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Marino: Sagra dell’Uva 2017 con le fontane che danno vino

10 Ago

La 93° Sagra dell’Uva di Marino 2017 si terrà da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2017, con le famosissime fontane che danno vino.
Ingresso gratuito.

« Lo vedi ecco Marino
la Sagra c’è dell’Uva
fontane che danno vino
quant’abbondanza c’è! »
(Franco Silvestri, ‘Na gita a li Castelli (Nannì), 1926)

La Sagra dell’uva di Marino (‘a Sagra per antonomasia in dialetto marinese) è una nota festa tradizionale, che ricorre ogni prima domenica di ottobre a Marino, cittadina in provincia di Roma.
La Sagra dell’uva fu istituita nel 1925 ( nata prima dell’A.S. Roma) per iniziativa del poeta Leone Ciprelli e da allora è stata puntualmente organizzata ogni anno. L’Opera Nazionale Dopolavoro concesse all’evento il titolo di Sagra, di cui potevano fregiarsi solo pochi altri simili eventi in Italia. Le sue radici tuttavia affondano in accadimenti storici precedenti: in coincidenza con la festa profana si tiene infatti la festa della Madonna del Rosario, celebrata per commemorare la vittoria della Santa Alleanza contro l’Impero ottomano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

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La 93° Sagra dell’Uva di Marino 2017 si terrà da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2017, con le famosissime fontane che danno vino

La 93° Sagra dell’Uva di Marino 2017 si terrà da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2017, con le famosissime fontane che danno vino

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La casa sperimentale di Giuseppe Perugini a Fregene

18 Dic

Curiosità romane: la casa albero o casa sperimentale progettata da Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini e Uga De Plaisant a Fregene alla fine degli anni ‘60.

Si tratta di un progetto sperimentale sia nella forma che nell’uso dei materiali, che rimandano all’architettura brutalista caratterizzata dall’uso del calcestruzzo grezzo in facciata. L’edificio sembra quasi sospeso tra gli alti alberi che la circondano, evocando allo stesso tempo l’archetipo del “nido” come luogo sicuro dove nascondersi, studiare, riprendere le forze. La costruzione, in deciso contrasto con le tradizionali abitazioni circostanti, colpisce per il suo singolare aspetto esteriore, con la tessitura delle travi e dei pilastri a vista che sostengono dei volumi prefabbricati, l’impianto non regolare, come anche il recinto del lotto in cemento con inglobate strisce d’acciaio tinte di rosso che riprendono la forma ricurva del recinto stesso.

Pochi materiali vengono utilizzati per la costruzione: cemento armato, vetro e acciaio. Perugini rifiuta quindi i materiali tradizionali da costruzione e sceglie il calcestruzzo armato, che assolve pienamente la funzione di sostenere/sorreggere i volumi che racchiudono i vari ambienti della casa, disposti in un ordine apparentemente casuale. Alle travi principali sono affiancate delle travi secondarie posizionate sopra e sotto i moduli che supportano il peso di questi attraverso particolari elementi cruciformi in acciaio verniciato di rosso. Le travi principali hanno altezze variabili ed in alcuni punti lo sbalzo di una trave è sorretto da una trave soprastante con degli agganci particolari, anch’essi in acciaio. Gli infissi, dipinti di rosso come tutti gli elementi in ferro della casa, riprendono la composizione generale della casa, reiterando il motivo del cubo, sia in aggetto verso l’esterno sia rientrando all’interno della casa. La scala/passerella, un dettaglio della composizione segnalata con il colore rosso delle ringhiere, conduce all’ingresso della casa e sembra un elemento estraneo, aggiunto alla struttura. È concepita come passerella mobile che si può anche alzare, isolando completamente gli abitanti dal mondo esterno. Le facciate dei volumi presentano anch’esse delle sporgenze e rientranze: in alcuni casi contengono infissi, in altri sono elementi pieni: cubi in conglomerato che modellano plasticamente l’esterno degli alloggi accentuando l’uso del materiale scelto. Caratteristici in facciata sono gli elementi dalla forma arrotondata, veri e propri contenitori di servizi che caratterizzano l’architettura ammorbidendone l’aspetto “squadrato”.

