Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre al 28 dicembre 2014

23 ott

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre al 28 dicembre 2014

CONFERMATA la riapertura della Domus Aurea nel 2014 .
Visita al cantiere di restauro ogni sabato e domenica dalle 09.15 – 17.00 con accesso esclusivamente con visita guidata con prenotazione obbligatoria in gruppi contingentati di massimo 25 persone scaglionati ogni 15’ dalle ore 9.15 alle ore 15.45 in italiano, spagnolo e inglese. Ultimo ingresso alle ore 15.45.

Visite guidate in italiano
sabato e domenica ore 9.15 – 10.00 – 10.45 – 11.00 – 11.30 – 12.30 – 13.30 – 13.45 – 14.15 – 15.45

Visite guidate in inglese
sabato e domenica ore 9.45 – 11.15 – 12.45 – 14.00 – 15.30

Visita guidate in spagnolo
sabato e domenica ore 10.15 – 13.00 – 14.30

Durata della visita: 75 minuti

Si consiglia l’utilizzo di scarpe comode e di giacche a vento.
Il percorso è parzialmente fruibile ai disabili con sedia a rotelle.

Dopo la chiusura nel 2006, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha completato il Progetto definitivo per il risanamento della parte superiore alla Domus Aurea, che ha sviluppato, attraverso diverse fasi di sperimentazione teorica e applicativa, le indicazioni del Progetto preliminare del marzo 2011, seguendo le indicazioni dei Comitati di Settore per i Beni Archeologici e per i Beni Architettonici e Paesaggistici riuniti in seduta congiunta l’11 aprile 2011.

Il gruppo di progettazione della SSBAR, integrato da specialisti esterni competenti per le questioni fisico/ambientali, idrauliche e bio-botaniche, ha testato i comportamenti fisico/ambientali del Monumento  in presenza di differenti soluzioni  tecniche  di un nuovo giardino sostenibile per la conservazione della Domus Aurea, che dovrà integralmente sostituire l’attuale.

La prima parte del progetto riguarda l’integrale rimozione del giardino attuale, lo scavo archeologico con l’esposizione della superficie antica del Monumento e l’essenziale attività di consolidamento, ricucitura delle lesioni e di integrazione delle lacune.

Sul piano antico risanato sarà approntato il Sistema Integrato di Protezione che connette il monumento sotterraneo alla superficie calpestabile del nuovo giardino, abbattendo del 70% l’attuale peso. Il Sistema, inferiore a un metro di spessore, non consiste in una semplice impermeabilizzazione, ma integra a questa la coibentazione per il mantenimento dell’umidità superiore finalizzata a garantire la vitalità del nuovo giardino superiore e un articolato sistema drenaggio per il mantenimento del livello ottimale di umidità delle strutture sottostanti, prevedendo infine la possibilità di intervenire al di sotto dello strato profondo di impermeabilizzazione in caso di variazione di umidità. Tale Sistema determina, per le sue caratteristiche, un intrinseco aumento generale della sicurezza e sarà controllato da un Sistema di monitoraggio dei dati sensibili.

E’ prevista un’articolazione distribuita sulla superficie interessata estesa ca. mq 16.000 in 22 bacini che dal punto di vista idraulico e costruttivo hanno una funzionalità autonoma. Tale concezione risponde a più di un’ esigenza dettata sia dalla notevole estensione della superficie da trattare che comporterà in ogni caso una successione temporale nella realizzazione del progetto (il cronoprogramma prevede 7 Fasi in 4 anni), sia dalla necessità di una compartimentazione utile a favorirne la gestione e l’individuazione di eventuali problemi nel corso della sua gestione.

Il progetto del “Giardino della Domus Aurea” all’interno del Colle Oppio, ha confermato la volontà di recuperare e integrare la percezione dei due monumenti antichi, quello  ipogeo e più antico (Domus Aurea) con quello superiore e più recente (Terme di Traiano) attraverso l’accentuazione visiva dall’esterno di elementi architettonici della Domus Aurea.

