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Worldwide Wall: a Testaccio un muro dedicato alla poster art

17 Mag

Worldwide Wall: a Testaccio un muro dedicato al posterismo, con 300 opere di artisti mondiali della street art.

Hanno lavorato ininterrottamente per tre giorni, dalle nove del mattino alle due-tre di notte. Hanno coperto un’intera parete prima semi-dimenticata con circa 300 poster arrivati da tutto il mondo.
Il risultato è ora meta di pellegrinaggio per gli appassionati del posterismo, la corrente emergente della street art, l’ultima onda di artisti di strada sospesi tra clandestinità e fenomeno di moda.

Da Londra a Amsterdam e New York i fans della poster art sono un esercito e Instagram è il loro tempio virtuale. Negli ultimi tempi hanno trovato in Roma una delle loro grandi capitali. Il salto di qualità è avvenuto ad aprile quando è stata realizzata quella che è stata definita la Cappella Sistina della poster art mondiale, un esperimento finora mai tentato: una parete di oltre venti metri di lunghezza e sei di altezza, un totale di 170 metri quadrati di superficie tappezzato senza lasciare libero un millimetro di muro. Oltre 300 poster affissi in modo da lasciare le opere singole visibili ma anche creando una nuova opera, il Worldwide Wall, il muro che unisce invece di dividere, visibile nel cuore del quartiere romano di Testaccio al Villaggio Globale. «Mai nessuno prima ha realizzato un’opera di queste dimensioni», avverte Andrea Gandini, l’unico degli artisti romani che ha partecipato alla creazione del muro a accettare di apparire con nome, cognome e volto.

Da papa Francesco a Paperone fino alle scarpe Converse, simboli e stili scelti per raccontare il mondo sul muro di Testaccio sono i più vari. Hanno partecipato 230 artisti da tutto il mondo e, come capita nelle nuove forme di arte urbana, l’opera forse non terminerà mai. «E’ diventato una specie di album di figurine della Poster Art mondiale, tutti vogliono esserci. Continuano a arrivarci poster e noi continuiamo a affiggerli se riusciamo senza privare nessuno del suo spazio», racconta Merio, 21 anni, studente di graphic design e soprattutto uno dei protagonisti di quest’avventura.

Non è stato semplice legare tutte le opere arrivate, ognuna ha dimensioni e forma diverse. E non è stato semplice farlo assumendosi in otto la responsabilità di scegliere dove collocare il lavoro di altri quasi 300 artisti.
A realizzare l’enorme poster sono stati nomi molto noti nel mondo del posterismo: Merio Fishes, Tzing Tao, Stoker Propaganda, K2m, Aloha streetart, Mr. Minimal, Oral Pro Nobis e Hanshellgretel.

Accade che il World Wide Wall ogni fine settimana ha decine di visitatori che vanno a scattare foto da postare sui social. Accade che si sta già preparando la seconda edizione che si terrà in Argentina. E che quest’arte finora considerata come una forma di degrado urbano, di poster che sporcano i muri delle città, stia diventando all’improvviso un fenomeno da considerare con occhi diversi. I poster sono affissi sui muri dei quartieri della movida, da Trastevere al Pigneto oltre che Testaccio. “I proprietari dei locali notturni non solo non protestano più per i muri sporchi e degradati ma ci chiedono agli artisti di andare a attaccare poster accanto ai loro locali perché attirano pubblico”, racconta Merio. E’ la democrazia dei like, delle foto da condividere. Per la poster art vale quanto una mostra in un museo.

Fonte: La Stampa

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