Le funzioni della casa sono racchiuse come già detto nei “gusci” in calcestruzzo che si trovano a quote diverse e prevedono gradini per superare i leggeri dislivelli interni. Anche gli ambienti interni della casa non dissimulano la complessità spaziale che si percepisce dall’esterno, con il salone open-space a doppia altezza e l’articolazione degli infissi che dall’interno accentuano il loro aspetto elaborato. Un’altra scala, a chiocciola e ancorata ai pilastri, questa volta conduce sul tetto e parte dal livello rialzato degli alloggi. Alcuni ambienti sono distribuiti nel parco che circonda la casa, come ad esempio la stanza della meditazione, caratterizzata da una sfera in cemento, o la piscina situata sotto la casa. In quest’opera c’è la volontà di creare un contrasto tra la struttura, con i suoi pilastri che si ergono verso il cielo esprimendo il desiderio di libertà, i gusci appesi che accentuano l’idea di leggerezza della composizione e il materiale grezzo, il calcestruzzo, che allude alla pesantezza.

La casa vuole rappresentare una sintesi di tutte le intenzionalità progettuali della famiglia Perugini. Come ricorda il figlio di Giuseppe, Raynaldo: “Essendo tutti e tre architetti (anche la madre Uga de Plaisant) era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni…era una sorta di grande laboratorio… immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…”.

Fonte: www.archidiap.com

Ispirazione: DailyBest

Casa sperimentale di Giuseppe Perugini
Via Porto Azzurro, 57, 00054 Fregene RM, Italia, 1968 -1971

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Rock in Roma 2016 all’Ippodromo delle Capannelle

30 Nov

Anche nel 2016 torna Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle.
Ecco i concerti in programma:

Programma in continuo aggiornamento

MAGGIORI INFORMAZIONI

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Vaticano in treno: treno delle ville pontificie dal Vaticano a Castel Gandolfo

12 Set

Vaticano in treno: treno delle ville pontificie dal Vaticano a Castel Gandolfo, un accesso privilegiato ai Musei Vaticani, alla Cappella Sistina, ai Giardini Vaticani e alle meraviglie botaniche ed architettoniche della Residenza Pontificia denominata ormai ’secondo Vaticano’. Il ’primo’ e il ’secondo’ Vaticano nuovamente e idealmente riuniti…

Straordinaria attivazione della linea ferroviaria Vaticano-Castel Gandolfo-Albano Laziale per un singolare e suggestivo viaggio che, dall’antica Stazione del più piccolo Stato al mondo, condurrà, grazie alla coincidenza con un trenino turistico, alla scoperta di un inestimabile tesoro artistico, botanico e architettonico.

Con l’eccezionale apertura del Giardino Barberini e del Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Residenza Pontificia si concede al grande pubblico.
I visitatori che prenotano ’Vaticano in Treno’ avranno un accesso privilegiato ai Musei Vaticani, alla Cappella Sistina, ai Giardini Vaticani e alle meraviglie botaniche ed architettoniche della Residenza Pontificia denominata ormai ’secondo Vaticano’.

Novità!
A partire dal mese di Settembre 2015 sarà ancora più facile raggiungere le Ville Pontificie con le nuove proposte che includono il trasferimento in treno di andata e ritorno.
I nuovi percorsi sono offerti anche con prezzi accessibili appositamente predisposti per le famiglie: le tariffe Family.

  • Vaticano Full Day
    La visita consente al visitatore di osservare i Musei Vaticani, la Cappella Sistina, i Giardini Vaticani e i Giardini delle Ville Pontificie.
  • Vaticano Full Day ’Family’
    Tariffa riservata alle famiglie per visitare i Musei Vaticani, la Cappella Sistina, i Giardini Vaticani e i Giardini delle Ville Pontificie.
  • Palazzo di Castel Gandolfo
    La visita offre la possibilità di visitare il Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo partendo in treno dalla stazione FS di Roma San Pietro.
  • Palazzo di Castel Gandolfo ’Family’
    La visita offre alle famiglie la possibilità di visitare il Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo partendo in treno dalla stazione FS di Roma San Pietro.

MAGGIORI INFORMAZIONI

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Vaticano in treno: treno delle ville pontificie dal Vaticano a Castel Gandolfo

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

29 Lug

La Sagra dell’Uva (detta anche Festa del Vino), con fontane che gratuitamente danno vino invece dell’acqua, si svolge a Marino ogni anno in ottobre.

Lo vedi ecco Marino
la Sagra c’è dell’Uva
fontane che danno vino
quant’abbondanza c’è!
(Franco Silvestri, ‘Na gita a li Castelli (Nannì), 1926.)

