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Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma al Guido Reni District

19 Lug

Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre 2017: 5 mostre uniche al mondo presso il Guido Reni District, mostre che hanno realizzato successi incredibili in tutte le più importanti città del mondo. E’ la prima volta che tante mostre di qualità sono riunite in una grande ed unica location a Roma.

Real Bodies, il grande expo dell’anatomia umana. In mostra oltre 300 tra corpi interi  e organi umani veri.

Cosmos Discovery, la grandissima mostra sullo spazio con reperti originali della NASA e di altre agenzie mai visti in Italia prima d’ora.

Brikmania, una mostra incredibile sul mondo dei mattoncini LEGO, oltre 200 pezzi mai visti in Italia tra cui il Titanic di 7 metri.

Scientopolis, la mostra della scienza interattiva, con dispositivi e strumenti scientifici sviluppati da un equipe di scienziati.

Dinosaur Invasionla mostra sui dinosauri che ha sconvolto il mondo. Dal Giurassico tornano in vita dinosauri iperrealistici e a grandezza naturale che vi affascineranno tra scienza, storia, tecnologia e intrattenimento.

Programma in aggiornamento

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Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre al Guido Reni District

Real Bodies, Cosmos Discovery, Brikmania, Dinosaur Invasion e Scientopolis in mostra a Roma dal 30 Settembre 2017 al Guido Reni District

Enjoy. L’Arte incontra il Divertimento al Chiostro del Bramante

23 Giu

Enjoy. L’Arte incontra il Divertimento: in mostra a Roma al Chiostro del Bramante Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, Kelley, Huyghe dal 23 settembre 2017 al 18 febbraio 2018.

Dopo il successo della originale mostra Love, l’Arte incontra l’amore, che ha registrato in sei mesi l’afflusso di 150mila spettatori, soprattutto giovani, il Chiostro del Bramante continua il suo innovativo percorso programmatico proponendo ancora una volta una esposizione unica per la singolarità delle opere, che pone sotto la lente di ingrandimento le diverse possibilità percettive ad esse connesse. Una esperienza che lo spettatore può fare attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’arte contemporanea.

Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini. Una regola che il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.

Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro parte da questi presupposti per la mostra che proporrà dal 23 settembre 2017 al 18 febbraio 2018. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite.

Tra i grandi nomi allineati troviamo Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, i protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento, assunto nell’accezione etimologica della parola: portare altrove.

L’altrove, l’altro da sé, il perdersi nei meandri dell’arte e dell’inconscio è ciò che accomuna il gesto di tutti gli artisti presenti in Enjoy, le cui opere guideranno il visitatore in un percorso invisibile ma fortemente tracciato, che prenderanno vita in un incessante rapporto interattivo e giocoso, dove le diverse percezioni del “fuori da sé” avranno un ruolo fondamentale.

“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.

Ecco allora che in Enjoy, dalle sculture leggere di Alexander Calder, lo spettatore può perdersi nel labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich per poi immergersi e riemergere dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed o nei raffinati giochi di luci illusorie di TeamLab che prendono forma e mutano solo a contatto con il pubblico, o essere inseguiti dagli occhi indiscreti e inquietanti di Tony Oursler e trovarsi a contatto con i corpi deformati di Erwin Wurm e così via, di artista in artista, di sala in sala: il Chiostro del Bramante diventerà luogo elettivo di una realtà tutta da scoprire, che esiste in ogni istallazione (alcune di grandissime dimensioni), a una realtà che, tuttavia, può anche non esserci.

D’altra parte è proprio Paul Klee che ci dice: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

In collaborazione con Arthemisia. A cura di Danilo Eccher

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Il Giardino dei Sogni: installazione video sonora immersiva a Palazzo Venezia dai dipinti di Giorgione

21 Giu

Il Giardino dei Sogni, di Luca Brinchi e Daniele Spanò, dal 24 giugno al 17 settembre 2017 a Roma a Palazzo Venezia, Sala delle Battaglie, con musiche di Franz Rosati, violoncello e voce Lukas Wildpanner.

Un’installazione video sonora di carattere immersivo che vuole proiettare il pubblico all’interno di un giardino cinquecentesco. Il suo punto di partenza sono alcuni dipinti di Giorgione da Castelfranco, rielaborati per catturare il visitatore fino condurlo in una dimensione onirica.
La video istallazione è fruibile nella Sala delle Battaglie durante tutto il periodo di apertura della mostra Labirinti del cuore.

