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Andy Warhol in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano

25 Giu

Andy Warhol in mostra a Roma dal 3 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019 al Complesso del Vittoriano, Ala Brasini.
Organizzazione © Arthemisia.

Programma in aggiornamento

Vedi anche:

Andy Warhol in mostra a Roma dal 3 ottobre 2018 al 31 marzo 2019 al Complesso del Vittoriano, Ala Brasini

Andy Warhol in mostra a Roma dal 3 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019 al Complesso del Vittoriano, Ala Brasini

 

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Le opere religiose di Andy Warhol in mostra a Roma nel 2019

31 Mar

Le opere religiose di Andy Warhol saranno in mostra a Roma, al Braccio di Carlo Magno nei Musei Vaticani, nel 2019.

La serie ispirata all’Ultima cena di Leonardo da Vinci fu l’ultima opera di Andy Warhol, subito prima della morte, il 22 febbraio 1987, in seguito a un intervento chirurgico alla cistifellea.

I Musei Vaticani collezionano arte religiosa di artisti moderni e viventi fin dagli anni ’70, ma ora stanno preparando una mostra che darà loro una maggiore credibilità all’interno del più ampio mondo dell’arte.
Nel 2019, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, i Musei Vaticani collaboreranno a una mostra di opere «religiose» dell’artista, tra cui quadri della serie ispirata all’«Ultima Cena» di Leonardo. La mostra si terrà nel mille metri quadrati del Braccio di Carlo Magno, e a Pittsburgh.
«Siamo molto interessati a esplorare il lato spirituale dell’artista, spiega Barbara Jatta. Per noi è importante dialogare con l’arte contemporanea. Viviamo in un mondo di immagini e la Chiesa deve far parte di questa conversazione».
Fonte: Il Giornale dell’Arte

Notizia e date in attesa di conferma

MAGGIORI INFORMAZIONI

Vedi anche:

Le opere religiose di Andy Warhol saranno in mostra a Roma, al Braccio di Carlo Magno nei Musei Vaticani, nel 2019

Le opere religiose di Andy Warhol saranno in mostra a Roma, al Braccio di Carlo Magno nei Musei Vaticani, nel 2019

Le mostre a Roma nell’autunno/inverno 2018/2019

30 Mar

Le mostre a Roma nell’autunno/inverno 2018/2019:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Vedi anche:

 

La breve e intensa vita di Jean-Michel Basquiat

11 Mar

Jean-Michel Basquiat (New York, 22 dicembre 1960 – New York, 12 agosto 1988) è stato un writer e pittore statunitense. È stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

Nacque a Brooklyn, da padre haitiano, il contabile Gérard Basquiat (n. 1930), e da madre statunitense di origini portoricane, Matilde Andradas (1934-2008). Basquiat inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati televisivi.
Nel 1968 viene investito da un’autovettura e gravi lesioni interne obbligano i medici all’asportazione della milza. Durante il mese di degenza al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici. Gray si chiamerà anche il gruppo musicale che Basquiat fonderà insieme agli amici Vincent Gallo, Michael Holman, Wayne Clifford, Nick Taylor e Shannon Dowson. Già all’età di 11 anni era capace di parlare, leggere e scrivere in francese e spagnolo.

Quando Jean-Michel ha sette anni i genitori Matilde e Gérard divorziano. Nel 1975 scappa di casa e va a dormire su una panchina pubblica: arrestato per vagabondaggio, l’anno seguente inizia a frequentare la City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico. È lì che nel 1977, a 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan: i due iniziano a fare uso di psichedelici come l’LSD ma anche di droghe pesanti, ed uniscono le loro capacità iniziando a produrre graffiti per le strade di New York firmandosi come SAMO, acronimo di “Same Old Shit” (“solita vecchia merda”).

Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, ed abbandona la casa del padre, guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita: entrato in un ristorante di SoHo, Basquiat avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere.

Passeranno però alcuni anni prima che Jean-Michel riesca ad entrare nella “Factory” del re della Pop art; nel frattempo diventa cliente fisso dei due club più esclusivi nella scena socio-culturale di New York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna (con la quale avrà una relazione di alcuni mesi), e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte. Si legherà anche allo scrittore Glenn O’Brien, che aveva conosciuto nel 1979 durante una sua apparizione allo show ad accesso pubblico TV Party.

Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Times Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti e sponsorizzata da Collaborative Projects Incorporated (Colab) e da Fashion Moda, alla quale farà il suo formale debutto newyorkese anche Haring. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti).
La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel maggio del 1981 a Modena, nella galleria d’arte Emilio Mazzoli. Si tratta della prima personale di Basquiat e della prima mostra europea, che viene però accolta negativamente e con sarcasmo dai critici e collezionisti locali.

Nel 1983 stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore.

Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e a Francesco Clemente, inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a “sei mani” commissionati da Bruno Bischofberger. A scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe. La boxe era per Basquiat un modo di vivere, e paragonava spesso l’arte ad un ring su cui combattere.

A settembre alcune delle opere eseguite in collaborazione con gli altri due artisti vengono esposte a Zurigo. Proprio nel settembre il New York Times definisce Basquiat “la mascotte di Warhol”: questo fatto, unito all’eccesso nell’uso delle droghe e alla sua progressiva tossicodipendenza da eroina che Warhol non riesce ad arrestare, porta Basquiat a soffrire di frequenti disturbi psichici.

Nel 1987, con la morte di Warhol dovuta ad una mal riuscita operazione alla cistifellea, entra in una violenta fase di tossicodipendenza: il suo forte attaccamento al re della Pop Art, che aveva manifestato fino alla fine, lo conduce all’abuso di eroina per superare il trauma.

Poi inizia un tentativo di disintossicazione che non porterà mai a termine: muore il 12 agosto del 1988, a ventisette anni, per una grave overdose di eroina. Viene soprannominato “il James Dean dell’arte moderna”, essendo riuscito a scalare quel mondo con grande velocità, ma a scomparire in un tempo ancora minore: la stessa sorte toccherà anche all’amico Haring, morto di AIDS due anni dopo, e che il 17 agosto aveva presenziato al suo funerale, insieme a Francesco Clemente ed altri amici, al cimitero di Green-Wood a Brooklyn.

Fonte: Wikipedia

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Le mostre a Roma nella primavera 2016

21 Set

Le mostre in programma a Roma per la primavera 2016:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

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Aperture straordinarie di mostre e musei a Roma da Pasqua al 1° maggio 2014

25 Mar

Orari e aperture straordinarie di mostre e musei a Roma da Pasqua al 1° maggio 2014:

  • Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese
    Chiostro del Bramante
    – 20 aprile 10:00 – 21:00
    – 21 aprile 10:00 – 20:00
    – 25 aprile 10:00 – 20:00
    – 1 maggio 10:00 – 20:00
    – 2 giugno 10:00 – 20:00
  • Andy Warhol
    Palazzo Cipolla
    20 aprile 10.00 – 20.00
    21 aprile 10.00 – 20.00
    25 aprile 10.00 – 20.00
    1 maggio 10.00 – 22.00
    2 maggio 10.00 – 22.00
    2 giugno 10.00 – 20.00
    29 giugno 12.00 – 20.00
    15 agosto 10.00 – 20.00
  • Musée d’Orsay. Capolavori
    Complesso del Vittoriano
    Aperto Pasqua e Pasquetta ore 9.30-20.30
    Anniversario della Liberazione (25 aprile) 9.30 – 23.00
    Aperta 1 maggio ore 9.30-20.30
  • Foro di Augusto. 2000 anni dopo
    Foro di Augusto Via Alessandrina
    21 aprile ore 21.00
    Dal 22 aprile in poi, dal lunedì alla domenica ore 21.00, 22.00 e 23.00
  • Frida Kahlo
    Scuderie del Quirinale
    Le Scuderie del Quirinale sono straordinariamente aperte fino alle ore 21.00 nei seguenti giorni di festività:
    domenica 20 aprile
    lunedì 21 aprile
    venerdì 25 aprile aperta ore 10.00-22.30
    giovedì 1 maggio
    lunedì 2 giugno
    domenica 29 giugno
    L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
  •  Giacometti. La scultura
    Galleria Borghese
    20 aprile 9.00 – 19.00
    21 aprile 9.00 – 19.00
    25 aprile 9.00 – 19.00
    1° maggio ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
  • National Geographic, la Grande Avventura
    Pasolini Roma
    Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri
    Palazzo delle Esposizioni
    Lunedì di Pasqua, 21 aprile 2014, il Palazzo delle Esposizioni sarà straordinariamente aperto dalle 10.00 alle 20.00
    Venerdì 25 aprile aperto 10.00-22.30
    Giovedì 1 maggio aperto ore 10.00-20.00
  • Roma Ti Amo
    FACTORY Spazio Giovani Roma Capitale
    20 aprile 10:00 – 22:00
    21 aprile 10:00 – 22:00
    25 aprile 10:00 – 22:00
  • Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità
    Fondazione Roma – Palazzo Sciarra
    20 aprile 10.00 > 20.00
    21 aprile 10.00 > 20.00
    25 aprile 10.00 > 21.00
    1 maggio 10.00 > 20.00
    2 giugno 10.00 > 20.00
    29 giugno 10.00 > 20.00
  • Rodin: il marmo, la vita
    Terme di Diocleziano
    Aperto giovedì 1 maggio 2014 con orario 9.30-14.00 e biglietto ridotto per tutti.