La Sagra dell’uva di Marino (‘a Sagra per antonomasia in dialetto marinese) è una nota festa tradizionale, che ricorre ogni prima domenica di ottobre a Marino, cittadina in provincia di Roma.
La Sagra dell’uva fu istituita nel 1925 per iniziativa del poeta Leone Ciprelli e da allora è stata puntualmente organizzata ogni anno. Le sue radici tuttavia affondano in accadimenti storici precedenti: in coincidenza con la festa profana si tiene infatti la festa della Madonna del Rosario, celebrata per commemorare la vittoria della Santa Alleanza contro l’Impero ottomano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

Il programma della Sagra dell’Uva di Marino è frutto di ottant’anni di esperienza, di esperimenti e di cambiamenti. Generalmente, ormai da diversi anni, si segue un programma prestabilito senza apportare significative variazioni. Il nucleo centrale della festa è la domenica pomeriggio, con la ricorrenza profana e il ‘miracolo’, tuttavia a seconda dei cambiamenti delle giunte comunali e delle disponibilità economiche, i festeggiamenti possono incominciare un mese prima come non incominciare affatto. Negli ultimi anni, l’animazione inizia il giovedì o il venerdì e si protrae non oltre il lunedì della ‘Sagretta’, usanza voluta dai marinesi come replica meno affollata della festa tanto amata. Oltre agli eventi della domenica, ci sono altri eventi fissi stabiliti il sabato della vigilia e il lunedì della’Sagretta’.

Sabato della vigilia
Nel pomeriggio del sabato della vigilia, generalmente verso le ore 18, per le vie del centro storico si assiste alla rievocazione storica dell’annuncio della vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Un araldo a cavallo, accompagnato da trombettieri, tamburini e sbandieratori, percorre Corso Vittoria Colonna e Corso Trieste leggendo il proclama che convoca il popolo davanti Palazzo Colonna. Quindi, figuranti in costume cinquecentesco che interpretano il governatore e i notabili del feudo si affacciano alla balconata del palazzo che affaccia su piazza della Repubblica e danno l’annuncio della vittoria cristiana e soprattutto della vittoria del feudatario Marcantonio II Colonna, rendendo noto che l’indomani questi rientrerà solennemente nel suo feudo.

Domenica della Sagra
« Ivi, d’attorno la fontana de’ mori, una battaglia pazza s’è scatenata, con empio rigurgito, verso le cannelle del vino gratis.Le ondate d’assalto si susseguono ininterrotte contro il muro de’ carabinieri trafelati, che munisce la cittadella dello spumante gratuito; sciami di boccali di carta, svolazzando a mezz’aria, pervadono la cupidigia dei raccoglitori; chi, felice, ne ha presi al volo venticinque, chi trenta. Saldamente piantati a gambe larghe ed alti sulla roccaforte propria della fontana, gli avanguardisti la cingono come d’una seconda e interior munizione. Fanno gli onori di casa, prendono vuoto e porgono il bicchiere cartaceo ai primipili delle falangi d’assalto, e dello spumante gratis ne sbròdolano un po’ micamale anche in testa ai carabinieri, data la difficoltà del manovrare nella tempesta. Cola il vino nuovo dalle cannelle di rame, vàlica dentro ai bicchieri il panno nero e rosso della forza pubblica, il crinale delle spalline, i galloni d’argento: e finisce tra tosse e starnuti metà in gola, metà nel naso, metà nei calzoni, metà nel gilè tra camicia e pelle alla gente, che beve e s’infradicia, ricacciata da gomitate sature di folklore, con risa e urla gioconde, a ora a ora delusa o felice, secondo che la prende l’onda, o la risacca la dilontana. »

La processione religiosa
La domenica mattina si tiene nella Basilica di San Barnaba una messa solenne presieduta dal vescovo di Albano e dall’abate parroco. Alla funzione religiosa assistono le autorità civili e militari, il sindaco e i rappresentanti dei comuni limitrofi o gemellati. Al termine della funzione, si inizia a snodare per le vie del centro storico la processione in onore della Madonna del Rosario. I membri delle confraternite portano in processione due grandi arazzi seicenteschi e altri oggetti di fabbricazione sei-settecentesca, mentre i membri della Confraternita del Santissimo Rosario portano a spalla, avvicendandosi, la pesante macchina processionale su cui è innalzata la statua lignea della Madonna del Rosario. Questa usanza, faticosissima specialmente nei tratti in forte dislivello o in salita, è stata ripresa da poco ed ufficializzata con la ricostituzione della Confraternita nel 2002, per volere dell’abate parroco Aldo Anfuso.La processione percorre tutte le strade e le piazze principali del centro storico, ovvero piazza San Barnaba, via Roma, via Cavour, piazza Giacomo Matteotti e Corso Trieste, seguendo un itinerario circolare che riporta il corteo davanti alla Basilica di San Barnaba per la supplica alla Madonna di Pompei.

