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Santa Severa: il Castello sul mare a Santa Marinella

30 Apr

Dintorni di Roma: il Castello e il Borgo di Santa Severa a Santa Marinella, affacciati sul mare.

Il Castello di Santa Severa a Santa Marinella è un bene ricco di fascino, storia, arte e archeologia che affonda le sue radici ai tempi dei Romani. Sorge infatti nell’area dell’antico sito di Pyrgi, la città portuale romana fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C. Secondo il parere degli storici il castrum di Pyrgi, che significa ‘torre’, è stato abitato senza interruzioni fino alla tarda antichità, almeno fino al IV – V sec. d.C.

La storia
A cavallo tra il X e l’XI secolo i conti della Tuscia fecero costruire proprio in quest’area un fortilizio  dedicato alla giovane Severa, che era stata martirizzata nel 660 in un luogo poco distante. Il Castello vero e proprio, invece, nasce nel XIV secolo. Il borgo si è formato man mano con varie fasi di edificazione nel corso del XV e del XVI secolo.

Appartenuto nel tempo a diverse nobili famiglie romane per ben cinquecento anni, dal 1482 al 1980, il Castello è stato un possedimento dell’Ordine del Santo Spirito.
Tra il Cinquecento e il Seicento è stato il luogo di sosta e di soggiorno di molti papi: tra questi Gregorio XIII, Sisto V e Urbano VIII. Al periodo di massimo splendore raggiunto proprio nel Seicento, il Castello ha vissuto poi una lunga e lenta decadenza.
Nel 1943 è stato utilizzato dai Tedeschi come postazione militare strategica.

I lavori di recupero degli ultimi anni. Hanno portato alla luce importanti scoperte archeologiche come un tratto di mura poligonali databili III secolo a.C. e alcuni tratti di mura risalenti al XIII secolo.

Santa Severa, il Castello baciato dal mare è un luogo di incomparabile bellezza situato a pochi chilometri da Roma, 30 minuti dall’Areroporto di Fiumicino, e dal Porto di Civitavecchia, circa 15 minuti.
Il Castello con la sua Rocca, la Torre Saracena, Il Borgo medievale , le chiese di Santa Maria Assunta di Santa Severa e Santa Lucia, l’Antiquarium, il Museo del Mare, il Museo del territorio, fanno di questo Complesso museale un luogo di inestimabile valore e pregio.
Un viaggio di 3000 anni attraverso la storia e la cultura delle diverse popolazioni che si sono succedute, le cui tracce sono ben visibili ancora oggi e rendono il Castello un polo di attrazione turistica ma anche un punto di riferimento per il suo territorio.

Il Borgo del Castello di Santa Severa è un complesso di spazi musealizzati e spazi con libera fruizione.

Il Castello sorge sul sito di Pyrgi, la città portuale collegata all’antica Caere, attuale Cerveteri fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.. La città etrusca di Pyrgi si sviluppavava tutto intorno al porto per una estensione di circa 10 ettari, comprendente oltre all’area oggi occupata dal borgo castellano anche l’area del santuario situato all’estremità meridionale, oggetto di scavo da parte dell’Istituto di Etruscologia dell’Università la Sapienza di Roma ormai da più di cinquant’anni.

Durante il corso del III secolo a.C. con la romanizzazione del territorio costiero, su parte dell’abitato etrusco venne fondato il castrum romano di Pyrgi, circondato da possenti mura in opera poligonale. Il sito fu probabilmente abitato senza interruzioni fino alla tarda antichità (IV-V sec. d.C.) ed è proprio grazie alla continuità di vita sui resti del castrum che in epoca medievale si formò il borgo conosciuto come Castellum Sanctae Severae. Il Castello vero e proprio venne costruito nel XIV secolo ed il borgo si formò man mano con varie fasi di edificazione nel corso del XV-XVI secolo.Nel corso dei secoli la proprietà del Castello passò attraverso vari proprietari finché nel 1482 passo sotto la proprietà dell’Ordine del Santo Spirito e vi rimase per ben cinquecento anni fino al 1980. Tra il Cinquecento e il Seicento è stato anche luogo di sosta e soggiorno di molti papi: tra questi Gregorio XIII, Sisto V e Urbano VIII. Dopo un periodo di massimo splendore raggiunto proprio nel Seicento, il Castello ha vissuto una lunga e lenta decadenza. Nel 1943 è stato utilizzato dai Tedeschi come postazione militare strategica. Oggi la proprietà del complesso monumentale appartiene alla Regione Lazio che ne ha affidato la gestione al Comune di Santa Marinella.

