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Il Museo di Palazzo Barberini diventa più grande: restituiti 700 mq dalla Difesa

2 Feb

Il Museo di Palazzo Barberini diventa più grande: restituiti 700 mq dalla Difesa.

Tornano al museo e ai cittadini le sale di Palazzo Barberini fino a oggi usate dal Circolo ufficiali del ministero della Difesa. Un protocollo d’intesa siglato dai ministri di Beni culturali e Difesa, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, restituisce infatti al museo di Palazzo Barberini i 700 metri quadrati del piano nobile che, dopo alcuni interventi di manutenzione, “tra un anno potranno riaprire al pubblico”.

Una “giornata importante” per Franceschini, “dimostrazione della volontà del governo di investire nel nostro straordinario patrimonio culturale e prova della forte collaborazione tra i ministeri”. La restituzione dell’ala sud del primo piano di Palazzo Barberini, dove il Circolo ufficiali aveva sede fino dal 1934 e che usava per rappresentanza, consentirà di ampliare il percorso espositivo della Galleria nazionale di arte antica di dieci sale, dove troveranno spazio opere finora chiuse nei depositi.

I nuovi spazi apriranno al pubblico dopo i lavori di manutenzione già messi a bando dal ministero della Difesa. Secondo l’accordo, sarà ora il Mibact a farsi carico della spesa di circa 1,8 milioni di euro messi a gara per gli interventi. “Tra un anno – ha detto Franceschini – dovrebbero concludersi i lavori e le sale verranno restituite al pubblico”.

Tra gli spazi che verranno riaperti alla fruizione, anche la sala del Trono – dove i due ministri oggi hanno siglato l’intesa – il ‘ponte minante’ del Bernini e il giardino pensile che “ha delle potenzialità enormi – ha aggiunto Franceschini – una specie di oasi” che potrebbe ospitare “una delle caffetterie più belle del mondo”. Il passaggio di consegne delle sale di Palazzo Barberini arriva dopo quello, sempre a opera della Difesa, che ha riguardato il piano nobile della Reggia di Caserta.

“Era uno dei punti del mio programma – ha tenuto a dire Pinotti – difendere la Difesa, ma nello stesso tempo non difendere quello che non è essenziale. Lasciare palazzi storici come questi vuol dire incentivare turismo e cultura, un obiettivo che è di tutto il governo”. Nel 2014, ha detto ancora Pinotti, “il ministero ha dismesso 103 immobili e siglato una serie di protocolli d’intesa con gli enti locali per la loro valorizzazione. In tutto, abbiamo 6.700 strutture di cui 1.500 non servono. C’è un grande lavoro da fare affinché il processo sia veloce”. Pinotti ha poi spiegato che le sale di Palazzo Barberini “venivano usate per rappresentanza, ma si trattava di pochi eventi ogni anno”. Secondo il protocollo, “il ministero della Difesa quando ne avrà bisogno potrà chiederne la disponibilita’”.

Fonte: La Repubblica, 29 gennaio 2015

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