La supplica alla Madonna di Pompei
Una volta che la processione religiosa è tornata in piazza San Barnaba, davanti alla Basilica di San Barnaba i portatori della Confraternita del Rosario posano la statua della Madonna del Rosario su un trabiccolo e l’abate parroco, alla presenza delle autorità con i gagliardetti delle rispettive istituzioni e di tutta la folla, recita il testo della supplica alla Madonna del Santissimo Rosario di Pompei. Al termine della recita, dei bambini in costume tradizionale portano simbolicamente alla statua un omaggio di vino ed uva a nome di tutta la comunità marinese. Quindi, i portatori riportano la statua all’interno della Basilica, dove rimarrà alcuni giorni esposta a fianco dell’altar maggiore. A questo punto, la ricorrenza religiosa può dirsi conclusa.

Il corteo storico
Nel primo pomeriggio della domenica la folla di visitatori e marinesi si accalca ai lati di Corso Vittoria Colonna e di Corso Trieste per poter assistere al corteo storico in costume cinquecentesco. Il corteo, svoltosi per la prima volta nell’edizione 1929 per iniziativa dello stesso Leone Ciprelli, fu efficacemente ripreso a partire dal 1970 grazie a una serie di associazioni di volontariato che si occupano di fabbricare i pregiati costumi e di custodirli. Nel corso degli anni, la ricchezza del guardaroba è cresciuta in maniera esponenziale, ma anche la partecipazione popolare. I vestiti più gettonati sono ovviamente quelli della nobiltà, mentre l’abito tradizionale da semplice popolano è ovviamente meno gettonato. Con gli anni, l’evento si è arricchito della partecipazione di gruppi di rievocazione storica di altre zone d’Italia, come gli sbandieratori di Cori e i frombolieri di Ischia.
Fra le apparizioni più importanti nel corteo, i suggestivi vestiti della nobiltà, specialmente quelli delle dame. Agli abiti dei prigionieri turchi da alcuni anni sono state tolte le catene e restituite le scimitarre, un segno politically correct di distensione. Nel corteo sono inclusi i gruppi autoctoni di sbandieratori Colonnae Signifer e Città di Marino. Generalmente, in linea con le disponibilità economiche delle amministrazioni comunali, la parte di Marcantonio Colonna e della consorte Felice Orsini viene interpretata da attori ed attrici di fama nazionale: tra gli altri, Andrea Giordana (1998), Giuliano Gemma (1999), Orso Maria Guerrini (2000) ed Enzo De Caro con Flavia Vento (2003), Ascanio Pacelli e la moglie Katia Pacelli (2007), Roberto Ciufoli (2008). La pesante corazza del Colonna è stata del resto dipinta dal maestro Umberto Mastroianni.

La sfilata dei carri allegorici
La sfilata dei carri allegorici è l’evento coreografico che fino all’invenzione del corteo storico raccoglieva tutti gli entusiasmi degli organizzatori e dei visitatori. A Marino il Carnevale è sempre stato organizzato in maniera accurata, soprattutto dal forte schieramento anticlericale che ogni mercoledì delle Ceneri organizzava il Carnevalone, evento che richiamava migliaia di persone dai Castelli Romani e da Roma. Il regime fascista, non appena salito al potere, ritenne opportuno sopprimere questo evento, di chiara matrice repubblicana e antifascista, ma lo stesso entusiasmo che si rivolgeva al Carnevalone venne rivolto dal 1925 alla sfilata dei carri allegorici, una sorta di carnevale autunnale.

Il ‘miracolo delle fontane che danno vino’
È l’evento fondamentale della Sagra dell’Uva. Che le fontane diano vino invece che acqua non è una cosa inventata a Marino nel 1925: a Roma già in due occasioni, nel 1644 per l’elezione di papa Innocenzo X e nel 1670 per l’elezione di papa Clemente X, le fontane alla base della scalinata del Campidoglio diedero vino alla folla meravigliata. In Francia, nella cittadina alsaziana di Wangen, ogni 3 luglio una fontana distribuisce vino.[57] Tuttavia, il ‘miracolo’ di Marino è il più famoso in Italia ed è, a quanto sembra, rimasto inimitato nel nostro paese. Proceduralmente il ‘miracolo’ è molto semplice: nelle condutture delle fontane cittadine vienne fatto scorrere vino mentre l’erogazione di acqua è sospesa. La fontana-simbolo del miracolo è quella dei Quattro Mori, edificata nel1636 su progetto di Pompeo Castiglia per volere del principe Filippo I Colonna che voleva commemorare la vittoria sui Turchi ottenuta dal suo avo Marcantonio II Colonna: infatti nella fontana compaiono otto turchi o mori, uomini e donne, denudati e incatenati ad una colonna di marmo, simbolo araldico della famiglia Colonna.

