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Eur, riapre il Giardino delle Cascate

8 Mag

Riaperto il Giardino delle Cascate all’Eur: visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 20.

Zampilla di nuovo l’acqua nel Giardino delle Cascate sulle sponde del laghetto dell’Eur. Esempio di moderno giardino di paesaggio – una rarità a Roma, che ne ha molti ma non moderni – è stato realizzato nel 1961 su disegno del grande Raffaele De Vico. Presto chiuso e usato solo, sporadicamente, come set cinematografico, è stato riaperto al pubblico dopo un attento lavoro di restyling, a 56 anni dall’inaugurazione. Presenti al taglio di nastro Roberto Diacetti, presidente di Eur S.p.A., il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e il presidente del IX Municipio Dario D’Innocenti.

“Il Giardino delle Cascate”, afferma l’architetto Franco Zagari, autore di alcuni essenziali “complementi” all’opera,  “è forse il giardino moderno italiano più interessante della seconda metà del Novecento”. Un armonioso intreccio di salti e getti d’acqua, scogliere, pietre naturali, piante di diverse specie. Il tutto con un impianto progettuale che s’iscrive nella tradizione italiana, dunque caratterizzato da simmetrica e “classica” regolarità. La sua funzione non è meramente estetica: con i suoi movimenti d’acqua contribuisce all’ossigenazione delle acque del lago.

La riapertura al pubblico (tutti i giorni dalle 7 alle 20) arriva dopo la riparazione del ponte Hashi (che vuol dire “ponte” in giapponese) di Zagari, la cui pavimentazione vetrata era stata danneggiata da vandali: il ponte pedonale che passa sulla cascata centrale, connettendo le diverse sponde e facendo del giardino un tutt’uno con l’assieme del lago artificiale e delle sue frequentatissime passeggiate (come quella detta “giapponese”).

Ripartono così l’attenzione e l’interesse per il laghetto dell’Eur, vera e propria “Versailles moderna” e meta sempre amata dai romani per praticare sport acquatici, per una sgambata d’allenamento o per una semplice passeggiata domenicale con la famiglia. “Un tassello della valorizzazione dell’Eur”, ha detto il presidente del Municipio IX, “un gioiello che s’incastona in un Municipio che fa del verde il suo vanto”. Ricordando che Roma 9 ha 120 chilometri quadrati di aree non edificate su una superficie totale di 180.

Fonte: Comune di Roma

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Il Luneur di Roma riaprirà nella primavera 2016

11 Dic

Il Luneur di Roma riaprirà nella primavera 2016!

Il Luneur sta per riaprire a Roma. Chiuso dal 2008, il lunapark più famoso della capitale è a un passo dalla riapertura al pubblico. Per la gioia dei bambini e, soprattutto, di tanti ragazzi e genitori nostalgici che per una vita hanno frequentato il Luneur e fatto giri sulle sue giostre.
Come riporta ilmessaggero.it, il creative director del nuovo parco giochi Gianluca Falletta ha reso noto che l’inaugurazione è programmata per la fine della primavera 2016. Il cantiere dei lavori di rimessa in sesto del Luneur è di ben sette ettari. Alcune giostre “storiche” sono rimaste (cinque in tutto, col brucomela e gli elefantini Dumbo), comprese le quinte scenografiche d’epoca (la grande civetta, la casa degli orrori, le rocce delle miniere). Ma sono state realizzate ben dodici attrazioni inedite, cui si aggiungono tre aree speciali con l’ottovolante di ultima generazione, il percorso avventura all’insegna del fantasy e un mega nerf playground.

Fonte: cinquequotidiano.it

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Riapre a Roma il Museo Egizio, con una mostra gratuita sulla tomba di Tutankhamon

31 Ott

Riapre a Roma il Museo Egizio, con una mostra gratuita sulla tomba di Tutankhamon: dal 30 ottobre 2014 e per due anni circa il nuovo allestimento del Museo Egizio è una finestra sulla misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon, con i più bei pezzi in replica del corredo funerario del giovane faraone, come la maschera funeraria e il sarcofago d’oro, la cassetta in alabastro con i quattro vasi canopi e uno dei carri da guerra.

