Tag Archives: Picasso

Le mostre a Roma nell’autunno 2017

19 Mag

Le mostre in programma a Roma nell’autunno 2017:

Inoltre:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Vedi anche:

Picasso: 100 anni dal viaggio in Italia

3 Apr

Picasso, cento anni dal viaggio in Italia: il MiBACT celebra il centenario di quel viaggio di Picasso con importanti iniziative e mostre.

Nel 1917 Picasso compie un viaggio in Italia insieme a Jean Cocteau per  iniziare a lavorare sul sipario di Parade, il balletto ideato dallo stesso Cocteau su musiche di Satie che andò in scena a Parigi nel maggio dello stesso anno. Durante il soggiorno, l’artista si è soffermato a Roma, Napoli e Pompei.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo celebra il centenario di quel viaggio di Picasso con importanti iniziative e mostre.

Il primo appuntamento sarà l’8 aprile con l’inaugurazione di un’unica grande esposizione dal titolo “Picasso e Napoli: Parade” che avrà luogo nelle sedi del Museo di Capodimonte di Napoli – dove sarà, tra l’altro, esposto per la prima volta il sipario Parade – e nell’Antiquarium  degli scavi di Pompei –  che accoglierà i costumi del balletto disegnati dall’artista. L’evento espositivo permetterà di sottolineare l’importanza dell’incontro diretto di Picasso con l’antichità a Pompei e soprattutto con la cultura tradizionale napoletana, aspetto totalmente nuovo negli studi picassiani, attraverso alcune fra le sue maggiori espressioni – il presepio, il teatro popolare e il teatro delle marionette.

Il 10 aprile, il Teatro dell’Opera di Roma ospiterà una serata dal titolo “Picasso a Roma cento anni fa – partitura d’arte, danza e genio” che ricorda la serata del 10 aprile 1917, quando, nel ridotto del Teatro Costanzi, fu allestita una mostra di opere della collezione di Leonid Massine a cui partecipò Picasso, per la prima volta esposto a Roma, insieme a Balla, Depero, Prampolini, Stravinskij, Cocteau e lo stesso Massine.

Il 27, 28 e 29 luglio il Teatro Grande di Pompei ospiterà due balletti con la coreografia di Leonide Massine: Parade su musica di Erik Satie e Pulcinella su musiche di Stravinskij, entrambi interpretati dai primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Il 21 settembre, le Scuderie del Quirinale inaugureranno la grande mostra “Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925 in collaborazione con  il Centre Pompidou di Parigi, il Museum Berggruen di Berlino, la Fundació Museu Picasso di Barcellona, il Guggenheim, il Metropolitan Museum di New York e le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma. La mostra, che vedrà esposte oltre 100 opere dell’artista, approfondirà la produzione di Picasso immediatamente successiva all’esperienza italiana, documentando l’impatto a lungo termine di questo viaggio sulla sua formazione: dalle suggestioni neoclassiche ispirate alla scultura antica, al Rinascimento romano, fino alla scoperta della pittura parietale di Pompei. La mostra prevede anche l’esposizione del sipario Parade nel salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.

“Il progetto “Cento anni dal viaggio in Italia di Pablo Picasso” – ha dichiarato il Ministro Franceschini – che vede il coinvolgimento diretto di importanti istituzioni culturali italiane, dal Teatro dell’Opera di Roma al Museo e Real Bosco di Capodimonte, alla Soprintendenza di Pompei, alle Scuderie del Quirinale e le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, è davvero il modo migliore per rendere omaggio a un grande artista europeo legato in maniera indissolubile al nostro Paese”.

Vedi anche:

picassoviaggio

Pablo Picasso tra Cubismo e Neoclassicismo in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale

6 Gen

Pablo Picasso tra Cubismo e Neoclassicismo (1915-1925) in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale, da settembre 2017.

Si aprirà il 21 settembre a Roma, alle Scuderie del Quirinale, la mostra Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925. Curata da Olivier Berggruen, l’esibizione si propone di rievocare, a cent’anni di distanza, il viaggio che Picasso (1881-1973) compì in compagnia di Cocteau e Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev, durante il quale (tra l’altro) l’artista avrebbe conosciuto e si sarebbe innamorato di Olga Kochlova, prima ballerina dei Balletti e sua prima moglie. Meno di otto settimane (a partire dal 17 febbraio 1917) che sarebbero risultate determinanti per lo sviluppo dell’arte di Picasso, un Grand Tour che lo avrebbe messo a confronto con la grande arte antica (romana e etrusca) ma anche con la cultura «popolare» (quella degli spettacoli di marionette, delle cartoline con le giovani donne in costume tradizionale) e con i fermenti del Futurismo.