Un percorso espanso e multi-sensoriale dove, oltre alle immagini, anche gli effetti sonori e le musiche trasporteranno lo spettatore in una dimensione sospesa tra interno ed esterno, tra architettura e natura, tra luce ed ombra. I visitatori saranno immersi in un paesaggio sonoro ottenuto dalle registrazioni di suoni ambientali e distorsioni elettroniche.

Il progetto nasce dall’idea di guidare gli spettatori, sia della rassegna Il Giardino Ritrovato sia della mostra Labirinti del cuore, in un giardino segreto ed immaginario, che prenderà vita dalla parete della Sala delle Battaglie, svelando le sue meraviglie ed i suoi misteri. Attraverso un’installazione video-sonora immersiva site-specific, la Sala delle Battaglie verrà trasformata in un giardino cinquecentesco grazie all’utilizzo di videoproiezioni e suoni. Un’alternanza di immagini, video originali ed effetti digitali ricreerà atmosfere bucoliche ma anche elettroniche e tempestose, perché l’amore non è solo poesia e sogno, ma anche dolore e sofferenza. E il giardino è il luogo dell’amore per eccellenza, degli sguardi fuggenti, delle romantiche effusioni.
Le immagini prodotte saranno videoproiettate sulla parete dipinta grazie all’utilizzo della tecnica del video mapping. In questo processo, l’intento è quello di esaltare ed evidenziare le illusioni prospettiche, gli elementi architettonici e la tridimensionalità dei trompe l’oeil. La natura selvaggia viene quindi riorganizzata secondo la rigida partitura di colonne, nicchie e fregi preesistenti nella pittura della parete. Gli alberi, gli arbusti ed i fiori mossi dal vento si distorcono, perdendo il loro carattere naturalista. La forma si trasforma in colore, l’immagine video lascia spazio a suggestioni pittoriche e luminose.
Il processo di astrazione che porta l’immagine a trasformarsi in colore si inverte nella sequenza temporale, le macchie di colore ricompattandosi svelano l’immagine di alcuni dei dipinti esposti nella mostra “I labirinti del cuore”. In questo processo, la tavolozza dei quadri scelti si svela allo spettatore in un modo tutto nuovo. Il colore si espande e si deforma in un flusso ciclico ed ipnotico in cui, oltre all’immagine, è il tempo a perdere le sue caratteristiche: proiettiamo il tempo nello spazio (…) e la successione prende per noi la forma di una linea continua(Henri Bergson).
Natura, amore e architettura entrano così in una relazione continua e armoniosa. Connessioni queste vicine a quel sentimento rinascimentale che vede nell’uomo il centro di gravità.
Un percorso espanso e multi-sensoriale dove, oltre alle immagini, anche gli effetti sonori e le musiche trasporteranno lo spettatore in una dimensione sospesa tra interno ed esterno, tra architettura e natura, tra luce ed ombra. I visitatori saranno immersi in un paesaggio sonoro ottenuto dalle registrazioni di suoni ambientali e distorsioni elettroniche.
Per il giorno inaugurale del progetto l’installazione verrà eseguita in tempo reale dagli autori in una performance live.

Luca Brinchi e Daniele Spanò
Luca Brinchi inizia il suo percorso nel campo multimediale nel 2001. La sua ricerca è da sempre rivolta alla creazione di ambienti virtuali pensati appositamente per i vari progetti. Le sue opere, sempre diversissime, sono impiegate in ambiti artistici differenti: in spettacoli teatrali o di danza, in opere liriche, in gallerie di arte contemporanea o ad eventi per la moda.
Daniele Spanò di formazione scenografo, lavora come regista e artista visivo. Come media espressivo predilige il video e le sue innumerevoli applicazioni. Set virtuali per spettacoli teatrali, videoinstallazioni e videoarte per un’indagine costante sul rapporto tra luce e materia, tra immagine e spazio.

Art City 2017: visite guidate e nuovi percorsi museali
Castel Sant’Angelo con apertura del Passetto di Borgo, delle Prigioni Storiche, la Cagliostra e Stufetta di Clemente VII, Palazzo Venezia con il cammino di ronda e il Belvedere, i sotterranei del Vittoriano

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Il Giardino dei Sogni: installazione video sonora immersiva a Palazzo Venezia dai dipinti di Giorgione

Il Giardino dei Sogni: installazione video sonora immersiva a Palazzo Venezia dai dipinti di Giorgione

FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017

14 Giu

FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017.
Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

Rassegna annuale che traccia i confini della fotografia contemporanea, organizzata e prodotta da Officine Fotografiche Roma, che quest’anno festeggia i 15 anni di attività.