La ‘vendemmiata’
La ‘vendemmiata’ è una tradizione ormai caduta praticamente in disuso alla Sagra dell’Uva: fin dagli anni venti dai balconi di Corso Trieste venivano calati dei fili a cui erano legati grappoli d’uva, che la folla doveva raccogliere, ‘vendemmiare’, appunto. In seguito, vennero elaborate altre varianti della ‘vendemmiata’: la raccolta dei grappoli d’uva dai balconi o dalle finestre più basse; per finalità organizzative oggi si preferisce distribuire l’uva dai punti di distribuzione del vino.

Lunedì della Sagretta
Il giorno seguente alla domenica della Sagra vera e propria, è invalsa l’usanza, a partire dal secondo dopoguerra, di replicare il programma della festa profana per un pubblico in genere più ristretto. Non vengono svolte ovviamente la processione e la supplica alla Madonna di Pompei, ma solo il corteo storico, però senza la partecipazione dei personaggi famosi o dei gruppi forestieri, la sfilata dei carri allegorici e il ‘miracolo della fontane che danno vino’.Questa replica della Sagra in versione più dimessa e ‘familiare’ prende nome di ‘Sagretta’, o ‘Sagra dei marinesi’, ed è ormai un appuntamento fisso nel programma di ogni edizione.

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

Sagra dell’Uva a Marino (Festa del Vino)

La Venere dei Pescatori di Ostia

23 Giu

Curiosità romane: la Venere dei Pescatori di Ostia.

Una mattina di giugno, passeggiando sulla spiaggia di Ostia, ci siamo imbattuti in una vera e propria visione: una divinità antica, ma colorata di contemporaneo, ha fatto la sua comparsa su uno dei simboli del degrado delle spiagge del Litorale Romano: il pontile interrotto all’altezza dell’ex-colonia Vittorio Emanuele. La “Venere dei Pescatori”, così è stata ribattezzata, sembra lanciare, con le sue cime colorate, un ponte tra passato e presente, tra mare e terraferma, quasi a contagiare con la sua bellezza il nostro territorio. E proprio questo, a giudicare dalle cime colorate che sono apparse, altrettanto improvvisamente, in altri luoghi del Litorale, pare essere il messaggio lanciato da Aevo, il misterioso autore di questa installazione stupefacente.

Altre cime le abbiamo trovate negli scavi di Ostia Antica, quasi che questa antica divinità emersa dalle acque volesse ricongiungersi ai luoghi da cui proviene.

Foto di: M. Patrignanelli, La mia Ostia, Lungomare di Roma
Fonte: visitostiaantica.org

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Teatro Romano di Ostia Antica: la stagione estiva 2015

12 Giu

Teatro Romano di Ostia Antica: la stagione estiva 2015.
Giorgio Albertazzi, Barbara De Rossi, e altri ancora per riportare IL TEATRO CLASSICO LATINO E GRECO nella sua cornice naturale.

Il  Progetto “ASPETTANDO LA LUNA”, partirà  il 9 luglio del 2015 con MEDEA di Anouilh, proseguimento della linea artistica tracciata da Pietro Longhi negli ultimi anni, cioè quella di riportare IL TEATRO CLASSICO LATINO E GRECO nella sua cornice naturale. La stagione proseguirà il 14 luglio con FEDRA di Seneca interpretata da Caterina Costantini, seguirà uno spettacolo KIRON CAFE’ tratto da Ovidio e quindi due allestimenti dei MENECMI di Plauto uno per la regia di Vincenzo Zingaro e un altro interpretato da Tato Russo (18 luglio e 1 agosto). Coreografie di Mvula Sungani e musica dal vivo nello spettacolo ODYSSEY il 22 luglio. GLI UCCELLI di Aristofane con ricco coro e danzatori per la regia di Claudio Boccaccini il 24 e il 25 luglio. La commedia menandrea LA DONNA DI SAMO con Pietro Longhi e Paolo Perinelli il 29 luglio e il 4 agosto ADELPHOE (I fratelli) di Terenzio con la regia di Silvio Giordani. Chiude la stagione il Maestro Giorgio Albertazzi con LE MEMORIE DI ADRIANO di Marguerite Yourcenar: testo ed interprete rappresentano un ottimo “continuum” tra passato presente e futuro.