La necessaria assenza di elementi arborei verticali, è stata risarcita con un’accurata scelta di essenze floreali e a verde che si dispongono negli ampi spazi sottolineando la lettura degli ambiti architettonici antichi. Così come già previsto nel Progetto preliminare, il giardino – ancorché vincolato per la sua gestione alla sicurezza del Sistema integrato di protezione e del relativo Sistema di monitoraggio – intende riproporre la funzionalità antica della vasta terrazza del complesso termale di Traiano, nel quale si sviluppava in modo monumentale, l’idea del luogo pubblico “polifunzionale” nel quale cultura e cura del corpo trovavano una sintesi.

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre al 28 dicembre 2014

Progetto Domus Aurea: nuova apertura con visita del cantiere dal 26 ottobre al 28 dicembre 2014

Bunker di Villa Torlonia: prossima riapertura

20 ott

Prossima riapertura del bunker di Villa Torlonia.

La porta d’ingresso ha una cornice di pietra. Una scala ripida scende sotto il fondale di un laghetto artificiale. Si gira a sinistra, poi a destra, fino ad arrivare a cinque metri di profondità. Sembra una cantina e infatti è qui che i principi Torlonia conservavano le botti di vino. Ma è qui che poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale fu attrezzato il primo rifugio anti-aereo della famiglia Mussolini, che abitava nella villa romana dei Torlonia. Il bunker sarà presto aperto al pubblico. “L’Espresso” lo racconta e lo mostra in anteprima.

Subito dopo la cantina si incontrano le porte del bunker, due porte blindate con spioncino: una, detta “anti-soffio”, doveva reggere l’urto dello scoppio di un ordigno, l’altra è dotata di filtri anti-gas. Oltre l’ingresso, c’è un lungo locale alto solo due metri, che si apre lateralmente in rientranze di varia ampiezza per un totale di 80 mq. Qui vennero collocati un gabinetto (ancora visibile), lo studiolo di Mussolini, attrezzatura di pronto soccorso, reti e materassi.

Alla fine della cantina era situato il pozzo d’areazione, che divenne un’uscita d’emergenza attraverso una scala a pioli ancora sul posto; il punto d’arrivo all’esterno è segnato da una piccola piramide in muratura, oggi chiusa. Per maggiore sicurezza fu realizzata una terza via di fuga, più agevole, prolungando l’ambiente sotterraneo con pareti rivestite di mattoni e soffitto voltato a botte: una ventina di gradini e si sbuca di fronte al Campo dei Tornei, che Mussolini trasformò in campo da tennis.

La targhetta di ferro della ditta Bergomi di Milano, posta su ciò che resta del sistema di ventilazione e filtraggio, azionato a manovella, fissa la data della costruzione: 1940. «Il restauro, diretto da Alberta Campitelli e da Annapaola Agati, è stato molto impegnativo perché il luogo era abbandonato da almeno settant’anni», racconta Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali. «Ma, finalmente, tutti e tre i rifugi-bunker della villa faranno parte a breve di un percorso didattico curato dall’associazione “Sotterranei di Roma”: un bell’esempio di collaborazione pubblico-privato».

In realtà l’ex cantina, pur fornita di luce elettrica e telefono, non fu granché utilizzata. Si racconta che durante gli allarmi notturni il Duce e i suoi familiari preferissero aspettare davanti all’ingresso il suono delle sirene che segnalavano il cessato pericolo.

Ben più frequentato fu invece il secondo ricovero, realizzato l’anno dopo nel grande locale seminterrato della residenza, il Casino Nobile, dove c’erano le vecchie cucine. Il soffitto era stato rinforzato da oltre un metro di cemento armato, le chiusure a tenuta stagna garantivano un’adeguata protezione, e l’accesso era più comodo. Fu solo dopo i bombardamenti di Torino, Milano e Genova – siamo nell’autunno del 1942 – che l’abitazione del capo del governo fu ritenuta, a ragione, uno degli obiettivi primari degli aerei nemici: era necessario un vero e proprio bunker, costruito con le tecnologie più avanzate.