La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon
Museo Egizio dell’Accademia d’Egitto, Via Omero 4, Roma

Il trono dorato, il carro da parata, i sarcofagi, il ventaglio, gli archi e i bastoni cerimoniali, i gioielli, i sandali decorati con raffigurazioni di nemici immobilizzati, simbolicamente calpestati dal re durante la marcia, la maschera d’oro. E’ solo una minima parte di quanto si stagliò davanti agli occhi increduli di Howard Carter, l’archeologo inglese che il 26 novembre del 1922 scoprì a Luxor, nella Valle dei Re, la tomba intatta del faraone fanciullo, Tutankhamon. Ma è già abbastanza per fare sognare e fare viaggiare anche solo con la mente chi, fino a oggi, non ha potuto vedere gli originali custoditi al Museo Egizio del Cairo, o più semplicemente, ha voglia di fare un tuffo nell’antico Egitto. Da oggi al Museo egizio di Roma – ospitato negli spazi espositivi dell’Accademia d’Egitto – sarà possibile ammirare la riproduzione della tomba di Tutankhamon, XI faraone della XVIII dinastia, che regnò dal 1333 al 1323 a.C.. “Una trentina in tutto i reperti esposti – copie autenticate dal ministero delle Antichità egiziane – e acquistate dall’Accademia d’Egitto di Roma”, racconta fiera la prof.ssa Gihane Zaki, la prima donna a guidare il prestigioso istituto nato un’ottantina di anni fa. “Gli oggetti esposti – dice – rimarranno due anni in mostra”. Un modo, spiega, “di rendere un servizio al pubblico italiano. Uno strumento di conoscenza, in grado di fare viaggiare le persone, senza farle spostare dalla loro città”. I reperti legati alla vita del faraone morto a soli 19 anni in circostanze misteriose saranno visibili tutti i giorni dal lunedi’ al venerdi’ dalle 10.00 alle 17.00

Fonte: ANSAmed

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Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere

23 Ott

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre 2014 al 27 dicembre 2015

Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere PROROGATA al 27 dicembre 2015

CONFERMATA la riapertura della Domus Aurea nel 2014 .
Visita al cantiere di restauro ogni sabato e domenica dalle 09.15 – 17.00 con accesso esclusivamente con visita guidata con prenotazione obbligatoria in gruppi contingentati di massimo 25 persone scaglionati ogni 15’ dalle ore 9.15 alle ore 15.45 in italiano, spagnolo e inglese. Ultimo ingresso alle ore 15.45.

Visite guidate in italiano
sabato e domenica ore 9.15 – 10.00 – 10.45 – 11.00 – 11.30 – 12.30 – 13.30 – 13.45 – 14.15 – 15.45

Visite guidate in inglese
sabato e domenica ore 9.45 – 11.15 – 12.45 – 14.00 – 15.30

Visita guidate in spagnolo
sabato e domenica ore 10.15 – 13.00 – 14.30

Durata della visita: 75 minuti

Si consiglia l’utilizzo di scarpe comode e di giacche a vento.
Il percorso è parzialmente fruibile ai disabili con sedia a rotelle.

Percorso di visita del cantiere (documento in formato pdf, peso 86 Kb, data ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2014 )
Planimetria del percorso di visita (documento in formato pdf, peso 3588 Kb, data ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2014 )

Dopo la chiusura nel 2006, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha completato il Progetto definitivo per il risanamento della parte superiore alla Domus Aurea, che ha sviluppato, attraverso diverse fasi di sperimentazione teorica e applicativa, le indicazioni del Progetto preliminare del marzo 2011, seguendo le indicazioni dei Comitati di Settore per i Beni Archeologici e per i Beni Architettonici e Paesaggistici riuniti in seduta congiunta l’11 aprile 2011.

