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Carnevale Romano 2017: ecco il programma

23 Feb

Carnevale Romano: dal 25 al 28 febbraio 2017 la nona edizione, ecco il programma completo con sfilata rinascimentale, rievocazioni storcihe, festa dei moccoletti e spettacolo pirotecnico.

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Va dal 25 al 28 febbraio il Carnevale romano 2017 ed è una grande kermesse che riscopre, rileggendola in chiave contemporanea, la plurisecolare tradizione (almeno sette secoli tra XII e XIX) d’una festa che influenzò vita, cultura e perfino urbanistica della Città Eterna.

Tema centrale dell’edizione 2017 (la nona da quando il Campidoglio ha deciso di riproporre la festa) sono le donne di Roma, con dediche speciali a Beatrice Cenci – nel 440° anniversario della nascita –, Artemisia Gentileschi e Cristina di Svezia: tutte protagoniste femminili, ciascuna a diverso titolo, della storia dell’Urbe e poi del Carnevale.

Ricco il programma, concepito per animare e colorare strade, piazze e istituzioni culturali della città. Tra i molti appuntamenti, preannuncia l’Assessorato, “l’imponente e ormai tradizionale sfilata equestre con animazione e intrattenimento; lo spettacolo pirotecnico; il concerto jazz in piazza del Campidoglio; il convegno-spettacolo alla Biblioteca Angelica; e la musica antica con letture sul Carnevale romano al Museo di Roma- Palazzo Braschi.

Il Carnevale è promosso da Roma Capitale (Assessorato Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi) con l’ideazione e la direzione artistica di Marco Lepre, per conto dell’associazione culturale Carnevale romano – Accademia del Teatro equestre. Con il coordinamento organizzativo di Zetema Progetto Cultura. Il progetto è gemellato con lo storico Carnevale di Fano, in collaborazione con l’Esercito Italiano e con il patrocinio di Federalberghi Roma, della Federazione Italiana Sport Equestri e della F.I.S.E Comitato Lazio.

Il Carnevale Romano: la tradizione carnascialesca di Roma

19 Gen

Il Carnevale di Roma, o Carnevale romano, si festeggia a Roma nel periodo dell’anno che precede la Quaresima; fortemente ispirato ai Saturnalia degli antichi Romani, il carnevale fu uno dei principali festeggiamenti della Roma papalina.

Le origini del carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’antica Roma caratterizzate da divertimenti pubblici, riti orgiastici, sacrifici, balli e dalla presenza di maschere.

A partire dal X secolo si svolsero festeggiamenti carnascialeschi sul monte Testaccio, con l’intento di richiamare l’antica festività romana. Dalla metà del XV secolo i giochi, per volontà di papa Paolo II, si svolsero in via Lata (attuale via del Corso).

Spettacoli

  • Corsa dei cavalli barberi
  • Festa dei moccoletti

La principale maschera del carnevale romano era Rugantino, ma erano presenti anche i vari Norcini, Aquilani, Facchini e Pulcinella nonché Meo Patacca, il generale Mannaggia La Rocca, Cassandrino, don Pasquale de’ bisognosi.

La corsa dei barberi.
Il Carnevale romano contava su una lunga tradizione di tornei e corse quando nel 1462, con l’elezione al pontificato di papa Paolo II, venne appositamente realizzata l’attuale via del Corso, allora via Lata. Di tutte le corse del Carnevale romano, la corsa dei cavalli barberi era l’evento principale.
I cavalli “scossi” venivano raggruppati proprio sotto l’obelisco di piazza del Popolo accanto al quale venivano costruite delle tribune dalle quali le persone più ricche e potenti della città potevano assistere da vicino alla partenza della gara. Le altre persone affittavano dei posti lungo la via Lata per assistere alla corsa. I balconi che affacciavano sulla via erano gremiti di gente che lanciava fiori e confetti ai forestieri, e adornati con drappi e broccati. I meno fortunati, invece, erano costretti ad affollarsi sulle pendici del Pincio. Nei momenti che precedevano la partenza, i cavalli erano tenuti dai barbareschi (gli odierni stallieri) con difficoltà perché aizzati e infastiditi da spilli inseriti in palle di pece che venivano attaccate sulla loro groppa. Quando si udivano gli spari a salve, tutti sapevano che la Corsa era cominciata. I cavalli venivano lanciati lungo via del Corso verso piazza Venezia, dove un grosso drappo sospeso in aria segnava la fine del percorso. L’arrivo e la “cattura” dei cavalli scossi, intimoriti e per nulla propensi a fermarsi di fronte ai barbareschi sono ricordati come momenti estremamente spettacolari per quella folla vogliosa di emozioni forti. Tanti nobili, reali, artisti e viaggiatori accorrevano a Roma per la corsa e ne lasciarono traccia nei loro scritti fino all’unità d’Italia quando, nel 1874, Vittorio Emanuele II decise di abolire per sempre questo evento a causa della morte di un giovane ragazzo, che assisteva alla corsa e fu travolto e ucciso. Questo fatto segnò così l’inizio del declino del Carnevale romano.

Fonte: Wikipedia

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Carnevale Romano 2015

28 Gen

Con il patrocinio di Roma Capitale e Mibact, torna il Carnevale Romano dal 7 al 17 febbraio 2015 con teatro, danza, musica, mostra fotografica, convegno e il grande corteo rinascimentale a cavallo da Piazza del Popolo, prima di chiudere con i fuochi barocchi, secondo tradizione.

CARNEVALE ROMANO, AL VIA LA VII EDIZIONE  CON SPETTACOLI, CAVALLI E FUOCHI BAROCCHI, LA MANIFESTAZIONE CELEBRA LA REGINA CRISTINA DI SVEZIA

Sfilata in maschera a cavallo con cavalieri e dame, le forze equestri militari e di polizia, le rappresentanze buttere del Lazio, una primissima teatrale con Maria Rosaria Omaggio e Alessandro Benvenuti, convegni culturali, concerti e commedia dell’arte. Dal 7 al 17 febbraio torna nella Capitale il Carnevale romano, considerato nelle edizioni passate il maggior evento equestre d’Europa per numero di spettatori.

La manifestazione, giunta alla sua settima edizione, dopo le dediche all’Unità d’Italia e a Giuseppe Verdi, quest’anno celebra la regina Cristina di Svezia in occasione del 360° anniversario dal suo ingresso a Roma da Porta Flaminia, con una serie di iniziative il cui coordinamento organizzativo è affidato a Marco Lepre.

Sostenuta, in parte, da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo – Dipartimento cultura – Servizio spettacoli ed eventi e realizzato da D.d’Arte in collaborazione con il Comitato Carnevale Romano, di cui fanno parte l’Associazione Culturale Carnevale Romano, Accademia del Teatro Equestre e Federalberghi Roma – la kermesse ha il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza SPSAE e Polo Museale della Città di Roma, l’adesione del Comune di Fano e del Comune di Leonessa, il patrocinio, tra gli altri, del Municipio Roma I, delle Ambasciate di Svezia e di Francia, dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, dellAssociazione Dimore Storiche Italiane, della Pro Loco Roma e del Circolo Scandinavo.

La giornata di apertura sabato 7 febbraio alle 10,30 presso la Biblioteca Angelica prevede l’inaugurazione della mostra fotografica con gli scatti di Brokenlens, Carnevale romano: rinascita di una tradizione, che raccoglie le immagini più significative delle passate edizioni.

A seguire, la stessa struttura ospiterà un History Talk dal titolo Cristina di Svezia e il Carnevale romano, che coinvolgerà storici, studiosi e rappresentanti dell’Accademia dell’Arcadia, una delle più antiche e prestigiose istituzioni letterarie romane.

Giovedì 12 febbraio, nel cortile di Palazzo Braschi, alle 15,00 e alle 17,00 verrà rappresentato lo spettacolo Il Generale Mannaggia La Rocca, scritto e diretto da Leonardo Petrillo: ispirandosi alla celebre maschera romanesca inventata da Luigi Guidi e interpretata per l’occasione dall’attore Manuel Fiorentini, lo spettacolo ripercorrerà la grande tradizione della commedia dell’arte.

Sempre giovedì grasso, presso l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, si terrà il seminario internazionale Cristina di Svezia e le scienze.

Nei pomeriggi di giovedì 12, sabato 14 e domenica 15, dalle 16,00 piazza Navona sarà animata dal Teatrino dei Burattini di Manuel Pernazza, il più giovane burattinaio italiano, già insignito del Premio Anima 2010, ultimo esponente della più antica famiglia di burattinai romani (Pernazza- Piantadosi) e ambasciatore di Pulcinella nel mondo, accompagnato dalla musica di Riccardo Pugliese.