I vigili del fuoco iniziarono così i lavori per la costruzione del super-ricovero sotto la direzione del brigadiere Leone D’Ubaldo; stima dei costi: 240 mila lire; durata prevista: tre mesi. Il luogo prescelto era comunicante con l’abitazione, ma situato sotto il piazzale del lato est: è proprio la zona dove si era svolto il ricevimento per le nozze di Edda Mussolini con Galeazzo Ciano; e il prato vicino, dove molti anni prima era arrivato un grande Topolino di legno regalato da Walt Disney, si era trasformato in un prosaico orto di guerra curato da Donna Rachele.

Per visitare questo secondo rifugio, rimasto incompiuto, si entra da quella che era l’uscita principale, sul lato del parco decorato con statue, piante e una fontana; ce n’era un’altra, che andava a finire più in alto attraverso una scala di legno, lì dove si nota una botola di ferro con bocchetta d’areazione. L’interno sembra un sottomarino. È un lungo tunnel nero di forma cilindrica, in cemento armato di quattro metri di spessore – che diventano sei nella parte superiore – posto ad una profondità tale da resistere a bombe di varie tonnellate e ad attacchi con armi chimiche. Avanzando su una pedana di legno si incrocia – ad angolo retto – un altro cilindro più corto, con tante cavità per la sistemazione dei vari impianti; la struttura però è vuota. Mancano infatti porte, cavi elettrici e telefonici, servizi igienici. Il terreno poco compatto richiese interventi imprevisti, facendo lievitare i costi, e i lavori furono interrotti.

Benito Mussolini ha scritto che l’aveva in antipatia, come per «un oscuro presentimento». Certo, non fu incoraggiante la scoperta, durante lo scavo, di antiche ossa, di una lapide funeraria e di una stanza realizzata dai Torlonia a mo’ di tomba etrusca; per non pensare alle catacombe ebraiche che si estendono sotto il perimetro della Villa per 13mila mq. E si ignorava quanto gli archeologi avrebbero trovato nei sotterranei del casino Nobile: una necropoli romana dove tre scheletri si trovavano a faccia in giù, sorte riservata a persone maledette. Nel predisporre la costruzione di tanti bunker per le alte gerarchie e la sua famiglia, il Duce si era preoccupato anche della sua amante. Fece infatti realizzare per Claretta Petacci dei vani blindati nei locali di servizio della Villa Camilluccia, vicino all’alcova tutta specchi e mobili rosa. È stato demolito, insieme alla villa, nel 1975.

Cosa invece era stato previsto per l’incolumità del re Vittorio Emanuele e della regina Elena? All’inizio della guerra i sovrani, che risiedevano a Villa Ada, avevano utilizzato come riparo le cantine: erano arredate a salottini, e durante gli allarmi veniva servito il tè. Mussolini però tra il 1941 e il ’42 pretese più sicurezza. In mezzo al parco, nel banco tufaceo fu ricavato un grande ambiente a “U”, con prese d’aria, una scala a chiocciola di marmo per un’uscita di sicurezza e porte blindate. I sovrani entravano con l’auto, trovando servizi igienici, acqua e scorte di viveri. A reggere l’urto di eventuali bombe era una grande tettoia di cemento armato. «Dopo Villa Torlonia», annuncia a “l’Espresso” Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura di Roma, «il prossimo obiettivo è proprio l’apertura del bunker di Villa Ada».

Fonte: L’Espresso, 13 ottobre 2014, di Maria Ranieri Panetta, foto di Emiliano Mancuso per l’Espresso

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#Selfiedautore: la GNAM propone un contest per la diffusione del patrimonio culturale

14 ott

selfieScegli l’opera del tuo artista preferito, mettiti in posa e fatti un selfie originale con il tuo smartphone o tablet! La GNAM (Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma) propone un concorso fotografico a premi.

Dopo  ” #Saluti da…”  promosso dal Mibact, sarà #Selfiedautore a fotografare in maniera creativa i capolavori artistici. Quello che viene immortalato è il piacere di stare di fronte ad un quadro: il selfie, rappresenta  il fenomeno attuale di volersi riprendere e testimoniare quella emozione. In un periodo di forte crisi e tagli per musei ed istituzioni culturali, l’hashtag   significa un modo per diffondere il patrimonio culturale, ma soprattutto la possibilità di riscoprire il museo, visitandolo e divertendosi.