STAGIONE 2015

  • 9 luglio 2015
    BARBARA DE ROSSI
    MEDEA di J. ANOUILH regia di Francesco Branchetti
  • 14 luglio 2015
    CATERINA COSTANTINI – LORENZA GUERRIERI
    FEDRA di SENECA regia di Silvio Giordani
  • 16 luglio 2015 KIRON CAFE’ da OVIDIO
    uno spettacolo di Aurelio Gatti
  • 18 luglio 2015
    I MENECMI di T.M. PLAUTO
    uno spettacolo di Vincenzo Zingaro
  • 22 luglio 2015
    EMANUELA BIANCHINI – MVULA SUNGANI PHYSICAL DANCE
    ODYSSEY
    musiche dal vivo di A. Mancuso
    regia e coreografie di Mvula Sungani
  • 24 e 25 luglio 2015
    FELICE DELLA CORTE – ROBERTO D’ALESSANDRO
    GLI UCCELLI  di ARISTOFANE
    regia di Claudio Boccaccini
  • 29 luglio 2015
    PIETRO LONGHI – PAOLO PERINELLI
    LA DONNA DI SAMO di MENANDRO
    regia di Silvio Giordani
  • 1 agosto 2015
    TATO RUSSO
    I MENECMI – La commedia degli errori
    da SHAKESPEARE e PLAUTO
    regia di Livia Galassi
  • 4 agosto 2015
    PIETRO LONGHI – FELICE DELLA CORTE
    ADELPHOE (I FRATELLI) di TERENZIO
    regia di Silvio Giordani
  • 6 e 7 agosto 2015
    GIORGIO ALBERTAZZI
    LE MEMORIE DI ADRIANO
    di Marguerite Yourcenar
    regia di Maurizio Scaparro

Vedi anche:

Villa d’Este di notte 2015

10 Giu

Villa d’Este di notte 2015: dal 3 luglio al 12 settembre aperture straordinarie serali con concerti ed eventi.

La stagione 2015 di Villa d’Este di notte, il tradizionale appuntamento della programmazione estiva di Villa d’Este, prevede una ricchissima programmazione di eventi collegati.
Le aperture inizieranno venerdì 3 luglio e proseguiranno tutti i venerdì e sabato sera (ore, 20,30 – 24,00) fino a sabato 12 settembre.

Al fascino della visita notturna che da sempre attira per la particolare atmosfera creata dall’illuminazione e dai suggestivi effetti della luce riflessa sull’acqua, si accompagna per l’edizione 2015 un ricco programma di iniziative collegate.

Tutti i venerdì sera nella prestigiosa cornice della loggia di Pirro Ligorio sul Vialone della villa, si terranno gli spettacoli del Festival Internazionale Jeux d’Art a Villa d’Este, che nel 2015 celebra il suo decennale.
Sul palco artisti di fama internazionale accompagneranno le serate tra generi musicali e sonorità provenienti da tutte le parti del mondo che spazierà tra repertorio classico – tra gli ospiti l’Orchestra sinfonica abbruzzese, l’Orchestra da camera fiorentina e l’ensemble veneto I musici di Vivaldi – jazz – con lo spettacolo Tammuriata nera, Napoli canzoni e Jazz e il New Scarlatti Jazz Project – e folk – con il grande fisarmonicista Vladimir Denissenkov – con ospiti come sempre artisti d’eccezione (programma in via di definizione).

Sulla Terrazza della Pallacorda, tutti i sabato sera tornerà l’iniziativa “A Tavola nel Rinascimento”, reduce dal grande successo della trascorsa edizione: degustazioni di piatti “storici”, accompagnate da spettacoli di intrattenimento, che consentiranno ai partecipanti un’immersione nella cultura del Rinascimento.

Costo del biglietto (in attesa di conferma): Euro 11,00; Riduzioni: Euro 7,00 (14-18 anni) – Gratuito( 0 – 13 anni)

Da anni visitabile ai più, tra giochi d’acqua capaci di stregare, e con l’estate iniziata, il sito Unesco a pochi chilometri da Roma, sorto su quella che anticamente veniva chiamata la “Valle Gaudente”, torna ad aprire le sue porte anche di sera. Dopo lo straordinario successo della passata edizione, infatti, si ripete l’appuntamento con “Villa d’Este di notte”, un’occasione unica per ammirare le bellezze della villa al tramonto o al chiaro di luna, quando l’atmosfera si fa ancora più magica per i suggestivi effetti di luce riflessa nelle cento vasche e nelle cinquanta fontane di uno dei giardini più belli del Rinascimento italiano.