1° maggio, numerosi musei, monumenti e siti archeologici statali aperti gratuitamente.
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo comunica che il 1° maggio, in occasione della festività del lavoro, numerosi monumenti, aree archeologiche e musei statali saranno aperti a ingresso libero.
L’elenco dei luoghi d’arte statali visitabili gratuitamente in questa occasione con i relativi orari di apertura è in continuo aggiornamento (vedi tabella).
Gli scavi archeologici di Pompei saranno aperti e visitabili a pagamento.

Per ulteriori informazioni contattare il numero verde del MiBACT 800991199

  • Giovedì 1 maggio 2014

MUSEI E AREE ARCHEOLOGICHE COMUNALI CHIUSI

Chiusi Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo dell’Ara Pacis, Museo Barracco, Museo di Roma Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Museo Napoleonico, MACRO, MACRO Testaccio, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, Museo Canonica, Museo Bilotti, Musei di Villa Torlonia, Museo delle Mura, Villa di Massenzio, Museo della Memoria Garibaldina.

Programma in continuo aggiornamento

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Curiosità artistiche: l’attentato ad Andy Warhol

11 Mar

Curiosità artistiche: l’attentato ad Andy Warhol.

Andy Warhol  (vero nome Andrew Warhola Jr.) nacque a Pittsburgh, in Pennsylvania, il 6 agosto del 1928, figlio di Ondrej Varchola (anglofonizzò il proprio nome in Andrew Warhola poco dopo il suo arrivo negli Stati Uniti; 1889-1942) e di Júlia Justína Zavacká (1892-1972), entrambi immigrati ruteni originari di Miková (un paese situato nella Slovacchia nord-orientale). Warhol mostrò subito il suo talento artistico, e studiò arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology, l’attuale Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York. La “grande mela” gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue e Glamour.

Il 3 giugno 1968, una femminista radicale nonché artista frequentatrice della “Factory”, Valerie Solanas, sparò a Warhol, al suo critico d’arte, e al suo curatore e compagno di allora Mario Amaya, nell’atrio dello studio dell’artista, denominato la Factory. Quando l’artista arrivò in compagnia degli altri due, Solanas sparò tre colpi di pistola a Warhol, e puntò contro gli altri due; colpì Mario Amaya, tentando anche di sparare al manager di Warhol, Fred Hughes, ma la sua pistola si inceppò. Fuggì subito dopo dalla scena del crimine.
Amaya riportò solo ferite lievi e fu dimesso dall’Ospedale il giorno stesso. Andy Warhol invece, fu ferito gravemente, e sopravvisse a malapena; i chirurghi dovettero aprirgli il petto e praticargli diversi massaggi cardiaci per riattivargli il cuore. Soffrì di postumi permanenti, e la vicenda ebbe un effetto profondo sulla vita e sull’arte dell’artista.

Quella sera, Solanas si costituì alla polizia e fu arrestata per il tentato omicidio ed altri crimini. La Solanas giustificò il fatto e si difese dalle accuse con l’ufficiale di polizia asserendo che Warhol aveva “troppo controllo” su di lei e che Warhol stava progettando di rubarle il lavoro. Giudicata colpevole, ricevette una sentenza che la condannava a tre anni. Warhol rifiutò di testimoniare contro di lei. L’attacco della Solanas ebbe un impatto profondo su Warhol e sulla sua arte, e l’ambiente della Factory divenne molto più controllato ed “ermetico”. Per il resto della sua vita, Warhol visse temendo che la Solanas l’attaccasse di nuovo. “Era la sagoma di Andy, non l’Andy che si potesse amare”, disse l’amico e collaboratore Billy Name. “Lui fu tanto scosso da quell’evento che non gli si poteva mettere la mano sulla sua senza che lui saltasse”. Mentre i suoi amici si mostravano attivamente ostili nei confronti della Solanas, Warhol stesso preferì non discuterne più.