Il gruppo di progettazione della SSBAR, integrato da specialisti esterni competenti per le questioni fisico/ambientali, idrauliche e bio-botaniche, ha testato i comportamenti fisico/ambientali del Monumento  in presenza di differenti soluzioni  tecniche  di un nuovo giardino sostenibile per la conservazione della Domus Aurea, che dovrà integralmente sostituire l’attuale.

La prima parte del progetto riguarda l’integrale rimozione del giardino attuale, lo scavo archeologico con l’esposizione della superficie antica del Monumento e l’essenziale attività di consolidamento, ricucitura delle lesioni e di integrazione delle lacune.

Sul piano antico risanato sarà approntato il Sistema Integrato di Protezione che connette il monumento sotterraneo alla superficie calpestabile del nuovo giardino, abbattendo del 70% l’attuale peso. Il Sistema, inferiore a un metro di spessore, non consiste in una semplice impermeabilizzazione, ma integra a questa la coibentazione per il mantenimento dell’umidità superiore finalizzata a garantire la vitalità del nuovo giardino superiore e un articolato sistema drenaggio per il mantenimento del livello ottimale di umidità delle strutture sottostanti, prevedendo infine la possibilità di intervenire al di sotto dello strato profondo di impermeabilizzazione in caso di variazione di umidità. Tale Sistema determina, per le sue caratteristiche, un intrinseco aumento generale della sicurezza e sarà controllato da un Sistema di monitoraggio dei dati sensibili.

E’ prevista un’articolazione distribuita sulla superficie interessata estesa ca. mq 16.000 in 22 bacini che dal punto di vista idraulico e costruttivo hanno una funzionalità autonoma. Tale concezione risponde a più di un’ esigenza dettata sia dalla notevole estensione della superficie da trattare che comporterà in ogni caso una successione temporale nella realizzazione del progetto (il cronoprogramma prevede 7 Fasi in 4 anni), sia dalla necessità di una compartimentazione utile a favorirne la gestione e l’individuazione di eventuali problemi nel corso della sua gestione.

Il progetto del “Giardino della Domus Aurea” all’interno del Colle Oppio, ha confermato la volontà di recuperare e integrare la percezione dei due monumenti antichi, quello  ipogeo e più antico (Domus Aurea) con quello superiore e più recente (Terme di Traiano) attraverso l’accentuazione visiva dall’esterno di elementi architettonici della Domus Aurea.

La necessaria assenza di elementi arborei verticali, è stata risarcita con un’accurata scelta di essenze floreali e a verde che si dispongono negli ampi spazi sottolineando la lettura degli ambiti architettonici antichi. Così come già previsto nel Progetto preliminare, il giardino – ancorché vincolato per la sua gestione alla sicurezza del Sistema integrato di protezione e del relativo Sistema di monitoraggio – intende riproporre la funzionalità antica della vasta terrazza del complesso termale di Traiano, nel quale si sviluppava in modo monumentale, l’idea del luogo pubblico “polifunzionale” nel quale cultura e cura del corpo trovavano una sintesi.

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre 2014 all'8 marzo 2015

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre 2014 al 27 dicembre 2015

Bunker di Villa Torlonia: riapertura dal 31 ottobre 2014

20 Ott

Dal 31 ottobre 2014 riapre il bunker di Villa Torlonia.

La porta d’ingresso ha una cornice di pietra. Una scala ripida scende sotto il fondale di un laghetto artificiale. Si gira a sinistra, poi a destra, fino ad arrivare a cinque metri di profondità. Sembra una cantina e infatti è qui che i principi Torlonia conservavano le botti di vino. Ma è qui che poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale fu attrezzato il primo rifugio anti-aereo della famiglia Mussolini, che abitava nella villa romana dei Torlonia. Il bunker sarà presto aperto al pubblico. “L’Espresso” lo racconta e lo mostra in anteprima.

