere, una targa per Lucio Dalla: a 5 anni dalla scomparsa Roma ricorda il cantautore.
Nella casa di vicolo del Buco a Trastevere Lucio Dalla ci ha vissuto per 10 anni, dal 1980 al 1990. Lì come ricorda l’amico Antonello Venditti – che insieme a De Gregori, Ron, gli Stadio e tanti altri artisti frequentava l’appartamento – Dalla ha composto La notte dei miracoli. E proprio una frase del testo della canzone con la quale l’artista bolognese celebra la Capitale è scalfita nella targa di travertino romana apposta ieri sera al civico 7 di vicolo del Buco.

IN QUESTA CASA HA VISSUTO LUCIO DALLA (1943-2012) PROTAGONISTA DELLA MUSICA ITALIANA “ E’ LA NOTTE DEI MIRACOLI FAI ATTENZIONE, QUALCUNO NEI VICOLI DI ROMA HA SCRITTO UNA CANZONE” (DALLA, 1980)

Ad inaugurare la targa la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo, il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce e il musicista Antonello Venditti.
Alla cerimonia presenti due musiciste, Marla Green e Alexandra Maiolo, che hanno suonato canzoni dell’artista bolognese.

Fonte: Comune di Roma

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24 giugno: San Giovanni e la Notte delle Streghe

22 Giu

In passato una delle feste religiose e profane più sentite a Roma era quella di San Giovanni, patrono della città, festeggiato il 24 giugno. La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta “notte delle streghe”, durante la quale la tradizione voleva che le streghe andassero in giro a catturare le anime.
La gente partiva allora da tutti i rioni di Roma, al lume di torce e lanterne, e si concentrava a San Giovanni in Laterano per pregare il santo e per mangiare le lumache nelle osterie e nelle baracche.
Mangiare le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, significava distruggere le avversità.
La partecipazione popolare era massiccia, si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto si faceva rumore con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi.

La festa si concludeva all’alba quando il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa, dopo la quale dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento, scatenando così la folla presente.

Fonte: TurismoRoma

La notte di San Giovanni destina il mosto, i matrimoni, il grano e il granturco è un proverbio popolare a sfondo religioso, diffuso in molte zone d’Italia e la cui spiegazione va ricercata nella straordinarietà della notte di San Giovanni e nelle innumerevoli credenze e superstizioni legate alla festa e che variano da regione a regione. Ma anche per i popoli dell’Europa settentrionale, gli inglesi ad esempio, la trazione è simile ed è proprio questa la notte nella quale è stata ambientata l’opera di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate.

« La note de San Zuene
destina mosto, sposalizi, gran e pane. »
(dialettale veneto)

Il proverbio dialettale veneto ci indica alcuni dei sortilegi compiuti durante la nottata magica: per la mietitura si avanza qualche dubbio a causa della rugiada che, secondo la tradizione, cadrebbe questa notte sul grano; anche il granoturco e l’uva si trovano in una fase delicata dei loro processi; per quanto riguarda il matrimonio, le ragazze cercano di interpretare i presagi per capire le loro sorti amorose.
Nel Molise vi è un’antica usanza che prevede di interpretare il piombo fuso versato nell’acqua dove assume varie forme, inoltre le ragazze per saper se si sposeranno entro l’anno scelgono due cardi e dopo una serie di riti li mettono sul davanzale della finestra. Il mattino seguente, a seconda della posizione assunta dal cardo, sarà possibile esprimere la tanto e sospirata previsione sul matrimonio.
Ma anche in Sardegna si usa porre sulla finestra il fiore del cardo per la manifestazione dei presagi; in questo caso si valuta se il fiore ha attirato formiche o moscerini, che sono associati ai contadini o ai pastori.

« Chi nasci la note de San Zuene
no vedi strighe e no sogna fantasme. »
(dialettale veneto)

“Chi nasce la notte di San Giovanni non vede streghe e non sogna fantasmi.”
Il proverbio evidenzia che i fortunati che nascono in questa notte sono investiti di poteri straordinari.