Regolamento:

1) Se sei maggiorenne scegli l’opera preferita nella collezione della Galleria o dei musei satelliti, scegli la posa, un’espressione e colori originali e fatti un autoscatto corredato da una breve didascalia (titolo opera, data, nome e cognome dell’autore della fotografia e indirizzo email). Il selfie può essere anche la composizione di più fotografie.
2) Puoi inviare la tua foto dal 1° ottobre 2014 al 6 gennaio 2015 all’indirizzo gnam.contest@gmail.com con l’oggetto #selfiedautore.
3) Potrai votare il selfie preferito cliccando “Mi piace” dalla sua pubblicazione fino al giorno 6 gennaio 2015.
4) Le 50 foto con più “mi piace” saranno selezionate da una giuria che premierà i 5 selfie più originali il giorno domenica 8 febbraio 2015.

Premi:
Gli autori riceveranno:
1° premio: Telefono Samsung Galaxy S5 Mini
2° premio: Telefono Huawei Ascend Y330 Smartphone
3° premio: Prolunga telescopica ExyendaPic per Iphone
4° premio: Chiavetta usb personalizzata (Articolarte)
5° premio: Chiavetta usb personalizzata (Articolarte)

Inoltre una giuria interna selezionerà tra le foto più votate quelle per realizzare un video da pubblicare sul canale GnamVideo.

Responsabilità. Le foto devono essere originali, inedite, non in corso di pubblicazione, non ledere diritti di terzi e non devono comprendere persone estranee al selfie in primo piano o pubblicità, pena l’esclusione. Fatta salva la proprietà intellettuale delle foto che rimane all’autore, la Galleria si riserva il diritto all’utilizzo gratuito delle immagini, a scopi divulgativi, promozionali e della valorizzazione del patrimonio culturale, con la citazione dell’autore. Ogni partecipante è responsabile dell’oggetto della sua immagine e pertanto si impegna ad escludere ogni responsabilità civile e penale della Galleria nei confronti di terzi.

Trattamento dei dati personali. Ai sensi del Decreto legislativo 196/2003, i dati personali forniti dai partecipanti sono raccolti ai soli fini della procedura di aggiudicazione del premio. L’interessato ha diritto di accesso ai dati che lo riguardano, nonché di far rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge.

Hashtag #Selfiedautore

Da un’idea di Salvatore Puzella e Maddalena Santeroni

Ufficio stampa:
Segreteria A3M
Segreteria.a3m@libero.it
Laura Campanelli
s-gnam.uffstampa@beniculturali.it

Per informazioni:
Maddalena Santeroni
maddalenasanteroni@hotmail.com
3926323491
Segreteria A3M
3479938860

I musei partecipanti:

  • Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma – Viale delle Belle Arti 131, Roma
  • Museo H.C. Andersen – Via Pasquale Stanislao Mancini 20, Roma
  • Museo Boncompagni Ludovisi – Via Boncompagni 18, Roma
  • Casa museo Mario Praz – Via Zanardelli 1, Roma
  • Raccolta Manzù – Via Laurentina km. 32, Ardea

Invia i tuoi #Selfiedautore: gnam.contest@gmail.com

Scarica il regolamento in formato .pdf qui

Fonte: Sito ufficiale GNAM

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Little Free Library: biblioteche gratuite a Roma

11 ott

Le Little Free Library sono un movimento negli Stati Uniti e in tutto il mondo che offre libri gratuiti alloggiati in piccoli contenitori.
Le biblioteche possono essere trovate attraverso le loro coordinate GPS. I proprietari ricevono un cartello che recita “Little Free Library”. Hanno spesso la frase: “Prendi un libro. Lascia un libro.”