Domenica 15 alle 17,00 la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini ospita il concerto d’archi dell’Accademia Nova con i musicisti del M° Fernando Lepri che a partire dalle 15,30 si esibiranno nella varie sale del Museo offrendo ai visitatori l’ascolto della musica barocca circondati dalla bellezza dell’antica dimora di Cristina di Svezia e dei capolavori d’arte lì custoditi. Come da tradizione, cuore del palinsesto sarà la Gran Sfilata equestre martedì 17 febbraio, coordinata da Alessandro Salari per l’Accademia del Teatro Equestre, che partirà alle 16,00 da piazza del Popolo per svilupparsi negli stessi luoghi dei grandi eventi carnascialeschi della Roma papalina rinascimentale, il cui evento principale era la corsa dei cavalli berberi su via del Corso, che ispirò per secoli le arti di grandi scrittori, pittori e artisti oltre ad attrarre a Roma la nobiltà di tutta Europa. Alla sfilata prenderanno parte oltre 100 cavalli, carrozze, figuranti in costume, artisti equestri, gruppi storici, le rappresentanze buttere della regione, simbolo culturale e storico dell’equitazione da lavoro del nostro Paese, e i corpi militari che hanno dato lustro alla storia della cavalleria italiana, come la fanfara a cavallo del Reggimento Lancieri di Montebello (8°), il 4° Reggimento Carabinieri a cavallo, la Polizia di Stato a cavallo e il Corpo Forestale dello Stato.
Parteciperanno anche una delegazione del Carnevale di Fano, rappresentanti in costume del Palio del Velluto di Leonessa, degli Sbandieratori e musici di Velletri, del Gruppo Musici di Torre Orsina, oltre alla tradizionale presenza del Gruppo Storico Romano. La sfilata sarà dedicata al passaggio romano di Cristina di Svezia che dal 1655 si protrasse per oltre trent’anni.
In corteo, a rappresentare la Regina del Carnevale, l’attrice Maria Rosaria Omaggio, insieme ad Alessandro Benvenuti, già protagonista nelle passate edizioni, e il popolare comico Roberto Ciufoli.
Per i costumi, la manifestazione si avvarrà della collaborazione di Annamode Costumes, storica sartoria cinematografica e teatrale romana di fama internazionale. La cura dei costumi è affidata a Fabrizia Magnini
L’appuntamento è alle 15,00 in piazza del Popolo dove sbandieratori, tamburini e gruppi storici intratterranno il pubblico in attesa della sfilata.
Al termine, verranno distribuite gratuitamente le fontane falistranti, a rievocare la Festa dei moccoletti, che tradizionalmente celebrava la chiusura del Carnevale la sera del martedì grasso.
Infine, grande chiusura con le coreografie disegnate nel cielo sopra piazza del Popolo dai fuochi d’artificio barocchi del Gruppo IX Invicta che regaleranno a turisti e romani uno spettacolo imperdibile.

Dalla piazza la festa si sposta alle 21,00 a Palazzo Corsini, per la primissima europea di Cristina di Svezia Regina a Roma, spettacolo teatrale a bigliettazione con la direzione artistica di Francesca Barbi Marinetti, interpreti Maria Rosaria Omaggio, Alessandro Benvenuti e Viola Pornaro, con le musiche del repertorio barocco a cura di Pierluigi Pietroniro. La regia è di Francesco Sala. L’iniziativa è finalizzata al restauro del Ritratto di Cristina di Svezia di Justus Van Egmont custodito nel Museo. Al termine si terrà un Ricevimento in costume con un dinner buffet del Margutta RistorArte con i vini offerti dall’azienda agricola Casale del Giglio.

  • LA SFILATA AL CORSO
    martedì 17 febbraio via del Corso

Nel Carnevale si fusero due grandi passioni dei romani: quella per la trasgressione e quella per le corse dei cavalli, che a partire dal medioevo si erano molto diffuse in Italia e costituivano le attrazioni popolari più sentite.
Per correre al meglio fu scelta la via Lata (Larga), che andava rettilinea da piazza Venezia a porta del Popolo, e che fu pertanto rinominata “Corso”. Il Corso fu dapprima rettificato, poi livellato e selciato e divenne, allora come oggi, il luogo della tradizionale sfilata del Carnevale.
Sin dal primo Carnevale del Corso, inaugurato il 9 febbraio 1466 e costato la notevole somma di 400 fiorini, il corteo carnevalesco di apertura era momento solenne, dimostrazione di potenza e sublimazione artistica. A tratti, perfino cardinali illustri non disdegnavano di sfilare con la spada al fianco, tra carri trionfali sontuosissimi, cavalli e cavalieri mascherati con broccati d’oro e d’argento, animali d’ogni genere e d’ogni origine, suonatori, cantanti, ballerini, ninfe, poeti e buffoni.
Charles de Brosses nel ‘700: “A quanto si dice, pare si tengano per il Corso bellissime mascherate a cavallo o in cocchi trionfali, dall’alto dei quali si usa far cadere sul popolo una vera pioggia di confetti e confetture secche”. “Ci vien promesso, sempre nella stessa strada, anche lo spettacolo delle più belle corse di cavalli d’Italia”.
Per via del Corso sono passate le sfilate magnificenti e sfavillanti a sancire l’apertura del Carnevale Romano di ieri, con in testa il palio e la rappresentanza papale, seguita dai militari,  nobili ed infine il popolino. Qui ancora oggi sfilano gli stessi allegorici riferimenti al passato.
La Gran Sfilata di martedì 17 febbraio, partirà alle 16,00 da piazza del Popolo per svilupparsi negli stessi luoghi dei grandi eventi carnascialeschi della Roma papalina rinascimentale, il cui evento principale era la corsa dei cavalli berberi su via del Corso, che ispirò per secoli le arti di grandi scrittori, pittori e artisti oltre ad attrarre a Roma la nobiltà di tutta Europa.
Alla sfilata, dedicata quest’anno al passaggio romano di Cristina di Svezia che dal 1655 si protrasse per oltre trent’anni, prenderanno parte oltre 100 cavalli, carrozze, figuranti in costume, artisti equestri, gruppi storici, le rappresentanze buttere della regione e i corpi militari, come la fanfara a cavallo del Reggimento Lancieri di Montebello (8°), il 4° Reggimento Carabinieri a cavallo, la Polizia di Stato a cavallo e il Corpo Forestale dello Stato.
Parteciperanno anche una delegazione del Carnevale di Fano, rappresentanti in costume del Palio del Velluto di Leonessa, degli Sbandieratori e musici di Velletri, del Gruppo Musici di Torre Orsina, oltre alla tradizionale presenza del Gruppo Storico Romano. In corteo, a rappresentare la Regina del Carnevale, l’attrice Maria Rosaria Omaggio, insieme ad Alessandro Benvenuti, già protagonista nelle passate edizioni. Per i costumi, la manifestazione si avvarrà della collaborazione della sartoria Annamode Costumes e la cura di Fabrizia Magnini.