Subito dopo la cantina si incontrano le porte del bunker, due porte blindate con spioncino: una, detta “anti-soffio”, doveva reggere l’urto dello scoppio di un ordigno, l’altra è dotata di filtri anti-gas. Oltre l’ingresso, c’è un lungo locale alto solo due metri, che si apre lateralmente in rientranze di varia ampiezza per un totale di 80 mq. Qui vennero collocati un gabinetto (ancora visibile), lo studiolo di Mussolini, attrezzatura di pronto soccorso, reti e materassi.

Alla fine della cantina era situato il pozzo d’areazione, che divenne un’uscita d’emergenza attraverso una scala a pioli ancora sul posto; il punto d’arrivo all’esterno è segnato da una piccola piramide in muratura, oggi chiusa. Per maggiore sicurezza fu realizzata una terza via di fuga, più agevole, prolungando l’ambiente sotterraneo con pareti rivestite di mattoni e soffitto voltato a botte: una ventina di gradini e si sbuca di fronte al Campo dei Tornei, che Mussolini trasformò in campo da tennis.

La targhetta di ferro della ditta Bergomi di Milano, posta su ciò che resta del sistema di ventilazione e filtraggio, azionato a manovella, fissa la data della costruzione: 1940. «Il restauro, diretto da Alberta Campitelli e da Annapaola Agati, è stato molto impegnativo perché il luogo era abbandonato da almeno settant’anni», racconta Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali. «Ma, finalmente, tutti e tre i rifugi-bunker della villa faranno parte a breve di un percorso didattico curato dall’associazione “Sotterranei di Roma”: un bell’esempio di collaborazione pubblico-privato».

In realtà l’ex cantina, pur fornita di luce elettrica e telefono, non fu granché utilizzata. Si racconta che durante gli allarmi notturni il Duce e i suoi familiari preferissero aspettare davanti all’ingresso il suono delle sirene che segnalavano il cessato pericolo.

Ben più frequentato fu invece il secondo ricovero, realizzato l’anno dopo nel grande locale seminterrato della residenza, il Casino Nobile, dove c’erano le vecchie cucine. Il soffitto era stato rinforzato da oltre un metro di cemento armato, le chiusure a tenuta stagna garantivano un’adeguata protezione, e l’accesso era più comodo. Fu solo dopo i bombardamenti di Torino, Milano e Genova – siamo nell’autunno del 1942 – che l’abitazione del capo del governo fu ritenuta, a ragione, uno degli obiettivi primari degli aerei nemici: era necessario un vero e proprio bunker, costruito con le tecnologie più avanzate.

I vigili del fuoco iniziarono così i lavori per la costruzione del super-ricovero sotto la direzione del brigadiere Leone D’Ubaldo; stima dei costi: 240 mila lire; durata prevista: tre mesi. Il luogo prescelto era comunicante con l’abitazione, ma situato sotto il piazzale del lato est: è proprio la zona dove si era svolto il ricevimento per le nozze di Edda Mussolini con Galeazzo Ciano; e il prato vicino, dove molti anni prima era arrivato un grande Topolino di legno regalato da Walt Disney, si era trasformato in un prosaico orto di guerra curato da Donna Rachele.

Per visitare questo secondo rifugio, rimasto incompiuto, si entra da quella che era l’uscita principale, sul lato del parco decorato con statue, piante e una fontana; ce n’era un’altra, che andava a finire più in alto attraverso una scala di legno, lì dove si nota una botola di ferro con bocchetta d’areazione. L’interno sembra un sottomarino. È un lungo tunnel nero di forma cilindrica, in cemento armato di quattro metri di spessore – che diventano sei nella parte superiore – posto ad una profondità tale da resistere a bombe di varie tonnellate e ad attacchi con armi chimiche. Avanzando su una pedana di legno si incrocia – ad angolo retto – un altro cilindro più corto, con tante cavità per la sistemazione dei vari impianti; la struttura però è vuota. Mancano infatti porte, cavi elettrici e telefonici, servizi igienici. Il terreno poco compatto richiese interventi imprevisti, facendo lievitare i costi, e i lavori furono interrotti.