Un centinaio i capolavori esposti (prestati da grandi musei come il Picasso di Parigi e il Metropolitan di New York): dal Ritratto di Olga in poltrona a quello di Paul, il loro figlio, vestito da Arlecchino; da L’italiana alla natura morta Chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavola; da Il Flauto di Pan alle Due donne che corrono sulla spiaggia. Con un pezzo forte. Il sipario realizzato per il balletto Parade (e per la compagnia di Djaghilev): una grande tela (più di 10 metri per oltre 16) di solito conservato al Centre Pompidou e già esposto in Italia nel 1998, in occasione della mostra Picasso 1917- 1924 a Venezia, a Palazzo Grassi. Non sarà alle Scuderie (viste le dimensioni) ma nel vicino Palazzo Barberini, sotto le volte della grande sala affrescata da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza (1632). «Una grande occasione — spiega il curatore Berggruen — per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano». La mostra delle Scuderie rientra nel progetto Picasso-Mediterranée avviato nel 2015 dal Musée Picasso di Parigi e dal suo presidente Laurent Le Bon.Un centinaio i capolavori esposti (prestati da grandi musei come il Picasso di Parigi e il Metropolitan di New York): dal Ritratto di Olga in poltrona a quello di Paul, il loro figlio, vestito da Arlecchino; da L’italiana alla natura morta Chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavola; da Il Flauto di Pan alle Due donne che corrono sulla spiaggia. Con un pezzo forte. Il sipario realizzato per il balletto Parade (e per la compagnia di Djaghilev): una grande tela (più di 10 metri per oltre 16) di solito conservato al Centre Pompidou e già esposto in Italia nel 1998, in occasione della mostra Picasso 1917- 1924 a Venezia, a Palazzo Grassi. Non sarà alle Scuderie (viste le dimensioni) ma nel vicino Palazzo Barberini, sotto le volte della grande sala affrescata da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza (1632). «Una grande occasione — spiega il curatore Berggruen — per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano». La mostra delle Scuderie rientra nel progetto Picasso-Mediterranée avviato nel 2015 dal Musée Picasso di Parigi e dal suo presidente Laurent Le Bon.

Fonte: Corriere della Sera

Vedi anche:

Le mostre a Roma nella primavera 2017

3 Dic

Le mostre a Roma nella primavera 2017:

Inoltre:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Vedi anche:

Le mostre a Roma nell’autunno 2016

25 Lug

Le mostre a Roma nell’autunno 2016:

PROGRAMMA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Vedi anche:

La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900: Man Ray, Dalì, Picasso, Guttuso, Mirò, De Chirico in mostra alla GNAM

23 Mag

La seduzione del corpo femminile nell'arte del 900Dal 5 giugno al 5 ottobre alla Gnam La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900, una selezione di circa 130 opere che, tra sensualità e sessualità, declinano la figura della donna attraverso l’eterogeneità del linguaggio artistico.

Il percorso si articola in cinque sezioni dedicate a particolari aspetti della seduzione esercitata dal corpo femminile così come molti artisti, spesso diversissimi tra loro, l’hanno interpretata, convergendo verso una prospettiva ‘deformante’ che ne esprime la forza travolgente e per certi aspetti eversiva. Si innesta qui la provocatoria lettura che della seduzione ha offerto il sociologo francese Jean Baudrillard, secondo il quale essa non appartiene alla sfera della natura, ma a quella dell’artificio ed insieme a quella del segno e del rituale.

La prima sezione, dal titolo ‘le belle apparenze‘, presenta opere in cui il nudo femminile, quantunque esaltato da linee morbide e sinuose, e da pose languide e accoglienti, proprie della rappresentazione ‘classica’ del tema, viene ormai già declinato nel linguaggio inquieto delle avanguardie, in fuga da norme e convenzioni, alla ricerca semmai di trasgressione e provocazione, che in Modigliani, autore di raffigurazioni femminili tra le più sensuali e, appunto, seducenti, e nelle modelle fotografate in pose provocanti da Man Ray trovano esiti dirompenti.

La seconda sezione, intitolata ‘seduzione/sedizione‘, introduce alla eclissi del corpo, alla progressiva destrutturazione, nell’arte, della figura. Nelle opere, tra gli altri, di Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Manzù, Victor Brauner, Eric Heckel, Joan Mirò, Enrico Prampolini, il genere artistico del nudo femminile viene riformulato secondo logiche diverse dal naturalismo. Ora l’arte ha come fine la continua sperimentazione che persegue servendosi del geometrismo, del monumentalismo, del dinamismo e della scomposizione cubista. Gli autori di area surrealista, ben presenti nella rassegna grazie al fondo donato al museo da Arturo Schwarz nel 1998, offrono spesso un’immagine fortemente deformata della sessualità femminile. Infatti, la leggibilità della realtà è intaccata dall’interferenza dell’inconscio, conducendo all’autodistruzione ed alla cancellazione del corpo così come tradizionalmente l’arte l’aveva raffigurato, sino alla sua deformazione ai limiti del mostruoso.

