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The Art of the Brick: DC Super Heroes di Nathan Sawaya con mattoncini Lego in mostra a Roma

9 Nov

The Art of the Brick: DC Super Heroes di Nathan Sawaya con mattoncini Lego in mostra a Roma al Palazzo degli Esami dal 30 novembre 2017 al 25 febbraio 2018.

Superman, Batman e Wonder Woman sono i protagonisti della nuova mostra di Nathan Sawaya allestita a Palazzo degli Esami che per l’occasione si trasforma così in una Gotham City di 1800 mq.

Un’esposizione eccezionale con più di 120 opere ispirate al mondo dei Super Eroi della DC, compresa l’ammiratissima Batmobile, su scala reale, costruita interamente con mattoncini LEGO.

The Art of the Brick: DC Super Heroes è realizzata in partnership con Warner Bros. Consumer Products and DC Entertainment e si ispira all’esibizione di Sawaya: The Art Of The Brick, una mostra visitata da milioni di persone in oltre 75 città e allestita in 6 continenti.

I visitatori potranno lasciarsi trasportare dall’atmosfera creata da Sawaya, avvocato scopertosi artista, che negli ultimi dieci anni ha trasformato un semplice gioco in una forma di arte moderna.

 


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Le mostre a Roma nella primavera 2018

2 Nov

Le mostre a Roma nella primavera 2018:

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PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

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William Turner in mostra a Roma al Chiostro del Bramante

31 Ott

William Turner in mostra a Roma al Chiostro del Bramante nella primavera 2018, in collaborazione con la Tate Gallery di Londra.

Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) è stato un pittore e incisore inglese. Appartenente al movimento romantico, il suo stile pose le basi per la nascita dell’Impressionismo. Benché ai suoi tempi fosse visto come una figura controversa, Turner è oggi considerato l’artista che elevò la pittura paesaggistica ad un livello tale da poter competere con la più blasonata pittura storica. Famoso per le sue opere ad olio, Turner fu anche uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi all’acquerello, e meritò il soprannome di «pittore della luce».

Programma in aggiornamento, fonti qui e qui

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William Turner in mostra a Roma al Chiostro del Bramante nella primavera 2018, in collaborazione con la Tate Gallery di Londra

William Turner in mostra a Roma al Chiostro del Bramante nella primavera 2018, in collaborazione con la Tate Gallery di Londra

Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel a Roma all’Auditorium della Conciliazione

24 Ott

Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel a Roma all’Auditorium della Conciliazione con musiche di Sting dal 15 marzo al 15 aprile 2018.
– Proiezioni immersive a 270°
– Live performance
– Effetti scenici
– Musiche e testi originali

L’arte incontra lo spettacolo. Un viaggio straordinario che permette allo spettatore di immergersi completamente nelle meraviglie della CAPPELLA SISTINA, scoprirne la storia e i segreti e vivere un’esperienza senza precedenti, grazie all’innovativa modalità di fruizione.

Realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, “Giudizio Universale. Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel” è il primo show di Artainment, un nuovo genere che mette in connessione il fascino e la bellezza delle più grandi opere d’arte con i codici emozionali e coinvolgenti dello spettacolo: proiezioni immersive a 270°, performer dal vivo, musiche originali di grande impatto e spettacolari effetti scenici. Un impianto teatrale e tecnologico unico al mondo restituisce la potenza del capolavoro di Michelangelo in un racconto che lascia il pubblico senza fiato.

Lo spettacolo è ideato da Marco Balich, direttore artistico definito “designer di emozioni”, già creatore dell’Albero della Vita a Expo Milano, nonché di oltre 20 Cerimonie Olimpiche (tra le quali Rio 2016, Sochi 2014, Torino 2006). Il tema musicale principale, composto da Sting, ci accompagnerà in un’esperienza emotiva, estetica e spirituale da non perdere.