In Italia sono una dozzina; due a Roma, entrambe nella zona Nord (Inviolatella Borghese e Tomba di Nerone), quattro nella zona di Milano, due a Trento e altre cinque finalmente al sud, in Puglia a Cavallino (basta andare sulla home-page di www.littlefreelibrary.org per conoscere la posizione di tutte le LFL nel mondo).

Per quanto riguarda la Capitale, dopo le due Little Free Library sorte nel 2012, la prima nel parco di via Villa Lauchli, a Vigna Clara, e la seconda nei giardini di Tomba di Nerone, prime LFL in assoluto a nascere a Roma, altre ora ne arrivano a La Storta e a Isola Farnese, questa volta a cura del Clan Pegaso del gruppo Scout Agesci Roma 2.

Maggiori informazioni:

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Al via la pulitura della vetrata di Sironi “La Carta del Lavoro” di Palazzo Piacentini

10 ott

Partiranno nei prossimi giorni, in concomitanza con la mostra retrospettiva di Mario Sironi al complesso del Vittoriano, le operazioni di pulitura e consolidamento della vetrata “La carta del Lavoro”, realizzata nel 1932 dal grande Maestro futurista per lo scalone d’onore del ministero delle Corporazioni (oggi dello Sviluppo economico).

L’iniziativa annunciata durante la conferenza stampa di inaugurazione della mostra, è parte integrante delle attività di promozione e valorizzazione dei beni artistici e culturali promosse da Acea a Roma e si svolgerà in stretta collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico, la Direzione del Vittoriano e la Sovrintendenza al Polo Museale Romano del Mibact.

Gli interventi di ripulitura e valorizzazione della vetrata – spugnature, infiltrazioni di araldite, protezione con silicati – dureranno circa 15 giorni e saranno svolti con i materiali e le tecnologie più avanzate a disposizione, così da restituire la veste originale a un’opera centrale del Novecento e dall’alto valore simbolico.

“La carta del Lavoro” fu commissionata al Maestro Sironi dall’allora ministro Giuseppe Bottai per celebrare il documento di riforma del lavoro promulgato nel 1927. L’artista, in uno dei suoi primi incarichi pubblici, decise di realizzare un’opera monumentale – di quasi 75 mq – delineando le iconografie del lavoro, dei cicli delle arti e dei mestieri che saranno di gran lunga le più importanti di tutta la stagione sironiana delle opere monumentali. Arcate ferroviarie, ciminiere d’industria, stormi d’aerei in un cielo cupo, personaggi dalle forme possenti e statuarie: Sironi, in uno dei suoi primi lavori di pittura murale celebrativa, disegna ed esprime con grande forza espressiva la fatica, ma anche il valore assoluto del lavoro.

Per tutta la durata della retrospettiva di Sironi al Complesso del Vittoriano, sarà possibile per i visitatori della mostra ammirare i cartoni preparatori della Vetrata del Mise e la corrispondenza intercorsa tra Bottai e il Maestro. Tra questi, uno particolarmente gustoso, in cui il ministro incita Sironi ad accelerare i tempi per la realizzazione dell’opera. Le operazioni di ripulitura saranno accuratamente documentate e mostrate ai visitatori del Vittoriano attraverso video realizzati ad hoc.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

Un generale con un marchio sulla fronte ritratto nel Sarcofago Grande Ludovisi

9 ott

Curiosità romane: un generale con un marchio sulla fronte ritratto nel Sarcofago Grande Ludovisi.

Il sarcofago “Grande Ludovisi” è un sarcofago romano del III secolo conservato a Palazzo Altemps a Roma.
Si tratta di una delle opere della scultura romana più famose e controverse, proveniente da una tomba presso la Porta Tiburtina, scoperta nel 1621. Si conserva solo la cassa, mentre il coperchio, già esposto a Magonza, andò distrutto nel 1945.

La cassa, tratta ad altorilievo, è decorata da una grandiosa scena di battaglia tra Romani e barbari (forse i Goti, a giudicare dall’abbigliamento).

