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Curiosità romane: le grottesche della Domus Aurea

3 Ott

Forse non tutti sanno che… la decorazione a grottesche prende il nome dalla Domus Aurea a Roma.

Le grottesche sono un soggetto pittorico di decorazione parietale molto popolare a partire dal Cinquecento ed a cui il Vasari dedica il capitolo XXVII della sua Introduzione alle tre arti del disegno.

La decorazione a grottesca è caratterizzata dalla raffigurazione di esseri ibridi e mostruosi, chimere, spesso ritratte quali figurine esili ed estrose, che si fondono in decorazioni geometriche e naturalistiche, strutturate in maniera simmetrica, su uno sfondo in genere bianco o comunque monocromo. Le figure sono molto colorate e danno origine a cornici, effetti geometrici, intrecci e quant’altro, ma sempre mantenendo una certa levità e ariosità, per via del fatto che in genere i soggetti sono lasciati minuti, quasi calligrafici, sullo sfondo. L’illustrazione prevalentemente fantasiosa e ludica, non sempre persegue una funzione puramente ornamentale, ma riveste talvolta anche uno scopo didascalico ed enciclopedico, riproducendo inventari delle arti e delle scienze o raffigurazioni a carattere eponimo.

Il nome, come spiega Benvenuto Cellini nella sua autobiografia, deriva dalle grotte del colle Esquilino a Roma che altro non erano che i resti sotterranei della Domus Aurea di Nerone, scoperti nel 1480 e divenuti immediatamente popolari tra i pittori dell’epoca che spesso vi si fecero calare per studiare le fantasiose pitture rinvenute.

Dopo la morte di Nerone, il terreno della Domus Aurea venne «restituito al popolo romano» dagli imperatori successivi. In circa un decennio la dimora neroniana venne spogliata dei suoi rivestimenti preziosi: i cantieri per le terme di Tito erano già avviati nel 79 d.C. Vespasiano utilizzò lo spazio in cui era stato scavato il lago artificiale per costruire l’Anfiteatro Flavio, col Colossus Neronis nei suoi pressi. Anche le terme di Traiano ed il Tempio di Venere e Roma risiedono nel terreno occupato dalla Domus. In quarant’anni, la Domus Aurea fu completamente sepolta sotto nuove costruzioni, ma paradossalmente questo fece in modo che i “grotteschi” dipinti potessero sopravvivere; la sabbia funzionò come le ceneri vulcaniche di Pompei, proteggendoli dal loro eterno nemico, l’umidità.

Quando un giovane romano cadde accidentalmente in una fessura sul versante del colle Oppio alla fine del XV secolo, si ritrovò in una strana grotta, piena di figure dipinte. Ben presto i giovani artisti romani presero a farsi calare su assi appese a corde per poter vedere loro stessi. Gli affreschi scoperti allora sono ormai sbiaditi in pallide macchie grigie sul gesso, ma l’effetto di queste decorazioni grottesche, per l’appunto, furono elettrizzanti per l’intero Rinascimento. Quando il Pinturicchio, Raffaello e Michelangelo s’infilarono sotto terra e furono fatti scendere lungo dei pali per poter studiare queste immagini, ebbero una rivelazione di quel che era il vero mondo antico. Essi, ed altri artisti che, come Marco Palmezzano, lavoravano a Roma in quegli anni, si diedero a diffondere anche nel resto d’Italia tali “grottesche”.

Il primo che riuscì a rifare lo stile delle pitture delle grotte o “grottesche” fu il Morto da Feltre, Pietro (o Lorenzo secondo altri) Luzzo, che fu il loro scopritore. Tanto sappiamo da Giorgio Vasari che nelle sue Vite scrisse di lui nella Vita del Morto da Feltre e di Andrea di Cosimo Feltrini. Di Morto sono stati scoperti casualmente affreschi nello stile della grottesca a Palazzo de’ Mezzan in Feltre. Essi rappresentano una nuda (Venere-Fortuna-Primavera) e, nel talamo, tre “quadri di grottesche” con scene centrali che mostrano un protovangelo, una visitazione e una adorazione dei Magi.

Accanto alle firme di illustri e successivi turisti incise sugli affreschi, quali quelle di Giacomo Casanova e del Marchese de Sade, distanti di pochi centimetri l’una dall’altra, si possono leggere anche le firme di Domenico Ghirlandaio, Martin van Heemskerck, e Filippino Lippi.