Vedi anche:

Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel a Roma all'Auditorium della Conciliazione con musiche di Sting dal 15 marzo al 15 aprile 2018

Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel a Roma all’Auditorium della Conciliazione con musiche di Sting dal 15 marzo al 15 aprile 2018

Musei in Musica 2017: sabato 9 dicembre

24 Ott

Musei in Musica 2017: sabato 9 dicembre aperture straordinarie serali ed eventi nei Musei di Roma tra le ore 20.00 e le ore 2.00.
Musei Civici e spazi culturali straordinariamente aperti la sera dalle 20 alle 2 con mostre ed eventi musicali.
#MUSica17

Data confermata, programma in aggiornamento

Vedi anche:

Musei in Musica 2017: sabato 9 dicembre aperture straordinarie serali ed eventi nei Musei di Roma tra le ore 20.00 e le ore 2.00

Musei in Musica 2017: sabato 9 dicembre aperture straordinarie serali ed eventi nei Musei di Roma tra le ore 20.00 e le ore 2.00

 

Pink Floyd: la mostra Their Mortal Remains a Roma

16 Ott

Pink Floyd: la mostra Their Mortal Remains a Roma a novembre 2017, al MACRO di via Nizza o all’Ex Dogana a San Lorenzo, dopo l’esposizione nel Victoria and Albert Museum di Londra.

Ne dà la notizia il sito ArTribune.

ATTENZIONE: NOTIZIA IN ATTESA DI CONFERMA UFFICIALE

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Bernini in mostra alla Galleria Borghese

14 Ott

Bernini in mostra a Roma alla Galleria Borghese dal 01 Novembre 2017 al 4 febbraio 2018: esposizione dedicata al grande artista, in occasione della ricorrenza dei 20 anni della riapertura al pubblico della Galleria Borghese dopo un lungo restauro (26 giugno 1997).

Per celebrare i vent’anni dalla sua riapertura, la Galleria Borghese inaugurerà una grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini che si riallacci al discorso critico avviato con la mostra “Bernini scultore”, realizzata ormai vent’anni fa. La Villa, che contiene il nucleo più importante e spettacolare di marmi berniniani, è infatti la sede ideale per considerare l’insieme della produzione dell’artista e gli articolati problemi ad essa connessi.
Il tema conduttore della mostra è dunque la scena privilegiata della scultura alla Galleria Borghese, e il suo genio è Gian Lorenzo Bernini.

Percorrendo l’intero arco della sua lunghissima carriera si intende dare completezza a quel progetto del 1998 che prendeva in esame specificatamente l’attività giovanile del grande artista, con una approfondita indagine sui modi e i tempi dell’affermazione della scultura monumentale di Bernini e l’ampiezza delle sue conseguenze, anche attraverso una precisa messa a fuoco dello stretto rapporto pittura-scultura da cui, nel corso degli anni Venti del Seicento, si venne formulando il linguaggio correntemente definito Barocco.

Le singole sezioni della mostra saranno affidate a specialisti che da tempo si occupano del grande artista o di particolari aspetti della sua carriera o ancora del ruolo da lui giocato all’interno del più ampio fenomeno del Barocco (Andrea Bacchi, Maria Giulia Barberini, Anna Coliva, Anne-Lise Desmas, Luigi Ficacci, Tomaso Montanari, Stefano Pierguidi).

La mostra aprirà al pubblico mercoledì 01 Novembre 2017 e durerà fino a 4 febbraio 2018.

Vedi anche:

Gian Lorenzo Bernini in mostra a Roma alla Galleria Borghese dal 31 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018

Gian Lorenzo Bernini in mostra a Roma alla Galleria Borghese dal 31 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018

Totò Genio in mostra al Museo di Roma in Trastevere

13 Ott

Totò Genio in mostra al Museo di Roma in Trastevere dal 20 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018.

Realizzata a cinquant’anni dalla sua scomparsa la mostra ripercorre la grandezza di Antonio de Curtis, in arte Totò, uno dei maggiori interpreti italiani del Novecento. Fu un artista a tutto tondo, una figura poliedrica, non solo attore di cinema e teatro, ma poeta e autore di canzoni indimenticabili.