Storie è il titolo di questa edizione, che mette in mostra diverse storie di vita e poliedrici metodi di narrazione, che spaziano dalle Polaroid alle foto scattate col cellulare, dai progetti multimediali al classico negativo.
Il viaggio inizia da uno dei mostri sacri della fotografia contemporanea, Larry Fink, in un lavoro a cura di Laura Serani, attraverso la sua inconfondibile visione ci offre uno spaccato degli USA degli ultimi cinque anni. Da Fink si passa a un’altra icona della fotografia contemporanea, Michael Ackerman, e la sua costante ricerca intimistica, in un nuovo lavoro curato da Lina Pallotta.

E poi Laia Abril, Esa Ylijaasko, Lorenzo Castore, Emiliano Mancuso e Federico Romano, Fabio Itri e Karim El Maktafi, autori che danno l’idea di quanto la fotografia sia in un momento di forte cambiamento. Ma FotoLeggendo è anche la poesia in immagini dell’australiana Tamara Dean, che arriva per la prima volta in Italia in un lavoro a cura di Diego Orlando.

E ancora letture portfolio, presentazioni editoriali, workshop.

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FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017. Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017. Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

Arte cinese contemporanea al Complesso del Vittoriano

14 Giu

Arte cinese contemporanea prossimamente in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano:

  • Chao Ge da luglio 2017
  • Mao Jainhua da settembre 2017
  • Xu Hong Fei da settembre 2017

Inoltre:

  • Monet dal 19 ottobre 2017
  • Israele da settembre 2017

MAGGIORI INFORMAZIONI

Vedi anche:

xuhongfei

Arte cinese contemporantea prossimamente in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano

Cosa FAI oggi – Il Rito e i Mestieri – Il Mitreo del Circo Massimo e i Laboratori del Teatro dell’Opera di Roma

9 Giu

Sabato 10 giugno 2017

Apertura straordinaria per il FAI dalle ore 10.00 alle ore 20.00

Piazza Bocca della Verità, 16

Ingresso e visita gratuiti a cura dei volontari

Bassorilievo MItra

Sono due incontri, uno col passato, l’altro con il presente, quelli che vi proponiamo in questa visita. Tutti e due i luoghi si trovano nello stesso complesso architettonico.

Il Mitreo del Circo Massimo fu scoperto nel 1931 duranti i lavori per adattare il palazzo    dell’ex pastificio Pantanella ad ambienti di deposito e laboratorio per il Teatro dell’Opera di Roma. Luogo scelto per il culto di Mitra nel III sec d.c. in quanto appartato e seminterrato, il   Mitreo voleva evocare la grotta primitiva del dio. Vi si aprono piccoli ambienti densi di suggestioni dove si riunivano i fedeli per iniziazioni, riti mistici e banchetti sacri, il tutto davanti a un grande rilievo di   marmo che rappresenta l’uccisione di un toro per dare origine alla vita.

Salendo una rampa di scale si arriva nell’ambiente che dal 1931 ospita i magazzini e i laboratori del Teatro dell’Opera.  Ogni giorno in questi locali lavorano scenografi, sarte, macchinisti, falegnami.   Continuano a creare, nel segno di una tradizione   tramandata   di maestro in maestro allestimenti di   opere e balletti che portano firme illustri. Come quella di Danilo Cambellotti che qui fece realizzare le scene dello spettacolo inaugurale per il   rinnovato Teatro, il 27 febbraio 1928: il “Nerone” di Arrigo Boito.

Corsie preferenziali per Iscritti FAI.  

L’ultimo gruppo di 25 persone entra alle 19.00

In collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il Teatro dell’Opera di Roma

Altre Aperture straordinarie serali di monumenti, mostre e musei a Roma nell’estate 2017:

E molto altro…….mostre, concerti, visite guidate, teatri all’aperto

 

Hokusai in mostra a Roma all’Ara Pacis nell’ottobre 2017

30 Mag

Hokusai. Sulle orme del Maestro in mostra a Roma al Museo dell’Ara Pacis dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018.
Attraverso circa 200 opere la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

MOSTRA CONFERMATA

Deve la sua fama universale alla Grande Onda parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.

