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Le mostre a Roma nella primavera 2018

2 Nov

Le mostre a Roma nella primavera 2018:

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FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017

14 Giu

FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017.
Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

Rassegna annuale che traccia i confini della fotografia contemporanea, organizzata e prodotta da Officine Fotografiche Roma, che quest’anno festeggia i 15 anni di attività.

Storie è il titolo di questa edizione, che mette in mostra diverse storie di vita e poliedrici metodi di narrazione, che spaziano dalle Polaroid alle foto scattate col cellulare, dai progetti multimediali al classico negativo.
Il viaggio inizia da uno dei mostri sacri della fotografia contemporanea, Larry Fink, in un lavoro a cura di Laura Serani, attraverso la sua inconfondibile visione ci offre uno spaccato degli USA degli ultimi cinque anni. Da Fink si passa a un’altra icona della fotografia contemporanea, Michael Ackerman, e la sua costante ricerca intimistica, in un nuovo lavoro curato da Lina Pallotta.

E poi Laia Abril, Esa Ylijaasko, Lorenzo Castore, Emiliano Mancuso e Federico Romano, Fabio Itri e Karim El Maktafi, autori che danno l’idea di quanto la fotografia sia in un momento di forte cambiamento. Ma FotoLeggendo è anche la poesia in immagini dell’australiana Tamara Dean, che arriva per la prima volta in Italia in un lavoro a cura di Diego Orlando.

E ancora letture portfolio, presentazioni editoriali, workshop.

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FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017. Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

FotoLeggendo: XIII edizione a Roma dal 6 giugno al 15 luglio 2017. Mostre, letture, portfolio, presentazioni editoriali, workshop e premi in diverse sedi e in diversi orari.

Le mostre di fotografia a Roma nella primavera 2017

24 Mar

Le mostre di fotografia a Roma nella primavera 2017:

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Vivian Maier, la fotografa misteriosa

15 Feb

Curiosità artistiche: Vivian Maier, la fotografa misteriosa.

Vivian Maier (New York, 1º febbraio 1926 – Chicago, 21 aprile 2009) è stata una fotografa statunitense, della cui attività artistica si sapeva ben poco fino a pochi anni prima della scomparsa: è stata scoperta nel 2007, grazie alla tenacia di John Maloof, anche lui americano, giovane figlio di un rigattiere.

Il ragazzo, nel 2007, volendo fare una ricerca sulla città di Chicago, e avendo poco materiale iconografico a disposizione, decise di comprare in blocco per 380 dollari, in un’asta, il contenuto di un box zeppo degli oggetti più disparati, espropriati per legge ad una donna che aveva smesso di pagare i canoni di affitto. Mettendo ordine tra le varie cianfrusaglie (cappelli, vestiti, scontrini e perfino assegni di rimborso delle tasse mai riscossi), Maloof reperì una cassa contenente centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare. Dopo aver stampato alcune foto, Maloof le pubblicò su Flickr ottenendo un interesse entusiastico e virale e l’incoraggiamento della community ad approfondire la sua ricerca. Pertanto fece delle indagini sulla donna che aveva scattato quelle fotografie: venne a sapere che Vivian non aveva famiglia ed aveva lavorato per tutta la vita come bambinaia soprattutto nella città di Chicago; durante le giornate libere e i periodi di vacanza era solita scattare foto della vita quotidiana di città come New York, Chicago e Los Angeles.

Vivian Maier nacque a New York, il 1º febbraio 1926. Suo padre, Charles Maier, era americano, nato da una famiglia di emigranti austriaca, mentre sua madre, Maria Jaussaud, era nata in Francia. Lavorò come bambinaia.
Sul finire del 2008, ebbe un incidente cadendo sul ghiaccio e battendo la testa, per cui fu ricoverata in ospedale. Vivian Maier morì dopo poco tempo, il 21 aprile 2009, senza sapere che due anni prima, a causa degli affitti di stoccaggio non pagati, il suo box era stato messo all’asta e prima che John Maloof, che cercava sue notizie e voleva valorizzare la sua opera, potesse trovarla e incontrarla.

La maggior parte delle sue foto sono “street photos” ante litteram e può essere considerata una antesignana di questo genere fotografico. Inoltre, scattò molti autoritratti, caratterizzati dal fatto che non guardava mai direttamente verso l’obiettivo, utilizzando spesso specchi o vetrine di negozi come superfici riflettenti.