Benito Mussolini ha scritto che l’aveva in antipatia, come per «un oscuro presentimento». Certo, non fu incoraggiante la scoperta, durante lo scavo, di antiche ossa, di una lapide funeraria e di una stanza realizzata dai Torlonia a mo’ di tomba etrusca; per non pensare alle catacombe ebraiche che si estendono sotto il perimetro della Villa per 13mila mq. E si ignorava quanto gli archeologi avrebbero trovato nei sotterranei del casino Nobile: una necropoli romana dove tre scheletri si trovavano a faccia in giù, sorte riservata a persone maledette. Nel predisporre la costruzione di tanti bunker per le alte gerarchie e la sua famiglia, il Duce si era preoccupato anche della sua amante. Fece infatti realizzare per Claretta Petacci dei vani blindati nei locali di servizio della Villa Camilluccia, vicino all’alcova tutta specchi e mobili rosa. È stato demolito, insieme alla villa, nel 1975.

Cosa invece era stato previsto per l’incolumità del re Vittorio Emanuele e della regina Elena? All’inizio della guerra i sovrani, che risiedevano a Villa Ada, avevano utilizzato come riparo le cantine: erano arredate a salottini, e durante gli allarmi veniva servito il tè. Mussolini però tra il 1941 e il ’42 pretese più sicurezza. In mezzo al parco, nel banco tufaceo fu ricavato un grande ambiente a “U”, con prese d’aria, una scala a chiocciola di marmo per un’uscita di sicurezza e porte blindate. I sovrani entravano con l’auto, trovando servizi igienici, acqua e scorte di viveri. A reggere l’urto di eventuali bombe era una grande tettoia di cemento armato. «Dopo Villa Torlonia», annuncia a “l’Espresso” Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura di Roma, «il prossimo obiettivo è proprio l’apertura del bunker di Villa Ada».

Fonte: L’Espresso, 13 ottobre 2014, di Maria Ranieri Panetta, foto di Emiliano Mancuso per l’Espresso

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Domus Aurea: riapertura dal 26 ottobre 2014

3 Ott

Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere PROROGATA al 27 dicembre 2015

Riapertura della Domus Aurea: dal 26 ottobre 2014 riprendono le visite guidate alla Villa urbana costruita dall’imperatore romano Nerone. AGGIORNAMENTO 23/10/2014: Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre 2014 al 27 dicembre 2015
Progetto Domus Aurea. Visita al cantiere di restauro ogni sabato e domenica dalle 09.15 – 17.00 con accesso esclusivamente con visita guidata con prenotazione obbligatoria in gruppi contingentati di massimo 25 persone scaglionati ogni 15’ dalle ore 9.15 alle ore 15.45 in italiano, spagnolo e inglese. Ultimo ingresso alle ore 15.45.