Promosso dal Polo Museale del Lazio e da Villa d’Este e organizzato dal Direttore di Villa d’Este, Marina Cogotti, l’appuntamento con le aperture straordinarie, dalle 20,30 alle 24 (ultimo ingresso alle 23), è fissato per il prossimo 3 luglio. Poi si andrà avanti fino al 12 settembre, ogni venerdì e sabato sera. Ad aprire la stagione, il concerto “Lucenti Armonie”, dedicato ad Ennio Morricone ed organizzato dall’Accademia Ergo Cantemus coro ed orchestra di Tivoli: 61 elementi, 30 coristi e 2 soprani solisti, diretti dal Maestro Giuseppe Galli, riproporranno le celebri colonne sonore composte, per il cinema, dal grande maestro. Il giorno successivo, 4 luglio, la serata sarà animata dallo spettacolo di Philippe Daverio, protagonista di una conversazione sull’arte (terrazza della Pallacorda), nell’ambito della rassegna “Tivoli incontra”, che per questa edizione ha già portato a Villa d’Este personaggi del mondo della cultura come Corrado Augias, Dacia Maraini, Dario Argento e Paolo Villaggio.

Sabato 11 luglio sarà la volta del concerto in duo Pallante – Forastiere; il 18 e il 25 luglio andranno in scena invece due spettacoli presentati dall’attrice Licia Maglietta, dal titolo, rispettivamente, “Ballata” e “Il difficile mestiere di vedova”. Ancora, durante le aperture notturne, sarà possibile visitare la mostra “Zeffirelli. L’arte dello spettacolo”, in esposizione nelle sale dell’Appartamento del Cardinale.

Fonte: Il Messaggero, lunedì 22 Giugno 2015

Villa d'Este di notte 2015: dal 3 luglio al 12 settembre aperture straordinarie serali con concerti ed eventi

Villa d’Este di notte 2015: dal 3 luglio al 12 settembre aperture straordinarie serali con concerti ed eventi

Memorie Urbane: festival di street art in 8 città italiane

30 Apr

Il più grande festival di street art mai realizzato in Italia, 40 artisti, 8 città, 4 province e 2 regioni unite sotto un unico manifesto: Memorie Urbane.

Trasformare le zone più trascurate delle città in un museo a cielo aperto, accessibile a tutti.
Portare l’arte contemporanea nelle strade e metterla in contatto con il territorio, per stimolare un processo di interazione e contaminazione reciproca.
L’arte come strumento per riscoprire le nostre città e ridare nuovo risalto a spazi che sono solitamente abbandonati e privi di una qualificazione.
Questa l’intuizione alla base di Memorie Urbane, il festival di street art che coinvolge ben 9 città sparse in quattro Province Latina, Frosinone, Caserta, Roma dislocate in due regioni, Lazio e Campania. Gaeta, Terracina, Fondi, Arce, Latina, Priverno, Caserta e Valmontone saranno lo scenario di questo imponente “laboratorio artistico a cielo aperto” – degno delle principali capitali europee – che si svolgerà tra marzo e giugno in un’inedita esplosione di colori.

40 sono infatti gli ospiti provenienti da 13 paesi e 3 continenti: Italia, Lituania, Inghilterra, Polonia, Spagna, Norvegia, Portogallo, Grecia, Germania ma anche Brasile, Argentina, Russia, Cina e Stati Uniti, di cui la metà non ha mai dipinto in Italia.
Dalla Germania: 1010, ALIAS; Ecb Hendrik Beikirch conosciuto tra le altre cose per aver realizzato il muro più alto del mondo; Case della crew Maclaim.
Dalla Francia: Shaka, Kan, Levalet, Jana e J’s e Ella & Pitr, famosi – questi ultimi – per le loro opere monumentali dipinte sulle terrazze e su enormi piazzali. Così come da Oltralpe giunge a Memorie Urbane MTO, tra gli artisti più controrversi del momento.
Ancora, dall’Inghilterra atterra David Walker, storico street artist e che ha realizzato per Atac un biglietto in occasione dell’edizione “biglietti d’autore” 2014.
Per la prima volta in Italia anche Adomas Žudys / AWK (Lituania), Apolo Torres (Brasile), Bezt(Polonia), Pichiavo (Spain), Doa (Spain), Sema Lao (Francia), Ino (Grecia), Milu Corech (Argentina) e Stein (Norvegia).
E non si fermano qui i tanti i nomi europei e internazionali ospitati in questa edizione.
Dalla Spagna: Btoy, Pablo S Herrero e David De La Mano.
Dal Portogallo: Eime e Frederico Draw, Ernest Zacharevic dalla Lituania e Natalia Rak dalla Polonia.
Dall’Argentina: Pastel, Bosoletti, Elian. Ancora: Martha Cooper dagli Stati Uniti; Alexey Luka dalla Russia .
Non manca un pizzico d’Italia: da Vesod a Pixel Pancho, passando per 108, Eduardo Tresoldi, Fra Biancoshock e Millo.

