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Vaticano in treno: treno delle ville pontificie dal Vaticano a Castel Gandolfo

12 Set

Vaticano in treno: treno delle ville pontificie dal Vaticano a Castel Gandolfo, un accesso privilegiato ai Musei Vaticani, alla Cappella Sistina, ai Giardini Vaticani e alle meraviglie botaniche ed architettoniche della Residenza Pontificia denominata ormai ’secondo Vaticano’. Il ’primo’ e il ’secondo’ Vaticano nuovamente e idealmente riuniti…

Straordinaria attivazione della linea ferroviaria Vaticano-Castel Gandolfo-Albano Laziale per un singolare e suggestivo viaggio che, dall’antica Stazione del più piccolo Stato al mondo, condurrà, grazie alla coincidenza con un trenino turistico, alla scoperta di un inestimabile tesoro artistico, botanico e architettonico.

Con l’eccezionale apertura del Giardino Barberini e del Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Residenza Pontificia si concede al grande pubblico.
I visitatori che prenotano ’Vaticano in Treno’ avranno un accesso privilegiato ai Musei Vaticani, alla Cappella Sistina, ai Giardini Vaticani e alle meraviglie botaniche ed architettoniche della Residenza Pontificia denominata ormai ’secondo Vaticano’.

Novità!
A partire dal mese di Settembre 2015 sarà ancora più facile raggiungere le Ville Pontificie con le nuove proposte che includono il trasferimento in treno di andata e ritorno.
I nuovi percorsi sono offerti anche con prezzi accessibili appositamente predisposti per le famiglie: le tariffe Family.

  • Vaticano Full Day
    La visita consente al visitatore di osservare i Musei Vaticani, la Cappella Sistina, i Giardini Vaticani e i Giardini delle Ville Pontificie.
  • Vaticano Full Day ’Family’
    Tariffa riservata alle famiglie per visitare i Musei Vaticani, la Cappella Sistina, i Giardini Vaticani e i Giardini delle Ville Pontificie.
  • Palazzo di Castel Gandolfo
    La visita offre la possibilità di visitare il Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo partendo in treno dalla stazione FS di Roma San Pietro.
  • Palazzo di Castel Gandolfo ’Family’
    La visita offre alle famiglie la possibilità di visitare il Museo del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo partendo in treno dalla stazione FS di Roma San Pietro.

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Castel Gandolfo: la casa del Papa diventa un museo aperto a tutti

22 Dic

Papa Bergoglio intende trasformare alcune stanze del Palazzo Apostolico, da lui poco usato per la villeggiatura, in un museo con una Galleria di Ritratti dei Pontefici.

Jorge Mario Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires non usava andare in villeggiatura. Eletto Papa, anche. Anzi, pochi mesi dopo l’elezione, ha fatto sapere in Vaticano che avrebbe gradito che le Ville Pontificie di Castel Gandolfo venissero adibite ad altri scopi. Quali? Anzitutto la condivisione. Rendere le Ville accessibili a tutti, fedeli e turisti insieme. E con le Ville, parte del Palazzo Apostolico, eccezion fatta naturalmente per l’appartamento pontificio nel quale, anche solo per brevi periodi, il Papa se vuole può sempre alloggiare.

Nel Palazzo, l’idea che inizierà a prendere corpo già dalla settimana prossima (ma l’allestimento finirà in primavera) è quella di creare una sorta di museo, ovvero una Galleria dei Ritratti dei Pontefici, che si sono avvicendati al Soglio di Pietro dal 1500 ad oggi, con tanto di stemmi e didascalie a spiegarne l’araldica. «Poiché in tutto il percorso dei Musei Vaticani solo raramente i visitatori si imbattono nei ritratti dei Pontefici — spiega Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei — e in tali occasioni non c’è nessuna opportunità né di poterne leggere il nome, né di conoscere quale ruolo più o meno importante abbiano avuto nella Storia del Papato, abbiamo pensato di aiutarli a conoscere la loro “vera” storia.

L’apertura di questa Galleria sarà, infatti, un’occasione per far conoscere al grande pubblico la vita, le gesta e le virtù di Papi santi, magnanimi e benigni, generosi committenti e protettori di geni artistici, ma anche dalle rispettive insegne araldiche, spesso coincidenti al nobile casato di appartenenza».

Condividere ciò che si ha, financo il proprio patrimonio — quello archeologico delle ville, palazzo a parte, parla di un’area di circa 55 ettari di cui 30 tenuti a giardino e i restanti 25 destinati all’attività agricola — è nel dna di Francesco. E, infatti, spiega il direttore delle ville Osvaldo Gianola, «qui si tratta di una svolta che chiamerei proprio della condivisione. Aprire anche i giardini e il palazzo che fino a ieri erano appartenuti alla sfera privata dei Papi, è un grande gesto di condivisione.

E anche, se posso dirlo, di spending review. Nelle ville lavorano 55 persone con relative famiglie. Ci sono giardinieri, agronomi, operai, uscieri, esperti di arte topiaria, contadini, coltivatori. Far arrivare ogni giorno dei turisti significa valorizzare al massimo il loro lavoro e renderlo utile a tutti. E anche questa è stata una delle preoccupazioni che ha spinto Francesco ad aprire: far sì che il lavoro di questa gente acquisti un significato nuovo».

