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Jane Avril, ballerina e musa degli artisti

1 Dic

Curiosità artistiche: la storia di Jane Avril, ballerina e musa degli artisti.

Jane Avril, pseudonimo di Jeanne Louise Beaudon (Parigi, 9 giugno 1868 – Parigi, 17 gennaio 1943), è stata una ballerina francese. Fu forse la più celebre ballerina del famoso Moulin Rouge dove era anche conosciuta come «Jane la Folle» o «La Mélinite».

Figlia di una cortigiana e di un nobile italiano, da loro ereditò il talento artistico ed una innata eleganza. Nonostante non fosse stata riconosciuta dal padre vivrà fino ai 9 anni con i nonni paterni, ma dopo che venne affidata alla madre iniziarono i problemi: la donna maltrattava la figlia, che fu poi rinchiusa in un collegio. Qui Jane Avril ebbe le prime crisi nervose che con il tempo si aggravarono. Tentò il suicidio gettandosi nella Senna ma fu salvata da un gruppo di prostitute che le fecero conoscere la Parigi notturna, in particolare il mondo dei locali da ballo dove la differenza tra prostituta e ballerina è molto labile.

Il ballo sembrò darle una gioia mai provata prima anche perché lei vi era molto portata. La sua ascesa fu rapida, venne infatti presto notata da Charles Zidler che la scritturò per il Moulin Rouge dove fu inaugurata la tradizione per la ballerina solista di indossare i mutandoni rossi, che restano invece bianchi per tutte le altre ballerine.
Ben presto si esibì anche in altri locali: Décadents, Divan japonais, L’Eldorado, au Jardin de Paris, Tabarin, fino al trionfo alle Folies Bergère dove furoreggiò con un balletto da lei stessa creato: L’arc-en-ciel.
La caratteristica che la distingueva da tutte le altre ballerine era la sua danza priva di qualsiasi volgarità, quasi pudica, e questo le permetterà di portare il can-can in molte capitali europee sempre con grande successo.

Grazie anche alle sue nobili origini si trovò a suo agio con il mondo intellettuale della capitale. In particolare sarà la musa di Henri de Toulouse-Lautrec che la immortalerà in tele e manifesti lasciando la Goulue.
Sposò nel 1911 il pittore Maurice Biais ritirandosi a vivere con lui a Jouy-en-Josas: nel 1926, quando l’uomo morì, si scoprì che egli aveva dilapidato il suo patrimonio.

Si esibì per l’ultima volta nel 1935 in compagnia di Max Dearly.
Morì nel 1943 nella casa di riposo per artisti dove era entrata l’anno precedente grazie all’intervento di Sacha Guitry, venendo poi sepolta nel Cimitero di Père-Lachaise poco distante da dalla tomba di Mademoiselle Clairon, altra ballerina dell’epoca.

Nel film Moulin Rouge realizzato nel 1952 da John Huston il suo personaggio viene interpretato da Zsa Zsa Gabor.

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

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Toulouse-Lautrec al cinema

3 Mar

Su Henri de Toulouse-Lautrec sono stati girati almeno tre film per il cinema come protagonista:

  •     Moulin Rouge, con José Ferrer e Zsa Zsa Gabor, del regista John Huston (1952)
  •     Lautrec, del regista Roger Planchon (1998), interpretato da Régis Royer
  •     Moulin Rouge!, con Nicole Kidman e Ewan McGregor, del regista Baz Luhrmann (2001), in cui Lautrec è John Leguizamo

Inoltre il personaggio è comparso in altre pellicole cinematografiche:

  •     Brama di vivere (Lust for Life) (1956), interpretato da Jerry Bergen
  •     Nothing Lasts Forever (1984), interpretato da Erick Avari
  •     The Footstep Man (1992), interpretato da Michael Hurst
  •     Il giro del mondo in 80 giorni (Around the World in 80 Days) (2004), interpretato da Guillaume Siron
  •     The Miracle (2007), interpretato da Gary Arnold
  •     Midnight in Paris, (2011), interpretato da Vincent Menjou Cortes

L’artista è anche stato rappresentato in alcune fiction e serie televisive:

  •     Moulin Rouge, a Vida de Toulouse-Lautrec (1963) Serie TV Interpretato da Percy Aires
  •     A Última Valsa (1969) Serie TV Interpretato da Edson Silva
  •     Der Opernball (1971), per la televisione, interpretato da Ernst Stankovski
  •     The Flame Is Love (1979), per la televisione, interpretato da Jim Fitzgerald
  •     Omnibus – Van Gogh (1990), episodio per la televisione, interpretato da Peter O’Farrell
  •     The Night Club of Your Dreams: The Making of ‘Moulin Rouge’ (2001), film per la televisione interpretato da John Leguizamo

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

Henri de Toulouse-Lautrec e Suzanne Valadon: arte e amore

10 Feb

La vita sentimentale di Henri de Toulouse-Lautrec fu molto burrascosa.

Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa (Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) è stato un pittore francese, tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento. Divenne un importante artista post-impressionista, illustratore e litografo e registrò nelle sue opere molti dettagli degli stili di vita bohémien della Parigi di fine Ottocento. Toulouse-Lautrec contribuì anche con un certo numero di illustrazioni per la rivista Le Rire, durante la metà degli anni novanta. Soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa, che può portare a manifestazioni cliniche apparentemente simili al nanismo.

A Parigi l’artista conobbe una talentuosa pittrice, Suzanne Valadon (1867-1938). Questa donna aveva in passato svolto mestieri umili ed in seguito l’acrobata del circo ma a causa di un incidente dovette abbandonare questa professione.
La Valadon, nel 1883 diventò madre di quello che poi sarà noto come il pittore Maurice Utrillo la cui vera paternità rimase incerta.

Figlia naturale di una lavandaia, Suzanne (Bessines-sur-Gartempe, 23 settembre 1867 – Parigi, 7 aprile 1938), il cui vero nome era Marie-Clémentine Valadon, ancora bambina andò a vivere a Montmartre con la madre. Prima di lavorare per il circo Mollier come cavallerizza iniziò una lunga serie di mestieri, fra i quali pasticciera, sarta, fiorista. A causa di una caduta nel corso di un’esibizione circense, dovette abbandonare anche quest’attività. Nel frattempo, però, già si cimentava nel disegno ritraendo vari soggetti, come gatti, cani e cavalli.
La sua bellezza attirò diversi artisti di cui divenne modella e, osservandoli lavorare durante le pose, riuscì ad apprendere le loro tecniche. Fu la modella di Edgar Degas, Henri de Toulouse-Lautrec, Pierre-Auguste Renoir e Pierre Puvis de Chavannes, diventando anche l’amante di alcuni di loro.
Nel 1883, a 18 anni, divenne madre di quello che poi sarà noto come Maurice Utrillo (la vera paternità rimase incerta finché, nel 1891, Miquel Utrillo riconobbe il bambino). Nel 1893 iniziò una relazione con l’eccentrico musicista Erik Satie.
Nel 1894 Suzanne Valadon fu la prima donna ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts. Fu sempre una perfezionista: poteva infatti lavorare anche parecchi anni su una tela prima di esporla. Degas fu il primo a riconoscere il talento pittorico della Valadon, la quale partecipò anche al Salon des Indépendants nel 1912 e sette anni dopo al Salon d’Automne. Fu la principale maestra del suo unico figlio, cui trasmise l’entusiasmo per la pittura e a cui suggerì di lavorare en plein air (all’aria aperta).
Nel 1896 sposò Paul Moussis, un agente di cambio, ma il matrimonio finì tredici anni dopo, nel 1909, quando, all’età di 44 anni, lasciò il marito per un pittore di 23 anni, André Utter, che poi sposò nel 1914. Quest’unione durò quasi 30 anni, e la si può verificare in una delle sue tele più famose, Adamo ed Eva, nella quale André è Adamo mentre Suzanne è Eva.
Nel 1935 suo figlio Maurice sposò Lucie Valore, che si dedicò con profitto alla gestione dell’attività pittorica del marito.
Suzanne morì il 7 aprile del ’38; fu sepolta nel Cimitero parigino di Saint-Ouen.

La sua bellezza attirò diversi artisti di cui divenne modella ed osservandoli durante i periodi di posa riuscì ad apprendere le loro tecniche. Incoraggiata dall’amico Degas e da Renoir (di cui era stata l’amante), a coltivare il proprio talento artistico, fu attratta dalla personalità di Lautrec e nonostante l’aspetto fisico nel 1886 divenne la sua amante per alcuni anni. La relazione finì burrascosamente e la Valadon tentò il suicidio nella speranza di farsi sposare dall’artista di Montmartre.