È chiusa dal dicembre del 2005, per pericoli di crolli e cedimenti strutturali, ma ora sta per riaprire. Un conto alla rovescia che fa già battere forte il cuore. Alla fine del mese di ottobre, la Domus Aurea, il capolavoro architettonico voluto da Nerone dopo l’incendio del 64 d.C., sarà restituita al pubblico. Il sistema sarà ovviamente contingentato. Il monumento, com’è noto, è al centro di un complesso progetto di restauro e messa in sicurezza che potrà svelarlo nella sua leggendaria interezza non prima del 2018. Pertanto le visite guidate saranno al cantiere, a numero chiuso, ogni sabato e domenica, su prenotazione. La voci ieri circolavano in modo insistente, la Soprintendenza ai beni archeologici non le ha smentite. Sembra che si possa mettere in agenda già sabato 25 ottobre. Stavolta i tempi sono maturi. E il percorso di visita potrebbe essere all’altezza delle aspettative. Da quanto si apprende, il pubblico non solo potrà arrivare fino all’Aula Ottagona, capolavoro mozzafiato di architettura, ma potrà esplorare per la prima volta anche alcune delle sale nel settore ovest della Domus Aurea. Sempre rimasto precluso, anche all’epoca della sua ultima apertura nel 1999. Questo perché fin dal 2011 la Soprintendenza statale, sotto la direzione di Fedora Filippi, aveva già avviato una fase sperimentale del progetto salva-Domus Aurea, concentrandosi proprio nell’ala nord-occidentale del monumento che corre sotto il colle Oppio. L’obiettivo era quello di mettere in campo un nuovo sistema di coperture protettive che, per salvare le sale ipogee da infiltrazioni d’acqua e dal peso del terreno (compresa la minaccia delle radici) ridisegnava completamente i livelli del giardino. L’ESPERIMENTO Esperimento riuscito, tanto da diventare la linea guida per tutto il restyling. E in tre anni di cantiere, i lavori in alcune sale sono a buon punto. Pronti almeno per ingresso a numero chiuso. Un anno fa l’ipotesi di un’apertura era stata annunciata dal blog della Domus Aurea, il diario on line tenuto dall’intero staff tecnico della Soprintendenza. A giugno scorso, in occasione della visita del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini era stata appena vagheggiata dalla Soprintendente Mariarosaria Barbera. Ieri non è stata smentita. L’esperienza si preannuncia unica, non solo per scoprire le meraviglie mozzafiato della reggia d’oro di Nerone, ma anche per vedere in diretta il salvataggio del gioiello millenario. Fonte: Il Messaggero, di Laura Larcan, Venerdì 3 Ottobre 2014
AGGIORNAMENTO 15 ottobre 2014 – “Ci stiamo lavorando, non c’è ancora una data precisa” anche perché “sono annunciati scioperi generali”, ma la Domus Aurea, dove sono in corso lavori di ristrutturazione, “sarà aperta entro fine ottobre, come annunciato”. Lo ha detto la soprintendente dei Beni Archeologici di Roma Mariarosaria Barbera in occasione della presentazione del raddoppio del parco della via Latina. L’apertura attraverso un itinerario in sicurezza sarebbe prevista solo nei week end, perché è in corso il cantiere. Fonte: Ansa

Vedi anche: Curiosità romane: le grottesche della Domus Aurea

Riapre la Casa di Augusto al Palatino, dal 18 settembre 2014 al 28 marzo 2015

15 Set

Casa di Augusto al PalatinoLa Casa di Augusto (in latino Domus Augusti), talvolta indicata anche come Domus Augustea (da non confondere con la Domus Augustana di epoca flavia), era l’abitazione privata dell’imperatore Augusto, situata nel versante sud-ovest del colle Palatino.

La Casa di Augusto al Palatino rappresenta non solo un luogo denso di significato storico, ma costituisce anche uno degli esempi più raffinati ed eleganti delle pitture che decoravano gli ambienti delle abitazioni patrizie. Le stanze che oggi possono essere visitate sono precedute da un ambiente coperto da una volta a botte ed occupato da una rampa: nonostante si trattasse di un ambiente di passaggio, la volta è decorata da affreschi riproducenti un motivo a cassettoni, mentre le pareti presentano decorazioni ispirate ad elementi geometrici. Le due piccole stanze a fianco della rampa erano probabilmente riservate agli ospiti, mentre l’ultima stanza, al piano superiore, era dedicata all’uso privato ed esclusivo dell’imperatore. Gli affreschi datano gli ambienti al periodo mediano del Secondo Stile, tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I d.C.: si percepisce nettamente la ricerca di uno stile più arcaico e severo negli ambienti di rappresentanza, ove venivano intrattenuti e ricevuti gli ospiti, mentre lo stile si connota per temi fantastici ed atmosfere ariose, sottolineate dai colori tenui e brillanti, nello studio privato dell’imperatore.