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Totò Genio in mostra al Museo di Roma in Trastevere dal 20 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018

Totò Genio in mostra al Museo di Roma in Trastevere dal 20 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018

Mangasia: le meraviglie dei fumetti asiatici in mostra a Roma

11 Ott

Mangasia: Wonderlands of Asian Comics in mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni dal 7 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018. La più ampia selezione di opere originali del fumetto asiatico, esposte accanto alle loro controparti commerciali, stampate per il mercato di massa.
Buona parte di esse non è mai stata mostrata fuori dal proprio paese d’origine. La mostra si concentra inoltre sul processo creativo che porta alla realizzazione delle storie, partendo dalle sceneggiature e passando per schizzi e layout, fino alle pagine complete.

Curata da Paul Gravett e un team di oltre venti esperti, “Mangasia: Wonderlands of Asian Comics” esplora l’intero reame di questo nuovo continente del fumetto asiatico, attraverso opere provenienti da Giappone, Corea del Nord, Corea del Sud, India, Cina, Taiwan, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore, nonché dalle scene emergenti come quelle di Buthan, Cambogia, Timor Est, Mongolia e Vietnam. Percorsi tematici mettono a confronto la varietà di folklore, Storia e sperimentazione di tutta la regione. La mostra dà spazio ai precursori dei fumetti riconducibili alla tradizione asiatica delle arti visive “narrative” e al loro impatto che supera i confini della carta stampata per vivere sotto forma di prodotti animati e live-action per cinema e televisione, musica, video game, moda e arte contemporanea.

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Arcimboldo in mostra a Roma a Palazzo Barberini

9 Ott

Arcimboldo in mostra a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018.

Dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018, a Roma, Palazzo Barberini, si terrà la mostra Arcimboldo organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e da Mondo Mostre Skira, a cura di Sylvia Ferino Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo e già Direttore della Pittura al Kunsthistorisches Museum di Vienna, e con la direzione scientifica delle Gallerie.

Per la prima volta nella capitale sarà possibile ammirare una ventina di capolavori autografi, disegni e dipinti, di Giuseppe Arcimboldi (Milano, 1526 – 1593) meglio noto come Arcimboldo, provenienti da Basilea, Denver, Houston, Madrid, Monaco, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova, Milano. Un’occasione eccezionale, anche per la difficoltà di ottenere i prestiti delle sue opere, che spiega la rarità delle esposizioni dedicate a questo artista.

Formatosi alla bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo da Vinci, Arcimboldo, pittore, ma anche poeta e filosofo, è celebre soprattutto per le famose “teste compostedi frutti e fiori. Grazie alle sue “bizzarrie” e alle sue “pitture ridicole”, è stato uno dei protagonisti della cultura manierista internazionale, esponente di una corrente artistica, scientifica, filosofica e umanistica lontana da quella classicheggiante della Roma dell’epoca. Apprezzato dalle corti asburgiche di Vienna e Praga, al servizio di Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, Arcimboldo guadagnò persino il titolo nobiliare, rarissimo per gli artisti, di “Conte Palatino”.

Riscoperto negli anni Trenta del Novecento, l’artista venne considerato il più importante antesignano del Dadaismo e del Surrealismo.

Esposte al pubblico circa settanta opere: i capolavori più noti di Arcimboldo – dalle Stagioni agli Elementi, dal Bibliotecario al Giurista, da Priapo (Ortolano) al Cuoco –  i ritratti, i suoi preziosissimi disegni acquerellati di giostre e fontane, in dialogo con dipinti e copie arcimboldesche, oltre a una serie di oggetti delle famosissime Wunderkammern imperiali, delle botteghe numismatiche e di arti applicate, milanesi e non, fino a disegni di erbari, frutta, animali, di cui all’epoca si faceva gran studio al fine di incrementare serre, serragli e giardini ma, anche e soprattutto, la conoscenza scientifica.

