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Le mostre a Roma nell’autunno 2016

25 Lug

Le mostre a Roma nell’autunno 2016:

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Come visitare i Giardini Vaticani

2 Apr

I Giardini Vaticani sono uno splendido parco ricco di opere d’arte e meraviglie naturali.

I Giardini Vaticani occupano 0,23 (23 ettari) dei 0,44 km² della Città del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo stato. I Musei Vaticani li separano dalla zona nord, in cui risiedono le banche, il giornale e i Palazzi Apostolici dove abita il Pontefice.

I giardini sono il luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III (Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280) riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. All’interno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, il Papa fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium); questo primo nucleo sorse nei pressi del colle di Sant’Egidio, dove oggi si trova il Palazzetto del Belvedere ed i Cortili dei Musei Vaticani.

Il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei Giardini è comunque tra il Cinquecento e il Seicento, quando vi lavorano artisti e architetti come Donato Bramante e Pirro Ligorio (sua è la Casina di Pio IV), oltre a pittori e incisori che ritraggono la bellezza del luogo, tra i quali Antonio Tempesta, Giovanni Maggi e Giovanni Battista Falda. La cultura, l’arte e la filosofia rinascimentale influenzano i giardini non solo attraverso l’architettura stessa, ma anche con la costruzione di fontane, statue e tempietti.

Nel 1921 divampò un furioso incendio all’interno del sacello del santuario della Santa Casa di Loreto che incenerì la famosa statua della Madonna Nera. Venne subito rifatta per volere di papa Pio XI utilizzando il legno di un cedro del Libano proveniente dai Giardini Vaticani. La scultura, modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani, è quella ancor oggi venerata nella basilica di Loreto, nelle Marche.

Molte sono le testimonianze storico-artistiche rinvenibili nei giardini: dagli stessi giardini sono ancora visibili, ad esempio, le antiche Mura leonine in due tratti: quello più antico vicino alla Palazzina della Zecca, in prossimità della Fontana del Sacramento (detta anche delle Torri) e l’altro tratto, restaurato da Niccolò V, visibile sul colle insieme alle due grandiose torri circolari, dette torre della Radio e Torre Gregoriana (la cui seconda è il luogo usato prima da Leone XIII per l’edificazione di una palazzina utilizzabile come residenza estiva e poi, trasformata, diventerà nel 1891, la sede della Specola Vaticana, grazie all’apposito motu proprio di Leone XIII Ut mysticam).

Molte sono anche le fontane, fra le quali quella della Galera, risultato di tre secoli di elaborazioni e cambiamenti. Un galeone spara getti d’acqua dai suoi cannoni, e papa Urbano VIII lo celebrò con un distico latino: “Bellica Pontificem non fundit machina flammas/Sed dulcem belli qua perit ignis aquam” (La macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco). Anche notevole è la fontana dell’Aquila: “vera e propria mostra dell’Acqua Paola a Roma, destinata a fare da pendant all’altra grande mostra, cioè al Fontanone del Gianicolo” (G. Morelli, Giardini Vaticani).

Nei Giardini si trovano, oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi d’acqua, anche tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna, ad esempio quella dedicata alla Madonna della Guardia (1917) eretta dal genovese papa Benedetto XV, o la riproduzione della Grotta di Lourdes edificata nel 1902, dove si conclude il mese Mariano con la suggestiva processione “Aux Flambeaux”.

I Giardini che sono composti di varie zone (Giardino all’italiana, Giardino all’inglese, Orto del Papa) sono anche sede di uffici statali, come il Palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, della direzione della radio statale (Radio Vaticana), della Stazione ferroviaria Vaticana e dell’ex Specola Vaticana. Inoltre nei Giardini è presente l’eliporto, il Collegio Etiopico e il Monastero Mater Ecclesiae.

Fonte: Wikipedia

Giubileo 2016: Papa Francesco annuncia il Giubileo della Misericordia, un Anno Santo straordinario

14 Mar

Papa Francesco ha annunciato un Anno Santo straordinario con dieci anni di anticipo, un evento storico, a 15 anni dal Grande Giubileo del 2000 voluto da san Giovanni Paolo II.
Il Giubileo avrà inizio con l’apertura della porta santa della Basilica di San Pietro l’8 dicembre 2015, e terminerà il 20 novembre 2016.

(fonte: Comune di Roma)

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Papa Francesco ha annunciato il 13 marzo 2015, nella Basilica di San Pietro, la celebrazione di un Anno Santo straordinario. Questo Giubileo della Misericordia avrà inizio con l’apertura della Porta Santa in San Pietro nella solennità dell’Immacolata Concezione 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016 con la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo. All’inizio dell’anno il Santo Padre aveva detto:”Questo è il tempo della misericordia. È importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti!”