Vivian Maier, per scattare le sue immagini, utilizzava una macchina fotografica Rolleiflex e un apparecchio Leica IIIc. La sua vita e il suo lavoro sono stati oggetto di libri e documentari.

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Italian Liberty: concorso fotografico 2015

13 Mag

Italian Liberty: il concorso fotografico 2015 per rendere omaggio (e censire) gli elementi di Art Nouveau in Italia.

”La bellezza salverà il mondo”
(Dostoevskij)

Questo è il motto del terzo concorso fotografico a partecipazione gratuitaItalian Liberty”, nato per rendere omaggio e censire il meraviglioso patrimonio “Art Nouveau” italiano: ville, palazzi, monumenti, sculture ed arti applicate.

Partendo da queste premesse, il concorso fotografico “Italian Liberty” intende rappresentare un’occasione unica per appassionare tutti alla Bellezza ed ai Valori di cui il “Liberty” è da sempre portatore.
Giovani e meno giovani, professionisti e dilettanti, ragazzi e classi delle scuole di ogni ordine e grado, associazioni, enti pubblici e privati, italiani e stranieri: tutti possono partecipare al concorso fotografico “Italian Liberty”.
Dopo il grande successo ottenuto dalle edizioni precedenti, la terza permette a chiunque di partecipare raccontando il “Liberty” in Italia sia con fotografie (massimo 30) che con la tecnica del video (solo 1 filmato).

Una ulteriore categoria è stata aggiunta in questa edizione: “The World Art Nouveau” nata per raccontare le opere “Liberty” presenti fuori dall’Italia. È possibile, infatti, presentare 20 fotografie dedicate alle opere “Art Nouveau” estere: questo grazie grazie alla collaborazione con prestigiose istituzioni estere quali European Route, Barcellona, Magazine Coup De Fouet, Rèseau Art Nouveau Network, Victor Horta Museum.

Saranno premiati venti finalisti: 12 per la categoria fotografica Italian Liberty, 3 per il video e 5 per la categoria “The World Art Nouveau”.

Al concorso “Italian Liberty”, ideato e diretto da Andrea Speziali ed organizzato da Aitm Art, è possibile iscriversi gratuitamente dal 2 marzo fino al 31 ottobre 2015, per iscriverti compila la domanda online o cartacea.

Per ricevere altre informazioni scrivere a info@italialiberty.it oppure telefonare al +(39) 011.207.2347

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Mostre di fotografia a Roma nella primavera 2015

8 Mag

La fotografia d’autore sembra essere uno dei temi dominanti delle mostre a Roma nella primavera 2015:

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Steve Mc Curry in mostra a Cinecittà

16 Apr

Steve Mc Curry. Oltre lo sguardo: dal 18 aprile al 20 settembre 2015 in mostra a Roma al Teatro1 di Cinecittà. Oltre 150 immagini di grande formato, un’audioguida a disposizione di tutti i visitatori nella quale l’artista racconta in prima persona le sue foto e una serie di 6 video dedicati ai suoi viaggi e al suo modo di concepire la fotografia.

Il primo incontro tra Steve McCurry e Cinecittà è avvenuto pochi anni fa ed è stato subito un colpo di fulmine. Tra i set e i magazzini della città del cinema il suo obiettivo ha colto nuove suggestioni arricchendo la sua ricerca di un sapore surreale.

La nuova mostra di Steve McCurry, presenta al pubblico le foto scattate a Cinecittà, i suoi lavori più recenti e una serie di scatti che sono legati a questa sorprendente ricerca, che si spinge oltre lo sguardo, che attraversa porte e finestre per raccontare lo spazio e la luce, per vincere il dolore e la paura. In mostra sono anche esposte alcune delle sue immagini più conosciute, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, pubblicato per la prima volta su National Geographic, la ragazza afgana che è diventata una delle icone assolute della fotografia mondiale.

Ad una nuova esposizione non poteva che corrispondere un allestimento del tutto nuovo, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nel mondo di McCurry e realizzato nel Teatro1, accanto agli edifici che ospitano “Cinecittàsimostra”, un percorso di visita permanente dedicato al cinema e alla storia di Cinecittà, che ha già raccolto un grande interesse del pubblico italiano e internazionale.

Oltre a presentare una originale selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna, curata da Biba Giacchetti e Peter Bottazzi, intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione, anche grazie ad una serie di video costruiti intorno alle “massime” in cui ha condensato la sua straordinaria esperienza e la sua concezione della fotografia.