Suzanne non rivelò mai chi fosse il padre di suo figlio Maurice; tuttavia alcune congetture volevano che fosse nato dal rapporto con un giovane pittore di nome Boissy, o con il più noto Pierre Puvis de Chavannes. Nel 1891, Miquel Utrillo i Morlius, un artista catalano, firmò un documento legale in cui ne riconosceva la paternità, tuttavia non si sa se costui fosse effettivamente il padre.
Il giovane Maurice venne cresciuto dalla nonna che, impaurita dai violenti attacchi epilettici del nipote, cercava di calmarlo dandogli da bere un bicchiere di vino. Per questo motivo Utrillo mostrò presto una certa inclinazione all’alcolismo (che gli valse il soprannome di Litrillo affibbiatogli dai bambini del quartiere) e all’assenteismo scolastico, forse anche a causa della scarsa attenzione e dal cattivo esempio della madre. Quando nel 1904, a ventuno anni, fu colpito da una malattia mentale, fu incoraggiato a dipingere proprio dalla madre, mostrando un precoce talento. Senza altro insegnamento, se non quello datogli dalla madre, dipingeva e disegnava quello che vedeva a Montmartre. Durante tutta la sua vita, i suoi disturbi mentali lo portarono ripetutamente all’internamento in manicomio.
Utrillo si sposò nel 1935, all’età di cinquantadue anni, con Lucie Valore e si trasferì a Le Vésinet, appena fuori Parigi. A quell’epoca era già troppo malato per lavorare all’aria aperta, così dipingeva paesaggi visti dalla finestra, da cartoline o a memoria.
Nonostante la sua vita fosse tormentata dall’alcolismo, visse fino a settantadue anni. Maurice Utrillo morì infatti il 5 novembre del 1955 e fu sepolto nel Cimitero di Saint-Vincent, a Parigi.

Toulouse-Lautrec morì a Malromé nella tenuta familiare nei pressi di Saint-André-du-Bois, a causa dei danni fisici causati dall’alcol o dalla sifilide, il 9 settembre 1901, pochi mesi prima del suo trentasettesimo compleanno.

Fonte: Wikipedia

Vedi anche:

 

Toulouse-Lautrec in mostra a Roma all’Ara Pacis

16 Dic

Henri de Toulouse-Lautrec, la collezione del Museo di Belle Arti di Budapest in mostra a Roma al Museo dell´Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all´8 maggio 2016.
Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma una grande mostra su Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre la vita dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta da Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura e consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata Al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.
Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l’opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista.
Curate da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, le cinque sezioni all’interno del percorso raccolgono i focus d’interesse dell’artista: la vita notturna parigina, con i bordelli e i teatri di Montmartre (L’inglese al Moulin Rouge, 1892); le attrici in voga all’epoca, come la famosa danzatrice di can can la Gouloue (Al Moulin Rouge: La Goulue e sua sorella, 1892); fino a raccontare il suo grande amore per le corse dei cavalli a Longchamp (Il fantino, 1899) e per le nuove invenzioni (Gita in campagna, 1897).

Henri de Toulouse-Lautrec è considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e XX secolo. La peculiarità della sua arte, al contrario dei suoi contemporanei, è l’avere come soggetto la gente, il proletariato e i loro divertimenti, affascinando così la borghesia francese. Sua grande fonte d’ispirazione è il quartiere parigino di Montmartre e la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona. Esse sono rappresentazione d’istanti di vita quotidiana che Toulouse-Lautrec restituisce con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l’artista diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire.

Nel percorso di mostra, oltre le opere di Toulouse-Lautrec, rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) d’inizio Novecento evocano la Parigi della Belle Époque. Inoltre un’applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta della tecnica litografica e delle tecniche di stampa di fine Ottocento, dai colori accesi e la riproduzione su vasta scala, ai presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui Toulouse-Lautrec è stato con la sua arte il precursore.

La mostra vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia.
Media coverage by Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira.

 Henri de Toulouse-Lautrec in mostra a Roma al Museo dell´Ara Pacis dal 3 dicembre 2015 al 3 maggio 2016


Henri de Toulouse-Lautrec in mostra a Roma al Museo dell´Ara Pacis dal 3 dicembre 2015 al 3 maggio 2016

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