La mostra articolata in sei sezioni, si apre con una sala introduttiva che mostra il celeberrimo Autoritratto cartaceo, dove Arcimboldo si presenta come scienziato, filosofo e inventore, nell’ambiente dei letterati e degli umanisti milanesi (Giovanni Paolo Lomazzo, Paolo Morigia, Gregorio Comanini), che furono promotori e diffusori della fama dell’artista. L’ambiente milanese, prima sezione della mostra, raccoglie una serie di opere religiose di artisti, piú o meno suoi contemporanei, fra i quali alcuni Leonardeschi come Cesare de Sesto, in dialogo oppositivo con le personificazioni delle stagioni Estate, Inverno. Molte anche le opere di arte applicata (cristalli, armature, arazzi e vetrate, queste ultime su disegno di Arcimboldo) a testimoniare una città che in quegli anni era uno dei massimi centri di produzione di oggetti di lusso.

Si prosegue poi con la sezione A corte tra Vienna e Praga, periodo in cui l’artista divenne il ritrattista della corte asburgica: il ritratto dell’Arciduchessa Giovanna, figlia dell’imperatore Massimiliano II, testimonia la sua abilità nel cogliere le personalità dei soggetti, tramite effetti luministici e accortezze compositive. In mostra anche gli studi per le feste e le manifestazioni di corte da lui ideate. Tra le opere più significative, realizzate durante il periodo viennese, altre personificazioni delle stagioni Primavera, Estate, Autunno, Inverno e degli Elementi: Acqua, Aria, Fuoco, Terra, quest’ultima mai vista nelle esposizioni degli ultimi venti anni.

Un capitolo a parte è riservato agli Studi naturalistici e Wunderkammer, nella terza sezione, di cui i sovrani asburgici si fecero promotori, alla ricerca di pezzi da collezione per impreziosire le loro Wunderkammern: molti oggetti, considerati “meraviglie della natura”, come zanne, carapaci, coralli, uova, fossili, pesci abissali, e alcuni dipinti raffiguranti gli “irsuti” (uomini ipertricotici che venivano portati di corte in corte come divertissement e intrattenimento). Notevole il Ritratto di Antonietta Gonzales di Lavinia Fontana.

Si passa poi alle cosiddette Teste reversibili, immagini di nature morte, di raffinata ambiguità visiva, che, ruotate di 180 gradi, assumono una conformazione del tutto diversa (Il cuoco).

La quinta sezione, Il bel composto, mostra veri e propri paradossi iconici e analizza il metodo del composito in vari contesti culturali: busti che a un primo sguardo appaiono del tutto naturali, ma che in realtà sono costruiti attraverso il sapiente incastro logico di forme diverse, naturali o artificiali.

Conclude l’esposizione la sezione Pitture “ridicole”, Arcimboldo fu un maestro del gioco e dell’ironia, iniziando forse il genere della caricatura con le personificazioni dei mestieri. In mostra capolavori come Il Giurista e Il Bibliotecario .

Le teste composite e quelle “reversibili” suscitano inevitabilmente sorpresa e stupore, costringendo chi le osserva a studiarle con grande attenzione: guardando la testa da lontano l’osservatore ne coglie la forma complessiva, spesso mostruosa. Solo quando si avvicina inizia a notare la resa accurata dei singoli oggetti che la compongono. Ognuno di essi – fiori, frutti, pesci, animali vari, ferri per caminetto, segnalibri, fasci di fogli, cannoni – contribuisce al significato della rappresentazione, che si tratti della caricatura di un individuo o dell’allegoria di una professione, di una stagione, di un elemento naturale, di una testa “reversibile” o di una natura morta. Ognuno di questi oggetti si intreccia o si sovrappone, gareggiando con gli altri per ottenere un ruolo preciso all’interno del dipinto e accentuarne l’impatto complessivo.

Un volume edito da Skira, accompagnerà ed esplicherà attraverso scritti della curatrice e di Giacomo Berra, Andreas Beyer, Giuseppe Olmi, Lucia Tongiorgi Tomasi, Shinsuke Watanabe, i temi trattati dall’esposizione.

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