Le mostre:
Martha Cooper, nella Pinacoteca di arte contemporanea Giovanni da Gaeta dal 29 marzo al 17 maggio. La fotografa americana, riferimento della scena artistica underground new yorkese, ha seguito il movimento dell’arte in strada sin dalle sue origini negli anni ’70.
Pichiavo, alla Galleria Basement Project Room di Fondi dal 7 Marzo al 4 maggio.
Levalet, in Aus+Galerie a Latina dal 30 Aprile al 27 Maggio e infine Eime dal 7 Maggio al 7 Giugno alla Galleria Square23 di Torino.

Importante novità di questa edizione l’uso della più moderna tecnologia che consente al Festival di realizzare quel concetto di museo a cielo aperto a cui da sempre si è ispirato. Oltre ad aver applicato su tutti i muri realizzati targhe con le informazioni degli artisti e degli enti promotori, quest’anno con l’APP URBACOLORS dei francesi urbamedia (scaricabile su App Store e Google Play), ci sarà la possibilità di geolocalizzare i muri.

Altro passaggio importante è la partnership con Techmoving e il suo sistema KoinArt: l’inserimento di un microchip all’interno della targa dell’opera renderà possibile – solo appoggiando lo smartphone alla parete – avere accesso a tutte le informazioni sull’opera e il territorio.

Giunto alla sua quarta edizione, con oltre 90 muri già realizzati, quest’anno Memorie Urbane non nasconde le proprie ambizioni e aumenta il numero di artisti, eventi e collaborazioni. Degna di nota la partnership con il festival della capitale lituana Vilnius street art.

Memorie Urbane nasce nel 2011 da un’idea di Davide Rossillo, presidente di  Turismo Creativo, da sempre sostenitore dell’arte contemporanea come elemento di dinamismo culturale e strategia di crescita socio-economica, culturale e turistica. Il Festival, noto ormai per aver portato l’arte urbana a Gaeta e Terracina, le prime città che hanno aderito all’iniziativa, si muove in continuità con il patrimonio storico, artistico e naturale del territorio e lo sottolinea anche nel nome che ci si è scelti: Memorie Urbane, che rievoca quanto la “memoria” sia considerata fondamentale come punto di partenza, pur in un processo innovativo proiettato verso il futuro.

Per info: info@memorieurbane.it | +39.0771.460978 | +39.349.0567388
Ufficio stampa Memorie Urbane
Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com | 339 7560222
Giulia Di Giovanni | giulidigi@gmail.com | 334 1949036

Vedi anche:

APPasseggio: un’app gratuita per passeggiate culturali

16 Apr

APPasseggio è un’iniziativa nata nel 2012 per promuovere attivamente la cultura della passeggiata, la conoscenza del territorio, l’interazione con le comunità locali e l’esercizio fisico per il benessere della mente, dello spirito e della salute.

Attraverso quest’applicazione per iPhone, iPad e Android, potrai percorrere a piedi, in bicicletta, in autobus, itinerari culturali (storici, archeologici, artistici, letterari, etnografici, naturalistici…) individuati e descritti da una redazione qualificata composta da esperti che da anni operano nel settore dei beni culturali.

Ogni itinerario è composto da:

  • informazioni pratiche e d’inquadramento generale (welcome, scheda riassuntiva e mappa georeferenziata)
  • una serie di punti d’interesse (POI), anch’essi georeferenziati, selezionati in quanto elementi caratterizzanti la passeggiata culturale
  • risorse digitali associate ai punti d’interesse da fruire prima, durante e dopo la passeggiata (audioguide, interviste, narrazioni di storie, letture, brani musicali, filmati, testi, immagini).

Dopo aver installato l’APP sul tuo dispositivo mobile, potrai aggiornarla periodicamente per verificare se sono disponibili nuovi itinerari di tuo interesse. Una volta selezionato l’itinerario, potrai scaricare le relative risorse digitali, che saranno disponibili anche in assenza di connessione a Internet.

SITO UFFICIALE

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