La terza, dedicata all”oggetto del desiderio‘, attesta come la seduzione assuma le forme di particolari anatomici sessuali, ma anche di oggetti-feticcio. Si parte dalla rappresentazione di parti anatomiche femminili, spesso decontestualizzate, per giungere agli oggetti comuni investiti di implicazioni erotiche: dalla bambola di Hans Bellmer, alla donna-scarpa di Salvador Dalì, all’Objet mobile di Max Ernst.

La sezione ‘la bella e la bestia‘ allude all’incontro, e alla sovrapposizione dell’elemento umano con quello animale, o comunque non umano. E’ una confusione che ha sempre attratto e spaventato, e che nel gioco della seduzione esercitata dal nudo femminile, offre molteplici approdi: dall’inconscio e dall’automatismo di Surrealisti come Breton e Masson al simbolismo di Picasso.

La bella addormentata‘, infine, è il titolo dell’ultima sezione, che allude all’attrazione esercitata dal corpo femminile abbandonato nel sonno, fra vulnerabilità e passività. Il tema, trattato sin dall’antichità, raggiunge in molte delle opere qui presentate un effetto straniante, come nei nudi trattati con linearità arcaizzante da Modigliani o nelle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico.

MAGGIORI INFORMAZIONI


Picasso, Braque, Léger e il linguaggio internazionale del cubismo in mostra al Complesso del Vittoriano

20 Dic

Picasso, Braque, Léger e il linguaggio internazionale del cubismo
8 marzo / 23 giugno 2013
Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) Roma

firmetutti

Dopo la mostra dedicata a Guttuso, il Complesso del Vittoriano ospita le opere dei grandi autori cubisti: Picasso, Braque, Léger e il linguaggio internazionale del cubismo è la mostra in programma per la primavera 2013.

I capolavori dei Maestri della Storia dell’Arte contemporanea saranno esposti dall’8 marzo al 23 giugno 2013 a Roma, nelle sale del Vittoriano.

PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

Cubismo è un’espressione con cui si è soliti designare una corrente artistica ben riconoscibile, distinta e fondativa rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero successivamente sviluppate. Tuttavia il cubismo non è un movimento capeggiato da un fondatore e non ha una direzione unitaria. Il termine “cubismo” è occasionale: nel 1908 Matisse osservando alcune opere di Braque composte da “piccoli cubi” le giudicò negativamente, e Louis Vauxcelles l’anno dopo le chiamò “bizzarrie cubiste”. Da allora le opere di Picasso, Braque e altri vennero denominate cubiste.

etrqwet

I primi pittori propriamente cubisti sono considerati, per le opere che separatamente crearono nello stesso lasso di tempo (durante il 1907), Georges Braque e Pablo Picasso: in quell’anno Braque visitò la retrospettiva su Paul Cézanne presentata in occasione del Salon d’automne ed ebbe modo di conoscere Picasso, che stava lavorando al quadro “Les Demoiselles d’Avignon” . Nel 1911, lavorando assieme, i due pittori realizzarono opere molto simili: “Ma Jolie” e “La portoghese”. Essendo frammentate e definite in forme geometriche le due figure non erano più praticamente riconoscibili. Gertrude Stein disse in proposito che nell’arte cubista “l’incorniciatura della vita, la necessità che un dipinto esista nella sua cornice e rimanga nella sua cornice erano superate”.
Oltre a questi due indiscussi geni, Daniel-Henry Kahnweiler, che fu loro gallerista, include nel novero dei “quattro grandi”, ma in generale unici cubisti: Juan Gris e Léger. “Non a loro può richiamarsi lo scadere nell’ornamentazione e nella bella scrittura priva di senso che si viene oggi affermando in qualità di pittura accademica del nostro tempo. Michelangelo non è responsabile degli armadi in stile rinascimentale – ha detto Picasso alcuni decenni fa”.

Oltre a loro ne hanno fatto parte: Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Marcel Duchamp, suo fratello Raymond Duchamp-Villon, Jacques Villon, Francis Picabia, Gino Severini. Altri importanti autori del periodo furono Albert Gleizes, Jean Metzinger, Marie Laurencin, Max Weber, Louis Marcoussis, Roger de la Fresnaye, František Kupka, Léopold Survage e Félix Tobeen.

MAGGIORI INFORMAZIONI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: