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Bunker di Villa Torlonia: riapertura dal 31 ottobre 2014

20 Ott

Dal 31 ottobre 2014 riapre il bunker di Villa Torlonia.

La porta d’ingresso ha una cornice di pietra. Una scala ripida scende sotto il fondale di un laghetto artificiale. Si gira a sinistra, poi a destra, fino ad arrivare a cinque metri di profondità. Sembra una cantina e infatti è qui che i principi Torlonia conservavano le botti di vino. Ma è qui che poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale fu attrezzato il primo rifugio anti-aereo della famiglia Mussolini, che abitava nella villa romana dei Torlonia. Il bunker sarà presto aperto al pubblico. “L’Espresso” lo racconta e lo mostra in anteprima.

Subito dopo la cantina si incontrano le porte del bunker, due porte blindate con spioncino: una, detta “anti-soffio”, doveva reggere l’urto dello scoppio di un ordigno, l’altra è dotata di filtri anti-gas. Oltre l’ingresso, c’è un lungo locale alto solo due metri, che si apre lateralmente in rientranze di varia ampiezza per un totale di 80 mq. Qui vennero collocati un gabinetto (ancora visibile), lo studiolo di Mussolini, attrezzatura di pronto soccorso, reti e materassi.

Alla fine della cantina era situato il pozzo d’areazione, che divenne un’uscita d’emergenza attraverso una scala a pioli ancora sul posto; il punto d’arrivo all’esterno è segnato da una piccola piramide in muratura, oggi chiusa. Per maggiore sicurezza fu realizzata una terza via di fuga, più agevole, prolungando l’ambiente sotterraneo con pareti rivestite di mattoni e soffitto voltato a botte: una ventina di gradini e si sbuca di fronte al Campo dei Tornei, che Mussolini trasformò in campo da tennis.

La targhetta di ferro della ditta Bergomi di Milano, posta su ciò che resta del sistema di ventilazione e filtraggio, azionato a manovella, fissa la data della costruzione: 1940. «Il restauro, diretto da Alberta Campitelli e da Annapaola Agati, è stato molto impegnativo perché il luogo era abbandonato da almeno settant’anni», racconta Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali. «Ma, finalmente, tutti e tre i rifugi-bunker della villa faranno parte a breve di un percorso didattico curato dall’associazione “Sotterranei di Roma”: un bell’esempio di collaborazione pubblico-privato».

In realtà l’ex cantina, pur fornita di luce elettrica e telefono, non fu granché utilizzata. Si racconta che durante gli allarmi notturni il Duce e i suoi familiari preferissero aspettare davanti all’ingresso il suono delle sirene che segnalavano il cessato pericolo.

Ben più frequentato fu invece il secondo ricovero, realizzato l’anno dopo nel grande locale seminterrato della residenza, il Casino Nobile, dove c’erano le vecchie cucine. Il soffitto era stato rinforzato da oltre un metro di cemento armato, le chiusure a tenuta stagna garantivano un’adeguata protezione, e l’accesso era più comodo. Fu solo dopo i bombardamenti di Torino, Milano e Genova – siamo nell’autunno del 1942 – che l’abitazione del capo del governo fu ritenuta, a ragione, uno degli obiettivi primari degli aerei nemici: era necessario un vero e proprio bunker, costruito con le tecnologie più avanzate.

I vigili del fuoco iniziarono così i lavori per la costruzione del super-ricovero sotto la direzione del brigadiere Leone D’Ubaldo; stima dei costi: 240 mila lire; durata prevista: tre mesi. Il luogo prescelto era comunicante con l’abitazione, ma situato sotto il piazzale del lato est: è proprio la zona dove si era svolto il ricevimento per le nozze di Edda Mussolini con Galeazzo Ciano; e il prato vicino, dove molti anni prima era arrivato un grande Topolino di legno regalato da Walt Disney, si era trasformato in un prosaico orto di guerra curato da Donna Rachele.

Per visitare questo secondo rifugio, rimasto incompiuto, si entra da quella che era l’uscita principale, sul lato del parco decorato con statue, piante e una fontana; ce n’era un’altra, che andava a finire più in alto attraverso una scala di legno, lì dove si nota una botola di ferro con bocchetta d’areazione. L’interno sembra un sottomarino. È un lungo tunnel nero di forma cilindrica, in cemento armato di quattro metri di spessore – che diventano sei nella parte superiore – posto ad una profondità tale da resistere a bombe di varie tonnellate e ad attacchi con armi chimiche. Avanzando su una pedana di legno si incrocia – ad angolo retto – un altro cilindro più corto, con tante cavità per la sistemazione dei vari impianti; la struttura però è vuota. Mancano infatti porte, cavi elettrici e telefonici, servizi igienici. Il terreno poco compatto richiese interventi imprevisti, facendo lievitare i costi, e i lavori furono interrotti.

Benito Mussolini ha scritto che l’aveva in antipatia, come per «un oscuro presentimento». Certo, non fu incoraggiante la scoperta, durante lo scavo, di antiche ossa, di una lapide funeraria e di una stanza realizzata dai Torlonia a mo’ di tomba etrusca; per non pensare alle catacombe ebraiche che si estendono sotto il perimetro della Villa per 13mila mq. E si ignorava quanto gli archeologi avrebbero trovato nei sotterranei del casino Nobile: una necropoli romana dove tre scheletri si trovavano a faccia in giù, sorte riservata a persone maledette. Nel predisporre la costruzione di tanti bunker per le alte gerarchie e la sua famiglia, il Duce si era preoccupato anche della sua amante. Fece infatti realizzare per Claretta Petacci dei vani blindati nei locali di servizio della Villa Camilluccia, vicino all’alcova tutta specchi e mobili rosa. È stato demolito, insieme alla villa, nel 1975.

Cosa invece era stato previsto per l’incolumità del re Vittorio Emanuele e della regina Elena? All’inizio della guerra i sovrani, che risiedevano a Villa Ada, avevano utilizzato come riparo le cantine: erano arredate a salottini, e durante gli allarmi veniva servito il tè. Mussolini però tra il 1941 e il ’42 pretese più sicurezza. In mezzo al parco, nel banco tufaceo fu ricavato un grande ambiente a “U”, con prese d’aria, una scala a chiocciola di marmo per un’uscita di sicurezza e porte blindate. I sovrani entravano con l’auto, trovando servizi igienici, acqua e scorte di viveri. A reggere l’urto di eventuali bombe era una grande tettoia di cemento armato. «Dopo Villa Torlonia», annuncia a “l’Espresso” Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura di Roma, «il prossimo obiettivo è proprio l’apertura del bunker di Villa Ada».

Fonte: L’Espresso, 13 ottobre 2014, di Maria Ranieri Panetta, foto di Emiliano Mancuso per l’Espresso

Vedi anche:

Musei in Musica 2013: concerti ed aperture straordinarie dei musei con INGRESSO GRATUITO

12 Nov

Musei in Musica 2013

Musei in Musica torna sabato 7 dicembre 2013 a Roma

Eventi musicali gratuiti in musei e spazi culturali straordinariamente aperti dalle 20.00 alle 02.00.

Oltre 80 eventi musicali ad ingresso gratuito animeranno più di 35 siti, tra musei e altri spazi culturali, straordinariamente aperti di sera e visitabili gratuitamente dalle ore 20.00 fino alle 02.00 (ultimo ingresso alle ore 01.00), con le mostre temporanee ospitate e le collezioni permanenti.

Sabato 7 dicembre torna a Roma MUSEI IN MUSICA con musei e spazi culturali della città straordinariamente aperti dalle 20.00 alle 02.00 di notte (ultimo ingresso ore 01.00) e animati da spettacoli di musica e danza completamente gratuiti.

La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina e Dipartimento Cultura, con il contributo di Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Il Gioco del Lotto. Sponsor principale Acea. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.