  • FUOCHI BAROCCHI
    17 febbraio ore 18,00 dalla Terrazza del Pincio

Era il 29 giugno del 1871 quando per l’ultima volta i fuochi barocchi illuminarono il cielo di Roma, loro che avevano colorato i Carnevali Romani, le feste dei Santi Pietro e Paolo, dipinto nel cielo immagini oniriche nelle innumerevoli nottate di felicità e di allegrezza dei Romani. Per lunghi anni il  Gruppo IX INVICTA ha cercato di rispolverare questa antica tradizione che è parte integrante di un estro tutto romano e che ha profonde radici storiche nella cultura della nostra città. Si è cercato di proporre fuochi d’artificio che non fossero le solite manifestazioni scontate e scoordinate che spesso ci capita di vedere nelle sagre paesane, ma un fuoco d’artificio che è storia e frutto del genio di uomini come Michelangelo, Bernini, Vespignani, Posi, Valadier che fecero di Roma un palcoscenico che tutta Europa ammirerà per ben quattro secoli.
Il “gusto” barocco era contraddistinto da estro, genialità e fantasia, doti che resero celebri artisti dello stampo di Michelangelo, Bernini e tanti altri i quali erano spesso chiamati per elaborare e organizzare eventi e manifestazioni di grande richiamo di pubblico. La teatralità con cui si accompagnavano gli eventi portarono ad uno studio approfondito dei fuochi d’artificio ed ad una elaborazione che progredì nella sua struttura con aspetti di differente complessità rispetto alle arti figurative di quel tempo.
E’ con il ritorno del Carnevale Romano del 2009 che a Roma tornano i fuochi d’artificio barocchi: le spettacolari scenografie del Carnevale s’incontrano con quelle dei fuochi barocchi. E’ l’inizio di una rievocazione storica che riporta a Roma emozioni ormai dimenticate. Ogni anno i fuochi d’artificio hanno preso spunto da arditi progetti di famosi architetti del passato. Il Gruppo IX Invicta, grazie ad approfonditi studi e ricerche, ha riproposto in maniera filologicamente corretta le scenografie dei fuochi del Bernini, di Paolo Posi, del Vespignani, del Poletti. Ogni anno un nuovo progetto, una nuova idea ha illuminato i cieli di Roma e ha restituito quella dignità storica che ormai era andata perduta e che si spera rimanga come esempio per le generazioni a venire.
Roma nei suoi Carnevali introdusse quello che fu il fuoco d’artificio definito elegante per eccellenza: il fuoco d’artificio delfico, nel quale luci, colori e disegni arabescati s’intrecciavano nei cieli proprio come le fontane d’acqua.

 

Le origini del carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’antica Roma caratterizzate da divertimenti pubblici, riti orgiastici, sacrifici, balli e dalla presenza di maschere.
A partire dal X secolo si svolsero festeggiamenti carnascialeschi sul monte Testaccio, con l’intento di richiamare l’antica festività romana. Dalla metà del XV secolo i giochi, per volontà di papa Paolo II, si svolsero in via Lata (attuale via del Corso).
La principale maschera del carnevale romano era Rugantino, ma erano presenti anche i vari Norcini, Aquilani, Facchini e Pulcinella, nonché Meo Patacca, il Generale Mannaggia La Rocca, Cassandrino, Don Pasquale de’ bisognosi.

Fonte: Wikipedia

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