Valerie Solanas fu giudicata sofferente di schizofrenia paranoide al tempo del tentato omicidio a Warhol, difatti fu portata prima al Bellevue Hospital Psychiatric per una valutazione psichiatrica e, successivamente alla dichiarazione di incapacità, al Ward Island Hospital. Lo psichiatra che la valutò concluse che la sua era stata una reazione schizofrenica di tipo paranoide con una marcata depressione e potenzialmente pericolosa. La figura di Valerie Solanas è controversa, se la stampa “mainstream” ha concordato pressoché all’unanimità sulla sua pazzia, il femminismo di “seconda ondata” ha dovuto fare i conti con questo personaggio scomodo, che ha prodotto uno dei testi più iconoclasti, incendiari e parodistici del femminismo stesso. Di fatto la sua figura è stata a lungo pressoché cancellata in quanto facilmente strumentalizzabile come stereotipo della “lesbica pazza”, della femminista “che odia gli uomini”.
La femminista Robin Morgan (più tardi editrice di Ms. magazine) manifestò per la scarcerazione della Solanas. Ti-Grace Atkinson, la presidentessa del National Organization for Women (NOW), descrisse la Solanas come “la più grande difenditrice dei diritti delle donne”. Un altro membro, Florynce Kennedy, la definì “una delle più importanti portavoce del movimento femminista”.
Dopo il suo rilascio dalla prigione nel 1971, si ostinò in atti persecutori e stalking, sia di persona, che per telefono a danno di Warhol, e venne arrestata di nuovo. Una sua intervista fu pubblicata sul Village Voice nel 1977, dove negò che avesse mai voluto che il Manifesto SCUM fosse preso seriamente. Valerie Solanas finì nell’oblio continuando ad entrare ed uscire dagli ospedali psichiatrici.
Nel 1988, all’età di 52 anni, Solanas morì di enfisema e polmonite in un albergo nel distretto di Tenderloin, a San Francisco

Andy Warhol morì a New York il 22 febbraio 1987, in seguito a un intervento chirurgico alla cistifellea, dopo aver realizzato Last Supper, ispirato all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. I funerali si svolsero a Pittsburgh, sua città natale, e a New York venne celebrata una messa commemorativa. Nella primavera del 1988, 10.000 oggetti di sua proprietà vengono venduti all’asta da Sotheby’s per finanziare la “Andy Warhol Foundation for the Visual Arts”. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York gli dedicò una grande retrospettiva.

Warhol produsse un film, Women in Revolt del 1971, in cui inserì richiami satirici allo SCUM Manifesto: le vicende narrate ruotano attorno agli appartenenti ad un gruppo femminista chiamato provocatoriamente P.I.G. (acronimo di Politically Involved Girlies).
Scum Manifesto è, inoltre, anche il titolo di un film del 1976 scritto dalla stessa Solanas e diretto da Carole Roussopoulos e Delphine Seyrig.
Ho sparato a Andy Warhol (I Shot Andy Warhol) è un film del 1996 diretto da Mary Harron, biografia di Valerie Solanas. Nel film la Solanas appena arrestata e durante l’interrogatorio, motiva l’attentato a Warhol ai giornalisti e alla polizia, con il voler far conoscere al grande pubblico proprio lo SCUM Manifesto.

