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Giacomo Casanova: visite guidate serali animate con attori

18 Lug

Giacomo Casanova: amori, tragedie e vicissitudini di un grande amatore. Visite guidate serali animate con attori, a cura dell’associazione Genti e Paesi.

Giacomo Casanova è stato, certamente, uno dei più grandi seduttori ed amanti che la nostra Storia abbia mai conosciuto: innumerevoli sono le donne che hanno perso, come si suol dire, la testa ed anche il cuore per lui e soprattutto donne di eccezionale bellezza, intelligenza e molto potenti. Ma Casanova non è stato solo questo: ha conosciuto gli uomini più illustri ed autorevoli del suo tempo come Voltaire, Mozart, Federico II di Prussia, Caterina II di Russia, Rousseau, Madame de Pompadour, ecc..

La sua genialità e la sua magia positiva ricca di riti esoterici ed alchimistici avvolgono ancora di più il suo misterioso talento e fascino dentro la cornice di una Roma illuminista e massonica. L´itinerario animato inizia da Largo Goldoni e si snoda subito dopo per via Condotti, attraversando il quartiere settecentesco della città costellato dai primi caffè nei quali il famoso latin lover veneziano viene a contatto con vizi, corruzione e smisurate ambizioni. Lo scenario fiabesco e simbolico, poi, prosegue con Piazza di Spagna che, successivamente, attraverso via Due Macelli raggiunge per il gran finale il grande palcoscenico teatrale di Fontana di Trevi, dove non mancheranno colpi di scena e dove si rispecchierà la natura proteiforme di uno dei simboli più rilevanti del Settecento europeo.

ATTORI E PERSONAGGI CHE APPARIRANNO DURANTE IL TOUR:
LA MARCHESA D´URFE´: Donna molto potente legata a Casanova da riti esoterici ed alla quale lo stesso Casanova aveva promesso l´elisir della perenne giovinezza;
IL CARDINALE ACQUAVIVA: Ambasciatore di Spagna, Consigliere del Papa e tanto altro ancora che per un periodo della sua vita e nei pressi di Piazza di Spagna tenne presso di sé Casanova come suo Segretario per proteggerlo;
GIACOMO CASANOVA: Geniale, illuminista, alchimista e mago, ma soprattutto il più grande seduttore mai esistito;
HENRIETTE: Il più grande amore di Casanova per sua stessa ammissione.

TESTI E REGIA DI
Michele Di Zenzo

MAGGIORI INFORMAZIONI

Appuntamento alle ore 21.00 in Largo Carlo Goldoni

Costo della visita 10.00 euro
Bambini da 6 a 12 anni 6.00 euro
Bambini fino a 5 anni gratuito

Prenotazione obbligatoria
Per info e prenotazioni:
Associazione Culturale Genti e Paesi – Tel. 06.85301755 – Fax 06.85301757 – Email: info@gentiepaesi.it

Giacomo Casanova, visita guidata serale animata con attori: amori, tragedie e vicissitudini di un grande amatore

Giacomo Casanova, visita guidata serale animata con attori: amori, tragedie e vicissitudini di un grande amatore

Curiosità romane: le grottesche della Domus Aurea

3 Ott

Forse non tutti sanno che… la decorazione a grottesche prende il nome dalla Domus Aurea a Roma.

Le grottesche sono un soggetto pittorico di decorazione parietale molto popolare a partire dal Cinquecento ed a cui il Vasari dedica il capitolo XXVII della sua Introduzione alle tre arti del disegno.