Si accede con Biglietto combinato Colosseo Foro Romano e Palatino valido 2 giorni

Tutti i giorni dal 18 settembre 2014 al 28 marzo 2015.
Turni singoli accompagnati

Come arrivare:
Bus : n .60 – 75 – 84 – 85 – 87 – 117 – 175 – 186 – 271 – 571 – 810 – 850
Metro: Linea B fermata Colosseo

Luneur Park: a Roma torna il lunapark dell’EUR

9 Set

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A Roma torna il Luneur, il celeberrimo lunapark dell’EUR!
Iniziati i lavori di ricostruzione, il parco divertimenti dovrebbe aprire forse nella primavera 2014.

IERI, OGGI. DOMANI!
Dal 1953, anno in cui diventa parco stabile, il Luneur ha vissuto tante vite. Il parco di divertimento più antico d’Italia, e uno dei più importanti d’Europa, ha accompagnato generazioni di romani e ancora oggi rappresenta molto più di un semplice parco.
È un luogo della memoria, della “nostra” memoria.
Uno spazio leggendario che ha tante storie da raccontare. E che oggi, ritorna.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Se nella memoria di tanti la Ruota Panoramica ha continuato a girare, nella realtà il Luneur si è preso una pausa di riflessione di alcuni anni.
In questo periodo il Parco ha ripensato se stesso, proponendosi oggi interamente rinnovato, nelle attrazioni e nella sua concezione, per rispondere alle aspettative dei visitatori.
Lo ha fatto senza tradire il proprio dna, ma guardando al futuro.

IL DIVERTIMENTO È CAMBIATO, ANCHE IL LUNEUR.
Il Luneur Park è un parco dei divertimenti di nuova concezione. Pensato per le famiglie, con tanto verde, perfetto per i bambini, che possono giocare in un ambiente protetto,
garantito dai migliori standard di sicurezza.
Un city park facile da raggiungere, ricco di nuove attrazioni, con linee grafiche comuni, spazi armonici e tanta, tantissima natura.
Luneur Park non è un parco tematico,ma il luna park di Roma.
Uno spazio sorprendente nel quale ogni giorno è possibile trovare nuovi motivi di gioco e di divertimento, che riporta la nostra città nel circuito delle grandi capitali europee.

BENTORNATO LUNEUR PARK,
ERA TANTO CHE TI STAVAMO ASPETTANDO

VEDI ANCHE: SPECIALE BAMBINI A ROMA

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Il Giardino Quadrato al Vaticano riapre al pubblico

27 Mar

giardino_quadrato_homeCon l’arrivo della primavera i visitatori dei Musei Vaticani potranno profittare della riapertura del ‘Giardino Segreto‘: il verde spazio quadrangolare, antistante la Pinacoteca Vaticana, commissionato nel ‘500 da Paolo III all’architetto ferrarese Jacopo Meleghino.

Riservato un tempo agli ospiti illustri della corte pontificia, il giardino è oggi liberamente visitabile lungo il percorso museale.

Il Giardino Quadrato, creato in pieno Cinquecento per volontà di Papa Paolo III – il Papa Farnese che nel 1534 commissionò a Michelangelo il “Giudizio Universale” – dal 25 marzo 2013 sarà aperto al pubblico che visita i Musei Vaticani.

Realizzato dall’architetto ferrarese Jacopo Meleghino, è un classico giardino all’italiana che occupa una superficie di 7.735 metri quadrati, quasi un ettaro, destinato un tempo agli ospiti illustri della Corte Pontificia. Compartito in quattro aiuole bordate di siepi, è stato attrezzato di nuovissime panchine per offrire ai visitatori dei Musei Vaticani una pausa di relax. Dal giardino è visibile la Cupola di San Pietro, il bosco che copre il Colle Vaticano e la parete della Pinacoteca dove sono custoditi i capolavori di Raffaello, di Leonardo e di Caravaggio.
Il Giardino Quadrato è aperto al pubblico con il normale orario dei Musei Vaticani.

MAGGIORI INFORMAZIONI

giardinoquadrato

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