« San Giovanni col su’ fogo
el brusa le strighe, el moro, e ‘l lovo »
(dialettale istriano)

“San Giovanni con il suo fuoco, brucia le streghe, il moro ed il lupo.”
Il proverbio rileva l’usanza antica di accendere i fuochi, utili per allontanare la sfortuna e i contagi.

Fonte: Wikipedia

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Fiumicino: opere d’arte di Ostia Antica in aeroporto

6 Giu

Opere d’arte di Ostia Antica in aeroporto. L’Area Internazionale E ospita i gioielli del II secolo del vicino Parco Archeologico. Iniziativa per promuovere il territorio, con esperienza culturale di qualità per turisti.

L’area di imbarco internazionale E diventa un museo: da oggi, fino alla fine dell’anno, grazie alla partnership tra Aeroporti di Roma e il Parco Archeologico di Ostia Antica, i passeggeri dei voli internazionali extra Schengen potranno ammirare tre statue originali, risalenti al II secolo dopo Cristo e rinvenute durante gli scavi del 1939, che rappresentano Apollo, Afrodite e la divinità fluviale del Tevere.

Le sculture hanno un legame particolare con il territorio: originariamente destinate ad arredare giardini e ninfei su cui si aprivano gli spazi privati delle domus alla foce del fiume, provengono dalla zona che diventerà per secoli la base di arrivo e di partenza dei traffici dell’antica Roma, attraverso un sistema portuale capace di collegarsi con tutto il mondo allora conosciuto. E’ la stessa area che, oggi, ospita l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, principale centro di snodo del traffico passeggeri in Italia e tra i maggiori hub europei.

E’ sulla base di questa significativa relazione storica, logistica e culturale con Ostia Antica che Aeroporti di Roma ha scelto di ospitare le tre statue all’interno dell’area di imbarco E, infrastruttura all’avanguardia in Europa di circa 90.000 metri quadrati, che può accogliere oltre 6 milioni di passeggeri in più all’anno. Una location dal concept architettonico ispirato al patrimonio della cultura classica romana e dove è possibile trovare il meglio del Made in Italy dal punto di vista dell’offerta enogastronomica e della moda.

La storia delle tre statue è stata raccontata dai giovani attori del Teatro di Roma, che si sono esibiti di fronte ai passeggeri in un happening artistico-musicale nel corso dell’inaugurazione dell’area espositiva.

I turisti di tutto il mondo, appena giunti a Roma o in partenza per altre destinazioni, potranno osservare le statue da un punto di vista ravvicinato e tramite supporti multimediali che descrivono la mostra e le bellezze del Parco Archeologico di Ostia Antica.

Sono diverse le iniziative attivate da Aeroporti di Roma per promuovere il territorio romano e offrire servizi di intrattenimento di alta qualità ai passeggeri. Sempre in collaborazione con il Parco di Ostia Antica, è in corso in questi giorni “Navigare il Territorio”, un progetto che consente a cittadini e passeggeri di visitare gratuitamente i Porti Imperiali di Claudio e Traiano, collegati direttamente con lo scalo da un servizio navetta gratuito.

Fonte: TurismoRoma

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Milo Manara sui biglietti BIT da collezione

29 Mag

Milo Manara in quattro biglietti BIT da collezione.

Li trovi all’ ARFestival il 26-27-28 maggio nello stand #Atac al MACRO Testaccio – La Pelanda e nelle 12 biglietterie ufficiali Atac.

L’artista ha scelto di inserire le sue bellezze all’interno di rivisitazioni delle opere “Il bacio” e “Danae”, del pittore austriaco Gustav Klimt e alla serie delle “Arti” del maestro dell’ “Art Nouveau” Alfons Mucha.

La serie di biglietti “Speciale Milo Manara” è un’iniziativa firmata BIT Regeneration, realizzata con un accordo di co-marketing e senza costi per Atac.

Fonte: Comune di Roma

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