Saranno coinvolti i seguenti musei (civici, statali e privati), istituti culturali stranieri, università, spazi culturali e ricreativi:

Centrale Montemartini, Fondazione Roma Museo, Galleria d’arte Moderna di Roma Capitale, Galleria Nazionale d’arte Moderna, MACRO, MACRO Testaccio, MAXXI, Mercati di Traiano, Musei Capitolini, Musei di Villa Torlonia, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Castel Sant’Angelo, Museo di Roma in Trastevere, Museo di Roma Palazzo Braschi, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo Carlo Bilotti, Museo Nazionale Romano alle Terme Di Diocleziano, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, Palazzo delle Esposizioni, Protomoteca, Scuderie del Quirinale, Teatro di Villa Torlonia, Academia Belgica, Casa del Jazz, Casa del Cinema, Casa dell’Architettura, Centro Culturale Aldo Fabrizi, Centro Culturale Elsa Morante, Eataly, Galleria Alberto Sordi, Istituto Svizzero di Roma Villa Maraini, Palazzo Incontro, Reale Accademia di Spagna, Sapienza Università di Roma.

In collaborazione con Comunicare Organizzando, sarà aperto anche il Complesso Monumentale del Vittoriano fino alle ore 00.30 (ultimo ingresso ore 24,00).

I numerosi eventi di Musei in Musica – la maggior parte dei quali selezionati tramite apposito bando pubblico promosso da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Roma Capitale – sono tutti ad ingresso gratuito.

La maggior parte musei interessati rimarranno aperti e visitabili gratuitamente fino alle 02.00 (ultimo ingresso alle ore 01.00), con le mostre temporanee ospitate e le collezioni permanenti. Nel caso del Maxxi e della Fondazione Roma Museo la visita al museo prevede il pagamento di un biglietto di ingresso ridotto.

Protagonista della serata sarà la musica nei vari suoi generi: dalla classica al rock, dall’etnica al tango, dal jazz al blues, dal pop alla musica da film, fino ad arrivare alla musica folk.

La sezione dedicata alla musica folk, in particolare, è sostenuta dall’Unione europea nell’ambito del programma CULTURA con il progetto “FolkMus – Young musicians and old stories, folk music in musEUms and more”, al fine di sostenere e diffondere la musica folk europea. Rientrano nel progetto sei eventi che si svolgeranno a Musei in Musica, come indicato nel programma, di cui il principale avrà luogo alla Casa dell’Architettura dove si esibirà alle ore 23 l’Orchestra FolkMus composta, per questa edizione, da giovani musicisti folk provenienti da Estonia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Li precede alle ore 21 il concerto di una delle formazioni storiche della world music italiana che ritorna sul palco dopo 15 anni: la Tammurriata di Scafati, guidata da Nando Citarella e da Antonio ‘O Lione.

Durante la notte di Musei in Musica tutti potranno partecipare ad un contest su Instagram utilizzando l’hashtag #MUSica13.

Agli autori delle tre foto taggate con l’hashtag ufficiale che avranno ricevuto più “mi piace” andranno i biglietti omaggio per visitare le mostre “Gemme dell’Impressionismo”, “Robert Capa in Italia” e “Lee Jeffries. Homeless”.

INFO: 060608

PROGRAMMA COMPLETO

  • Mostra di Modigliani a Palazzo Cipolla rimarrà aperta straordinariamente fino alle ore 2.00. La biglietteria chiude un’ora prima. A partire dalle ore 20.00 i visitatori potranno accedere in mostra con il biglietto a tariffa ridotta di € 10,00 con audioguida in omaggio.
  • Cezanne e gli Artisti italiani del ‘900 al Complesso del Vittoriano: ingresso libero fino a esaurimento posti dalle ore 20.00 alle 00.30 (ultimo ingresso ore 24.00)
  • Le Scuderie del Quirinale aderiscono alla manifestazione MUSEI IN MUSICA. Sarà possibile visitare gratuitamente la mostra Augusto dalle 20.00 alle 02.00. L’ingresso è consentito fino fino a un’ora prima della chiusura.
  • Il MAXXI prolunga il suo orario di apertura fino alle ore 2.00 (con ultimo accesso consentito all’1.00) e, a partire dalle ore 20.00, sarà possibile accedere al museo con biglietto ridotto.
    Inoltre, dalle ore 21.00 a mezzanotte, il duo Nuance presenta Un’arpa e una voce, Hall del museo – accesso libero al concerto

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Musei in Musica 2013

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