All’interno del Borgo del Castello di Santa Severa sono oggi visitabili:

  • MUSEO DEL MARE E DELLA NAVIGAZIONE ANTICA
  • ANTIQUARIUM DI PYRGI E L’AREA ARCHEOLOGICA
  • MUSEO DEL TERRITORIO
  • CORTILE DELLA GUARDIA O PIAZZA DELLA TORRETTA
  • CORTILE DELLE BARROZZE
  • PIAZZALE DELLE DUE CHIESE 
  • CHIESA DELL’ASSUNTA
  • CHIESA DI SANTA SEVERA E SANTA LUCIA DETTA “BATTISTERO”
  • LA PIAZZA DELLA ROCCA
  • LA CASA DELLA LEGNAIA
  • LA CASA DEL NOSTROMO
  • MUSEO DEL CASTELLO NELLA ROCCA
  • LA TORRE SARACENA
  • MANICA LUNGA E LA MANICA CORTA

Vedi anche: Castello sotto le stelle: a Santa Marinella suggestioni mediterranee con affaccio dalla Torre Saracena dal 5 luglio al 31 agosto 2019

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Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli come location per i matrimoni

7 Feb

Curiosità romane: è possibile celebrare matrimoni a Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli.

A Tivoli i siti di Villa d’EsteVilla Adriana e del Santuario di Ercole Vincitore, immersi in un contesto ambientale e architettonico di assoluta bellezza e magnificenza, divengono scenografie uniche per matrimoni da sogno. L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – Villae, per rispondere alle numerose richieste, ha infatti stipulato nel mese di gennaio 2019, una convenzione con l’Amministrazione Comunale per celebrare i matrimoni civili sia presso i due siti UNESCO che nel complesso monumentale del Santuario di Ercole Vincitore.

Sembra quasi impossibile che allontanandosi di così poco dal centro di una metropoli si possa entrare in una nuova dimensione, fatta di natura e di arte, sapientemente amalgamate tra loro per restituire uno spettacolo superbo. La celebrazione di un matrimonio e la costituzione di un’unione civile in luoghi di così grande fascino e storia aggiungono valore alla solennità del rito e al contempo arricchiscono i siti, conferendo loro una maggiore forza comunicativa ed emozionale.

La celebrazione di un matrimonio, nonché la costituzione di un’unione civile, sono tra le massime espressioni del rapporto tra le istituzioni e i cittadini ed è intento delle Villae, contribuire alla valorizzazione di questi momenti, mettendo a disposizione luoghi che facciano da prestigiosissima cornice.

Per pronunciare il fatidico “Sì”, il direttore delle Villae, Andrea Bruciati, riserva ai futuri sposi spazi suggestivi ed esclusivi, quali: la Gran Loggia e la Cappella del Cardinale a Villa d’Este, il Pecile a Villa Adriana, il Triportico e la Sala Grande al Santuario di Ercole Vincitore.
“Il cittadino diventa in parte mecenate di un bene che gli appartiene e contribuisce a tutelare i monumenti, che sono parte integrante della sua persona” – evidenzia il direttore – che aggiunge: “Per tali ragioni gli sposi verranno informati di come, e per quale intervento, il loro contributo è divenuto importante al fine di una migliore ed amplificata fruizione.”

La celebrazione dei matrimoni civili e la costituzione delle unioni civili possono tenersi tra le ore 10,00 e le ore 18,00 nelle giornate di giovedì e venerdì, che non ricadano tra i festivi.
I costi da sostenere per Villa Adriana e Villa d’Este sono:
– € 4.000,00 per non residenti e stranieri;
– € 3.000,00 per i residenti a Tivoli e nei comuni limitrofi (Castel Madama, Guidonia Montecelio, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, San Gregorio da Sassola, Vicovaro, esclusa la Città Metropolitana di Roma Capitale).
Per il Santuario di Ercole Vincitore i costi sono
– € 3.000,00 per i non residenti e stranieri;
– € 1.500, per i residenti a Tivoli e nei comuni limitrofi (Castel Madama, Guidonia Montecelio, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, San Gregorio da Sassola, Vicovaro, esclusa la Città Metropolitana di Roma Capitale).
Nella tariffa è incluso l’allestimento di tavoli e sedie, un omaggio floreale, n. 30 ingressi gratuiti per la visita del sito e la possibilità di effettuare un servizio fotografico/video all’interno dello stesso sito prescelto.