La superficie è animata da un groviglio di figure, tra le quali non si riesce a cogliere un vero e proprio duello (una “monomachia”, come nel sarcofago Amendola), ma un accatastarsi di guerrieri, tra i quali spicca al centro la figura dal condottiero a cavallo, con un braccio alzato che fa cenno alla travolgente avanzata che proviene dall’angolo destro e che indirizza su di lui l’attenzione dell’osservatore.
Il personaggio è ritratto in maniera precisa, con la testa barbuta ed espressiva e con un segno di croce a “X” sulla fronte (riconoscimento dell’iniziazione mitraica) che ha permesso di identificarlo con uno dei figli di Decio, Ostiliano (morto di peste, del quale si conoscono altri due ritratti con lo stesso segno di iniziazione e con tratti somatici simili. Fu il primo imperatore dopo 40 anni a morire di morte naturale) o più probabilmente il maggiore, Erennio Etrusco, che morì in battaglia insieme al padre ad Abrittus contro i Goti di Cniva (nel 251).

Fonte: Wikipedia

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL MUSEO NAZIONALE ROMANO A PALAZZO ALTEMPS

Qurami: l’app gratuita per evitare la fila negli uffici pubblici di Roma

9 ott

Qurami, l’app gratuita elimina code: da oggi a Roma l’ufficio anagrafico si prenota online.

Un’app che taglia le code negli uffici anagrafici di Roma Capitale. Parte da oggi in cinque Municipi (I, II, XII, XIII e XV) il nuovo sistema Qurami per la prenotazione del turno agli sportelli direttamente dal proprio smartphone, che entro ottobre verrà esteso al resto degli uffici anagrafici della città. Il progetto, che ha permesso di digitalizzare tutti gli sportelli anagrafici dei Municipi, prevede complessivamente 38 nuovi “totem” eliminacode negli uffici dei 15 Municipi che, messi in rete con un sistema di gestione dei flussi di utenti, consentono di prenotare i servizi degli sportelli e di rilascio certificati dal proprio cellulare.

Al servizio si accede tramite un’app, Qurami, scaricabile gratuitamente sul proprio telefono, che permette di scegliere il servizio anagrafico e prendere il numero per il servizio. Il sistema indica anche numero delle persone in fila e tempi di attesa, può suggerire uffici limitrofi con tempi di attesa inferiori e inviare notifiche personalizzate sull’avanzamento del proprio turno. A quel punto l’utente può presentarsi allo sportello all’ora stabilita e ottenere i certificati, senza attese negli uffici.

“Un sistema avanzato di prenotazioni – dichiara Marta Leonori, assessore a Roma Produttiva – che permette di ottimizzare tempi di spostamenti dei romani, di diminuire le attese agli sportelli e che rende Roma città sempre più smart. L’intuizione di alcuni giovani imprenditori che hanno creato una start up che sta avendo successo anche all’estero. Roma Capitale ha voluto investire nel progetto, adottando l’app e insieme dotando tutti gli uffici di nuove strutture tecnologiche e di un sistema avanzato di collegamenti online. Il progetto consentirà una riduzione di tempi di attesa anche grazie a un bilanciamento dei flussi di traffico, migliorando la qualità del servizio agli utenti e del lavoro agli operatori di sportello.”

Fonte: Comune di Roma

Renato Zero in mostra a Roma al MACRO Pelanda

9 ott

Al MACRO Pelanda una mostra dedicata a Renato Zero, dal 18 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015.

“C’è stato e c’è un artista che ha fatto di un’offesa il suo cognome. Zero.”

Saltato fuori dal cilindro di una Roma barcollante nel vento si è colorato il viso e si è avviato, in bilico sui suoi zatteroni, tra sogno e degrado, palco e periferia, via Tagliamento e il mondo, libero da pregiudizi ormonali e tessere politiche.
Con una domanda di senso nel cuore ha combattuto da solo l’Italia più difficile, quella dell’ipocrisia, fino a innamorarla.
Anticipando internet ha creato la sua rete, caricandosi come un circense la sua casa sulle spalle, perché il pubblico fosse sempre connesso e diventasse protagonista insieme a lui.
Irraggiungibile dalle definizioni, fotografo spietato del reale da 4 decenni, scandaloso e mistico, uno, nessuno e centomila, meravigliosamente imperfetto, si è spinto coloratissimo e nudo lungo i marciapiedi stanchi e nei giardini che nessuno sa per celebrare il cielo degli ultimi e implorarne il riscatto.
Questa mostra vuole leggerne le sue mille anime e i suoi segreti attraverso un viaggio del tempo e del cuore, per andare con le sue canzoni oltre le sue canzoni, e riconoscergli il ruolo di testimone assoluto del nostro tempo, oltre che il podio di artista irripetibile e universale.