L’annuncio è stato fatto nel secondo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, durante l’omelia della celebrazione penitenziale con la quale il Santo Padre ha aperto l’iniziativa 24 ore per il Signore. Questa iniziativa, proposta dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, promuove in tutto il mondo l’apertura straordinaria delle chiese per invitare a celebrare il sacramento della riconciliazione. Il tema di quest’anno è preso dalla lettera di San Paolo agli Efesini “Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4).

L’apertura del prossimo Giubileo avverrà nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel 1965, e acquista per questo un significato particolare spingendo la Chiesa a continuare l’opera iniziata con il Vaticano II.

Nel Giubileo le letture per le domeniche del tempo ordinario saranno prese dal Vangelo di Luca, chiamato “l’evangelista della misericordia”. Dante Alighieri lo definisce “scriba mansuetudinis Christi”, “narratore della mitezza del Cristo”. Sono molto conosciute le parabole della misericordia presenti nel Vangelo di Luca: la pecora smarrita, la dramma perduta, il padre misericordioso.

L’annuncio ufficiale e solenne dell’Anno Santo avverrà con la lettura e pubblicazione presso la Porta Santa della Bolla nella Domenica della Divina Misericordia, festa istituita da San Giovanni Paolo II che viene celebrata la domenica dopo Pasqua.

Anticamente presso gli Ebrei, il giubileo era un anno dichiarato santo che cadeva ogni 50 anni, nel quale si doveva restituire l’uguaglianza a tutti i figli d’Israele, offrendo nuove possibilità alle famiglie che avevano perso le loro proprietà e perfino la libertà personale. Ai ricchi, invece, l’anno giubilare ricordava che sarebbe venuto il tempo in cui gli schiavi israeliti, divenuti nuovamente uguali a loro, avrebbero potuto rivendicare i loro diritti. “La giustizia, secondo la legge di Israele, consisteva soprattutto nella protezione dei deboli”(S. Giovanni Paolo II in Tertio Millennio Adveniente13).

La Chiesa cattolica ha iniziato la tradizione dell’Anno Santo con Papa Bonifacio VIII nel 1300.Bonifacio VIII aveva previsto un giubileo ogni secolo. Dal 1475 – per permettere a ogni generazione di vivere almeno un Anno Santo– il giubileo ordinario fu cadenzato con il ritmo dei 25 anni. Un giubileo straordinario, invece, viene indetto in occasione di un avvenimento di particolare importanza.

Gli Anni Santi ordinari celebrati fino ad oggi sono 26.L’ultimo è stato il Giubileo del 2000. La consuetudine di indire giubilei straordinari risale al XVI secolo. Gli ultimi Anni Santi straordinari, del secolo scorso, sono stati quelli del 1933, indetto da Pio XI per il XIX centenario della Redenzione, e quello del 1983, indetto da Giovanni Paolo II per i 1950 anni della Redenzione.

La Chiesa cattolica ha dato al giubileo ebraico un significato più spirituale. Consiste in un perdono generale, un’indulgenza aperta a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e il prossimo. Così, l’Anno Santo è sempre un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana.

Con il Giubileo della Misericordia Papa Francesco pone al centro dell’attenzione il Dio misericordioso che invita tutti a tornare da Lui. L’incontro con Lui ispira la virtù della misericordia.

Il rito iniziale del giubileo è l’apertura della Porta Santa. Si tratta di una porta che viene aperta solo durante l’Anno Santo, mentre negli altri anni rimane murata. Hanno una Porta Santa le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Il rito di aprire la Porta Santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza.

Le Porte Sante delle altre basiliche verranno aperte successivamente all’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

La misericordia è un tema molto caro a Papa Francesco che già da vescovo aveva scelto come suo motto “miserando atque eligendo”. Si tratta di una citazione presa dalle Omelie di San Beda il Venerabile, il quale, commentando l’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, scrive: “Vidit ergo Iesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me” (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi). Questa omelia è un omaggio alla misericordia divina. Una traduzione del motto potrebbe essere “Con occhi di misericordia”.

Nel primo Angelus dopo la sua elezione, il Santo Padre diceva:”Sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza” (Angelus 17 marzo 2013).

Nell’Angelus dell’11 gennaio 2015 ha affermato: “C’è tanto bisogno oggi di misericordia, ed è importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti! Noi stiamo vivendo il tempo della misericordia, questo è il tempo della misericordia”. Ancora, nel suo messaggio per la Quaresima 2015, il Santo Padre ha detto: “Quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!”

Nel testo dell’edizione italiana dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium il termine misericordia appare ben 31 volte.

Papa Francesco ha affidato al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l’organizzazione del Giubileo della Misericordia.