Documenti da scaricare
Villa Adriana_matrimoni da sogno
Villa d’Este_matrimoni da sogno

Qui il sito ufficiale

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Il Parco delle Favole Incantate: ad Ariccia il festival delle luminarie 2018

20 Nov

Il Parco delle Favole Incantate: ad Ariccia il festival delle luminarie dal 24 novembre 2018 al 20 gennaio 2019 a Parco Chigi, con spettacolo di colori e luci come quelle di Salerno.

Ci sarà un percorso LASER 3d che vi seguirà per tutto il viale nella galassia del PARCO CHIGI DI ARICCIA.

Orari:

  • dal lunedì al venerdì 16.30/23.00
  • sabato, domenica e festivi 16.30/24.00

Ingresso:

  • dal lunedì al venerdì 5.00 euro da 14 a 65 anni non residenti
  • sabato, domenica e festivi gratis bambini 0/8 anni, 5.00 euro ragazzi 9/13 anni, 10.00 euro adulti

Maggiori informazioni, prezzi e orari

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La Scarzuola, la città-teatro di Tomaso Buzzi come città ideale

13 Set

Idee per una gita fuori porta: la Scarzuola, la città-teatro costruita da Tomaso Buzzi a Montegabbione come città ideale.

Nella seconda metà del Novecento, più precisamente nel dicembre 1957, l’architetto milanese Tomaso Buzzi acquisì la proprietà dell’intero complesso, creandovi accanto una “città ideale” che lo rappresentasse, una vera e propria allegoria escatologica dell’esistenza, adottando il linguaggio ermetico caratteristico dell’aristocrazia massonica del Settecento.

Dal 1958 al 1978, l’architetto progettò e costruì, nella valletta dietro al convento, una grande scenografia teatrale che egli definì “un’antologia in pietra”, rimasta volontariamente incompiuta, che permise il recupero di esperienze visive del passato: Villa Adriana per la palestra, piscina, terme eccetera, Villa d’Este (Tivoli) per la Rometta dell’architetto-archeologo Pirro Ligorio, i sette edifici nell’Acropoli (Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei Venti, Tempio di Vesta, la torre dell’orologio di Mantova); Bomarzo per l’effetto di gioco e meraviglia (barca, Pegaso, mostro). Solo in funzione teatrale sono pienamente legittimate le costruzioni fuori tempo, le false rovine, le città ideali. L’aggancio in tema di scenografia è quello di modelli rinascimentali di Andrea Palladio, Vincenzo Scamozzi e Sebastiano Serlio.

Il complesso si sviluppa dentro una spirale formata dai pergolati. All’interno di questi vi è un asse verticale che dalla statua scheletrica del Pegaso, attraverso un sistema di terrazzamenti, conduce a un anfiteatro, gradualmente al teatro agnostico, al teatro erboso, per finire alla torre colonna rotta e a un asse orizzontale delimitato a sinistra dal teatro delle api, al centro dal palcoscenico con labirinto musicale, e a destra dalla città Buzziana con al culmine l’Acropoli. Una contraddittoria relazione di tipo iniziatico viene a stabilirsi tra l’antico convento e le intellettualistiche fabbriche del teatro, sovraccariche di simboli e segreti, di riferimenti e di citazioni: dalle allusioni a divinità sia pagane sia cristiane, ai ricordi delle Ville di Plinio, al “AB OLIMPO” di Montagna, al Hypnerotomachia Poliphili di Frate Colonna, alle idee non concretate di Francesco Borromini e Filarete.