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RomArt 2015, Biennale Internazionale di Arte e Cultura a Roma

25 Nov

RomArt 2015, Biennale Internazionale di Arte e Cultura a Roma dal 15 al 18 maggio 2015: la più grande capitale mediterranea diventa la culla dell’Arte e della Cultura Internazionale.

Roma capitale, nel suo avveniristico spazio fieristico della Nuova Fiera di Roma, ospita la prima edizione di ROMART.
Pittura, Scultura, Grafica, Fotografia, Video e Digital Art, e tante altre espressioni artistiche. Vecchi e nuovi talenti, risultato di una attenta curatela e di una oculata selezione da parte del comitato scientifico, vengono presentati in circa 17.000 mq allestiti per un grande evento di risonanza mondiale. Nel polo espositivo tra i più grandi e accreditati di Europa, opera architettonica firmata Tommaso Valle, centro nevralgico posizionato in modo strategico nel centro Italia, si sviluppano importanti collegamenti tra vecchi e nuovi mercati, vecchi e nuovi mondi.
Artisti provenienti da ogni parte del mondo, danno vita a quello che è destinato a diventare un evento da ricordare.

PROGRAMMA IN AGGIORNAMENTO

I numeri dell’evento:
17.000 mq di esposizione
5.000 opere
1.000 artisti
8 premi
8 sezioni
3 giurie

SITO UFFICIALE

RomArt 2015, Biennale Internazionale di Arte e Cultura Nuova Fiera di Roma

Jane Goodall, la ricerca sugli scimpanzè e le foto di Hugo van Lawick

6 Ago

Jane Goodall (1934), è un’etologa e antropologa britannica, nota soprattutto per la sua ricerca (durata 40 anni) sulla vita sociale e familiare degli scimpanzé. Dirige l’organizzazione Jane Goodall Institute, che si occupa dello studio e della protezione dei primati in diverse zone del mondo.

Uno dei maggiori contributi della Goodall nel campo della primatologia è stata la scoperta dell’uso di utensili da parte degli scimpanzé; si differenziò dagli studiosi convenzionali in quanto, pur non interferendo con le attività dei gruppi da lei studiati, era tuttavia solita dare dei nomi ai singoli esemplari, anziché marcarli con codici alfanumerici come consueto.

Jane Goodall si è sposata due volte. La prima volta, nel 1964, fu con un fotografo naturalista di nome Hugo van Lawick, dal quale divorziò nel 1974. La seconda volta fu con Derek Bryceson, membro del parlamento della Tanzania e direttore dei parchi nazionali del paese. Rimasero sposati fino alla morte di lui, nel 1980.

La Goodall è una fervente sostenitrice di cause ambientaliste e umanitarie, ed è vegetariana. Per il suo impegno scientifico, politico e sociale, ha ricevuto molte onorificenze.

La sua foto con il piccolo Flint scattata dal marito Hugo Van Lawick in Tanzania nel 1964 sarà al Palazzo delle Esposizioni per la mostra dedicata ai 125 anni del National Geographic.

Fonte: Wikipedia

Hugo Van Lawick, Tanzania, 1964

Hugo Van Lawick, Tanzania, 1964
Guardando questo gesto semplice tra Jane Goodall e il piccolo Flint si potrebbe pensare che il mondo sia un’unica grande famiglia.

Sharbat Gula, la celebre ragazza afgana fotografata da Steve McCurry

6 Ago

Ragazza afgana è una celebre fotografia scattata da Steve McCurry nel 1984, e successivamente pubblicata sulla copertina della rivista National Geographic Magazine del numero di giugno 1985. L’immagine divenne una sorta di simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta.

La foto, scattata in un campo profughi di Peshawar, ritrae l’orfana dodicenne Sharbat Gula (Pashto: شربت ګله ). L’espressione del suo viso, con i suoi occhi di ghiaccio, resero ben presto l’immagine celebre in tutto il mondo.

Nel gennaio 2002 McCurry e il National Geographic hanno organizzato una spedizione per scoprire se la ragazza fosse ancora viva; Sharbat Gula è stata ritrovata dopo alcuni mesi di ricerche, e McCurry ha potuto così fotografarla nuovamente, a distanza di 17 anni.

Vedi anche:

(Fonte: Wikipedia)

A Life Revealed: l'articolo sul National Geographic

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