(fonte: Vatican:va)

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Giubileo 2015: Papa Francesco annuncia il Giubileo della Misericordia, un Anno Santo straordinario

Cappella Sistina: nuova illuminazione con 7000 LED a risparmio energetico

5 Nov

Il Giudizio Universale di Michelangelo e le altre opere dei grandi artisti italiani, tra cui quelle di Botticelli, del Perugino, del Pinturicchio e del Ghirlandaio nella Cappella Sistina, adesso, risplendono di luce nuova.

Gli spettatori in visita nella Cappella Sistina possono ora ammirare gli affreschi illuminati da 7000 LED, le luci “low cost” non solo riescono a valorizzare al massimo i colori delle opere e ad illuminare le pareti e la volta della Cappella in modo omogeneo, ma consentono anche di  diminuire il consumo di corrente: il risparmio stimato, infatti, è di circa il 60%.

Inoltre all’interno della Cappella è stato istallato un nuovo impianto di climatizzazione in grado di monitorare e controllate temperatura e umidità, qualunque sia la condizione meteo esterna e il numero di persone presenti sotto la volta.

Fonte: Turismoroma.it

Settemila led per illuminare il capolavoro di Michelangelo. La Cappella Sistina, realizzata tra il 1475 e il 1481 all’epoca di papa Sisto IV della Rovere, brilla di nuova luce a 450 anni di distanza dalla morte del grande artista. Poco prima delle 19 è stato svelato il “restauro” di uno dei “tesori” dei Musei Vaticani quando lo “scrigno” è stato aperto davanti agli occhi dei giornalisti provenienti da ogni parte del mondo. Dopo 3 anni di intensi studi, progetti e lavori esecutivi, la Sistina è finalmente pronta a mostrarsi nel pieno splendore.

Migliaia di piccole lampadine dalla luce intensa ma discreta illuminano ora, oltre alle meraviglie del Buonarroti, quelle degli altri grandi artisti quattrocenteschi: Botticelli, Perugino, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli, Piero di Cosimo. Gli impianti sono stati studiati per garantire, oltre ad un grande risparmio energetico, la miglior luce possibile per godere di ogni dettaglio, ogni particolare della volta. Una “progressione luminosa“, dalla luce più soffusa a quella più intensa, ha accompagnato il termine della presentazione dei lavori di conservazione voluti dai Musei Vaticani. Accesa alla fine anche la “luce di gala“, la più forte, destinata secondo le parole dei tecnici che hanno partecipato all’iniziativa, “solo ad occasioni particolari”.

A far “respirare” il Giudizio Universale sarà inoltre un nuovo impianto di climatizzazione in grado di monitorare, controllare e regolare temperatura e umidità, qualunque sia la condizione meteo esterna e il numero di persone presenti nella volta, per preservare nel miglior modo possibile gli affreschi. “Saranno i dipinti di Michelangelo e degli altri grandi pittori a ringraziarci per questi impianti”, ha dichiarato Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

La nuova illuminazione è finanziata da un progetto di ricerca dell’Unione europeo denominato Led4Art. I diodi dell’installazione fanno sì che gli affreschi di Michelangelo possano essere ammirati in un modo senza precedenti: maggiori dettagli e una percezione in tre dimensioni per chi si trova ad osservarli in piedi dal pavimento. Il nuovo sistema fa risparmiare inoltre il 60 per cento dei costi energetici e delle emissioni e questa tecnologia più “morbida” rallenta l’invecchiamento degli affreschi rispetto al sistema precedente. L’Ue ha investito 870.000 euro in questo progetto. I partner sono: Osram (Germania e Italia), l’Università della Pannonia (Pannon Egyetem, Ungheria), Fabertechnica (Italia), l’Institut de Recerca en Energia de Catalunya (Irec, Spagna) e la Città del Vaticano.

Fonte: La Repubblica

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Quando la Pietà di Michelangelo fu vandalizzata a martellate

7 Ago

Il 21 maggio 1972, giorno di Pentecoste, un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni László Tóth, eludendo la sorveglianza, riuscì a colpire con un martello la Pietà di Michelangelo per quindici volte in un tempo di pochi secondi, al grido di “I am Jesus Christ, risen from the dead! (“Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!”), prima che fosse afferrato e reso inoffensivo.