La decorazione a grottesca è caratterizzata dalla raffigurazione di esseri ibridi e mostruosi, chimere, spesso ritratte quali figurine esili ed estrose, che si fondono in decorazioni geometriche e naturalistiche, strutturate in maniera simmetrica, su uno sfondo in genere bianco o comunque monocromo. Le figure sono molto colorate e danno origine a cornici, effetti geometrici, intrecci e quant’altro, ma sempre mantenendo una certa levità e ariosità, per via del fatto che in genere i soggetti sono lasciati minuti, quasi calligrafici, sullo sfondo. L’illustrazione prevalentemente fantasiosa e ludica, non sempre persegue una funzione puramente ornamentale, ma riveste talvolta anche uno scopo didascalico ed enciclopedico, riproducendo inventari delle arti e delle scienze o raffigurazioni a carattere eponimo.

Il nome, come spiega Benvenuto Cellini nella sua autobiografia, deriva dalle grotte del colle Esquilino a Roma che altro non erano che i resti sotterranei della Domus Aurea di Nerone, scoperti nel 1480 e divenuti immediatamente popolari tra i pittori dell’epoca che spesso vi si fecero calare per studiare le fantasiose pitture rinvenute.

Dopo la morte di Nerone, il terreno della Domus Aurea venne «restituito al popolo romano» dagli imperatori successivi. In circa un decennio la dimora neroniana venne spogliata dei suoi rivestimenti preziosi: i cantieri per le terme di Tito erano già avviati nel 79 d.C. Vespasiano utilizzò lo spazio in cui era stato scavato il lago artificiale per costruire l’Anfiteatro Flavio, col Colossus Neronis nei suoi pressi. Anche le terme di Traiano ed il Tempio di Venere e Roma risiedono nel terreno occupato dalla Domus. In quarant’anni, la Domus Aurea fu completamente sepolta sotto nuove costruzioni, ma paradossalmente questo fece in modo che i “grotteschi” dipinti potessero sopravvivere; la sabbia funzionò come le ceneri vulcaniche di Pompei, proteggendoli dal loro eterno nemico, l’umidità.

Quando un giovane romano cadde accidentalmente in una fessura sul versante del colle Oppio alla fine del XV secolo, si ritrovò in una strana grotta, piena di figure dipinte. Ben presto i giovani artisti romani presero a farsi calare su assi appese a corde per poter vedere loro stessi. Gli affreschi scoperti allora sono ormai sbiaditi in pallide macchie grigie sul gesso, ma l’effetto di queste decorazioni grottesche, per l’appunto, furono elettrizzanti per l’intero Rinascimento. Quando il Pinturicchio, Raffaello e Michelangelo s’infilarono sotto terra e furono fatti scendere lungo dei pali per poter studiare queste immagini, ebbero una rivelazione di quel che era il vero mondo antico. Essi, ed altri artisti che, come Marco Palmezzano, lavoravano a Roma in quegli anni, si diedero a diffondere anche nel resto d’Italia tali “grottesche”.

Il primo che riuscì a rifare lo stile delle pitture delle grotte o “grottesche” fu il Morto da Feltre, Pietro (o Lorenzo secondo altri) Luzzo, che fu il loro scopritore. Tanto sappiamo da Giorgio Vasari che nelle sue Vite scrisse di lui nella Vita del Morto da Feltre e di Andrea di Cosimo Feltrini. Di Morto sono stati scoperti casualmente affreschi nello stile della grottesca a Palazzo de’ Mezzan in Feltre. Essi rappresentano una nuda (Venere-Fortuna-Primavera) e, nel talamo, tre “quadri di grottesche” con scene centrali che mostrano un protovangelo, una visitazione e una adorazione dei Magi.

Accanto alle firme di illustri e successivi turisti incise sugli affreschi, quali quelle di Giacomo Casanova e del Marchese de Sade, distanti di pochi centimetri l’una dall’altra, si possono leggere anche le firme di Domenico Ghirlandaio, Martin van Heemskerck, e Filippino Lippi.

L’effetto sugli artisti rinascimentali fu istantaneo e profondo: lo si può notare in maniera ovvia nella decorazione di Raffaello per le logge nel Vaticano.
La scoperta, però, provocò anche l’ingresso dell’umidità nelle sale, e questo avviò il processo di lento, inevitabile decadimento.

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

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