L’effetto sugli artisti rinascimentali fu istantaneo e profondo: lo si può notare in maniera ovvia nella decorazione di Raffaello per le logge nel Vaticano.
La scoperta, però, provocò anche l’ingresso dell’umidità nelle sale, e questo avviò il processo di lento, inevitabile decadimento.

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

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Domus Aurea: riapertura dal 26 ottobre 2014

3 Ott

Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere PROROGATA al 27 dicembre 2015

Riapertura della Domus Aurea: dal 26 ottobre 2014 riprendono le visite guidate alla Villa urbana costruita dall’imperatore romano Nerone. AGGIORNAMENTO 23/10/2014: Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre 2014 al 27 dicembre 2015
Progetto Domus Aurea. Visita al cantiere di restauro ogni sabato e domenica dalle 09.15 – 17.00 con accesso esclusivamente con visita guidata con prenotazione obbligatoria in gruppi contingentati di massimo 25 persone scaglionati ogni 15’ dalle ore 9.15 alle ore 15.45 in italiano, spagnolo e inglese. Ultimo ingresso alle ore 15.45.

È chiusa dal dicembre del 2005, per pericoli di crolli e cedimenti strutturali, ma ora sta per riaprire. Un conto alla rovescia che fa già battere forte il cuore. Alla fine del mese di ottobre, la Domus Aurea, il capolavoro architettonico voluto da Nerone dopo l’incendio del 64 d.C., sarà restituita al pubblico. Il sistema sarà ovviamente contingentato. Il monumento, com’è noto, è al centro di un complesso progetto di restauro e messa in sicurezza che potrà svelarlo nella sua leggendaria interezza non prima del 2018. Pertanto le visite guidate saranno al cantiere, a numero chiuso, ogni sabato e domenica, su prenotazione. La voci ieri circolavano in modo insistente, la Soprintendenza ai beni archeologici non le ha smentite. Sembra che si possa mettere in agenda già sabato 25 ottobre. Stavolta i tempi sono maturi. E il percorso di visita potrebbe essere all’altezza delle aspettative. Da quanto si apprende, il pubblico non solo potrà arrivare fino all’Aula Ottagona, capolavoro mozzafiato di architettura, ma potrà esplorare per la prima volta anche alcune delle sale nel settore ovest della Domus Aurea. Sempre rimasto precluso, anche all’epoca della sua ultima apertura nel 1999. Questo perché fin dal 2011 la Soprintendenza statale, sotto la direzione di Fedora Filippi, aveva già avviato una fase sperimentale del progetto salva-Domus Aurea, concentrandosi proprio nell’ala nord-occidentale del monumento che corre sotto il colle Oppio. L’obiettivo era quello di mettere in campo un nuovo sistema di coperture protettive che, per salvare le sale ipogee da infiltrazioni d’acqua e dal peso del terreno (compresa la minaccia delle radici) ridisegnava completamente i livelli del giardino. L’ESPERIMENTO Esperimento riuscito, tanto da diventare la linea guida per tutto il restyling. E in tre anni di cantiere, i lavori in alcune sale sono a buon punto. Pronti almeno per ingresso a numero chiuso. Un anno fa l’ipotesi di un’apertura era stata annunciata dal blog della Domus Aurea, il diario on line tenuto dall’intero staff tecnico della Soprintendenza. A giugno scorso, in occasione della visita del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini era stata appena vagheggiata dalla Soprintendente Mariarosaria Barbera. Ieri non è stata smentita. L’esperienza si preannuncia unica, non solo per scoprire le meraviglie mozzafiato della reggia d’oro di Nerone, ma anche per vedere in diretta il salvataggio del gioiello millenario. Fonte: Il Messaggero, di Laura Larcan, Venerdì 3 Ottobre 2014
AGGIORNAMENTO 15 ottobre 2014 – “Ci stiamo lavorando, non c’è ancora una data precisa” anche perché “sono annunciati scioperi generali”, ma la Domus Aurea, dove sono in corso lavori di ristrutturazione, “sarà aperta entro fine ottobre, come annunciato”. Lo ha detto la soprintendente dei Beni Archeologici di Roma Mariarosaria Barbera in occasione della presentazione del raddoppio del parco della via Latina. L’apertura attraverso un itinerario in sicurezza sarebbe prevista solo nei week end, perché è in corso il cantiere. Fonte: Ansa

Vedi anche: Curiosità romane: le grottesche della Domus Aurea

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