  •     Nel 1976 il gruppo di prog italiano, fra i più attenti alle tematiche sociali e di alternativa degli anni settanta, gli Area, pubblica l’album Maledetti. Uno dei brani ha come titolo SCUM e il testo, recitato da Demetrio Stratos, è proprio il manifesto della Solanas: “In questa società, per bene che vi vada, la vita è una noia sconfinata…”
  •     Nel 1996 è uscito il film Ho sparato a Andy Warhol, basato sulla vita di Valerie Solanas, interpretata da Lili Taylor. Jared Harris interpreta Andy Warhol.
  •     Lou Reed, amico di Warhol, non ha mai perdonato la Solanas per ciò che ha fatto e fece una canzone su di lei, I Believe, con John Cale per l’album commemorativo a Andy Warhol Songs for Drella, cantando I believe/I would’ve pulled the switch on her myself.
  •     Nell’album dei Matmos del 2006 The Rose Has Teeth in the Mouth of a Beast, una canzone si intitola Tract for Valerie Solanas ed estrae frammenti dello S.C.U.M. Manifesto.
  •     Sara Stridsberg ha scritto la biografia semi-romanzesca della vita di Valerie Solanas chiamata The Dream Faculty, per la quale nel 2007 ha rivevuto il Nordic Council’s Literature Prize.
  •     La band new wave di Liverpool Big in Japan pubblicò una canzone intitolata S.C.U.M, la quale racconta di Andy Warhol che spara su di loro: “da X a Y e mai più” (“From X to Y and never again”).
  •     Nell’episodio Viva Los Muertos! dei Venture Brothers (un cartone americano per adulti) appare un personaggio di nome Val che cita direttamente il Manifesto SCUM durante tutto l’episodio.

Fonte: Wikipedia

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Andy Warhol in mostra a Roma

10 Mar

Andy Warhol
18 Aprile / 28 settembre 2014
Fondazione Roma Museo Palazzo Cipolla Via Del Corso, 320, Roma

MAGGIORI INFORMAZIONI

Dopo il grande successo di pubblico ottenuto a Milano, Andy Warhol giunge finalmente a Roma. Le opere dell’artista statunitense, padre della Pop Art americana, saranno ospitate nelle sale del rinnovato Museo della Fondazione Roma, Palazzo Cipolla.

Andy Warhol dalla Brant Foundation è un’occasione rarissima per il pubblico di vedere uno dei gruppi di opere più importanti dell’artista americano padre della Pop Art, raccolto non da un semplice collezionista, ma da un personaggio, Peter Brant, intimo amico di Warhol con il quale ha condiviso gli anni artisticamente e culturalmente più vivaci della New York degli anni ’60 e ’70.
Ancora ventenne nel 1967 Peter Brant acquistò la sua prima opera di Warhol, un disegno della famosa Campbell’s Soup, iniziando quella che sarebbe diventata una delle più importanti collezioni di arte contemporanea del mondo.
Fondazione Roma, Comune di Milano e Palazzo Reale, Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma: questi sono i prestigiosi promotori della grande mostra Warhol, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, curata da Peter Brant con Francesco Bonami.

L’esposizione presenta oltre 150 opere, tele, fotografie, sculture che fanno parte della Brant Foundation e raccontano una storia intensa ed uno scambio culturale unico fra il giovane collezionista e l’artista. Un incontro dal quale nascerà un sodalizio unico dal quale sfocerà la mitica e rivoluzionaria rivista Interview fondata da Warhol stesso nel 1969 e che Brant acquisterà con la sua casa editrice subito dopo la morte dell’artista nel 1987.
La mostra parte dai primi disegni del Warhol illustratore per finire con le spettacolari Ultime Cene e gli autoritratti  passando attraverso le opere più iconiche come le Electric Chairs, il grande ritratto di Mao, i fiori  e uno dei più famosi  capolavori di Warhol, Blue Shot Marilyn, il ritratto della famosa attrice Americana con in mezzo agli occhi il segno restaurato di un dei colpi di pistola esploso da un’amica dell’artista nel 1964, che Brant avrebbe poi acquistato per 5000 dollari nel 1967 con i proventi di un piccolo investimento. Attraverso capolavori e opere altrettanto sorprendenti ma meno conosciute, come una serie di Polaroid  mai viste prima in Europa, la mostra della Brant Foundation non racconta semplicemente il Warhol star del mondo dell’arte e del mercato ma anche il Warhol intimo, l’amico, l’uomo.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Idee artistiche per i costumi di Carnevale e Halloween

19 Feb

Costumi di Carnevale (o Halloween) ispirati ad opere d’arte famose.

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andy-warhol-1

Van-Gogh-costume

Vedi anche:

carnevaleromeguide2Vedi anche:

carnevaleromeguide1

Vedi anche:

Fonte delle foto: costume di Frida Kahlo da Oh Happy Day, costume Andy Warhol da Oh Happy Day, costume Van Gogh da Oh Happy Day, costume Klimt di Mai&Bri, costume Afgan Girl dal web

 

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