Fortemente voluta nel cuore di Testaccio, una scenografia monumentale di emozioni, musica, immagini e documenti inediti.
Un vortice infinito di suggestioni e sentimenti dislocato in cinque ambienti ad alta tecnologia.
Un’ occasione unica per vivere come mai prima d’ora la sua magnifica favola, toccando con mano il suo pianeta, i suoi travestimenti, i suoi segreti, le sue parole.
Perché ognuno di noi possa essere il re di una notte di magia.

Case dell’acqua: le fontanelle di Roma diventano hi-tech

8 ott

Acqua naturale o frizzante, porte usb e schermi per navigare online: le fontanelle di Roma (i famosi “nasoni”) diventano hi-tech.

Più fresca della normale acqua di Roma (9 gradi contro 11-12), naturale oppure frizzante, gratuita. La erogano le “case dell’acqua”, nuovo e rivoluzionario tipo di fontanelle con cui l’Urbe tiene fede alla sua millenaria tradizione di “città delle acque”, aggiornandola a bisogni e stili di vita del terzo millennio. Il prototipo è stato presentato dai vertici di Acea con l’assessore capitolino Paolo Masini (Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana).

La fontana tecnologica riceve l’acqua degli acquedotti romani, già buona, la microfiltra e la igienizza con un sistema a raggi ultravioletti, la refrigera e la offre “alla spina” agli assetati; in due varianti – naturale e frizzante – e in due dosi – bicchiere e litro –. Ma il tecno-nasone non si limita a fare il suo mestiere di fontanella: ha porte Usb per ricaricare telefonino e tablet e uno schermo hd sul quale vedere il meteo, leggere notizie sul Campidoglio e sul quartiere, informarsi su lavori e novità Acea.

Di “case dell’acqua” ne verranno installate oltre 100 in tre anni a partire da subito, a Roma e provincia. I vantaggi riguardano sia le tasche dei cittadini che l’ambiente: Acea stima un risparmio fino a 130 euro l’anno per una famiglia di tre persone, grazie al passaggio dall’acqua minerale all’acqua “del sindaco” filtrata, rinfrescata e – se si preferisce – anche con le bollicine. In termini di sostenibilità ambientale, a fronte di un’erogazione prevista di circa 60mila metri cubi di acqua ogni anno – stima sempre Acea – si avranno 1.800 tonnellate di bottiglie di plastica in meno, pari a 5.000 tonnellate di CO2 emesse per produrre, trasportare e smaltire le bottiglie in pet.

Gli impianti, fa sapere l’assessore Masini, saranno installati nelle piazze, nei mercati e nelle ville storiche, scegliendo i siti d’intesa con i Municipi. “Si comincia con le periferie”, ha detto Masini. “Già nelle prossime settimane i cittadini vedranno le prime ‘casine’ nei mercati di Magliana, Laurentino, Casilino 23, Villa Gordiani e nel mercato Appagliatore di Ostia”.

Le case dell’acqua, sottolinea l’a.d. di Acea Alberto Irace, “rientrano nel programma di investimenti che saranno attuati nei prossimi tre anni per innovare fortemente le reti e la qualità del servizio idrico integrato a Roma e provincia”.

Acqua fresca, pura, liscia o frizzante, gratis e per tutti. Che tra l’altro è destinata – è di nuovo Masini a parlare – “a incentivare il consumo responsabile e la riduzione dei vuoti a perdere”. E mentre ti disseti, o fai scorta per casa, dai carica allo smartphone e t’informi. “La Capitale è celebre per le sue fontanelle, simboli immortali di questa città”, ha concluso l’Assessore. “Oggi, con questi ‘nasoni’ del futuro, costruiamo un nuovo modo di concepire l’uso dell’acqua, bene comune insostituibile, risorsa preziosa di Roma e dei romani”.