Non solo, dunque, dal Palazzo Apostolico vaticano: seppure l’appartamento resterà sempre a sua disposizione, è in qualche modo pure dal palazzo di Castel Gandolfo che il Papa si tiene alla larga. Anche se, a onore del vero, Francesco non è un’eccezione. Come spiega Barbagallo, coautore con monsignor Paolo Nicolini del volume “Il Palazzo Apostolico e le Ville Pontificie di Castel Gandolfo”, presto in uscita per le Edizioni Musei Vaticani, «molti Papi non hanno abitato “a Castello”, ognuno per ragioni diverse, ma tutte condivisibili».

Papa Braschi, ad esempio, «non amava la campagna». E così sui colli non mise mai piede. Altri Pontefici, alcuni eletti sul Colle Quirinale già anziani (l’ultimo conclave convocato sul Quirinale ebbe luogo nel 1846), furono impossibilitati a partire per la villeggiatura proprio a causa dell’età avanzata. I medici pontifici, in sostanza, non lo permisero loro: sarebbero potuti morire durante il viaggio. In qualche caso, invece, furono gli stessi medici a convincere i Pontefici della salubrità delle Ville Pontificie: «Il 23 novembre del 1700 — racconta ancora Barbagallo — venne eletto Clemente XI Albani, che nei primi nove anni di pontificato non riuscì mai a lasciare Roma, angustiato per la guerra che imperversava in Europa per la successione spagnola. Fu solo nel 1710 che il medico pontificio Giovanni Maria Lancisi riuscì a convincere il Papa a trasferirsi a Castel Gandolfo, dove fece poi ritorno con regolarità».

Dopo Leone XII, Pio X e Benedetto XV furono costretti a restare in Vaticano a causa delle contese con il Regno d’Italia. Quindi venne Papa Luciani che sui colli non andò mai a motivo di un pontificato troppo breve.

Non così altri Pontefici. Ratzinger ama le Ville. Qui ha trascorso lunghi periodi del suo pontificato, compreso il mese successivo alla rinuncia, dal 28 febbraio 2013. Amava il pomeriggio passeggiare col segretario Georg Gänswein fra lecci, cipressi e la piccola siepe di mortella — le tre specie che negli anni Trenta il direttore Emilio Bonomelli e l’architetto Giuseppe Momo impiantarono creando il curatissimo giardino all’italiana ancora oggi perfettamente conservato — fino al laghetto con i pesci rossi e le carpe nel «giardino della Madonnina» e qui dare un po’ di pane ai pesci.

Il pane, poi, non lo riportava a casa, ma lo nascondeva in una nicchia delle antiche mura della villa di Domiziano, in parte perfettamente intatte. Karol Wojtyla trascorreva anch’egli lunghi periodi a palazzo, facendo anche un po’ di sport nei giardini e ricevendo, privatamente e non, capi di stato e amici.

Articolo di Paolo Rodari, da La Repubblica, 19 dicembre 2014

Vedi anche:

Apertura e visite delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo con il Giardino Barberini

28 Feb

Il Papa apre i giardini di Castel Gandolfo: dal 1° marzo 2014 pellegrini e turisti potranno varcare la soglia delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per visitare l’esclusivo Giardino Barberini.

Le Ville Pontificie di Castel Gandolfo sono costruzioni erette in un’area di circa 55 ettari situata nei Castelli Romani, in provincia di Roma, inclusa tra le zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia.
Sono state concesse alla Santa Sede con i Patti Lateranensi del 1929 in quanto costituiscono la residenza suburbana frequentata dai Papi fin dall’epoca di papa Urbano VIII.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Chi non ha mai desiderato di percorrere, almeno una volta nella vita, i Giardini del Papa? Quel luogo magnifico e segreto che si affaccia sul lago di Castel Gandolfo e dove lo splendore dell’arte e la gloria della natura convivono in mirabile equilibrio? Ci voleva un uomo come Papa Francesco perché quel sogno diventasse praticabile e reso accessibile a tutti. È stata sua la decisione di aprire a chiunque lo desideri i suoi Giardini.
Dal prossimo 1 Marzo attraverso un sistema, qui illustrato in dettaglio, di prenotazioni e di visite guidate plurilingue, i Giardini papali di Castel Gandolfo saranno regolarmente aperti al pubblico. Si comincerà dal Giardino Barberini, quello più accessibile ed anche meno conosciuto. Chi entrerà nella villa che fu dei Barberini per passare poi alla Santa Sede con il concordato del 1929, potrà ammirare contesti insieme naturalistici ed archeologici di straordinaria suggestione. Dal Giardino della Magnolia, al Viale delle Rose, dal Viale delle Erbe aromatiche a quello dei Ninfei, dal Piazzale dei lecci al Giardino del Belvedere. Nell’area della Villa Barberini sorgeva, con affaccio sul lago, la Villa dell’Imperatore Domiziano e il visitatore potrà sostare fra le rovine del Teatro imperiale o scoprire il criptoportico, grandiosa e romantica rovina, degna di un capriccio del Piranesi.
Affacciandosi sul Piazzale Quadrato o sui giardini del Belvedere lo sguardo si aprirà sul Lazio tutto intero fino alla linea azzurra del mare.
Alla primavera del 2014 un regalo più bello Papa Francesco non poteva farlo.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Testo e foto dal sito Vatican.va

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