Poco si conosce della vita di László Tóth prima del fatto che lo rese famoso. Nato in Ungheria, a Pilisvörösvár, si trasferì in Australia nel 1965, divenendo cittadino australiano, e visse nella città di Sydney. Benché fosse in possesso di un titolo di studio in geologia, questo non venne riconosciuto in Australia, e Tóth dovette lavorare in altri campi, venendo impiegato in fabbrica. In Australia risultava residente a Sydney in 13 Ashcroft Avenue, Casula. Il 22 luglio 1971 giunse in Italia, a Roma: trovò dapprima alloggio all’Ostello della gioventù nel Foro Italico e poi nel quartiere Gianicolense, presso il dormitorio delle suore spagnole. Durante l’estate 1971 si presentò a San Pietro, a Roma, chiedendo insistentemente di vedere l’allora Papa Paolo VI, affermando d’essere il Cristo in persona: in seguito a tale comportamento fu bloccato dalle autorità vaticane e rimpatriato in Australia, venendo schedato quale “persona indesiderabile”. Secondo l’articolo pubblicato da L’Unità, invece, Tóth rimase in Italia per 10 mesi prima di compiere il vandalismo.

Tóth entrò nella Basilica di San Pietro nella mattinata del 21 maggio 1972 e, verso le ore 11:30, scavalcò d’un tratto la balaustra che separava la folla di visitatori dalla scultura. Era vestito con una pesante giacca blu, tipo impermeabile, e una camicia rossa; alto e slanciato, portava i capelli lunghi e aveva una corta barbetta bionda. Toltosi la giacca per esser più libero nei movimenti, con una mazzuola pesante circa 5 chili colpì dapprima il capo della Madonna e poi, più volte, il volto e le braccia, lasciando però integra la figura del Cristo. Nel far questo, gridò, in lingua italiana: «Cristo è risorto! Io sono il Cristo!». Venne poi fermato da un vigile, Marco Ottaggio, con l’ausilio di altri sorveglianti, e portato via, sottratto all’iraconda folla che intendeva percuoterlo.

La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre. Il restauro venne avviato quasi subito, dopo una fase di studio, e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fu effettuato nei vicini laboratori dei Musei Vaticani, sotto la responsabilità del direttore Deoclecio Redig de Campos e, grazie all’esistenza di numerosi calchi, fu possibile reintegrare l’opera fedelmente, senza rifacimenti arbitrari delle lacune.

Interrogato in seguito, benché durante il vandalismo avesse dato prova di parlare l’italiano, Tóth dette mostra di non capire le domande che gli venivano rivolte, affermando di saper parlare solo l’inglese. Secondo altre fonti, invece, ripeté frasi sconnesse per tutti gli interrogatori, permanendo nella sua convinzione d’essere il Cristo: giunse anche a dire «Che ci sta a fare questa statua qui? Cristo sono io e sono vivo, sono il Cristo reincarnato, distruggete tutti i suoi simulacri».
Nonostante l’atto, non fu incriminato, ma fu internato in manicomio per due anni. Successivamente venne rimpatriato in Australia.
Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

Fonte: Wikipedia

Nomen pontificale: l’elenco dei nomi usati finora dai Papi

12 Mar

Nomen pontificale: l’elenco dei nomi usati finora dai Papi

Giovanni I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII XIV XV XVII XVIII XIX XXI XXII XXIII
Gregorio I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII XIV XV XVI
Benedetto I II III IV V VI VII VIII IX XI XII XIII XIV XV XVI
Clemente I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII XIV
Innocenzo I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII
Leone I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII
Pio I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII
Stefano I II III IV V VI VII VIII IX
Bonifacio I II III IV V VI VIII IX
Urbano I II III IV V VI VII VIII
Alessandro I II III IV VI VII VIII
Adriano I II III IV V VI
Paolo I II III IV V VI
Celestino I II III IV V
Martino I IV V
Niccolò I II III IV V
Sisto I II III IV V
Felice I III IV
Sergio I II III IV
Anastasio I II III IV
Onorio I II III IV
Eugenio I II III IV
Silvestro I II III
Vittore I II III
Lucio I II III
Callisto I II III
Giulio I II III
Pelagio I II
Adeodato I II
Teodoro I II
Marino I II
Agapito I II
Damaso I II
Pasquale I II
Gelasio I II
Marcello I II
Giovanni Paolo I II
Pietro
Lino
Anacleto
Evaristo
Telesforo
Igino
Aniceto
Sotero
Eleuterio
Zefferino
Ponziano
Antero
Fabiano
Cornelio
Dionisio
Eutichiano
Caio
Marcellino
Eusebio
Milziade
Marco
Liberio
Siricio
Zosimo
Ilario
Simplicio
Simmaco
Ormisda
Silverio
Vigilio
Sabiniano
Severino
Vitaliano
Dono
Agatone
Conone
Sisinnio
Costantino
Zaccaria
Valentino
Formoso
Romano
Lando
Francesco

Si riscontrano delle anomalie nella numerazione di alcuni nomi. La maggior parte sono dovute a degli antipapi che un tempo erano considerati legittimi, ma altre sono semplici errori.

Fonte: Wikipedia

TUTTE LE INFORMAZIONI PER VISITARE IL VATICANO E LA BASILICA DI SAN PIETRO

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