Sugli eco-benefici si sofferma l’assessore all’Ambiente Estella Marino: ogni anno si risparmieranno “1.800 tonnellate e 40 milioni di bottiglie di plastica. L’installazione delle casette dell’acqua significherà, quindi, oltre che maggiore sicurezza per la qualità dell’acqua e un notevole risparmio per le famiglie, anche un grande vantaggio dal punto di vista ambientale, limitando la produzione di bottiglie con meno petrolio bruciato e meno energia consumata”. Un’iniziativa che dunque merita “tutto il supporto”, anche per i comportamenti virtuosi indotti dal “consumo alla spina”: “riciclo e riuso delle bottiglie, riduzione degli imballaggi”.

Fonte: Comune di Roma

Piùtua Roma: con il Gioco del Lotto ingresso gratuito alla mostra Numeri, al Festival del Cinema e un concorso fotografico con premi in palio

7 ott

Piùtua Roma: con il Gioco del Lotto ingresso gratuito alla mostra Numeri (Palazzo delle Esposizioni), al Festival del Cinema di Roma e un concorso fotografico con premi in palio.

Con il Gioco del Lotto Roma è Più Tua. Il Gioco del Lotto arriva a Roma e ti invita a scoprire la città come non l’hai mai vista, con tante iniziative speciali, con tante emozioni da vivere!
Non perdere gli appuntamenti che il Gioco del Lotto ti offre nella città con la più alta concentrazione di beni storici e architettonici al mondo.

16/25 ottobre 2014
Vivi il cinema da protagonista al Festival Internazionale del Film di Roma

19 ottobre 2014
Numeri. Tutto quel che conta, da zero a infinito
Palazzo delle Esposizioni
Laboratorio Io Gioco con l’Arte (ore 10.00-17.00) laboratori creativi per bambini dai 5 agli 11 anni. Per i genitori visita guidata gratuita della mostra
Open evening (18.00-21.00) ingresso gratuito alla mostra

26 ottobre 2014
Numeri. Tutto quel che conta, da zero a infinito
Palazzo delle Esposizioni
Open evening (18.00-21.00) ingresso gratuito alla mostra

1/25 ottobre 2014
Caccia al numero

Dal primo al 25 ottobre divertiti a vivere Roma da protagonista, partecipa al concorso e regalati la possibilità di vincere fantastici premi.
Scatta una foto con un numero che racconti la tua Roma e condividila sulla pagina Facebook del Gioco del Lotto. In premio ingressi omaggio al Festival Internazionale del Film di Roma, alla mostra Numeri. Tutto quel che conta, da zero a infinito, ai cinema di Roma e git card da Eataly.

Domenica 19 ottobre Il Gioco del Lotto offre un’intera giornata di laboratoriIo gioco con l’arte” pensati proprio per le famiglie e i bambini dai 5 agli 11 anni con partenze ogni ora dalle 10:00 alle 12:00 (quaranta bambini ogni ora 10.00; 11.00; 12.00) e dalle 15.00 alle 17:00 (15.00; 16.00; 17.00). L’ingresso è libero fino a esaurimento posti e senza prenotazione. I genitori che accompagneranno i ragazzi ai laboratori potranno entrare gratuitamente e visitare la mostra con una guida. Per ulteriori informazioni 06 3996 7500

Sempre domenica 19 ottobre la mostra sarà eccezionalmente aperta gratuitamente al pubblico dalle 18.00 alle 21.00. Un’esperienza che si ripeterà anche il 26 ottobre. La cultura a portata di tutti è lo scopo di questi importanti appuntamenti di Lottomatica che continua ad offrire alla comunità iniziative di promozione e comunicazione destinate ad avvicinare l’arte e la cultura al grande pubblico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti e senza prenotazione. Per ulteriori informazioni 06 3996 7500

 

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