La complessa simbologia creata da Buzzi permette di individuare una seconda interpretazione dell’intero complesso urbano. L’intricato percorso iniziatico, che si dipana tra gli edifici della città, rappresenta un confronto con l’inconscio e si completa attraverso una serie di incontri con figure archetipiche, secondo il modello di individuazione sviluppato da C. J. Jung. L’incontro con le figure che popolano la città, simboleggianti i diversi aspetti della psiche, porta gradualmente il visitatore a una maggiore consapevolezza di sé, in un metaforico percorso di rinascita che scende nelle parti più profonde e buie dell’inconscio per poi arrivare all’Acropoli, simbolo della piena realizzazione del Sé.

Lo stile che meglio interpreta l’ansia di licenza di Buzzi è il neo-manierismo che egli identifica anche nell’uso di scale e scalette in tutte le dimensioni, allungamenti di membrature architettoniche, varietà di modi alla rustica, un po’ di mostri, volute sproporzioni di alcune parti, statue verdi all’Arcimboldi, affastellamento di edifici, di monumenti, un che di labirintico che arriva a un certo surrealismo, di evocativo, di sinuoso, di antropomorfico, di geometrico, astronomico, magico.

Alla morte di Buzzi, nel 1981, la città era stata realizzata solo in parte ma, grazie agli schizzi lasciati, l’erede Marco Solari terminò l’opera.

Fonte: Wikipedia

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Aperture straordinarie serali di monumenti, mostre e musei a Roma nell’estate 2018

8 Mag

Aperture straordinarie serali di monumenti, mostre e musei a Roma nell’estate 2018:

Le mostre:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

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Stagione balneare 2018 di Roma Capitale

3 Mag

Comincia il 1° maggio e si chiuderà il 30 settembre la stagione balneare 2018 di Roma Capitale.

La sindaca Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza con le regole per la fruizione del litorale romano, incluse l’attività degli stabilimenti balneari e le prescrizioni in materia di assistenza e salvataggio.

Diverse le novità presenti come l’accesso agli animali da compagnia sul litorale di Ostia concesso solo nei 300 metri di spiaggia a sud del Porto Turistico, e la spiaggia dedicata alla pratica del kitesurf oltre a quella tradizionale del cosiddetto Cancello Zero di Castel Porziano. Si tratta del “tratto di litorale compreso tra il 2° ed il 3° Cancello della spiaggia libera di Castel Porziano per un’estensione di fronte mare di 300 metri.

I bagnini nelle spiagge di Ostia: gli orari

Per la prima volta, il Comune di Roma limita come durata l’attività dei marinai di salvataggio sulle spiagge libere. Gli stabilimenti sono obbligati a “predisporre un servizio efficiente di assistenza e salvataggio, conforme a quanto disposto dalla Capitaneria di Porto – Circondario Marittimo di Roma” mentre nelle spiagge libere gestite dal X Municipio “il servizio di assistenza e salvataggio per la stagione balneare 2018 è assicurato con le seguenti modalità: dal 1/5 al 15/6 sabato, domeniche e giorni festivi; dal 16/6 al 31/8 tutti i giorni feriali e festivi; dal 1/9 al 30/9 sabato domeniche e giorni festivi”. Praticamente un servizio a singhiozzo.

Castel Porziano e Capocotta con pochi bagnini

Per quanto riguarda la spiaggia libera di Castel Porziano “non è assicurato il servizio di salvataggio e assistenza ad eccezione delle postazioni 123 e 124” dove saranno presenti bagnini del Municipio X. A Capocotta saranno i gestori dei punti ristoro ad assicurare la pulizia della spiaggia, il servizio di salvataggio e i servizi igienici. Il Municipio dovrà esporre sia sulla via Litoranea che sulla spiaggia ogni 100 metri cartelli multilingue che informino sulla balneazione non sicura.

Gli orari degli stabilimenti ad Ostia

L’ordinanza firmata da Raggi che definisce gli obblighi dei concessionari degli stabilimenti aperti dalle ore 9.00 alle 19.00. C’è però la possibilità di restare aperti fino alle 2 di notte “per la somministrazione di alimenti e bevande” solo se autorizzati espressamente ma “fermo restando l’obbligo di assicurare servizio di salvataggio o, in assenza di esso, esporre in modo visibile a tutti apposito avviso di assenza del servizio di assistenza alla balneazione”. Per spettacoli e discoteche la protrazione dell’orario è autorizzabile fino alle 3 di notte ma “nei soli giorni del venerdì, sabato e prefestivi è in ogni caso obbligatorio assicurare il servizio di salvataggio”.