Hokusai. Sulle orme del Maestro si apre il prossimo 12 ottobre al Museo dell’Ara Pacis di Roma – promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura e curata da Rossella Menegazzo – e intende dar conto dell’opera e dell’eredità del grande maestro.

Attraverso circa 200 opere (100 per ogni rotazione della mostra per motivi conservativi legati alla fragilità delle silografie policrome) provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Sumisho Art Gallery, Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri e animali semileggendari.

Era uno sperimentatore che variava formati e tecniche: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome di ogni misura per il grande mercato, fino ai più raffinati surimono, usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari, cerimonie del tè, inviti a teatro.

I volumi dei Manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano il compendio di tanta eccentricità e genialità messa a disposizione di giovani artisti e pittori quali modelli per ogni genere di soggetto. Tra i suoi allievi ci sono Hokuba, Hokkei (1790-1850), Hokumei (1786-1868) che segnano la generazione successiva di artisti, insieme a Keisai Eisen (1790-1848), allievo non diretto di Hokusai, ma che da lui è stato influenzato, che ha determinato gli sviluppi delle stampe di bellezze femminili e paesaggio degli anni 1810-1830. Proprio a Eisen, presentato in Italia per la prima volta in questa mostra, appartiene la bellissima e imponente figura di cortigiana rappresentata nella silografia che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy e utilizzata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

La mostra si compone di cinque sezioni che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:
1- MEISHŌ: mete da non perdere
2- Beltà alla moda
3- Fortuna e buon augurio
4- Catturare l’essenza della natura
5- Manga e manuali per imparare

Vedi anche:

Le mostre a Roma nell’autunno 2017

19 Mag

Le mostre in programma a Roma nell’autunno 2017:

Inoltre:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

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Monet in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano

18 Mag

Monet in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano dal 19 ottobre 2017. Mostra confermata.
In arrivo a Roma la mostra dedicata al grande maestro dell’Impressionismo, un’occasione unica per ammirare i dipinti più cari a Monet: oltre 60 opere, tra cui le splendide ninfee, custodite nella casa di Giverny fino alla sua morte e oggi conservate presso il Musée Marmottan Monet di Parigi.

L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet – che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita – testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo, dacché si tratta di opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo.

Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.

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Pintoricchio pittore dei Borgia. Il mistero svelato di Giulia Farnese in mostra ai Musei Capitolini

12 Mag

Pintoricchio pittore dei Borgia. Il mistero svelato di Giulia Farnese in mostra ai Musei Capitolini dal 19 maggio al 10 settembre 2017.

Ai Musei Capitolini esposto per la prima volta il frammento del volto di donna appartenente al ciclo pittorico degli appartamenti Borgia in Vaticano, accanto al più noto Bambin Gesù cosiddetto delle mani.

L’esposizione porta all’attenzione del pubblico uno dei periodi più fecondi della cultura romana, che vide alla fine del Quattrocento il tessuto dell’élite culturale e politica attraversato da un grande fermento umanistico, Il filo conduttore dell’esposizione è il tentativo di riconoscere nelle lettere e nelle arti dell’epoca, quella memoria della Roma antica, repubblicana e imperiale, sulla base della quale la Chiesa andava delineando il proprio “rinascimento” politico e religioso. I protagonisti della mostra sono Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio (Perugia c. 1454 – Siena 1513), uno degli artisti più importanti del Rinascimento, e il neoeletto papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia, 1492-1503), controverso pontefice che ebbe tra i suoi meriti quello di richiamare a Roma l’artista per decorare il suo nuovo appartamento in Vaticano.

Il Pintoricchio fu un artista capace di affrontare tutti i nodi centrali della pittura italiana del Quattrocento: la prospettiva lineare, la pittura di paesaggio, la pittura di storia, la pittura di volte e soffitti, lo studio dell’antico, dimostrandosi spigliato, originale e anticonvenzionale. Raggiungerà la fama con le opere romane più complesse e impegnative, soprattutto con il ciclo pittorico dell’appartamento Borgia nel Palazzo Apostolico: opera fortemente innovativa per la sensibilità, quasi rivoluzionaria, con cui il pittore interpretò col suo linguaggio “all’antica” il programma ideologico e politico di Alessandro VI.

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