Ritorno dei ‘fagottari’, vietato mangiare in cabina

Altra novità sarà il cibo in spiaggia. Nell’ordinanza si specifica infatti che: “è sempre consentito consumare cibi e bevande in qualsiasi parte della spiaggia” mentre rimane il divieto di mangiare all’interno delle cabine. “E’ vietato – si legge – apporre cartelli negli stabilimenti che vietino il consumo di alimenti e bevande fuori dalle cabine”.

Fonte: 060608

Scarica l’ordinanza

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stagionebalneare

Luminarie ad Ariccia 2017: La Foresta Incantata

21 Nov

Qui l’edizione 2018

Ad Ariccia arriva La Foresta Incantata: dal 25 novembre al 26 dicembre 2017 a Parco Chigi un festival di luminarie con spettacolo di colori e luci come quelle di Salerno.

Dal lunedì al giovedì dalle 14.00 alle 23.00, dal venerdì alla domenica dalle 14.00 alle 24.00.
Ingresso a pagamento.

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Cammini d’Italia, portale e mappa dei cammini

7 Nov

Cammini d’Italia: online la prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità slow che al momento contiene oltre 40 cammini: ci sono quelli dedicati ai santi, come i cammini francescani, laureatani e benedettini, quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, il cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, il sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e ancora la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri.

www.camminiditalia.it è dunque uno strumento per viaggiatori e turisti, una vera e propria infrastruttura intermodale di vie verdi in cui si potrà scegliere la possibilità di muoversi lungo l’Italia a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, promuovendo una nuova dimensione turistica.

“Sempre più persone partono in viaggio cercando qualcosa in più di una semplice vacanza. L’Atlante dei Cammini – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – è pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”.

“L’esperienza dei Cammini d’Italia ha avuto il merito di esaltare lo spirito collaborativo tra il ministero del Turismo e le Regioni italiane in un rinnovato clima di confronto e crescita comune. Partendo da questa importante esperienza, – ha dichiarato il Coordinatore Commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome Giovanni Lolli – le Regioni sono tornate a recitare un ruolo di primo piano nella gestione e organizzazione dell’offerta turistica de mercato italiano.

“Il Comitato, di cui fanno parte il Mibact, le Regioni e l’Anci, ha identificato i Cammini d’Italia, al fine di realizzare l’Atlante Digitale, uno strumento dinamico e in costante aggiornamento. Tra gli undici requisiti necessari per rientrare nell’Atlante, – ha dichiarato il Direttore Generale del Turismo del MiBACT Francesco Palumbo, – sono di particolare importanza la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e/o verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 km dal Cammino, la manutenzione del percorso garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione ed un sito in cui sono raccolte le principali informazioni per i viaggiatori”.

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Cammini d'Italia: online la prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia

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Marino: Sagra dell’Uva 2017 con le fontane che danno vino

10 Ago

La 93° Sagra dell’Uva di Marino 2017 si terrà da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2017, con le famosissime fontane che danno vino.
Ingresso gratuito.

« Lo vedi ecco Marino
la Sagra c’è dell’Uva
fontane che danno vino
quant’abbondanza c’è! »
(Franco Silvestri, ‘Na gita a li Castelli (Nannì), 1926)

La Sagra dell’uva di Marino (‘a Sagra per antonomasia in dialetto marinese) è una nota festa tradizionale, che ricorre ogni prima domenica di ottobre a Marino, cittadina in provincia di Roma.
La Sagra dell’uva fu istituita nel 1925 ( nata prima dell’A.S. Roma) per iniziativa del poeta Leone Ciprelli e da allora è stata puntualmente organizzata ogni anno. L’Opera Nazionale Dopolavoro concesse all’evento il titolo di Sagra, di cui potevano fregiarsi solo pochi altri simili eventi in Italia. Le sue radici tuttavia affondano in accadimenti storici precedenti: in coincidenza con la festa profana si tiene infatti la festa della Madonna del Rosario, celebrata per commemorare la vittoria della Santa Alleanza contro l’Impero ottomano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

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La casa sperimentale di Giuseppe Perugini a Fregene

18 Dic

Curiosità romane: la casa albero o casa sperimentale progettata da Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini e Uga De Plaisant a Fregene alla fine degli anni ‘60.

Si tratta di un progetto sperimentale sia nella forma che nell’uso dei materiali, che rimandano all’architettura brutalista caratterizzata dall’uso del calcestruzzo grezzo in facciata. L’edificio sembra quasi sospeso tra gli alti alberi che la circondano, evocando allo stesso tempo l’archetipo del “nido” come luogo sicuro dove nascondersi, studiare, riprendere le forze. La costruzione, in deciso contrasto con le tradizionali abitazioni circostanti, colpisce per il suo singolare aspetto esteriore, con la tessitura delle travi e dei pilastri a vista che sostengono dei volumi prefabbricati, l’impianto non regolare, come anche il recinto del lotto in cemento con inglobate strisce d’acciaio tinte di rosso che riprendono la forma ricurva del recinto stesso.

Pochi materiali vengono utilizzati per la costruzione: cemento armato, vetro e acciaio. Perugini rifiuta quindi i materiali tradizionali da costruzione e sceglie il calcestruzzo armato, che assolve pienamente la funzione di sostenere/sorreggere i volumi che racchiudono i vari ambienti della casa, disposti in un ordine apparentemente casuale. Alle travi principali sono affiancate delle travi secondarie posizionate sopra e sotto i moduli che supportano il peso di questi attraverso particolari elementi cruciformi in acciaio verniciato di rosso. Le travi principali hanno altezze variabili ed in alcuni punti lo sbalzo di una trave è sorretto da una trave soprastante con degli agganci particolari, anch’essi in acciaio. Gli infissi, dipinti di rosso come tutti gli elementi in ferro della casa, riprendono la composizione generale della casa, reiterando il motivo del cubo, sia in aggetto verso l’esterno sia rientrando all’interno della casa. La scala/passerella, un dettaglio della composizione segnalata con il colore rosso delle ringhiere, conduce all’ingresso della casa e sembra un elemento estraneo, aggiunto alla struttura. È concepita come passerella mobile che si può anche alzare, isolando completamente gli abitanti dal mondo esterno. Le facciate dei volumi presentano anch’esse delle sporgenze e rientranze: in alcuni casi contengono infissi, in altri sono elementi pieni: cubi in conglomerato che modellano plasticamente l’esterno degli alloggi accentuando l’uso del materiale scelto. Caratteristici in facciata sono gli elementi dalla forma arrotondata, veri e propri contenitori di servizi che caratterizzano l’architettura ammorbidendone l’aspetto “squadrato”.

Le funzioni della casa sono racchiuse come già detto nei “gusci” in calcestruzzo che si trovano a quote diverse e prevedono gradini per superare i leggeri dislivelli interni. Anche gli ambienti interni della casa non dissimulano la complessità spaziale che si percepisce dall’esterno, con il salone open-space a doppia altezza e l’articolazione degli infissi che dall’interno accentuano il loro aspetto elaborato. Un’altra scala, a chiocciola e ancorata ai pilastri, questa volta conduce sul tetto e parte dal livello rialzato degli alloggi. Alcuni ambienti sono distribuiti nel parco che circonda la casa, come ad esempio la stanza della meditazione, caratterizzata da una sfera in cemento, o la piscina situata sotto la casa. In quest’opera c’è la volontà di creare un contrasto tra la struttura, con i suoi pilastri che si ergono verso il cielo esprimendo il desiderio di libertà, i gusci appesi che accentuano l’idea di leggerezza della composizione e il materiale grezzo, il calcestruzzo, che allude alla pesantezza.

La casa vuole rappresentare una sintesi di tutte le intenzionalità progettuali della famiglia Perugini. Come ricorda il figlio di Giuseppe, Raynaldo: “Essendo tutti e tre architetti (anche la madre Uga de Plaisant) era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni…era una sorta di grande laboratorio… immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…”.

Fonte: www.archidiap.com

Ispirazione: DailyBest

Casa sperimentale di Giuseppe Perugini
Via Porto Azzurro, 57, 00054 Fregene RM, Italia, 1968 -1971

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